+ Vuoi ottenere dei Risultati, + devi Agire
Nicoletta è una mia cliente, una piacevole signora vicino alla cinquantina imprenditrice nel settore ristorativo. La sto aiutando a ricostruire l’Autostima che ha perso negli anni, nonché a volersi maggiormente bene. È talmente contenta dei suoi miglioramenti che ne parla continuamente in giro ad amiche, conoscenti, clienti del Suo ristorante.
Questa settimana ha organizzato una cena con alcune Sue amiche incuriosite dai racconti e con altre cui ha fatto una sorpresa. Mercoledì sera mi ritrovo a tavola con sei donne: due ragazze giovani che, insieme con una signora di una certa età non conoscevo - e che, forse, non si aspettavano la mia presenza -, Nicoletta e altre due signore mature che, invece, desideravano appunto conoscermi e parlare con me.
Mentre aspettiamo la cameriera, una delle due signore mature, Maria Rosa, mi spiega che opera nel multi level marketing e vende oli essenziali e creme di una nota azienda di prodotti naturali. A mia volta Le dico che anch’io ho avuto esperienze di vendita e Le racconto di quando “vendevo” (meglio dire provavo a vendere) il mitico aspirapolvere Folletto.
La signora di una certa età entra nel discorso e mi chiede di dove io sia e cosa faccia lì a cena con loro. Con un po’ di sana ironia spiego che sono stato gentilmente invitato e che sono un formatore motivazionale e, soprattutto, un personal coach che aiuta le persone a valorizzarsi.
La mia spiegazione ottiene il risultato di calamitare l’attenzione delle due ragazze giovani e delle signore mature e, ovviamente, di Nicoletta che mi conosceva già. Mentre noto che la signora che mi aveva posto la domanda - credo si chiamasse Renata - ha una contrazione delle spalle e si tira indietro con il corpo. Chissà che effetto Le avrà fatto il sapere che ero un coach mentale?!
La serata scorre gradevole, tra un buon bicchiere di vino, sorrisi, battute e molte domande, in particolare da parte delle due ragazze incuriosite dal mio lavoro. Maria Rosa, poi, una splendida signora sui sessant’anni, è un vulcano d’ottimismo e di positività. Il contrario di Renata che traspare pessimismo da più pori.
A un certo punto una delle due ragazze, Federica, mi chiede un consiglio su come conquistare un ragazzo che Le piace e, pur non essendo un esperto di seduzione, Le offro qualche utile dritta.
Noto che l’atteggiamento di Renata nei miei confronti cambia: adesso è più disponibile, più aperta. Continuo a parlare con Federica e Le chiedo se quel ragazzo è a conoscenza del Suo interessamento e mi risponde che “lui, sa bene che mi piace” (nota che Federica presume che lui lo sappia, in realtà non può esserne convinta e alla fine della serata lo ammetterà).
Allora Le chiedo se non ha mai provato a dirglielo in maniera diretta e Lei, arrossendo, mi risponde “assolutamente no” (quindi, mi chiedo, come faceva a saperlo…). Infine, Le chiedo la terza e ultima cosa: se è mai uscita con Lui; la ragazza, abbassando lo sguardo, mi dice… “magari” (ma cara Federica, e se lui fosse più timido di Te?).
Il dialogo è sempre più coinvolgente e i consigli, anche delle signore mature, fioccano a iosa. Anche Renata partecipa maggiormente, e spinge Federica a chiedermi più cose.
Rivolgendomi a Fede e alle altre, faccio notare che “Se Vuoi ottenere dei risultati nella vita, devi imparare ad agire. Fare delle azioni volte a costruire i presupposti di quello che desideri”. Federica, invece, si limita a desiderare quel ragazzo, senza mettere nessuna azione in campo per conquistarlo.
Fai così anche Tu che stai leggendo? Sì?! Peccato, perché ho scoperto a mie spese che + vuoi ottenere dei risultati, + devi agire. Nel caso di Federica, l’azione poteva venire da almeno tre forme diverse:
- dire apertamente a quel ragazzo che le piaceva (senza dare per scontato che lui lo sapesse);
- chiedergli apertamente di uscire con Lei (Lui poteva anche essere più timido e riservato di Lei);
- fare esattamente il contrario: anziché pendere dalle sue labbra quando lo incontrava, far finta che non esisteva e rimanere assolutamente indifferente (spesso, quando le persone sanno di essere al centro dell’attenzione, se ne approfittano un po’; poteva essere interessante provare a lasciarlo nell’indifferenza).
Naturalmente gli amici più esperti di me nella sublime arte della Seduzione potrebbero indicare a Federica altri 10/20 suggerimenti diversi e migliori. Di sicuro c’è un fatto, Federica ha fatto l’unica cosa che “non” doveva fare: “non agire”!
Alla fine della serata erano tutte contente di aver fatto la mia conoscenza e dei consigli che avevo dispensato sia a Federica sia a Elena (l’altra ragazza giovane).
La stessa Renata appariva più serena e contenta di avermi conosciuto, e mentre ci apprestavamo al saluto capii il perché: era la mamma di Federica e aveva apprezzato i consigli che avevo offerto alla figlia, che riteneva timida e bisognosa di una mano.
Spero che il mio racconto Ti faccia capire due cose:
- Se nella Tua vita Vuoi ottenere dei Risultati con la R maiuscola, devi Imparare ad AGIRE;
- Se quando conosci delle persone Ti fai guidare dalla Prima Impressione, potresti essere portato a emettere un giudizio sbagliato.
Ricorda: + Vuoi ottenere dei risultati, + devi Agire. E ancora: smettila di valutare gli altri sulla base di simpatia o antipatia. Ascolta le persone e cerca di capirle. Anche in questo caso vale il consiglio di “agire”, perché se poni domande e le fai parlare potresti scoprire che sono molto più simili a Te di quanto Tu possa immaginare.
A fine serata Renata mi ha confidato che nel Suo piccolo anche Lei faceva qualcosa per aiutare gli altri: era sempre disponibile al telefono per ascoltare le Sue amiche e dare loro una parola di conforto. Quando ha notato che anch’io stavo aiutando Sua figlia, senza chiederle nulla in cambio, ha capito che ero “simile” a Lei e mi ha accettato.
Riassumendo: lamentati di meno e agisci di più. Agendo potresti anche sbagliare, anche se forse potresti ottenere dei risultati. Non agendo, rimandando continuamente, non Ti succederà mai niente di brutto. Anche se di sicuro, neppure niente di bello.
Ti lascio con una citazione bellissima di Benjamin Franklin: “Ami la vita? Allora non dilapidare il tempo, perché è di questo che è fatta la vita”.
Tu agisci nella vita? Lasciami un Tuo commento al post.
Ps: dimenticavo, nel mio ebook “Penso Positivo” ho dedicato l’intero settimo e ultimo capitolo all’Azione. L’ho intitolato “Sogna in Grande e Agisci in Piccolo”.
A Cura di Giancarlo Fornei
(Formatore Motivazionale & Mental Coach)
Autore di “Penso Positivo”
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Agosto 12th alle 10:51 am
Ciao Giancarlo,
sono pienamente daccordo con te, agire è sempre meglio di lasciare tutto al caso! Basta solo avere un po’ di coraggio ed essere consapevoli che non sempre tutto può andare come speriamo…
Giusto?
E poi in effetti secondo te obiettivamente quanto può incidere sulla persona il pensiero positivo?
Ciao e grazie
Agosto 12th alle 14:49 pm
Un pensiero per Giancarlo Fornei e una risposta per Andrea:
Carissimo Giancarlo,
in un blog dove prevalgono ottime informazioni per chi è esperto navigatore e businessman sul web o per chi insegna a guadagnare, sempre sul web, è meraviglioso prendere atto che, periodicamente, compaiono post di valore che hanno a che fare con l’interiorità e il bisogno di organizzare pensieri e forze in questi tempi di dure difficoltà, inflazione in salita, difficoltà spesso ad arrivare a fine mese.
Quanto saggi e pratici sono i tuoi suggerimenti a non sprecare il tempo chinandosi a piangere sugli errori, ma utilizzare questi come spunto per imparare lezioni di vita e percorrere nuovi tracciati!
Quanto saggio è il tuo consiglio di interessarsi di tutti, non solo di chi ci è simpatico, poichè questo è quanto sta scritto nel profondo del nostro Dna.
Il più grande uomo tra quelli passati sulla terra ebbe a suggerire: ” Se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare, poichè facendo ciò accumulerai carboni ardenti sul suo capo”, intendendo certamente non azione di danno, ma di scioglimento delle resistenze, come si faceva allora (ma anche oggi)con i metalli, per renderli preziosi, puri, liberi dalle scorie.
Grazie, Giancarlo, dal cuore. Utilizzo una frase di Gianpaolo Pavone per dirti con piacere che rappresenti un indiscutibile “valore aggiunto” per Bruno Editore, e una presenza davvero qualificante. Offrici sempre, appena puoi, i tuoi preziosi e sempre riconoscibili doni.
Una risposta per te, puntualissimo Andrea, che giungi sempre per lasciare commenti costruttivi: pensare positivo è fondamentale, poichè il nostro cervello è grandemente influenzabile dai pensieri positivi, al punto da ri-programmarsi sulla base di essi.
Un mio amico australiano, appena saputo di avere un bruttissimo cancro e una diagnosi di due anni di vita, ogni mattina -guardandosi nello specchio del bagno- si diceva: ” Complimenti, continua così! Oggi stai meglio di ieri! A te, quel tumore, non farà proprio un baffo!”.
Ogni giorno continuò così, cacciando via pensieri tipo: “e se fossi davvero spacciato?” appena nascevano. A distanza di diciotto anni da quella terribile diagnosi, non solo era ancora vivo, ma il suo tumore era stato completamente assorbito.
Carissimi saluti a te, Giancarlo, ad Andrea e a tutti i frequentatori di questo qualificatissimo blog. Giancarlo
Agosto 12th alle 15:51 pm
Ciao Giancarlo e grazie.
Quello che hai scritto è davvero bello anche se di difficile attuazione purtroppo. Sono convinto anche io che il pensiero positivo sia sicuramente qualcosa di grande e che ancora non pienamente sfruttato.
Bisogna guardare però anche con gli occhi di chi i problemi li affronta tutti i giorni e spesso si trova a pensare ” Penso Positivo, ma il problema rimane ” …
Sono dell’idea che sarebbe bello magari in questo spazio confrontarsi su questo argomento in modo da riuscire tutti a trarne degli spunti di riflessione che ci facciano davvero capire l’importanza del pensiero positivo …
Che ne dite?
Ciao e grazie
Agosto 12th alle 19:20 pm
Caro Andrea,
le parole del mio omonimo dovrebbero averti fatto capire che il nostro atteggiamento fa la differenza, sempre.
Lungi da me l’idea di andare in giro con delle fette di salame sugli occhi. Anch’io noto la stagnazione sul mercato ed i problemi della vita di ogni giorno e credimi, di problemi… né ho molti.
Eppure, è proprio come affronti le cose che può farti fare il “salto di qualità”.
Conosci questo detto: “Aspettati il meglio e probabilmente, arriverà… aspettati il peggio e SICURAMENTE, arriverà”?
Fidati, è vero! Ho imparato ad aspettarmi il meglio, sempre. A volte lo ricevo, altre volte no. Ma sai una cosa, adesso che ci penso, sono più le volte che ricevo che le cose che desidero.
Un abbraccio
Agosto 13th alle 9:59 am
Caro Andrea,
approfitto di questo periodo di scarsa attività -sebbene non sia in ferie- per aggiungere qualcosa dopo aver letto la tua ultima matura considerazione.
E’ vero, nonostante il pensiero positivo i problemi possono permanere, ma il punto focale qual’è? Chi pensa positivo compie almeno due passi: 1) il primo è automatico: nel pensare positivo ha lanciato un input al cervello (pensa che anche ridere contro voglia mette in connessione un sensore sulla guangia con il cervello, che prendendo atto del ridere si riprogramma e invia neuromodulatori di sostegno al buon umore, anche se questo non c’è).
2) Il secondo è autoproducibile: se io, grazie al pensare positivo, mi metto in movimento per cercare soluzioni al mio problema, insomma lo affronto facendo qualche cosa di costruttivo invece di chiudermi a riccio (avrei molti esempi da fare a chi mi presentasse un caso concreto), allora starò più attento agli eventi, vedrò come e quando la vita mi offre vie di uscita e stimoli.
Tieni presente che non è teorizzare. Siamo straordinariamente programmati per essere “proattivi”, come dice Deliso, autore e collega in BE.
Ciao, Andrea,si vede comunque che sei una persona concreta e con la testa sul collo. Anche tu ci stai davvero bene su questo blog. Saluti cordialissimi. Giancarlo Randone
Agosto 13th alle 10:26 am
bravo Giancarlo,
quando non riusciamo ad ottenere qualcosa d’importante per noi è proprio perchè smettiamo di agire troppo presto.
le difficoltà devono stimolarci ad agire meglio non ad arrenderci…
Personalmente cerco di migliorarmi ogni giorno in qualunque cosa devo fare (anche cose banali come cucinare, lavare le pentole, ecc…) mi diverto a battere i miei record. se ci divertiamo a fare meglio le cose che dobbiamo fare, arriviamo prima ai risultati e sviluppiamo più energia…
buon divertimento a tutti…
Agosto 13th alle 11:05 am
Ciao a tutti,
concordo a pieno con tutto quello che avete scritto e sicuramente a partire da oggi oltre che documentarmi sull’argomento cercherò anche di mettere in pratica i vostri consigli :).
Come ho già scritto nei post precedenti non è sempre facile ma sicuramente non è neppure saggio arrendersi senza neppure provare no? E poi io personalmente odio chi dice che una tecnica piutosto che anche una forma di ” Pensare Positivo ” non possa funzionare a priori… Solitamente si dice… ” Provare per credere ” eheh
E poi questo è un argomento che mi ha sempre affascinato…
Giancarlo Fornei (specifico il cognome visto che c’è anche un altro Giancarlo
) posso sapere se possibile quando hai iniziato ad interessarti all’argomento? Io in effetti non ho + vent’anni ;), ma non nego che mi piacerebbe oltre che approfondire in merito anche magari lavorare nel settore… Pensi sia troppo difficile?
Ps. e poi non sono un vecchio rimbambito cmq ihihih
Grazie
Agosto 13th alle 12:06 pm
Una considerazione sul fare:
a mio avviso, non basta agire, ma è altresì necessario farlo nella giusta direzione, con un approfondimento dei nostri obiettivi.
Nel caso di Federica, ad esempio, consiglierei quanto segue:
si dovrebbe chiedere quanto tiene, comunque, a salvaguardare almeno l’amicizia verso quell’uomo, per il quale nutre sentimenti che vanno al di là dell’amicizia stessa……
Questo, perchè se una persona riceve “avances” da una persona, verso la quale non prova che amicizia, potrebbe trovarsi in imbarazzo e, conseguentemente, decidere di troncare l’amicizia stessa.
Gian Piero Turletti autore di Progetto Azienda
Agosto 13th alle 12:51 pm
Ciao Giancarlo, ho iniziato a leggere il tuo post per caso, mi sono incuriosita e non mi sono fermata finchè non ho finito di leggerlo.
Sai in questo momento mi ci vorrebbe vicino una persona come te che mi aiutasse a superare un momento di blocco mentale in cui non riesco proprio ad agire e a fare tutto ciò che vorrei. E’ come se ci fosse una forza che mi trattiene dal mettere in pratica tutte le cose che ho imparato in tanti anni di studio e di lettura di libri di autostima e formazione. Non so perchè ma proprio non riesco a iniziare a fare le cose che desidero e che mi darebbero tanta soddisfazione. Per esempio è da anni che vorrei scrivere un libro ma mentre prima avevo tutto ben chiaro dentro di me cosa e come scrivere ma per tempo non sono mai riuscita a farlo, adesso che il tempo l’avrei ho il blocco e mi sento incapace di iniziare.
Tu cosa ne pensi? Credi che possa superare questo momento e ritrovare la mia fluente creatività? Sento che anche la mia autostima ne risente e peggiora la situazione…
Agosto 13th alle 13:05 pm
Un altro esempio di scelta operativa, basata sulla disamina di aspetti positivi e negativi….
Premetto che, in tale ambito, “fare” significa procedere in una certa direzione, ma dobbiamo sempre attentamente valutare le conseguenze delle nostre azioni, talune positive, altre negative, in relazione agli obiettivi prefissati ed alle aree di criticità, che invece desideriamo evitare.
Qualche tempo fa, mi venne chiesto un consiglio su una questrione piuttosto delicata.
Un imprenditore era stato indagato per corruzione di pubblico ufficiale.
La competente Procura della Repubblica aveva anche disposto delle specifiche intercettazioni telefoniche…..
Il consiglio che un legale diede a quell’imprenditore, fu di promuovere un patteggiamento, in pratica una procedura con cui si concorda una pena e che porta ad una sentenza di condanna….con pena che sarebbe poi stata estinta, comunque, tramite indulto, e più mite di quella che invece avrebbe potuto essere irrogata.
La mia opinione, data in sincera amicizia, fu nettamente opposta.
Vediamone i motivi:
bisogna, a mio avviso, considerare sempre anche gli aspetti metalegali di una decisione giudiziaria.
Una sentenza di condanna, indubbiamente, rischia di influire negativamente anche sull’immagine dell’imprenditore…..
Molto spesso, inoltre, da una sentenza di condanna consegue, anche in caso di non menzione su rischiesta di privati, la difficoltà o impossibilità di ottenere determinati beneficidalla P.A., come finanziamenti agevolati o altro…….
Peraltro, l’intercettazione telefonica era stata disposta oltre i casi legaalmente consentiti, e quindi della stessa non poteva essere fatto alcun utilizzo processuale.
Fermo quanto dianzi, era inoltre evidente che la trascrizione dell’intercettazione, in ogni caso, era tale da prestarsi ad interpretazioni decisamente diverse, tra le quali era possibile anche individuare nella figura dellimprenditore non un corruttore, ma un concusso, cioè non un autore, ma una vittima di un realto.
Non mi dilungo in tecnicismi, anche per non tediare il lettore.
Quanto precede, solo per dimostrare che talora una disamina non sifficientemente approfondita di una situazione può certo portare ad agire, ma con modalità, che comportano più conseguenze negative, che altro.
Ebbene, volete sapere come andò a finire?
L’imprenditore decise di seguire la linea difensiva alternativa e fu…prosciolto con formula piena.
Agosto 13th alle 13:58 pm
Ciao Stella,
sono certo che la tua vena creativa si è solo sopita e di certo non scomparsa… Quindi secondo me dovresti solo cercare di prenderti il tempo necessario e vedrai che tutto andrà apposto :).
E poi visto quello che si è scritto negli altri post ti direi anche un’altra cosa… Inizia a ” Pensare Positivo “, quindi convinciti del fatto che presto tornerai a scrivere come e anche + di prima!
Questo vuole essere solo un mio modesto parere a riguardo
Ciao e in bocca al lupo
Agosto 13th alle 16:05 pm
Per Stella.
Certo che puoi ritrovare la Tua creatività. Anzi, ne sono certo.
Ricomincia con piccoli obiettivi. Stabilisci una o due piccole cose da fare ogni giorno. Mettile per iscritto ed impegnati a farle.
Per esempio, potresti scrivere una pagina ogni giorno. Poco conta che sia priva di senso logico ed al momento, non abbia nè capo nè coda. Tu comincia a scrivere e vedrai… presto, molto presto, comincerai a mettere in ordine le Tue pagine. A completare un capitolo. A dare un titolo, ecc.
“In bocca al lupo” per il Tuo libro. Sono certo che sarà bellissimo.
Per Andrea.
Ho cominciato a parlare di pensiero positivo, autostima e motivazione nel 1999. All’epoca mi davano tutti del visionario ed altro… che per bon ton tralascio.
Tranquillo: dato che non si finisce mai d’imparare, credo che Tu possa cominciare ad interessarti del pensiero positivo anche in età… dicamo, avanzata. E chissà, scoprire che puoi farne la Tua nuova filosofia di vita.
Un grazie a tutti coloro che hanno lasciato un commento ed un abbraccio ad ognuno di Voi.
ps
ricordo che chi si vuole iscrivere alla mia mailing list può farlo visitando http://www.giancarlofornei.com
Agosto 14th alle 1:02 am
ciao,
io agisco, come puoi leggere nei miei post sul mio blog.
proprio poco fa scrivevo che trovo ormai assurdo pensare di poter vivere non essendo me stessa. Che è così semplicemente semplice e bello che veramente non so perché non ci sono arrivata prima.
Sono, penso ed agisco. molto semplicemente. E mi assumo l’onere e l’onore delle mie azioni. Sono consapevole di quello che sono, da dove vengo e dove sto andando.
Chiedo un consiglio: molte persone che mi sono vicine sono molto preoccupate per me e mi angosciano perchè sto passando un brutto momento economico che sto già risolvendo. Io so che l’unico modo per farle smettere è agire e lasciare che il successo delle mie azioni le convincano che le loro preoccupazioni non hanno motivo di esistere. Mi piacerebbe parlare con queste persone di altro.,.. ma sono concentrate sui miei problemi e non credono che io sia in grado di risolverli. Sono concentrate sulle mie mancanze. si preoccupano di problemi che per me non sono problemi, e non suggeriscono nulla di costruttivo.
Il mio problema è questo: volendo bene a queste persone mi piacerebbe passare con queste persone momenti di svago,di leggerezza o comunque di confronto costruttivo. Il fatto che invece loro aprofittino di ogni incontro per angosciarmi fa si che vederli stia diventando veramente poco piacevole.
Io non so come fare capire a queste persone che se vogliono davvero aiutarmi ed essermi vicine devono semplicemente rilassarsi e fidarsi di me (considerando poi che non gli chiedo nulla e in me non ci hanno investito dei soldi direi proprio che è una fiducia del tutto “gratuita”) coccolarmi ed essere positive e costruttive.
come faccio?? e bada queste cose le ho già dette loro mille volte eh?
Agosto 14th alle 10:57 am
cara Gertrud,
premesso che sono certo che presto, molto presto, risolverai il Tuo problema economico, provo a rispondere alla tua domanda.
Sei già molto più avanti di quanto tu possa pensare. Tu, a differenza di molti, hai capito che devi agire. Infatti, noto una piena consapevolezza in te… “Io so che l’unico modo per farle smettere è agire e lasciare che il successo delle mie azioni le convincano che le loro preoccupazioni non hanno motivo di esistere”.
Cosa fare x convincere loro? Due banali consigli:
1). Devi sapere che la mente umana cancella le negazioni e quindi, prova ad evitare frasi del tipo “non preoccupatevi”… oppure, “non ci sono problemi”… ecc. Quando li vedi, impara ad affermare semplicemente che “va tutto bene”… “è tutto ok”… guidali inconsciamente, ed evita di aggiungere alla loro testa preoccupazioni. Sono già preoccupati da soli e paradossalmente, ogni volta che tu parli con loro ed antepomi la negazione ad una frase, il loro cervello la cancella e passa solo la frase che segue. Gli hai appena detto “non preoccupatevi”?… bene, la loro mente inconscia farà di tutto per… preoccuparsi. Riassumendo: OCCHIO ALLA TUA LINGUISTICA.
2) Dato che gli esseri umani agiscono per “SOMIGLIANZA” e non per quello che dici loro di fare. Impara a COMPORTATI CON LORO COME SE ANDASSE TUTTO BENE. So bene che non è facile e talvolta potresti essere presa dallo sconforto. Ma Tu, AGISCI e PERSEVERA. Riassumendo: se vuoi che loro siano rilassati, positivi e costruttivi con Te… cerca di esserlo PRIMA TU CON LORO. Impareranno ad esserlo a loro volta. Non per quello che gli dici, bensì per come ti comporti.
Abbi un pò di pazienza e presto, vedrai dei miglioramenti.
Un abbraccio e tienimi aggiornato
Agosto 14th alle 11:05 am
Una precisazione per Gertrud:
molte persone potrebbero conoscere il punto 2 come “Imitazione”. Indipendentemente da come vuoi chiamarla, SOMIGLIANZA o IMITAZIONE, ricorda che le persone “fanno quello che facciamo, non quello che diciamo”! Quindi, dovremmo sempre essere da ESEMPIO.
Agosto 14th alle 15:53 pm
Cosa aggiungere alle ottime e sempre utilizzabili informazioni di Fornei?
Nulla, Gertrud. Vorrei solamente sottolineare come davvero le persone fanno ciò che facciamo, non quello che diciamo ricordando un grande autorevole consiglio di quasi duemila anni, ma attualissimo: esso è negativamente e impropriamente reso così:
“Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”.
Ma letto nel greco koinè e correttamente tradotto, esso diviene:
“TUTTE LE COSE CHE VOLETE VI FACCIANO, FATELE VOI PER PRIMI”.
La prima versione dice: “Non fare”.
La seconda guida inconsciamente, come afferma Giancarlo Fornei, nell’atteggiamento costruttivo e produttivo del “FARE”, per primi. Una bella differenza, vero?
Ciao,Gertrud, mi associo a Giancarlo nel dire che hai in te dell’ottimo carburante. Buon progresso e cari saluti.
Giancarlo Randone
Agosto 14th alle 17:29 pm
Carissimo Giancarlo,sono daccordo con te, anche se personalmente con questa è la quarta volta che ricomincio da 0 o quasi, solo perchè mi vengono messi i bastoni tra le ruote, e così facendo ho amaramente perso 13 anni del mio tempo. L’obiettivo è di cancellare la mia identità e farmi sentire colpevole e incapace, mi sono fermata alla prima, le altre me le hanno affibiate, perchè non ho trovato la persona disposta a difendermi. Ma non importa, avevo ed ho deciso ancora una volta di agire e reagire, anche se perdo qualcosa, oggi come ieri, la mia azione dipende soprattutto da altri. Non sarà facile, ma non demordo, non l’ho mai fatto. Mi è capitato di stare giù di morale per qualche ora o giorno, ma poi riparto. Sono cocciuta, soprattutto se so di avere ragione, e anche questo ruba il mio tempo. I tuoi argomenti sono linfa per me che dovrò affrontare una serie di azioni importanti e delicate nei prossimi mesi. Spero di rimanere in contatto con te. Ma soprattutto spero di poter contare su di te se non reggo e mi scoraggio. Saluti a tutti
Agosto 14th alle 18:11 pm
Grazie Giancarlo e Giancarlo..mi impegnerò alacremente per mettere in pratica i vostri consigli e spero presto di potervi dire di aver iniziato a scrivere senza più sentirmi bloccata.
E come disse Hemingway…’Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno ma ciò ch farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi’.
Buon ferragosto a tutti!
Agosto 15th alle 2:11 am
Giancarlo: non vogliono sentire ragioni. mi dicono che tanto io non ce la faccio ed i miei sono deliri. comunque io vado avanti a prescindere, la mia vita è la mia vita e loro sono responsabili delle loro azioni così come io lo sono delle mie no? quindi se continueranno così potrei decidere semplicemente di diradare le frequentazioni (avrai capito che queste persone sono principalmente i miei genitori).
Un consiglio per elena zungri:
1- perchè ti fai mettere i bastoni tra le ruote?
2-perchè lasci che essi abbiano il potere di annullarti?
io da qualche mese ho deciso di eliminare dalla mia vita le persone negative e pessimiste, evitare la paranoia e quella che comunemente si chiama “sega mentale”…uh come sto bene. te lo posso assicurare!!! Ho imparato a dire no ed a difendermi da queste persone che non sono altro che parassiti.
e quando io decido una cosa (magari ci metto un pò per decidere) è quella ed agisco di conseguenza.
Nessuno ha il diritto di annullare la tua identità e metterti i bastoni tra le ruote, ma, prima di tutto tu stessa non devi permettere che ti facciano questo.
Chiunque esso sia: tuo marito, il tuo fidanzato, i tuoi amici, i tuoi parenti e i genitori o i figli o il tuo datore di lavoro. Le relazioni devono essere sempre basate sul rispetto e la fiducia: se questi non ci sono non esiste una reale relazione.
Agosto 15th alle 7:46 am
Buongiorno fanciulle fanciulli, e soprattutto, Buon Ferragosto.
Cara Elena,
soprattutto all’inizio devi imparare a difenderti da sola. Più sarai forte e saprai difenderti, più, paradossalmente, troverai qualcun’altro che vorrà difenderti. E nel caso in cui non vi fosse nessuno… avrai comunque imparato a farlo.
Per quanto mi riguarda, mi troverai sempre su questo blog, a rispondere alle Tue e alle tante altre domande che mi ponete. Io ci sarò sempre e se per caso dovessi scaricare un pò troppo le pile… scrivimi pure ad info@giancarlofornei.com Ti risponderò sempre.
Ciao Stella,
sono certo che entro la fine dell’anno avrai fatto passi da gigante nella scrittura. Ricordati che per fare un libro, ci vogliono i capitoli, per fare i capitoli ci vogliono le pagine e per fare le pagine, ci vogliono i paragrafi. Quindi, comincia sempre da un banale paragrafo composto da tre o quattro righe. Scommetto che sei capace di scriverne uno ogni giorno!!!
Cara Gertrud,
non avevo dubbi che fossero i Tuoi genitori. E’ una vita che mi occupo di coaching motivazionale ed ho scoperto che sono soprattutto le persone che abbiamo più vicino come genitori, amori ed amici che “distruggono” sistematicamente i nostri SOGNI o ci criticano dalla mattina alla sera. Pensa che nel mio ebook ho scritto un intero capitolo sull’argomento. Fai come ho fatto io: nel limite del possibile (dato che sono i Tui genitori), stai il più possibile lontano da questo tipo di persone. E se proprio non puoi, ascolta tutti e poi, AGISCI SEMPRE seguendo il Tuo istinto. Naturalmente, vale sempre quanto Ti ho già detto nella mia risposta precedente.
Un bacio ed un abbraccio a tutte tre.
Al mio omonimo Giancarlo, un saluto per i suoi piacevoli interventi.
Agosto 15th alle 10:59 am
carissima Gertrud, purtroppo è stato studiato anzitempo e alle mie spalle, la rete nella quale dovevo cadere inconsapevolmente. Avevano già deciso chi doveva vincere.
Delle persone negative, me ne sono liberata. Adesso dipendo da chi mi difende, ma la terra è bruciata. Vorrei ottenere giustizia per ciò che ingiustamente mi hanno fatto carico, l’unico modo per difendermi è andare via con la coda fra le gambe. Ma non è da me. Credo che combatto contro i mulini al vento, però se non lo faccio posso rimanere con il dubbio. Buon Ferragosto.
Grazie Giancarlo, per la disponibilità. Buon Ferragosto
Agosto 15th alle 11:08 am
Buon ferragosto, giancarlo!
è quello che già faccio, me ne sono accorta di recente. 4 mesi fa ho mollato il ragazzo con il quale avrei dovuto sposarmi e con il quale stavo da 8 anni. in questi tre mesi sono dimagrita di 16 kg…. senza fare nessuna dieta. ho eliminato un casino di zavorre e continuo ad eliminarle. Non voglio che nessuno più mi impedisca di vivere. e ritengo che le loro critiche e la necessità di farle, siano prima di tutto un problema loro.
Sto con le persone che mi corrispondono, tutto il resto via, fuori dalla mia vita. Altra cosa: penso al presente. non mi faccio più problemi per il passato, quello che conta è l’hic et nunc. e vivo. e se ho qualche problema con una persona gliene parlo, senza fondermi il cervello in paranoie.
ho deciso, già da dicembre (questa trasformazione di me ci ha messo un pò) che il 2008 è l’anno della mia svolta e lo sarà.
adesso sto mettendo un attimino a posto casina, ho un lavoro, precario (è sempre un lavoro) ma sto già facendo un business plan per la mia attività (illustrazione e comunicazione d’impresa).
I miei motti sono:
1-Noi siamo ciò che decidiamo di diventare.
2-Il potere personale è la nostra capacità di agire.
3-tu descrivi cose che esistono e ne spieghi il perché, io penso a cose che non sono mai esistite e mi dico perchè no?
Agosto 15th alle 12:14 pm
elena non conosco la tua vicenda ma posso dedurre che sia una cosa abbastanza grossa in cui attualmente non vedi una via di uscita dignitosa.
Io ho sempre pensato che prima di tutto viene il proprio benessere psicofisico. senza di esso non possiamo agire in maniera efficace.
Anche io sono una che non si arrende davanti alle ingiustizie. Anni fa ho subito un ferocissimo mobbing presso l’azienda dove lavoravo. ho resistito con delle conseguenze abbastanza pesanti come per esempio l’amenorrea (per tre mesi), finché non mi hanno lasciato a casa, mi è bastato questo. Avrei potuto fargli causa ma ci ho rinunciato, sebbene avessi tutte le carte in regola per metterli dentro tutti per variati motivi (truffe aggravate a clienti e fornitori) non ultimo il mobbing. La mia priorità in quel momento era stare bene, era ristabilire il mio benessere.
Devi scegliere prima di tutto le tue priorità… e la tua scala di valori e poi agire, anche se la tua decisione ultima dovesse essere andare via con la coda tra le gambe. Se tu non stai bene, se non sei serena, non vale la candela. pensaci. Tu ti devi difendere, tu devi vivere, non chi ti ha fatto questo. Ottenere giustizia è giusto e sacrosanto ma se questo significa esaurire se stessi… non sono sicura che sia la scelta giusta.
ti ho detto la mia opinione, non conoscendo la tua situazione, non posso dire di più.
Agosto 15th alle 20:53 pm
Hai perfettamente ragione. Bisogna agire… sempre… e non aver paura di sbagliare,a volte usare l’intuito…… perchè come dice un grande: Chi non sbaglia mai …. non ha mai agito(per paura di sbagliare).
Agosto 15th alle 22:55 pm
mio padre spesso mi dice che sono una fallita perchè a trent’anni sono fuori mercato.
Francamente ritengo un fallito chi per paura di sbagliare non agisce piuttosto che chi agendo sbaglia…
altra chicca dei miei:io lavoro da quando ho 16 anni. prima stagionale d’estate e poi full time per mantenermi ebbene per i miei genitori questi non sono lavori. mah…
fortuna che queste cose ormai mi entrano da un’orecchio e mi escono dall’altro.
Agosto 16th alle 2:17 am
Ciao Giancarlo
mi sono trovata in una situazione molto difficile di separazione da mio marito, con due figli, un lavoro, una casa e me stessa da gestire e …già bastava quando insieme all’avvocato e il mobbing ho dovuto reggere anche il mio cancro. Ho agito ed ho agito bene per la mia salute. Ho agito bene anche chiudendo rapporti legali al momento giusto e lavorando appassionatamente per il sapore della realizzazione e per affrontare tutte le spese. Ma oggi non posso fare a meno di odiare chi ha fatto tanto male a me e ai figli direttamente e indirettamente togliendomi TEMPO, denaro, energia, serenità, amici in modo anche subdolo e ben orchestrato. Il mio pensiero positivo di ogni mattina è: ” che bello oggi è un altro giorno buono per avere notizia gradita,… oggi si scapezzerà”. Il mio pensiero realista è: difendermi significa inventarmi una azione divertente per aggredire sfogando la mia rabbia senza farmi male,…ma qui mi fermo perchè non mi viene l’idea giusta. Poi mi dedico serenamente alla mia vita di lavoro e amore per i miei figli, ma ho difficoltà a comunicare i miei problemi e sentimenti perchè voglio proteggerli e perchè non voglio togliergli la parvenza di un padre e ora anche perchè mi accorgo che invece lui li ha imbottiti di dictat e falsità anche contro di me. Le azioni sono importanti è vero, ma bisogna considerare che bisogna anche essere capaci di azioni di m… ci si può convincere che non lo siano ma bisogna saperle ideare ed eseguire!
Dammi un consiglio per favore dopo aver letto anche l’intervento mio sul blog di Giacomo Bruno. Grazie comunque e auguri
Antonia
Agosto 16th alle 5:31 am
ciao antonia,
perfortuna.
I miei genitori non hanno fatto altro che quello che tu dici che fa tuo marito con i tuoi figli, ma erano in due (ed io ero il messaggero che portava pena dovendo spesso sentire insulti irripetibili tra di loro e molto altro ancora) come te ho subito mobbing…il tumore mi manca
Sei una donna forte e ti ammiro per come stai gestendo tutta la situazione, ed i pensieri vendicativi penso che siano naturali…scompariranno con il tempo. Non so quanti anni hanno i tuoi 2 figli…ma immagino che non siano adolescenti ancora. verrà il tempo in cui ci saranno occupazioni pressanti legate alla loro crescita e la loro uscita dal caldo e confortante contesto famigliare e confrontarsi con il prossimo e le responsabilità. Verrà anche il momento in cui potrai fare tesoro di questa esperienza che hai fatto, sebbene negativa, per infondere loro coraggio e fiducia, coniugandola e adattandola sui loro problemi.
Fai bene a tenerti i tuoi pensieri malevoli per te. In te devono vedere un esempio e un punto di riferimento. Il padre lascia il tempo che trova. Continua così:) anche se è duro,anche se ti verrebbe da spaccargli la faccia e speri che crepi. E’ loro padre e nel bene e nel male di lui ne hanno bisogno (ma anche no), tu devi assolutamente continuare a dare il buon esempio ed essere positiva.
segui il tuo istinto e non perdere il controllo, quando sarà il momento, quando saprai che loro potranno capire, verrà per te naturale parlare di quello che ora provi e magari scoprirai che il rancore si è ridimensionato.
Io ho imparato questo a mie spese, perchè si impara sempre a proprie spese,che i miei genitori sono prima di tutto delle persone, come me con un loro carattere ed una loro personalità. Io li accetto per quelli che sono e non ho più l’esigenza di dover dimostrare loro qualcosa. Io faccio la mia vita e loro la loro. se si comportano male e mi rendono i momenti con loro un peso dirado le visite, molto semplicemente.
Tuo marito è una persona, come te con i suoi pro e i suoi contro. Sfortunatamente quando finisce una relazione c’è un perché e sembra relativamente semplice, poi iniziano a saltare fuori tutta una serie di cose che ti chiedi: ma come cavolo ho fatto ad amarlo? Prima lo amavo e volevo solo lui ed ora gli auguro la morte?
Ho anche io recentemente interrotto, per mia volontà, una relazione di 8 anni prima di fare cose più pesanti (matrimonio e figli, mutuo) e so benissimo quello che provi.
considera le azioni di M, fantasticaci sopra ma ricorda che hai due figli e loro principalmente ne pagheranno le conseguenze…e darai un alibi a tuo marito (se rimane vivo ;)) per rincarare i diktat. Non dargli questo potere.
buona notte e sogni d’oro(notte sono le 5,30 del mattino hihihihi)
Agosto 16th alle 8:02 am
Buongiorno Antonia,
potrei dirti che la vita è bella e merita di essere vissuta fino in fondo, anche in presenza di cose brutte come quelle che, purtroppo, hai dovuto passare Tu. Del resto, credimi: ognuno ha la Sua Croce.
Cerchi un consiglio? Bene. Smettila di odiare e concentra le Tue forze solo sulle COSE BELLE CHE TI CIRCONDANO. Più odi qualcosa e qualcuno, più il Tuo odio rafforza questa cosa o questo qualcuno. Direi che hai già “dato” abbastanza… non credi che sia meglio concentrarsi solo sulle cose che possono rendere felice Te ed i Tuoi figli?
Concentrati sui Tuoi Pensieri Positivi. Concentrati sulle cose belle. In questo modo le attirerai verso di Te.
E ricorda, i Tuoi figli apprendono e si comportano di conseguenza in funzione di ciò che “vedono fare”. I ragazzi non fanno ciò che gli viene detto, bensì quello che vedono fare da chi è intorno a loro. Stai tranquilla, non bastano le parole meschine del Tuo ex marito a gettare ombre su di Te. Loro lo sanno, chi si è occupato di loro. Loro lo sanno, chi dovranno ringraziare per il futuro. Un sola persona, e si chiama Mamma.
Un abbraccio, forte forte forte.
Agosto 16th alle 8:13 am
Caro Rino,
lo stesso apprendimento è basato sull’errore. Per apprendere bene una cosa, bisogna spesso prima sbagliarla. Quindi, W chi sbaglia!!! Sapessi quanti errori ho fatto io nella mia vita. Se li metti in fila, vanno sino a Roma, da Giacomo e tornano indietro. L’importante è “imparare” sempre qualcosa, anche e soprattutto, dai propri errori.
Gertrud,
Tuo padre ha torto, ed un giorno, vedrai, ricoscerà l’errore. Vai avanti per la Tua strada, a testa alta. Non hai nulla di cui vergognarti. Anzi, io sono fiero di Te. Anche per la risposta che hai dato ad Antonia. Sinonimo di una profondità rara, di una maturità ben oltre i Tuoi 30 anni.
Abbi fiducia e Fede. Vedrai, un giorno, mamma e papà Ti diranno che sono fieri della loro Gertrud. E Tu, dimenticherai d’un colpo ogni dolore.
Un abbraccio ad entrambi
Agosto 16th alle 13:59 pm
Grazie Gertrud e grazie Giancarlo per le vostre pronte risposte che mi ha fatto tanto piacere leggere. Se mi permettete di approfittare della vostra disponibilità vorrei chiarire alcuni punti. Io oggi mi lascio andare ai miei pensieri “positivi” ah ah ah perchè sto bene e sono uscita dalle cataratte dei problemi più impellenti e gravi. I miei figli hanno 13 anni la femmina e 20 il maschio, questa situazione grave l’hanno vissuta per 10 anni. So bene che i miei figli seguono ciò che faccio, i figli imparano anche ad amare allo stesso modo però e perciò credo che io debba imparare a cambiare consapevolmente il comportamento mio per modificare anche il loro. I miei figli evitano, subiscono, temono i litigi e non li affrontano, non chiariscono, chiedono tutto a ne che dico sempre si e dicono si a lui che dice molti no. Lo so bene che di me si fidano e a lui dicono si per non perderlo del tutto, ma sono convinta che questo atteggiamento si ripercuote anche nelle loro relazioni con gli altri e così le perdite si moltiplicano. E si moltiplica anche la mancanza di cura di se stessi e di me che faccio i salti mortali per accudirli e riempire i vuoti. Anche perchè dal punto di vista affettivo ed emotivo l’umanità e la società è veramente un disastro. Se parlo con qualcuno ricevo l’unica risposta: i ragazzi sono tutti così, ringrazia Dio che sono bravi ragazzi. Siamo tutti ben educati se non rubiamo ma ci facciamo derubare, non uccidiamo, ma fumiamo all’aperto e buttiamo le cicche nel portacenere, non urliamo quando ci feriscono perchè l’altro ci spaventa sottraendoci stima, affetto o minaccia botte anche contro l’evidenza delle ragioni, o semplicemente perchè l’evitamento ci permette di non soffrire troppo, di sentirci più buoni ed essere accettati. Quando le aggressioni sono tante poi se solo parli diventi il lamentoso (se non maleducato).
I fatti che i miei figli seguono sono di un padre che impone la sua vita lontana dalle loro esigenze e una madre stracarica di lavoro e responsabilità che non è riuscita a trovare il tempo, l’aiuto e gli strumenti per affrontare le situazioni emotive e relazionali in modo corretto e quindi vincente. Il risultato è che loro giustamente prendono ciò che possono e quindi anche i metodi di evitamento, sopportazione, incapacità di complicità positiva per sè stessi. Io spero oggi di riuscire a trovare i pensieri, le parole e le azioni utili per il mio cambiamento efficace per me e per loro nella direzione della responsabilità, della cura e difesa di sè per non essere aggressori di sè stessi e complici di chi aggredisce.
Cara Gertrud quando tu mi dici che diradi le visite ai tuoi genitori che litigano mi sento male per te per me e per tutti noi perchè credo che tu eviti soltanto una scocciatura e una sofferenza che si perpetua nel tempo senza essere affrontata e risolta. Anche i genitori vanno educati nella relazione con te, per non perdere l’uno o l’altro tu non dai ragione a nessuno in nessuana situazione particolare? allora probabilmente tu perdi te stessa perchè ti allontani da entrambi fisicamente ma dentro di te ci restano loro con i loro conflitti e le loro modalità di affrontare e risolvere o restare in stallo distraendosi, concentrandosi sull’evitamento e il far passare il tempo. Se sei consapevole di ciò cerca gli strumenti per capire perchè ti troverai avvantaggiata nella vita personale di relazione affettiva, amare a distanza non serve a nessuno. Caro Giancarlo il mio odio a distanza serve a prendermi un attimo di piacere ma mi toglie energia l’essere costretta a tanto poco perchè per ora come ho già detto non ho saputo trovare anche pensieri, parole e azioni efficaci per comunicare ai miei figli modi vincenti e salutari di vivere. Da quando ho incontrato voi sul web e in generale la PNL credo più fortemente che ce la farò, ma vorrei correre verso la meta, perciò …….aiutami!
Un grande abbraccio
Antonia
Agosto 16th alle 18:04 pm
sono già grandi quindi, penso che la tua autoanalisi (leggo termini psicoanalitici immagino che tu abbia affrontato o stia affrontando una psicoanalisi) aiuterà certamente loro. Perché in una relazione il nostro benessere necessariamente entra con noi in relazione con coloro con i quali siamo in relazione. tu stai bene e gli altri stanno bene. rispecchiamento.
Riguardo ai miei genitori: penso che ognuno è responsabile delle proprie azioni se loro non hanno fiducia in me e non credono in me è un problema loro non certo mio. Lo è stato ed ora non lo è più.
Io personalmente sono estremamente orgogliosa di me stessa e sono felice (anzi ho appena scritto nel mio blog che mi sento in totale simbiosi con l’energia totale del pluriverso indi per cui mi sento dio) e l’unico sentimento che provo nei loro confronti sai qual’è: Pena e misericordia. E provo questo perchè se io fossi al loro posto sarei estremamente felice ed orgogliosa di me stessa. Ma loro sono prigionieri del passato e sai perché lo sono: perché se dovessero guardare il presente dovrebbero fare i conti con le loro responsabilità e la coscienza di avermi abbandonata a me stessa, che quella che io sono ora lo devo solo geneticamente a loro e certo anche per quello che in passato mi hanno fatto passare (pur sempre esperienze sono) ma tutto il lavoro di autoanalisi e di crescita che io ho fatto su di me, la mia maturazione, il mio diventare adulta, sin da quando rinunciando informalmente alla loro podestà mi hanno affidato ad 8 anni ad una psicoterapeuta invece di farsela loro una sana psicoterapia, lo devo esclusivamente a me stessa.
Il passato li protegge quindi, li protegge dal riconoscere che hanno fallito come genitori ma gli impedisce anche di poter cominciare ora ad esserlo.
Li ho inseguiti per così tanti anni, ho cercato la loro approvazione vanamente…ho cercato anche di essere da pacere. La realtà è che avrei dovuto esclusivamente occuparmi di me stessa senza entrare nell’ambito della loro relazione e rifiutarmi di farlo soprattutto quando loro cercavano di coinvolgermi.
Tanto per farti un esempio: come dovrebbe sentirsi una figlia che a 16 anni confidando alla madre la prima esperienza sessuale si trova l’amara sorpresa, il giorno dopo, che questa confidenza tra donne è stata usata come ulteriore arma contro il padre denunciato per induzione alla prostituzione poiché egli si è preoccupato semplicemente che questa esperienza fosse vissuta dalla figlia in maniera serena e soprattutto in sicurezza dal punto di vista contestuale (in casa invece che in un parco) e dal punto di vista fisico (mi ha dato i preservativi).
Queste e cose ben peggiori sono capitate nella mia “famiglia” e metto questa parola tra virgolette perché la nostra è diventata quasi l’unione forzata di 3 persone in conflitto con se stesse e con gli altri. Peccato che la terza persona semplicemente non avesse alcuna colpa e vivesse in questo clima per colpa di due genitori egoisti e psicologicamente instabili.
Vivo da sola da quando ho 18 anni, me la sono sempre cavata da sola anche da molto prima di andare a vivere da sola. Voglio bene ai miei genitori ma come per tutti i rapporti umani se vederli è un peso (non che le loro “critiche” mi pesino semplicemente sono adulta e so badare a me stessa quindi è inutile che facciano i genitori adesso,dovevano pensarci prima) ne faccio a meno. Di passi verso di loro ne ho fatti anche troppi e in qualsiasi rapporto, come ti ho già detto ci deve essere rispetto e fiducia, reciproci.
Infatti non li amo, sono per me persone come tutte le altre, l’unica coincidenza è che mi hanno messo al mondo e questa è l’unica cosa di cui li ringrazio (oltre al corredo genetico che mi ha creata bella, intelligente e curiosa) ma di tutto il resto devo ringraziare solo me stessa.
senza rabbia ne risentimento: è semplicemente descrizione di quello che sento e di quello che è attualmente il mio rapporto con loro. diventerà qualcosa di diverso: staremo a vedere.
p..s. perchè non apri un bel blog e scrivi li e ti sfoghi? scrivere fa bene!
Agosto 17th alle 0:30 am
Gertrud hai ben compreso la mia situazione. Ti ringrazio per i consigli che mi dai. Prossimamente ne avrò bisogno ancora, dove c’è violenza psicologica da anni, c’è sempre confusione, mille dubbi e incertezze e delle menti lucide non sopraffatte come la mia mi saranno senz’altro di aiuto e conforto. Ti abbraccio.
Ciao Antonia, oggi ho compiuto 47 anni, anch’io ho un figlio di 18, che a furia di subire ingiustizie presenta le stesse incertezze dei tuoi figli. E devo dire che nemmeno io so cosa fare per stimolare mio figlio a reagire. I terapisti la mettono sempre sul piano che busogna dimenticare e su questo non sono daccordo, secondo me ci vuole del tempo, forse parecchio tempo affinchè dimentichino le cose brutte che hanno subito. Il vero problema urgente da risolvere per questi ragazzi è che, come noi devono smetterla di subire e devono reagire. E’ difficile, ma ce la faremo tutti a superare paure e repressioni, credo che il tempo e un dialogo amorevole può modellare e guarire una buona parte delle ferite del passato. Un forte abbraccio.
Giancarlo! Grazie di esistere! Saluti e Abbracci.
Agosto 17th alle 0:38 am
Ops! Non ho guardato l’ora, ieri ho compiuto gli anni.
Agosto 17th alle 2:17 am
Bhe auguri passati allora
Agosto 17th alle 8:48 am
Anche se in ritardo… BUON COMPLEANNO Elena.
100 di questi giorni.
E’ bello notare che da un banale post sul blog possano nascere amicizie e scambi di consigli come quelli tra Antonia, Gertrud ed Elena.
Ottima l’idea del blog, cara Antonia… fossi in Te, la seguirei.
Bene. Datevi forza tra di Voi!!!
Da parte mia, Vi giunga il mio abbraccio e la consapevolezza che, se serve, ci sono.
Cara Elena, grazie per le belle parole. Fanno sempre piacere riceverle.
Buona domenica a tutti.
Agosto 18th alle 3:55 am
Innanzi tutto tanti auguri a Elena. spero che sia stato per te un giorno gioioso in compagnia delle persone più care e tu abbia lasciato almeno in questo momento tutto il dolore e le preoccupazioni che immagino albergano purtroppo nella tua vita. Penso anzi che questa giornata se è davvero stata positiva come spero, possa essere un momento di inizio di una nuova vita. una vita felice, serena, con un futuro come solo tu puoi volerlo e meritarlo.
ciao giancarlo, scusa ma non avevo visto il tuo precedente commento a me rivolto.
penso che dei miei genitori ho già detto abbastanza rispondendo ad antonia. tuttavia. certo una persona che ti stima in più fa sempre piacere ma francamente ormai non è che mi fa molta differenza se ad essere fiero di me sei tu, piuttosto che loro due. Non so se mi spiego.
Penso che la stima e l’affetto assumano un significato ed un’importanza particolare proprio in virtù di questi sentimenti, della persona che li prova, del grado di assertività e positività che questa persona ha, nonchè la coerenza con la propria scala di valori e la consapevolezza di se.
I miei genitori non sono ne assertivi, ne positivi, ne coerenti e consapevoli di loro stessi. Come ho detto ad antonia sono due persone egocentriche (io sono endocentrica) e psicologicamente instabili. e della loro stima e del loro orgoglio ormai non me ne faccio più niente e non me lo aspetto neppure. fatica inutile.
stasera ho deciso di cambiare casa. domani agisco, già trovato ben due soluzioni di quello che voglio.
Agosto 18th alle 8:13 am
Grazie Gertrud, Elena e Giancarlo della vostra attenzione. Ieri ho seguito il vostro consiglio ed ho aperto il mio blog su blogger.com: “Donne” , per ora ho partorito un topolino ah ah ah ma ho impiegato molto tempo, spero di riuscire a completarlo presto e intanto vi invio l’indirizzo così potrete inviare qualche commento e dirmi qui se funziona il link e riuscite a intervenire: http://donneseparate-antonia.blogspot.com/
Un abbraccio a tutti
Antonia
Agosto 18th alle 17:08 pm
Per Elena, Antonia e Gertrud.
Scusate, innanzi tutto, se in qualche modo accomuno i vostri commenti e le problematiche, che essi esprimono.
Ogni persona, in effetti, rappresenta un microcosmo, per certi versi assolutamente originale ed irripetibile, come sfaccettature in qualche modo personali assume lo specifico rapporto di ognuno di noi con qualsiasi altra persona.
C’è però un aspetto, sotto il profilo esistenziale, che ci riguarda tutti.
Non mi ricordo più quale filosofo ebbe ad osservare che ognuno di noi, in reatà, considerando il suo rapporto con gli altri, non è, in realtà, una sola persona, ma molte persone diverse……e questo ci accomuna tutti.
Noi siamo qualcuno nel rapporto con i parenti, ma siamo qualcun’altro nel rapporto con gli amici, con i clienti, con il datore di lavoro, e via dicendo.
I rapporti con gli altri, inutile nascondersi dietro un dito……talora sono positivi, o tali li possiamo considerare dal notro punto di vista, e talora……proprio no.
E forse, sono proprio queste situazioni a determinare la maggior parte delle problematiche esistenziali.
In tal senso, vedo che ognuna di voi ha reagito alle proprie difficoltà di vita, trovando in se stessa notevole forza e coraggio.
E ciò non può che rappresentare un segno di speranza, per chiunque, in analoghe situazioni, legga i vostri commenti.
Cosa aggiungere, dunque?
Ognuno di noi compie, nella propria esperienza di vita, un proprio percorso, basato anche su determinati sistemi di valore e su scelte spesso conflittuali cn questi ultimi (ad es. il rapporto con i genitori, vissuto prima in modo gerarchico-autoritario, e poi in direzione liberatoria).
Ovviamente, ognuno ha i propri valori ed il proprio vissuto.
Quel che posso dire, da appassionato “ricercatore” di vari aspetti dell’umana esistenza, è che in particolare la psicanalisi si pone nell’ottica del ricordo, del rivivere le esperienze.
Studi abbastanza approfonditi, tuttavia, hanno evidenziato che purtroppo non sempre questo tipo di approccio è risolutivo ed, anzi, talora aggrava i problemi, proprio dal punto di vista psicologico.
Propro in opposizione, per certi versi, alla psicanalisi o, comunquee, in alternativa, nacque la PNL, di ffusa in italia sopratutto dal sito Autostima e, in particolare, da Giacomo Bruno.
Come sa chi segue questo sito, tale disciplina si può applicare ai più diversi aspetti dell’esperienz umana, ma non dimentichiamoci mai la sua genesi, quella di risolvere problematiche psicologiche, ma senza far rivivere traumi passati, e senza aspettare anni che quelli inconsci vengano a galla.
Questo, ovviamente, solo per ricordare che essa può spesso contribuire a risolvere, o quanto meno alleviare, situazioni di vita che spesso, come da voi evidenziato, si trascinano da molto tempo.
Mi pare inoltre, dal tenore dei vostri commenti, che oguna di voi abbia sapientemente, almeno in parte, analizzato e risolto varie situazioni.
Non mi resta, quindi, che farvi i migliori auguri e dirvi “forza, avanti così”…
Agosto 18th alle 17:34 pm
Scusate, una dimenticanza:
se si tratta di un problema psicologico, o esistenziale, che non si riesce ad affrontare agevolmente, spesso risultati molto validi sono stati ottenuti con l’ipnosi regressiva, purchè gesstita da un medico specialista.
Ancora un augurio ed un saluto
Agosto 18th alle 21:46 pm
Grazie anche a te Gian Piero
Il cuore del problema non è risolto, almeno per quel che mi riguarda. Ho risolto i problemi pratici impellenti aumentando lavoro, responsabilità e concentrazione, non ho ancora gli “attrezzi” nuovi e continuo a vivere evitando per non soffrire e per non soccombere del tutto. Non voglio più vivere in emergenza e sto imparando a parlare di più di conflitti e soluzioni con i miei figli, ma soprattutto il maschio ha attrezzato anche lui una buona capacità di evitamento …solo che evita pure il lavoro! e quindi aumenta il mio.
Ora vado a cinema così piangerò un po! ah ah ah.
Ciao a tutti e a presto
Antonia
Agosto 19th alle 0:49 am
Gian Piero, ti ringrazio moltissimo per il bel commento, completo e chiaro, ma mi permetto di farti un appunto riguardo all’alternativa alla psicoanalisi: penso che la vera alternativa in campo “medico” sia la terapia cognitivo comportamentale, dalla quale poi discende la PNL.
Mi sono documentata e mi pare proprio che molti anni fa la terapia cognitivo comportamentale sia stata appunto sviluppata da un gruppo di ricercatori sulla comunicazione a palo alto, in california, di cui facevano parte anche i fondatori della PNL.
La PNL è qualcosa che viene dopo. la PNL secondo me è per chi ha già delle basi solide su cui lavorare. Credenze positive su di se. Mi spiego?
Mi piacerebbe sapere quanti, dopo un seminario con Anthony Robbins, tornano a casa e cambiano radicalmente la loro vita. Può darsi che un seminario intensivo dia degli stimoli notevoli ma per risolvere certi problemi devi veramente avere dentro la volontà bruciante di cambiare e non bastano purtroppo 2 o tre giorni full immersion. Se una persona potesse camminare sulle braci ardenti tutti i giorni al posto dell’aperitivo, intendo dire avesse la possibilità materiale di farlo, penso che sia un ottimo aiuto. se c’è una cosa veramente potente secondo me è questa di convincersi che non ti brucerai e farlo e non bruciarsi.
Ma molti tornano a casa e vengono reinvestiti dai soliti problemi.
serve un percorso più lungo.
guarda io mi sono fatta 14 anni di psicoanalisi e mio padre fa lo psichiatra psicoterapeuta (tralaltro specializzato proprio a palo alto), sai cosa ho imparato? a non avere bisogno della psicoanalisi ma l’ho imparato da sola. Diciamo che è come se io da sola abbia compreso i fondamenti dell’analisi cognitivo comportamentale: Problema–>soluzione–> azione… obiettivo–> azione. …presente–>futuro.
comunque si ti posso dire che finchè sono stata in analisi, mi dispiace per le mie terapeute, la mia situazione è rimasta stagnante se non peggiorata, da quando l’ho mollata ho incominciato a migliorare.
Agosto 19th alle 9:36 am
Ciao Gertrud
grazie del commento sul mio blog! Mi sai dare un consiglio sui banner? non so perchè non si leggono, compaiono solo i rettangoli con la sigla Autostima.net.
Devo studiare ancora per scrivere e migliorarlo.
Un abbraccio
Antonia
Agosto 19th alle 10:48 am
Buongiorno Antonia,
ho appena lasciato anch’io, il mio piccolo commento sul Tuo nuovo Blog.
Per quanto riguarda i banner, credo che tu debba copiare l’intero codice html… ma io non sono certo la persona + adatta a consigliarti certe cose.
Lascia un commento nei post di Daniele D’Ausilio o di Massimo D’Amico, loro sono bravissimi in queste cose.
Cara Gertrud, noto che sei diventata più esperta di una terapeuta. Complimenti e continua a documentarti… il “sapere” illumina le persone.
Un abbraccio ad entrambe
Agosto 19th alle 13:47 pm
Ciao Giancarlo,
Molto bello l’articolo. Molto riflessivo, ricco di particolari, utile, molto importante il messaggio contenuto. Dovrebbero leggerlo tutti…
Mi chiedo solo una cosa: perchè una persona del tuo calibro non trasmette nella webTV? Aiuteresti centinaia di persone, quindi facci un pensierino dai.
(Io aspetto fiducioso)
Agosto 19th alle 15:52 pm
Per Antonia:
un po’ di pazienza, specie con nuovi strumenti, ci vuole.
Tu stessa dici che hai iniziato a risolvere qualcosa…..
Bene, ogni cammino ha un suo inizio.
Per Gertrud:
direi che siamo d’accordo su tutto……
In effetti, anche per non tediare lettori non sufficientemente interessati all’argomento, avevo tralasciato alcuni……particolari.
Diciamo che, in una forma embrionale, da cui poi si può dire sia derivata la cosiddetta Programmazione Neuro Linguistica, una alternativa “operativa” alla psicanalisi è nata con autori anglosassoni, che hanno dato vita alla cosiddetta scuola del comportamentalismo, mentre successivamente si sono sviluppati, in ambito analitico e psicologico, vari filoni.
Per essere ancora più preciso, i prodromi di tale indirizzo hanno un’origine prevalentementre filosofica, riconducibile, tra gli altri, a Bergson, ma c’è anche chi vi fa rientrare (a torto o a ragione) un autore come Dewey (del resto, c’è chi sostiene ancora oggi che la miglior preparazione di un analista non sia psicologica, ma filosofica).
Ma, a parte alcune curiosità, riguardanti la genesi dei vari orientamenti, come tali riguardanti più la storia della psicologia e della filosofia, il mio intervento voleva incentrarsi sopratutto sui problemi pratici.
Secondo i miei studi (ma anche quelli di mio padre, la cui memoria colgo qui l’occasione di ricordare, anche quale medico emerito nell’albo d’oro dei medici italiani, e di alcuni suoi colleghi)
spesso chi ha problemi, con componenti sopratutto esistenziali- psicologiche, si trova spesso nella difficoltà di capire se qualche apparroccio terapeutico, nel senso dianzi evidenziato, possa dare risultati “concreti” e magari veloci.
Dai miei studi, ma anche con riferimento a quanto precede, posso dire quanto segue:
psicanalisi: spesso, risulterebbe che questo tipo di approccio, come mi pare che sottolinei anche tu, farebbe più che altro “stagnare” i problemi.
Questo non significa la sua inefficacia, ma che a livello epidemiologico, in molti casi i risultati………
La PNL: parrebbe che sia stata molto più utile in tanti casi.
Anche a tale proposito, ovviamente, occorre dire che questo non significa che essa sia assolutamente vincente sempre e comunque…..
Per quanto riguartda la mia modesta esperienza, posso dire questo: ho visto casi che sembravano assolutamente irrisolvibili, essere invece “vinti” dall’ipnosi regressiva medica, ma….ovviamente gestita da fior di specialisti…..sopratutto psichiatri con specifica specializzazione in materia.
Ti chiedo peraltro scusa, se ho male interpretato le tue parole, ma mi pare che sosteniamo le stesse cose.
Aggiungo una considerazione sul male del secolo: uso una certa accortezza, vista anche la delicatezza dell’argomento.
Vorrei solo indicare, a chi sia affetto da patologie tumorali, di ricercare tramite internet “ipertermia”.
Di più non dico, anche per rispettare il confine con la professione medica.
Aggiungo un augurio a te, ed a chiunque legga questo intervento, di riuscire in tutti i propri intenti.
Agosto 19th alle 15:57 pm
Caro Massimo,
vuoi sapere la verità? Sono un pò imbranato con la tecnologia.
Pensa che mi ero iscritto, poi di fronte alle cose che dovevo fare…
ammetto di essere fuggito!
Mi farebbe veramente piacere trasmettere in webTV.
Ti prometto che ci riprovo.
Agosto 19th alle 16:36 pm
Una precisazione, per chi fosse interessato.
Bergson è un autore filosofico francese, ma è considerato tra i padri di taluni indirizzi, riconducibili alla scula”cognitivo-comportamentale”.
Un saluto a tutti
Agosto 20th alle 0:53 am
si sono d’accordo sul fatto che prima di tutto bisogna essere dei bravi filosofi e sai perché? perchè i filosofi non giudicano.
Insomma la maggiorparte di noi passa il tempo ad ascoltare le persone e giudicarle, anche molti psicoanalisti, il filosofo osserva e tra conclusioni oggettive. Il fatto di giudicare significa prendere la cosa sul personale il che come psicoanalista non va bene, ti pare? In più, molti drammi personali nascono dal nostro confronto con l’esterno, gli altri, la società (sempre molto pronta a giudicarci: per esempio io sono semplicemente felice e molti mi giudicano pazza, alterata) la società è il frutto della nostra cultura, la nostra economia e quindi anche e soprattutto le varie scuole filosofiche che nel tempo si sono sovrapposte.
Io con la scuola cognitivo comportamentale mi riferisco a Gregory Bateson, come il tuo bergson, prima di tutto un filosofo antropologo, uno scienziato dell’essere umano.
ho fatto mia la filosofia dell’ecologia mentale. come i filosofi guardo la realtà per quella che è. senza giudicare.
a molti appaio fredda.
per esempio quella che pare creare più paranoie è ovviamente l’amore, la sua mancanza. e con queste paranoie sulla sua mancanza poi accade che quando l’amore è presente le paranoie aumentano a dismisura.
Io ultimamente ho capito questo:
1-l’amore per l’altro è una proiezione di noi sull’altro. spesso e volentieri se non siamo soddisfatti di noi, se non abbiamo una buona autostima questa proiezione è idealizzata. Motivo per cui quando si deidealizza l’amato l’amore finisce. Attualmente penso di amare una persona, ma la amo in tutto ed amando me stessa, non la idealizzo, la amo per quella che è ed amo anche i suoi difetti, che vedo chiaramente…
2-l’amore è un fatto personale che riguarda solo noi che lo proviamo e di cui l’amato è solo in minima parte responsabile.
3-last but not least- scelgo la persona che amo ogni giorno. ogni giorno rinnovo l’amore per lei… come primo e come ultimo giorno. può sembrare strano e forse freddo ma per me l’amore non è simbiotico. Non è un abitudine. Non mi faccio aspettative. anche se magari potrei fare dei progetti con la persona che amo valuto le azioni e non le promesse e le parole.
Ne consegue che nel momento in cui per uno dei due finisce…amen. certo starò male. ma passa. Il segreto è che per quanto io possa apparire fredda, considero l’altro da me come un optional in più una cosa che mi arricchisce (la qual cosa mi tiene ben al riparo dal frequentare persone che invece non mi creano alcun piacereo addirittura mi danneggiano anche solo momentaneamente), e negli optional è compreso anche l’amato.
Ma io prima di tutto amo, e sto bene con, me stessa. Molto semplicemente. sono fredda, troppo razionale? Io penso che invece questo mi approccio dia molto più valore a quello che provo di chi, viceversa, ama perché pensa che l’altro possa dargli qualcosa che lui non sa darsi. chi sta con una persona per paura della solitudine. chi si accontenta.
mai accontentarsi a meno che non sia funzionale ad un obiettivo più grande.
Agosto 21st alle 12:41 pm
Per Gertrud Burbatti
Mi trovo sostanzialmente d’accordo con quanto affermi.
Direi che il tuo ultimo intervento è riconducibile ai diversi, seguenti temi:
aspetto storico-culturale: ogni storia di una componente culturale, sia essa antropologica, filosofica, sociologica, letteraria, e via dicendo, è per sua natura una semplificazione.
Penso, a tale riguardo, che ogni autore sia un po’ una realtà a se stante.
In tal senso, ad esempio, autori anche molto noti, come Adler e Fromm, fanno parte della psicanalisi?
Secondo le diverse storie della psicologia e della psicanalisi…..ecco che viene talora sottolineato più questo o quell’aspetto della loro opera, da cui consegue il diverso loro inquadramento.
Anche l’opera di Gregory Bateson ha dato luogo a diverse interpretazioni.
C’è chi l’ha interpretata in opposizione al tradizionale struttural funzionalismo, imperante in ambito antropologico….e chi no.
La mia opinione è che ogni autore innova e porta qualche nuovo seme di conoscenza.
Aspetto pragmatico-operativo: direi (io stesso semplifico) che gli indirizzi psicologici ed antropologici, ma anche sociologici (in qualche misura lo stesso Bateson era anche sociologo), che hanno principalmente influenzato teorie e tecniche, relative anche all’aspetto terapeutico, con riferimento a problematiche psicologiche ed esistenziali, sono soprattutto quelli da me ricordati nel mio precedente post, e che richiamo:
indirizzo psicanalitico, cognitivo-comportamentale, pnl, ipnosi regressiva.
Richiamo, quanto alla loro possibile, diversa efficacia, il mio precedente commento.
Razionalità e razionalismo nella nostra esistenza:
con me “sfondi una porta aperta”.
Un atteggiamento improntato ad una sostanziale razionalità favorirebbe un miglioramento della nostra società e di tutti i rapporti interpersonali.
Verissimo quanto tu affermi, che troppo spesso si idealizza, proiettando sulle varie situazioni i nostri desideri, a discapito di un’analisi razionale ed obiettiva delle medesime.
Questo vale, ovviamente, anche per l’analista, sia esso psicanalista, piuttosto che consulente aziendale…..
Opportunamente, qualche filosofo, come l’italiano Norberto Bobbio, ha avuto modo di richiamare la distinzione tra giudizi di fatto e giudizi di valore.
I primi sono analisi della realtà per come essa si presenta, pur a fronte di una qualche inevitabile soggettività nella sua intepretazione, mentre i secondi sono giudizi in termini di valore o disvalore, cioè di conformità o meno a determinate gerarchie di valori, intesi moralmente e deontologicamente.
E’ ovvio che l’analista deve sempre rimanere nell’ambito di un approccio, riconducibile all’aspetto della filosofia teoretica, se interpretabile sul piano culturale, cioè l’analista deve limitarsi a compiere un’analisi il più possibile obiettiva della realtà e, quando lo specifico ambito lo richieda (come per la consulenza aziendale), indicare i mezzi ritenuti più consoni agli obiettivi proposti.
L’analista non deve mai trasformarsi in una sorta di filosofo morale, che esprime giudizi in termini di valore o di disvalore.
Un’ultima notazione: spesso si pensa che troppo razionalismo soffochi l’emotività, che per taluni sarebbe essenziale in qualche ambito, come quello artistico-creativo.
A mio avviso non è così.
Tra i migliori artisti, ad esempio in campo musicale, molti sono quanto mai razionali.
Ancora un saluto ed un augurio per tutte le tue iniziative.
Agosto 23rd alle 4:40 am
pensiamo a Johann Sebastian Bach, ma anche a Mozart, o Beethoven.
Guarda sono al 100% d’accordo con te su questa cosa della razionalità e della creatività.
Per un motivo molto semplice: tutte le cose nuove sono una nuova riconfigurazione di una o più cose esistenti.
ergo ne consegue che più cose conosci più sei potenzialmente creativo.
Poi ovviamente come dice B.Shaw: tu osservi le cose e ne spieghi il perchè, io penso a cose che non sono mai esistite e mi dico perchè no?
beh io penso che queste due tipologie di approccio, nel caso della creatività devono andare a braccetto: ne capisco il perché poi su questa base penso a una nuova configurazione e mi dico perchè no?
è una questione di consapevolezza e di una mente sufficientemente aperta e sgombra da giudizi di valore per pensare: perchè no…
non ho mai amato gli artisti improvvisati. se si evolvono scoprono questa semplice regola senno si dedicano a qualcos’altro.
Agosto 23rd alle 20:12 pm
Sugli aspetti artistici, dipende un po’ …….
Io, come musicista, penso che certe tendenze e certi autori siano stati decisamente conservatori, mentre altri abbiano decisamente rivoluzionato le tecniche compositive.
Certo, pur nella sostaziale originalità degli autori da te indicati, qualcosa del precedente genere musicale si trova anche in quello successivo.
In particolare, la musica barocca (Bach) e quella neoclassica (Mozart ed, in parte, Beethoven) (ma anche queste classificazioni sono un po’ scolastiche) sono state caratterizzate, tecnicamente, sopratutto dalla rielaborazione, in chiave e con tecniche diverse, di temi già noti, piuttosto che dalla ricerca di nuovi temi musicali.
Questa ricerca ha invece caratterizzato il romanticismo ed, in parte, la musica contemporanea.
Diversa, invece, la situazione per quanto riguarda altre arti, in particolare
quelle figurative, per le quali diversi critici tendono a sottolineare la maggior insistenza di elementi ripetitivi, anche se nuovamente configurati.