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La verità è spesso sotto i nostri occhi!

Quante volte ci troviamo in un contesto, magari di fronte ad una persona cara o un collega, oppure all’interno di un gruppo, e ci rendiamo conto che succede qualcosa intorno a noi che non quadra.

All’interno della comunicazione degli altri c’è qualcosa che dietro una veste di apparente normalità cela qualcosa che ci mette a disagio. Una sensazione che agli occhi dei più sprovveduti della comunicazione non è spesso neanche riconducibile al messaggio recepito.

Tuttavia anche ai meno esperti in questi contesti si viene ad accendere una spia. Qualcosa non va. Ma cosa?

A volte qualcuno più intuitivo riesce anche a percepire che questa sensazione nasce da qualche bugia appena ascoltata. Tuttavia non si sa se può essere più utile far finta di niente o tentare di mettere in evidenza la sensazione di incongruenza ravvisata.

La verità è un valore importante ma per molti l’amicizia e l’amore passano in primo luogo.

Come comportarsi allora? E’ un argomento da approfondire?

Chiedete pure. Cercherò di soddisfare la vostra sete di conoscenza.

Saluti affettuosi…

A Cura di Valter Romani,
Autore di “Scacco alle Bugie”


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12 risposte a La verità è spesso sotto i nostri occhi!

  • Personalmente, credo che molto dipenda dal contesto.

    Ogni contesto, evidentemente, ha un suo preciso sistema di valori, o meglio, in ogni contesto la stessa persona può avere una scala di valori diversa, che comporta atteggiamenti diversi.

    Un conto, evidentemente, è una dimamica di gruppo all’interno di un contesto di amici o di conoscenti, mentre discorso evidentemente ben diverso è quello riconducibile ad un’aula di giustizia.

    Se un amico, o conoscente, ci comunica qualcosa che “non quadra”, come un’incongruenza, una contraddizione, che potrebbe essere indizio, o prova, di qualche bugia, evidenziare tale circostanza o far finta di niente dipende sopratutto dai nostri valori, a seconda che si dia più importanza a quell’amicizia, che potrebbe rompersi, nel caso affrontassimo “di petto” la situazione, o alla verità.

    E’ ovvio, invece, che in un’aula di giustizia le cose cambiano.
    Il giudice dovrebbe sopratutto cercare la verità, mentre il legale di una parte avrà tutto l’interesse ad evidenziare incongruenze e contraddizioni della controparte, per “portarle” a proprio vantaggio.

    Ancora una volta, quindi, si evidenzia il rilievo assunto dallo specifico contesto di riferimento.

  • Giancarlo Randone scrive:

    Sebbene Turletti abbia fatto riferimento all’importantissimo contesto (faccio da 35 anni il consulente del Tribunale e comprendo molto bene ciò che ha voluto chiaramente dire) io direi che la verità – una volta preso atto di “qualcosa che non va”, di una bugia -piccola o grande essasia – vada assolutamente onorata.

    Pertanto, anche se con l’utilizzo del miglior tatto e diplomazia, qualora quel “qualcosa che non va” dovesse frapporsi al valore puro di una autentica amicizia, io non mi tratterrei dall’evidenziarlo portandolo alla luce. Solamente in tal modo l’amicizia e la fiducia sarebbero salve, e non si determinerebbero “fratture” o “piani di taglio” avviati, sicuri mezzi di rotture posteriori.

    L’amicizia, caro Valter, quando è vera (ben diversa dalla conoscenza, poichè “amico” è essenzialmente “uno che ama”) è bene troppo prezioso e raro perchè possa essere inquinata.

    Un caro saluto a te e Turletti. Scrivete in un modo che rende difficile non leggervi e riscontrarvi. Giancarlo

  • Alessandro Viti scrive:

    grande walter,
    è sempre di grande interesse la ricerca della verità, nei vari contesti. è vero che tra amici si può tendere a perdonare qualche “sparata” incongrua, ma solo se fa molto ridere, chi vorrebbe tenersi degli amici che si inventano le cose continuamente?

    colgo l’occasione di ringraziarti unitamente a Giampiero per l’aiuto morale che mi avete dato la scorsa estate, le vostre idee mi hanno stimolato a cambiare atteggiamento e alla fine ho trovato l’equilibrio giusto per risolvere il problema dell’eccessiva gelosia della mia fidanzata. sono ormai quasi tre mesi che siamo davvero uniti e felici insieme, riusciamo anche a scherzare sulle liti del passato.
    PNL + Meditazione Bioenergetica + tanto tanto tanto Amore

    appena ho tempo scriverò un report su questa esperienza, sono sicuro che sarà utile a molte coppie…
    ancora grazie

  • Giancarlo Randone scrive:

    Caro Valter,
    io ritengo che l’amicizia ,quella vera, non debba essere inquinata da nessun tipo di bugia o di non aderenza al vero e genuino. Amico ha derivazione diretta da un termine che significa “colui che ama”, e l’amore vero, accompagnato da stima e fiducia, non può permettersi incrinature.
    Come si fa a non intervenire in questo argomento? Quando poi ad esser sollecitati nella risposta sono elementi speciali cone Turletti e Viti, non si può resistere.
    Ma, dimmi Ingegnere. E’ così anche per te? Ti restituisco la palla ed attendo la tua considerazione. Un caro saluto a tutti voi. Giancarlo

  • Fausto Petrone scrive:

    Of Topic per Gian Piero.

    Gian Piero devo chiederti una cosa, mi puoi contattare tramite il mio sito?

    Grazie e scusate per l’of topic :)

  • Ringrazio tutti gli intervenuti, che mi hanno rivolto bellissimi complimenti.

    Caro Giancarlo, anche i tuoi interventi sono vere perle di saggezza, e chissà che tra un po’ non ricompaia qualche tuo articolo su questo blog……

    Aggiungo che anch’io, di solito, tendo a dire che la VERA amicizia non potrebbe non essere basata che sulla verità, ma….
    mi capita talora di “imbattermi” in persone che mi raccontano che “quella volta”, pur con tatto e diplomazia, hanno fatto notare un”peccatuccio” a quel loro amico…per poi pentirsene perchè l’amicizia si è …..rotta.
    Cosa dico io?
    Che probabilmente di vera amicizia non si trattava, e purtroppo oggi tendiamo ad estendere un po’ troppo l’applicazione di questo termine….

    Ma visto che tenevano tanto a quel rapporto, forse avebbero fatto meglio a “soprassedere”, sopratutto nei casi in cui sanno di avere un amico
    che se la prende per certe osservazioni.
    Poi, ovviamente, se valga la pena continuare un certo tipo di rapporto è rimesso alla personale valutazione di ognuno.

    Per Fausto: ti contatterò quanto prima……….

    Per Alessandro: non ci avevi più raccontato niente di quei certi tuoi problemi…..

    E, per la verità, anche da parte mia non ti avevo più chiesto nulla, anche per non essere, come dire…., indiscreto nei tuoi confronti…
    Mi fa molto piacere che i problemi si siano risolti, segno che in effetti certi metodi funzionano, ma forse anche che a volte si dipingono le cose peggiori di quanto in realtà siano.

  • Gerardo Capozzi scrive:

    Ciao Valter ho una domanda per te :

    Perchè quando diciamo ti cresce il naso indichiamo una persona che stà mentendo ?

    Oggi parlando con un amico è venuto fuori questo quesito e non ho saputo dare risposta ,

    mi potresti dare una mano tu ?

  • Gerardo, forse posso fare che rispondere io alla tua domanda.

    E’ un modo di dire, che rimanda alla fiaba di Pinocchio, il burattino, cui cresceva il naso, ogni volta che mentiva, e che alla fine si trasforma in bambino in cane ed ossa.

  • Gerardo Capozzi scrive:

    grande Gian Piero grazie mille – che tempismo ! Chiamo subito il mio amico … eh ehe

  • Credo che leggerò questo e-book… scovare i bugiardi è un tema interessante e sempre utile ;)

  • Valter ROMANI scrive:

    Innanzitutto mi rende felicissimo il fatto di aver contribuito al miglioramento della relazione di Alessandro con la sua amata.

    Ringrazio di nuovo Gian Piero per il fatto di farmi spesso da stimolante sponda ai miei articoli dimostrando una preparazione più che poliedrica.

    Grazie a Giancarlo, anima profonda di questo blog.

    Per quanto riguarda il mio rapporto con l’uso della verità, sono convinto che essa sia un magico e potente unguento che usato saggiamente può rendere veramente forti i rapporti importanti della nostra vita.

    Considero la verità come una meta a cui è fondamentale mirare sempre nella vitae a cui è importante però avvicinarsi sempre con circospezione.

    Esistono infinite strade per arrivare alla verità e un comunicatore esperto, tramite la calibrazione, può ravvisare, mentre si avvicina goccia a goccia alla verità quali sono le reazioni del proprio interlocutore.

    In questo modo può gradualmente riuscire a mettere l’amico o la persona amata davanti alla verità minimizzando al massimo il rischio di ferire l’interlocutore, riuscendo anzi a far comprendere quanto sia importante un rapporto sincero con questa persona.

    X Gerardo. Io avrei una teoria sul rapporto tra bugie e naso che secondo me precede il legame creato da Collodi nella favola di Pinocchio.

    Come spiego nel libro “Scacco alle bugie”, toccarsi il naso a seguito di un prurito tradisce quello che si chiama scarico tensionale da rifiuto. In poche parole quando il mio interlocutore si tocca il naso in qualche modo sta rifiutando qualcosa che forse ho detto o fatto o qualcosa che può aver pensato a riguardo.

    Alcuni pensano invece che toccarsi il naso nasconda una bugia e questo non è corretto. Infatti può capitare che io dica una bugia e di conseguenza abbia un prurito al naso come se il mio inconscio volesse rifiutare questa cosa, ma è solo una tra le tante possibilità. Un bravo comunicatore conosce il modo di investigare e comprendere.

    Il legame naso-bugie si perde quindi nella notte dei tempi e forse Collodio chi prima di lui ha pensato che toccandosi il naso a seguito di una bugia si cercasse in qualche modo di contenerne la crescita.

    Potrei allora chiedervi… perché secondo voi si dice che le bugie hanno le gambe corte?

    Un affettuoso saluto a tutti.
    Valter

  • Ringrazio anche Valter per il cortese apprezzamento.

    Venendo alla sua ultima considerazione, la comunicazione non verbale e la fisiognomica evidenziano la possibilità di”leggere” talune indicazioni di affermazioni false nel nostro interlocutore, ma ovviamente in termini di possibilità.

    Diciamo che tutto questo è possibile, ma non sicuro, potendo esservi svariate causedi talune fisiognomiche e comunicazioni non verbali.

    Circa le “gambe corte”, non so se tu, Valter, ti riferisca alla stessa cosa.
    Personalmente, mi è venuta in mente anche laconsiderazione, per la quale chi sta ricevedendo una comunicazione che considera falsa, se stava camminando, inizia a rallentare, per riflettere, a parte l’ovvio modo di dire, riferito alle bugie che, in quanto tali, sarebbero destinate sempre ad essere scoperte.
    Avere le gambe corte significa, quindi, anche che chi mente in modo credibile deve saperlo fare, sopratutto a fronte delle frequenti incongruenze e contraddizioni,in cui potrebbe “cadere”.

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