Diventare una macchina della verità umana è possibile!
Un paio di settimane fa mi trovavo a tenere una giornata di formazione al Master Universitario di secondo livello di Polizia Investigativa che l’Università di Cassino tiene in quello splendido comune della provincia di Frosinone che è Veroli.C’erano una quarantina di partecipanti, tra magistrati, avvocati, forze di polizia ma anche giovani laureati in psicologia, scienze della comunicazione e altro.
All’inizio dei miei interventi dedico sempre una decina di minuti per indagare sulla conoscenza che la platea ha riguardo alla comunicazione non verbale, in particolare in quel caso quella che riguardave la capacità di “leggere” la veridicità e la congruenza nel parlato dell’interlocutore.
Le persone più esperte asseriscono di solito di essere in grado di comprendere nella maggior parte dei casi quando un indagato mente. Tuttavia non sanno da cosa dipenda questa loro sensazione e questo vanifica buona parte del frutto del loro intuito.Solo qualche psicologo del lavoro ha mostrato in quella sessione di avere delle conoscenze nell’ambito della PNL e della comunicazione non verbale, poche cose utili nell’ambito della selezione del personale.
Nessuno, dico nessuno, è stato in grado di dimostrarmi la capacità di padroneggiare qualche strumento di indagine nell’ambito della comunicazione mendace.Prima di cominciare con il mio corso ho voluto quindi far notare alla mia platea e soprattutto alle tre persone che avevano qualche nozione a riguardo della comunicazione non verbale, quanto fosse inutile conoscere le cose al solo scopo di dire “lo so”.
E’ come sapere come si guida una macchina senza averlo mai fatto.Per questo ho ribadito loro il fatto che la parola master viene da maestria e lì ho invitati a mettere in pratica quanto avrei loro insegnato. Diventare una macchina della verità umana è possibile.
Ci sono delle persone che hanno sviluppato una straordinaria capacità di lettura della comunicazione mendace, persone a cui è praticamente impossibile mentire.Nel mio libro “Scacco alle bugie in 7 mosse”, troverai tutto ciò che ti può essere necessario per raggiungere questo obiettivo e anche le istruzioni per farne un uso costruttivo.Una bugia nasconde sempre un disagio e certe armi se usate male possono avere un grande potere distruttivo, ma se usate a fin di bene possono rendere la tua vita molto più felice.
Ad maiora.
A Cura di Valter Romani
Autore di “Scacco alle Bugie”
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Luglio 27th alle 15:00 pm
Che tema importante, ingegner Romani! Per onorare quanto con cognizione, chiarezza e sintesi scrivi ( il tuo ebook deve essere davvero un manuale di vita pratica) cito quì di seguito ciò che Wolfang Goethe ebbe a dire in merito a LA VERITA’:
“La folla, la maggioranza, è necessariamente sempre assurda e nel falso;
infatti essa ama la comodità, e il falso è sempre più comodo del vero.
La verità vuole essere seriamente indagata, vista e applicata senza riguardo.
Il falso, invece, si adatta ad ogni individualità pigra, comoda, asurda.
E’ come una vernice, che facilmente ricopre tutto”.
Grazie per le tue parole di saggezza, Valter. Giancarlo
Luglio 27th alle 15:01 pm
Mi scuso per “asurda” invece di “assurda”. Capita, anche dopo aver controllato una e-mail. Saluti cari a tutti.
Luglio 28th alle 16:12 pm
Un libro su un tema così particolare mancava, nel panorama editoriale degli ebook italiani.
Ti auguro quindi, Valter, un brillante successo, anche presso gli operatori giudiziari, ma sempre con un occhio di riguardo a garantismo, stato di diritto e formazione oggettiva della prova.
Gian Piero Turletti
(autore di Progestto azienda).
Luglio 28th alle 17:05 pm
Caro Giancarlo è bella e vera la frase che citi di Goethe. Essa rivela tutta la forza del legame che esiste tra la verità e la coerenza. Chi mente non si pone il problema di risultare coerente alla lunga, cerca solo di mettere una toppa dove può per salvare l’immagine che cerca di costruire in quel momento.
Un’altra bella frase di cui non ricordo l’autore è: “Quello che sei mi urla così forte nelle orecchie che non riesco a sentire quello che dici”.
Nel mio libro parlo anche di queste cose e di quanto sia difficile decidere di passare la verità quando abbiamo detto già tante bugie. Esistono tuttavia dei momenti nella vita in cui si crea l’occasione per fare ciò e non bisogna lasciarseli sfuggire.
Solo chi vive nella verità e nella sincerità può apprezzare la libertà che esse danno. Ma questo richiede anche la capacità di crearsi intorno un contesto di persone che comprendono il valore di un rapporto sincero e ne favoriscono lo sviluppo.
La menzogna è come la gramigna cresce anche dove c’è il silenzio.
Grazie anche a te Gian Piero. Spero che i lettori di Autostima apprezzino del mio libro lo spirito per il quale è stato scritto. Non ho voluto fornire uno strumento che aiutasse a scovare le bugie allo scopo di punire il bugiardo di turno, ma soprattutto quello di individuarle per cercare di capire il disagio che esiste dietro di esse.
Per quanto riguarda gli operatori giudiziari, sinceramente non amo molto l’ambiente. Ma solo per il fatto che preferisco avere a che fare con contesti più “positivi”, anche se quando mi si chiede metto volentieri a disposizione la mia esperienza se serve ad insegnare ad usare più il dubbio e meno la presunzione.
Nel libro riporto anche ciò che penso dell’oggettività: amo la PNL perché si limita a studiare il mondo del soggettivo. Uso con molta parsimonia il termine “oggettivo” in quanto mi viene di assimilarlo a qualcosa di assoluto, troppo lontano dalla nostra fallibilità umana. Sempre nel libro esprimo alcuni limiti della nostra memoria che si ripercuotono di conseguenza sui problemi connessi alla testimonianza nel processo.
Il dubbio è un mio sincero amico. Non quello degli scettici che è un dubitare per dubitare, ma lo scetticismo metodologico che si differenzia da questo perché usa il dubbio solo come metodo per mettere alla prova le conoscenze che abbiamo. Troppo gente invece usa le conoscenze che ha come base per la sua presunzione. E nel mondo giudiziario ce ne sono di queste persone.
Senza disturbare Karl Popper e il suo falsificazionismo, nel problem solving spesso io faccio uso del cosiddetto Rasoio di Ockham: “A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta” William of Ockham.
Valter Romani
Luglio 28th alle 18:37 pm
Bellissimo ciò che hai detto Valter. Sono molto interessanti i tuoi articoli.
Rendere la tua vita molto più felice dicendo la verità, sono d’accordo con questo anche se a volte non è semplice dire la verità, probabilmente ci sono momenti in cui è giusto dire una bugia, almeno credo.
Che ne pensi di questo valter? Cosa pensi delle bugie giustificate, o verità alterate in parte?
Luglio 28th alle 19:18 pm
Ciao Valter, e grazie della risposta.
Colgo l’ccasione, per una mia rflessione sul contesto giudiziario.
A tale riguardo, penso che in tale ambito, e particolarmente nel penale, uno stato di diritto non possa indulgere ad una ricerca processuale della verità, che esuli dai principi del garantismo e della scientitificità.
Pertanto, se un teste mente, lo si potrà e dovrà dimostrare o con dichiarazioni contrastanti di altri testimoni, o evidenziando le contraddizioni nelle dichiarazioni del diretto interessato, o tramite il contrasto con elementi materiali o documentali.
Per contro, troppo spesso si è dato credito, in Italia, ad affermazioni, poi rilevatesi completamente infondate, di soggetti con precisi interessi, tra cui i collaboratori di giustizia, senza il minimo riscontro di elementi certi ed oggettivi.
Ma oserei dire qualcosa di più: un vero stato di diritto dovrebbe vietare espressamente, nel proprio ordinamento processuale, in particolare nella procedura penale, che possa essere anche solo iniziata un’indagine, sul presupposto di una valutazione di possibile falsità di una dichiarazione, basata su una mera valutazione soggetiva, non suffragata da fatti precisi e circostanziati.
Purtroppo, troppe volte, anche in Italia, abbiamo assistito a processi ed a condanne basati su puri teoremi, e su valutazioni alquanto soggettive.
Ben venga, quindi, la ricerca dela verità, nel senso da te spiegato ed auspicato, ma prevalga, in ambito processuale, la presunzione della verità delle dichiarazioni testimoniali, sino a prova contraria, basata su elementi di fatto gravi, precisi, oggettivi e concordanti.
Rinnovati auguri per il tuo ebook
Gian Piero Turletti
(autore di Progetto azienda).
Luglio 28th alle 21:01 pm
Caro Gian Piero mi trovi d’accordo sulle cose che dici. Purtroppo non bisogna dimenticare che i giudici e le forze inquirenti in genere, sono anche loro uomini, fallibili, influenzabili dalle loro emozioni e a volte, purtroppo, corruttibili.
Nel libro ho approfittato per mettere a confronto questi due aspetti della nostra umanità: il lato razionale e quello emotivo, facendo ricorso agli studi di Daniel Goleman. Purtroppo nelle decisioni il nostro lato emotivo riesce spesso ad avere il sopravvento. Non è facile essere totalmente razionali.
Per questo motivo preferisco il nostro sistema a quello americano in cui un giudice, con le sue sentenze, fa legge. In Italia fare le leggi è un processo a volte troppo lungo ma frutto della negoziazione e del confronto di molte parti politiche, economiche e sociali.
Una cosa che un po’ mi dà fastidio nel nostro Paese è la facilità con cui alcuni imputati dapprima magari confessano e poi tranquillamente ritrattano sulla base di quelli che a volte sono solo dei cavilli procedurali. Una cosa che contribuisce a far perdere di credibilità il nostro sistema giuridico.
Cosa pensi a riguardo di ciò Gian Piero?
Valter
Luglio 28th alle 21:18 pm
Grazie per la domanda Lorenzo. Entri nel vivo di quello che il libro vuole spiegare.
Si chiamano bugie bianche quelle bugie che diciamo per non ferire il nostro interlocutore o per evitare di dire la verità a persone che non sono pronte a recepirla, come i bambini.
Sarebbe bello poter dire sempre la verità ma questo dipende dal tipo di rapporto che abbiamo con le persone. Di solito con pochissime persone si riesce a costruire un tale rapporto. Ci si augura che tra queste persone ci siano il nostro partner, i figli e le persone a cui teniamo di più.
Per questo motivo nel libro spiego che acquisire la capacità di scovare la verità deve viaggiare di pari passo con la capacità di usarla per costruire e non per distruggere. In questo sta a mio avviso uno degli aspetti originali del libro: la risposta alla domanda “Cosa farne della verità?”
Un altro aspetto di novità rispetto ad altri libri in commercio sta nel fatto che non si ferma a valutare gli indizi di mendacia che provengono dalla comunicazione verbale e non, ma nel fatto che fornisce una serie di strategie utili per portare il bugiardo a trovare convenienza nel confessare.
Fornirò maggiori approfondimenti nei prossimi post.
Un saluto e un grazie per gli stimoli interessanti.
Luglio 29th alle 1:38 am
Caro Valter, penso sinceramente che il nostro sia, in effetti, un sistema ancora troppo cavilloso ed ingiusto.
Troppo spesso, il delinquente incallito, solo per il fatto di avere ingenti risorse finanziarie a disposizione, si è potuto permettere il fior fiore dei penalisti….e magari anche qualcosa in più (vedasi corruzione in atti), mentre il “povero Cristo”, che magari non ha poi commesso fatti troppo gravi, ha spesso dovuto pagare il proprio debito con la società sino in fondo.
Certo, le leggi dovrebbero prevedere un processo equo e corretto, ma si sa, i politici le realizzano solo formalmente.
La redazione specifica del testo compete sempre ai famosi tecnici, e questo
avviene per le leggi penali, come per tutti gli altri tipi di norma, ed ecco quindi trasformata la nostra democrazia in una tecnocrazia, dove spesso s’insinuano interessi oscuri, per non dire inconfessabili.
Un tempo, in ambito penale, si pensava che con quello che doveva diventatre il nuovo codice di procedura si sarebbero risolti i mali della giustizia penale, ma così non fu, nè con il nuovo codice, nè con le successive riforme e questo perchè, come tu ben sottolinei, al centro delle decisioni spesso troppi uomini si abbandonano eccessivamente ad una valutazione prevalentemente emotiva…….
Colgo l’occasione per un rinnovato augurio, per tutte le tue iniziative.
Luglio 29th alle 10:53 am
Scusa Valter,
io sono sincero e onesto ma ho la fidanzata estremamente gelosa, paranoica, mi accusa sempre di ipotetici tradimenti facendomi passare brutte giornate.
Pensi che il tuo libro possa aiutarla a riconoscere la verità? non vorrei che usasse questi strumenti per accanirsi ancora di più, dato che quando va in crisi gli indizi se li inventa…
se puoi darmi qualche consiglio, ti sarò grato
ciao e auguri per la tua prossima uscita…
Luglio 29th alle 11:46 am
Caro Alessandro uno degli effetti collaterali positivi che possono scaturire dalla lettura del mio libro sta proprio nel lasciar riflettere il lettore su alcuni aspetti intimi della propria esistenza.
Se vuoi ti posso dare una mano con la tua ragazza anche perché ho vissuto esperienze simili.
Il lavoro da fare non è facile perché occorre lavorare su due fronti: uno razionale e uno emotivo. Prima di consigliarti sul da farsi ti darò degli elementi su cui devi riflettere innanzitutto tu per primo.
Se come dici tu ti reputi un ragazzo onesto e sincero in amore, hai diritto ad essere creduto, a meno che in passato non hai commesso errori eclatanti, ma anche in questo caso hai diritto a tirare una linea e sperare in una vita futura serena.
Non menzionare in alcun modo alla tua ragazza le informazioni che ti darò. Il lavoro che dovrai svolgere deve essere subliminale.
Nel libro ho scritto che una possibile causa di gelosia può essere la bassa autostima, il sentirsi inferiori agli altri. Ciò scatena la paura che il proprio partner possa essere interessarsi a persone migliori.
Se così fosse una strategia consiste nel convincere l’altro che è una persona unica perché è una persona intelligente, sensibile, e… tutto quello che sai meglio di chiunque. Ricordagli magari che ha un solo difetto: la gelosia e la mancanza di fiducia nei tuoi confronti e che se proprio un giorno ti trovassi di nuovo single questa è la prima qualità che cercheresti in un’altra persona.
Nel libro ho scritto anche che spesso la gelosia è frutto di quella che Freud chiama la proiezione. Spesso proiettiamo in altri le nostre stesse paure. Sono le persone che si sentono attratte dal sesso opposto e che dubitano della solidità della propria fedeltà (anche solo mentale) che sono quelle più gelose. Proiettano nel partner le loro debolezze.
Lavorare su questo fronte diventa un po’ più difficile. Può richiede un lungo lavoro, ma se ci tieni alla tua ragazza vale la pena impegnarcisi, non credi?
Purtroppo la nostra mente è chiusa da un cancello che si può aprire solo dall’interno, non riuscirai mai a forzarlo.
Ti consiglio di farle un discorso del genere:
Cara, se abbiamo scelto di stare insieme è certamente per darci l’un l’altro soprattutto amore, più un’altra serie di cose non meno importanti. Io vorrei che il nostro amore fosse unico nel suo genere e a questo scopo ho deciso di parlarti di alcune cose per me importanti.
La sincerità per me è la prima cosa, per questo ho deciso di continuare a investire in questa direzione e cercherò ogni volta di trovare il modo meno doloroso per dirti qualunque cosa, ma saprai da me sempre tutto.
Purtroppo ogni volta che metti in dubbio quello che ti dico tu vanifichi il mio impegno in tal senso. A che pro tentare di essere coerenti fino in fondo rispetto alla sincerità se poi non si viene creduti?
Un’altra cosa importante in un rapporto è la serenità, io non voglio passare il resto della mia vita con una persona a cui non sono in grado di offrire la serenità? Ci sono infiniti motivi per litigare, pochissimi ma validi per andare d’accordo.
Sto con te perché ti trovo unica, ma contemporaneamente penso di essere anch’io una persona unica. Ho deciso che vale la pena essere felici ogni giorno che passiamo insieme per questo vorrei sapere da te cosa posso fare in pratica per farti stare bene.
DOVRAI FARE PIU’ DI QUALCHE DISCORSO DEL GENERE PRIMA DI RIUSCIRE A IMPORRE IL TUO DIRITTO DI ESSERE CREDUTO. E’ NECESSARIO DA PARTE SUA UN ATTO DI FEDE, NESSUN CONTROLLO LA POTRA’ MAI RASSICURARE.
Un’altra tecnica che ti consiglio è quella di non cadere nella trappola delle giustificazioni. Quando ti imputa un comportamento da traditore, se sei innocente pretendi di essere creduto e rifiutati di dare delle spiegazioni per sostenere una difesa che non ti compete. Tranquillizzala dal lato emotivo riguardo alla tua fedeltà, ma ripeti sempre la stessa frase con una espressione il più possibile serena, ad esempio: “Lo sai che amo solo te, tu sei unica”. Se un interlocutore ti risponde sempre con la stessa risposta cosa ti viene da pensare? Penserai che ciò che continui a dire non aggiunge niente al discorso e quindi forse è inutile. E’ importante che la tua comunicazione sia da un lato empatica perché altrimenti la tua ragazza si sentirà presa in giro, dall’altro deve mostrare fermezza intorno alle tue posizioni. SONO SINCERO HO DIRITTO AD ESSERE CREDUTO.
Essere gelosi è una scelta come il fidarsi dell’altro. Amore vuol dire anche fiducia, non ti accontentare di un surrogato.
Se mi dai altri elementi ti potrò dare suggerimenti più mirati.
Ciao
Valter
Luglio 29th alle 12:50 pm
grazie Valter dei preziosi consigli, si vede che hai esperienza…
più o meno è quello che ho fatto finora ma senza risultati duraturi, ormai credevo che anni di studi di PNL e comunicazione non mi fossero serviti a nulla ma visto che anche tu la vedi così rafforzi la mia convinzione di aver assunto l’atteggiamento migliore.
stiamo insieme da 6 anni passiamo giorni bellissimi alternati a litigi da esaurimento (soprattutto per lei, dato che è lei che soffre), dice di essere sempre stata tradita e quindi non crede che io sia diverso dalle alttre sue esperienze. mi da l’impressione di non credere di meritare di essere davvero felice, hai ragione sulla sua insicurezza e bassa autostima, dice spesso di sentirsi inferiore a tante altre donne…
il mio comportamento è sempre stato impeccabile, ho sempre dovuto subire accuse e condanne ingiuste.
abbiamo rifatto pace ieri dopo un mese di litigio perchè una cartomante gli ha confermato le sue paure… non ho parole!!!
le ho detto che se la situaqzione non si evolve velocemente sarò costretto a chiudere la storia definitivamente poichè da parte mia è inaccettabile…
ieri ha promesso di lasciarsi aiutare, di voler risolvere il problema, spero che sia la volta buona
a presto e grazie
Alessandro
Luglio 29th alle 13:59 pm
Se ha promesso di lasciarsi aiutare sei già un passo avanti.
Se crede nelle cartomanti sei di nuovo un passo indietro. Se paghi una cartomante ti confermerà tutto ciò che hai bisogno di sentire.
Siamo nel terzo millennio e sentire che c’è ancora gente truffaldina che guadagna sulle insicurezze degli altri mi fa accapponare la pelle, ma so che sono molti di più di quelli che si crede.
Prova questa rottura di schema. Convincila ad accompagnarti da una cartomante nelle vesti di un’amica. Dirai alla cartomante (davanti a lei) che sei convinto che la tua fidanzata ti tradisce. La cartomante ti confermerà la cosa per acquisire un nuovo cliente da fidelizzare. Pagherai i tuoi 25 o 30 euro e te ne andrai.
Una volta usciti le potrai dire: “Visto? Anche tu a detta della cartomante mi tradisci. Che vogliamo fare?
In ogni caso certe situazioni che si ancorano nel nostro “carattere” non si possono evolvere velocemente. Dopo 6 anni sono sicuro che ci tieni alla tua ragazza. Ti consiglio di sostenerla nella sua richiesta di aiuto anche se sono convinto che tu, come diretto interessato, continuerai a incontrare delle difficoltà.
Chiedile se ha sentito mai parlare dell’effetto Pigmalione. Nella vita otteniamo quello che cerchiamo. Il fatto che dica di essere sempre stata tradita mi fa pensare che nel processo non possa mancare il suo zampino. Nel libro parlo anche di questo. Le statistiche dicono che la maggior parte dei tradimenti vengono messi in atto da persone accusate ingiustamente di tradimento. Come dire: “Visto che la pena l’ho già scontata, tanto vale commettere il reato”.
Il più grosso aiuto che le puoi dare è quello di convincerla che è una persona che vale e una persona così non si può perdere ne tantomeno tradire.
Ricorda che però da questo punto di vista lei parla con se stessa molto di più di quanto fai tu. Quindi ogni tuo complimento trova nella sua mente 100 giudizi negativi che lo smontano. Deve innanzitutto decidere lei di cambiare vita, magari se possibile evitando gli out-out.
Per qualsiasi cosa sono sempre qua oppure: valter DOT romani AT libero DOT it.
Ciao
Valter
Luglio 29th alle 16:56 pm
caro Valter,
ti ringrazio per i tuoi preziosi suggerimenti, mi metto al lavoro e ti farò sapere tra qualche giorno…
credo di non essere il solo ad avere questo problema, probabilmente stiamo aiutando anche qualcunaltro…
è bello far parte di questo club di amici e aiutarci a vicenda…
un abbraccio a tutti
ciao ciao
Luglio 29th alle 18:29 pm
Ciao Alessandro.
Per un verso, non posso che condividere gli ottimi consigli, che ha saputo comunicarti Valter.
Per altro verso, penso che molti aspetti della realtà, in particolare quelli legati ai rapporti umani, presentino un’infinità di sfaccettature, che neppure riusciamo ad immaginare.
Personalmente, intendo suggerirti, ferma la validità di quanto già indicato da Valter, un approccio “giuridico” o, più esattamente, forense.
Mi riallaccio al discorso, da me condotto in precedenti post.
Una premessa: non ti sei comunque mai chiesto (scusa la franchezza, ma per aiutati sinceramente, devo pensare a tutto) ad una vera e propria forma maniacale?
Lo dico, perchè a volte quello che può essere considerato un aspetto puramente psicologico, degenera in qualcosa sui cui riflettere approfonditamente, cioè uno sconfinamento in vere e proprie forme di psicopatologia, che dovrebbe essere meglio affrontata in termini psichiatrici.
Senza fare nomi, vista anche la delicatezza dell’argomento, non ti stupire di quanto segue:
mi riferisco al caso di un uomo, ossessionato sì dalla gelosia, ma che chiese ed anzi impose alla propria compagna scambi di coppia, incontri con altri uomini, ecc……
Perchè tutto ciò? Apparentemente, la cosa non avrebbe alcun senso, anzi sarebbe manifestamente contraddittoria…….
La storia, avendo avuto delle implicazioni legali, conobbe anche l’intervento di psichiatri, che evidenziarono che praticamente, costringendo la propria compagna alle dianzi indicate condotte, l’uomo esercitava una sorta di controllo; cioè, visto che dava per scontato il tradimento, da parte della propia compagna, tanto valeva che lo gestisse egli stesso, in modo da esercitare una forma di controllo.
Questo, per evidenziare che talora (come anche nel caso dell’anoressia, ad esempio), certe convinzioni si radicano talmente in profondità, nella mente umana, da trasformarsi in veri e propri disturbi psichiatrici, definiti manie….e quando le cose stanno così…non cìè ragionamento o strategia…che tenga.
La persona è malata e va curata seriamente da specialisti in materia.
Mi auguro, ovviamente, che nel tuo caso le cose non stiano così…….
Se, quindi, cìè la possibilità ancora di ragionare con questa persona, fai come se fossi l’avvocato di te stesso, appunto in una ipotetica causa di separazione, in cui si chieda il riconoscimento della colpa dell’uomo, in quanto avrebbe tradito.
Vuoi conoscere il più grande segreto forense?
Far ragionare gli altri sulle cose, sopratutto con domande ed evidenziando contraddizioni….
In sintesi: quali sono queste prove?
Cosa significano certi indizi?
Nella ricostruzione dei (presunti) fatti da parte della tua compagna, relativi ai tuoi (altrettanto presunti) tradimenti, è tutto coerente?
Considera che si tratta non di formulette percostituite, ma di vere e proprie
argomentazioni, che anche in chiave processuale hanno spesso una certa efficacia.
In relazione alle mie competenze ed al mio vissuto, di più non saprei dirti.
Facci comunque sapere e, in base a come si evolveranno i fatti, vedremo il da farsi.
In paticolare: cerca di ricorsarti ed eventualmente appuntati tutte le presunte prove, che secondo la tua compagna dimostrerebbero la tua colpa.
Conoscendole, cercherò di smontarle una ad una.
A breve partirò, ma può darsi che riesca ancora a connettermi…mal che vada tarderà un po’ la mia risposta…ma non ti preoccupare.
Rifletterò approfonditamente su quanto ci racconterai e ti comunicherò la mia opinione e gli eventuali passi da compiere.
In bocca al lupo!
Luglio 29th alle 19:48 pm
grazie Gian Piero,
ogni aiuto fa riflettere ed è molto gradito.
Nei momenti in cui è infuriata sembra una forma di gelosia paranoide, ho l’impressione di aver a che fare con un’altra persona, però di solito dura un giorno o due, il tempo di sfogare la rabbia che ha dentro e poi le passa tutto. nei giorni seguenti riusciamo a dialogare con calma cercando di capirci ma lei rimane dell’idea che i miei tradimenti siano reali. quando le dico che amo solo lei è felice e mi accetta ma con l’atteggiamento di chi perdona il traditore. io invece vorrei che capisse che non l’ho mai tradita e non ne ho nessuna intenzione… per me è frustrante essere sempre considerato quello che non sono!!!
tu dici contestare le prove, si sarebbe facile con una persona “normale”, questo mese la prova più importante era un capello trovato nel mio studio, frequentato naturalmente da uomini e donne, lo ha raccolto senza dirmi niente e senza farmelo vedere, lo ha portato dalla sua “sensitiva cartomante di fiducia” che ci ha imbastito una bella trama confermando le sue paure e buttando benzina sul fuoco.
è difficile contrastare “queste prove” , se crede di più ad una cartomante di quello che può tranquillamente leggere nei miei occhi e che dovrebbe sentire nel suo cuore… per me la delusione è stata forte!
comunque prenderò nota degli indizi che per lei hanno importanza e mi illustrerai la procedura,
grazie
Luglio 30th alle 1:49 am
Ciao Alessandro
Sono molto importanti i chiarimenti da te comunicati.
A questo punto, non posso dire di avere la certezza, ma la quasi certezza sì, che si tratti di persona (mi spiace pe te e per lei) che ha perso, in gran parte, il senso della realtà.
E’ del tutto evidente, infatti, che un capello in un luogo aperto al pubblico può essere stato perso da chiunque l’abbia frequentato, non necessariamente da un’amante.
Ma è proprio questo il problema: lei non parte da una possibile prova, per affermare la tua colpevolezza, ma dal presupposto che tu sia comunque colpevole.
Quindi, a questo punto, sono il primo a dirti che, con una persona di questo tipo, sarebbe del tutto inutile puntare sul ragionamento e sul fatto di “smontare” gli indizi.
Del resto, ci sono purtroppo troppi ciarlatani in giro, che sfruttano le debolezze altrui, e questi non f
Luglio 30th alle 1:50 am
Scusa, Alessandro
Ora faccio proseguire il mio post
Luglio 30th alle 1:51 am
Ciao Alessandro
Sono molto importanti i chiarimenti da te comunicati.
A questo punto, non posso dire di avere la certezza, ma la quasi certezza sì, che si tratti di persona (mi spiace pe te e per lei) che ha perso, in gran parte, il senso della realtà.
E’ del tutto evidente, infatti, che un capello in un luogo aperto al pubblico può essere stato perso da chiunque l’abbia frequentato, non necessariamente da un’amante.
Ma è proprio questo il problema: lei non parte da una possibile prova, per affermare la tua colpevolezza, ma dal presupposto che tu sia comunque colpevole.
Quindi, a questo punto, sono il primo a dirti che, con una persona di questo tipo, sarebbe del tutto inutile puntare sul ragionamento e sul fatto di “smontare” gli indizi.
Del resto, ci sono purtroppo troppi ciarlatani in giro, che sfruttano le debolezze altrui, e questi non f
Luglio 30th alle 1:52 am
Scusa ancora.
C’è stato un inconveniente tecnico, ora vedo di risolvere
Luglio 30th alle 1:55 am
Del resto, ci sono purtroppo troppi ciarlatani in giro, che sfruttano le debolezze altrui, e questi non fanno che complicare la situazione.
Per la verità, esistono dei sensitivi realmente capaci.
Io ho conosciuto una persona, che collaborava anche con la polizia, e che era in grado di dirti cosa sarebbe successo a te ad una precisa ora e ad un certo numero di giorni di distanza……
Ma se anche tu portassi la tua compagna da una tale sensitiva, lei probabilmente rimarrebbe convinta che tu l’abbia magari pagata per dire certe cose o che, comunque, sbagli, mentre la sua grande veggente, beh questa no, non può sbagliare.
Che fare, dunque?
Come sempre, partiamo dall’analisi della situazione.
Perchè questa persona ha questa ossessione?
In genere, ciò dipende da traumi vissuti in prima persona o da persone che ci sono vicine.
Magari questo trauma è stato rimosso nell’inconscio, ma riaffiora qualora si presentino situazioni simili: nuove relazioni, in cui si pone il problema di doversi fidare del partner, ecc.
Ma non solo.
Oggi, si tende spesso a dire che tutte queste manie sono di origine più o meno psicanalitica e che, per la loro risoluzione, o si affrontano lunghe sedute di psicanalisi o, in alternativa, di PNL.
Tra l’altro, la stessa PNL è nata un po’ in antitesi con la psicanalisi…..
Potrebbe essere vero, ma non necessaramente.
Talora capita anche che le nostre ossessioni, manie, compulsioni, nulla, in realtà, abbiano a che fare con un qualche trauma….
Molto dipende anche dal metabolismo, da eventuali squilibri ormonali, ecc.
In altri termini, può anche arsi che, a livello biochimino, ci sia una qualche patologia.
Più in generale, anche forme psicopatologiche, come quelle maniaco-depressive, possono dipendere da fattori organici, e non psicologici o psicanalitici.
Io, quindi, ti consiglierei quanto segue.
Ho la netta impressione che, senza ricorso ad una precisa terapia medica, ben poco si possa fare.
Io, al tuo posto, agirei così: mi recherei da un medico, d’indirizzo psichiatrico, specializzato in questa forma di mania, da solo, e gli racconterei il tutto.
Può darsi ch’egli stesso si dichiari competente nell’aiutarti, ma potrebbe eventualmente indirizzarti verso altri tipi di terapeuti.
Cioè, voglio dire che un medico ben preparato in materia, dovrebbe saperti dire se sia più utile un trattamente più classico, magari basato su qualche forma di farmacoterapia, o se sia preferibile il ricorso a terapie psicologiche o psicanalitiche.
Probabilmente, ti chiederà anche tutta una serie di elementi, che aiuteranno la diagnosi.
A questo riguardo, ti faccio la seguente domanda:
la tua compagna ha dei problemi d’insonnia?
Te lo chiedo, perchè potrebbe essere indizio di una forma di esaurimento nervoso.
A questo punto, tienimi informato e dimmi cosa ne pensi di provare a percorrere questa strada.
Ciao
Gian Piero
Luglio 30th alle 8:14 am
Caro Alessandro,
mi sento obbligato -per stima verso di te e verso GianPiero e i suoi ottimi consigli (senza nulla togliere agli altri eccellenti interventi sul tema) - a suggerti calorosamente di seguire le indicazioni ricevute da Turletti. Sono solide, rivelano esperienza di vita e maturità, sono verificabili.
E sopratutto contengono una straordinaria dose di umanità ed empatia, fattori assai rari oggi, specie quando ci si lascia andare a dissertazioni tecniche e algide che non lasciano spazio al cuore. Ma non è certo il vostro caso.
Siete personalità edificanti e costruttive, anche nel trattare argomenti così difficili e complessi. Un caro saluto a tutti e due ed a tutti gli altri, e buone vacanze se le fate ad agosto. Io no. Giancarlo
Luglio 30th alle 12:27 pm
grazie ragazzi,
è molto utile sentire le vostre idee e la vostra energia, perchè quando si è dentro al problema e si lotta per un lungo periodo la creatività perde smalto.
la via psichiatrica l’abbiamo provata lo scorso anno, poichè soffre un pò di esaurimento periodico, anche d’insonnia, perchè è stata oppressa da cause legali e problemi pesanti che ora si stanno risolvendo.
per un anno ha preso farmaci che hanno migliorato la sua salute ma non le crisi di gelosia.
si è sposata a 16 anni e fin dai primi anni di matrimonio il marito la trattava male e la tradiva spudoratamente dicendole che le cose erano così e che doveva farsele andare bene per forza!!!
poi ha avuto altre storie brevi dove si sentiva sempre tradita, io ho ereditato questa situazione.
a mio avviso è un problema di bassa autostima e di paura, ha bisogno di lavorare dentro di se e di cambiare alcune sue convinzioni negative.
La PNL credo che sia la soluzione migliore, difatti quando la crise le è passata, come in questo momento, mi da retta e si lascia aiutare sembra guarire completamente… fino alla prossima crisi dove si riparte da zero.
è come costruire dei castelli di sabbia… continuamente… per me diventa sempre più estenuante!
capisco che essendo parte in causa è più difficile essere anche il terapeuta, dovremo provare con un esperto esterno…
se intanto avete dei consigli su come dovrei reagire quando scoppia la crisi e lei comincia a urlare come un’indemoniata mi sareste di grande aiuto. per un peiodo che va da due giorni ad una settimana non fa che urlare offese e giudizi e io non ho la forza di rompere questo suo schema, finora ho provato a parlarle con dolcezza, a urlare anch’io, a tacere, ma i risultati sono semp’re stati gli stessi, l’ultima volta l’unico istinto che avevo era di prenderla a schiaffi, e io non ho mai picchiato nessuno… ma sono riuscito a trattenermi!!!
grazie a tutti dell’attenzione,
siete fantastici
alessandro
Luglio 30th alle 15:06 pm
Caro Alessandro eccomi di nuovo da te. Personalmente non credo molto nella psicanalisi e nella psichiatria. Conosco persone che sono state letteralmente distrutte da farmaci e terapie sbagliate. Sono così pochi i luminari “illuminati” in questo ambito che penso che la probabilità di incappare nella persona giusta sia bassa e non giustifichi il rischio.
Credo nella PNL ma anche qui purtroppo devo dire che poche persone sono in grado di utilizzare efficacemente gli strumenti che essa fornisce. Ciò non toglie che tra le due strade finora menzionate, preferisco la seconda.
Fino a tre anni fa ero proprietario di un franchising di centri di benessere e dimagrimento e ho avuto a che fare con problemi di tutti i tipi. Ho aiutato gente che soffriva di anoressia, bulimia, insonnia e fobie di tutti i generi.
Ho tra l’altro vissuto storie sentimentali personali con persone con problemi simili (gelosia e depressione nera) e confesso che queste situazioni anomale inevitabilmente alterano anche il tuo di equilibrio.
Avendo vissuto da vicino questi problemi so anche mettermi nei panni della tua povera ragazza. Comprendo la sua sofferenza e capisco benissimo cosa significhi perdere il controllo e ritrovarsi a distruggere quanto ti è più caro. Se la ami è tuo dovere aiutarla. L’unico limite che ti devi porre è la salvaguardia della tua salute mentale e della tua serenità.
Certo non ha molto senso accostare l’amore a certe scelte di tipo prettamente razionale. A tale scopo, se ti posso dare un consiglio, leggiti qualche libro di Daniel Goleman, sull’intelligenza emotiva o cerca tra gli e-book di Autostima. Ho messo dei cenni del mio libro, ma in questo caso ti conviene andare alla fonte. E’ essenziale che tu comprenda in cosa consista il cosiddetto sequestro emozionale. Ti può certamente aiutare a capire quando non puoi fare nulla a livello razionale e devi magari cambiare schema.
Capisco benissimo che di strategie ne hai già provate abbastanza e probabilmente hai bisogno di un terzo aiuto. A volte può essere anche un libro (prova a farle leggere “Usare il cervello per cambiare” di M. H. Erickson, ma sicuramente c’è qualcosa anche su Autostima).
Come ti dicevo la nostra mente è custodita da un cancello che si apre solo dall’interno. A tale scopo è utile che tu diventi maestro nella comunicazione subliminale, poiché probabilmente molto di quello che le viene detto viene filtrato a livello razionale. Se però la tua ragazza ti ha già dato la sua disponibilità già è qualcosa. Erickson insegna che a volte un semino lasciato vagare nella nostra mente genera nel tempo dei grandi cambiamenti.
Da come descrivi le sue reazioni sono certo ciò che ha sofferto l’ha segnata molto profondamente. Razionalmente lei si vuole fidare di te, ma incosciamente tu rappresenti il suo peggior nemico. Quando ne saprai di più sul sequestro emozionale capirai che tra razionalità ed emotività vince la seconda per 10 a 0.
Durante un sequestro emozionale c’è poco da fare, si può provare con qualche rottura di schema comunicativa ma è difficile azzeccare la strategia giusta e poi generalmente l’altro crea (inconsciamente) delle contromisure.
Per capire a fondo la tua ragazza devi comprendere che a livello profondo lei ha probabilmente bisogno delle sue reazioni incontrollate. Sono delle barriere tramite le quali lei cerca di non lasciarsi andare totalmente verso di te. Lei ha il terrore che se lo facesse si ritroverebbe a soffrire come una volta. Non ci sono strategie comunicative razionali che la possano tranquillizzare. Non si può tranquillizzare la sfera emotiva con ragionamenti logici.
Probabilmente accecata com’è in questo momento dalla sua “fobia” (scusa il termine ma…) ha in questo momento perso anche un po’ il senso delle cose veramente gravi nella vita. Da questo punto di vista si conversava nel blog a riguardo del posto di Giancarlo Fornei su quanto siano “fortunate” le persone che nella vita hanno avuto occasione di vedere la morte da molto vicino.
Prova a portarla a visitare le persone che soffrono veramente. Falle conoscere persone veramente più sfortunate. Questo la aiuterà a ricontestualizzare la sua sofferenza passata e a vederla con occhi diversi. L’esperienza deve servire per migliorare la nostra vita non a distruggerla definitivamente.
Se ti posso dare un altro consiglio abbi cura di te. Leggi qualcosa sul conto corrente emozionale dal libro di Covey (i 7 pilastri del successo). Probabilmente il tuo conto corrente emozionale in 6 anni si è svuotato un bel po’. Vivere così non fa bene al proprio equilibrio. Probabilmente se metti sulla bilancia i momenti positivi vissuti con la tua ragazza il tuo conto si riempie un po’.
Tuttavia un altro aspetto importante da tenere in considerazione è il fattore speranza nel futuro (prova a leggere il libro sull’ottimismo di Seligman). Nelle tue condizioni penso sia la prima cosa che venga a vacillare: la speranza in un futuro senza problemi di questo genere.
Quando mi sono trovato nella tua situazione ho tenuto duro più che ho potuto. Purtroppo quella storia è poi finita. Ma quando guardo indietro sono sereno per il fatto che so di aver dato più di quello che potevo. Questo è importante perché siamo noi a dover continuare a vivere con noi stessi e dobbiamo continuare a piacerci.
Un Saluto
Valter Romani
Luglio 30th alle 15:16 pm
Scusami Alessandro mi è venuto in mente un’altro suggerimento importante. Probabilmente non sei a conoscenza di un mondo ancora abbastanza inesplorato che è quello delle intolleranze alimentari.
Qualche anno fa, quando facevo corsi sul benessere e studiavo cose a riguardo, lessi un libro sulle intolleranze alimentari (edizioni Red) che mi lasciò esterrefatto. Devi sapere che praticamente tutti nella vita sviluppiamo delle intolleranze alimentari ma ci conviviamo tranquillamente in quanto i sintomi che presentano sono spesso poco fastidiosi.
I due ricercatori americani che hanno scritto il libro hanno però riportato dei casi in cui si è verificato che alcune intolleranze alimentari provocavano a volte gravi disturbi psichici e crisi di ogni genere. Io stesso ho imparato, osservando alcune mie reazioni fisiologiche e connettendole con l’alimentazione, che presento disturbi vari a seconda di ciò che mangio: pollo->mal di testa, uovo->sonnolenza, lieviti->gonfiore, formaggi->raucedine.
A questi alimenti si accompagna spesso un calo di “energia” (vedi post di Giancarlo Randone) e malumore. La mia ragazza ad esempio è un soggetto molto allergico (di quelli a rischio shock anafilattico, ne ha avuti già due), e tramite lo studio della sua alimentazione e la “dieta a rotazione” sono riuscito a risollevare lo stato delle sue difese immunitarie.
Credimi. La probabilità che le sue crisi siano collegate in qualche modo a qualche alimento assunto non è da scartare ed è più probabile di quello che pensi.
Di nuovo ciao.
Valter Romani
Luglio 30th alle 16:42 pm
tante grazie Valter, terrò conto anche di questi spunti interessanti.
abbiamo deciso di ripartire da zero facendo pulizia di tutto quello che è successo, certo per me è più facile in quanto maestro di Meditazione, per lei sarà comunque più difficile, ma il mio morale e il mio entusiasmo è sempre molto alto, riesco facilmente a liberarmi dal rancore e altre emozioni negative e non mi rimane più nulla, spero di contagiarla e di avvolgerla con una valanga di Amore…
ti terrò al corrente degli svolgimenti e spero di conoscerti di persona all’incontro di settembre
ciao e grazie
Alessandro Viti
Luglio 30th alle 16:57 pm
Sono veramente curioso anch’io di conoscervi tutti. Non capita di frequente di far parte di un gruppo così umanamente “elevato”.
Valter
Luglio 30th alle 20:39 pm
Desidero ringraziare tutti, a partire da Gian Carlo, per la vostra cortesia.
Dunque, Alessandro, tornando al tuo problema:
mi trovo perfettamente d’accordo con gli ultimi interventi di Valter, specialmente in materia di alimentazione e disturbi organici.
Purtroppo, non siamo fatti di puro spirito…..
Comunque, cerco di sintetizzare la mia opinione nei seguenti punti:
1) ci dai conferma della rilevanza degli aspetti psicologici, o psicopatologici di questo caso, e la tua compagna si è già sottoposta anche ad interventi terapeutici di tipo psichiatrico;
2) non tutti gli interventi sono uguali.
C’è, indubbiamente, una sorta di rilevante consolidamento di talune sue fobie.
3)In questi casi, si può dire che, certo, anche la PNL o altri tipi di approccio psicoterapeutico possano forse portare aiuto, MA NECESSITANO DI TEMPO E NON SOLO.
Ho letto diverse cose sul tema e si tende a sottolineare che, per ottenere effetto, si deve sempre trattare di persone che mantengano un certo livello di razionalità.
4) A questo punto, direi che si può tentare un approccio diverso, ma ti dico subito che occorre una persona molto specializzata, oserei dire a livello di docente universitario.
Ho pensato all’ipnosi regressiva medica, ma, appunto, in tale ambito non bisogna ricorrere a chiunque operi in questo settore, ma solo a chi sappia usarla in modo particolarmente efficace.
Tanto per intenderci, occorre un operatore che, ad esempio, sappia indurre un’anestesia in caso di operazione, sostituendo completamente gli anestetici.
Dico questo, perchè so che è uno strumento che, se correttamente usato, ha spesso risolto casi difficilissimi.
Sicuramente, in ogni caso, richiederà assai meno tempo di una psicoterapia o di una qualsia altra forma di approccio psicologico.
5)Io, al tuo posto, mi rivolgerei quindi all’ordine dei medici o a qualche altra struttura, che possa indirizzare, ma, ripeto, cerca qualcuno a livello di docenza universitaria.
Sono sì medici ad indirizzo psichiatrico, ma con una specifica preparazone in materia d’ipnosi e di regressione ipnotica.
Tuto questo, ovviamente, non deve escludere l’attenta valutazione del medico, il quale potrebbe anche decidere d’integrare ciò con tattamenti basati su psicofarmaci, ma anche qui, occorre una notevole preparazione.
Almeno nei primi tempi, visto che magari ci vorrà un po’ per riuscire ad aprire i cancelli mentali della tua compagna, magari l’uso di qualche psicofarmaco ti potrebbe essere consigliato, come cura continuativa, per impedire le crisi più gravi.
Mi rendo conto che l’idea non fa sorridere, ma con il tempo, se gli altri tipi d’intervento avranno sempre più efficacia, la quantità di tali farmaci potrà essere gradualmente ridotta.
Considera anche che difficilmente esiste un tipo di terapia miracolistica ed anche gli psicofarmaci non possono essere presi solo durante le crisi.
La loro azione è graduale nel tempo.
Poni anche attenzione che c’è una sostanziale reattività individuale.
NEl miocaso, ad esempio, se mi capita di rimanere insonne, i cosiddetti ipnotici hanno in me l’effetto opposto, cioè mi fanno star sveglio.
Attenzione, quindi, anche a questi aspetti.
6) Sopratutto un paio di raccomandazioni:
A) traendo spunto dalla PNL, mi raccomando, non schiaffeggiare mai la tua compagna.
Immagina, a tale riguardo, il suo volto come se fosse il tuo, ed immagina, qualora tu abbia un tale impulso, di schiaffeggiare te stesso.
B) Le precedenti tipologie d’intervento, di cui ho poco fa parlato, non escludono, ovviamente, la possibilità di terapie di coppia, ma non puoi essere tu a condurle, in quanto il terapeuta non può essere parte in causa.
In sostanza, quindi, cerca un mix tra i diversi tipi d’intervento, sia quelli che vanno più in profondità, come l’ipnosi (condotta da un medico superspecializzato, mi raccomando), sia quelli più blandi, come la terapia di coppia.
Integra poi tutto ciò con analisi volte a stabilire se non vi siano particolari forme di squilibrio alimentare, organico o biochimico.
Ancora una volta, quindi, devi seguire l’approccio medico, ma con operatori altamente specializzati.
Forse per le crisi improvvise sella tua compagna, all’inizio non si potrà che ricorrere ai farmaci, ma mi auguro che, gradatamente, la situazione si evolva anche con tipi d’intervento diversi.
Facci sapere ed in bocca al lupo!
Luglio 30th alle 22:17 pm
Cari amici, mi collego a ciò che ha detto nel suo ultimo intervento l’ingegner Romani per dire anche io quanto sia grato a Bruno Editore per avermi consentito di conoscere questo “gruppo così umanamente elevato” del quel tutti voi fate parte.
Non ho scritto un ebook pensando a vendite e risultati economici eclatanti, ma avendo colto la filosofia dell’Editore e il tema conduttore della ‘crescita personale’ ebbi la precisa sensazione -poi confermata- che avrei conosciuto persone davvero speciali.
Siete animati da molta empatia e autentico altruismo e meritate la denominazione di “Amici” perchè amico deriva direttamente da “Amare”, inteso ovviamente non come eros ma “philia”.
Nelle scritture ebraiche c’è un salmo che definisce l’amico come “uno che si tiene stretto più di un fratello, che ama in ogni tempo ed è nato per quando c’è angustia”.
Caro Alessandro circondato come sei da tali persone capaci di così validi e consistenti consigli, disporrai di una forza interiore in più per uscire vittorioso da questa prova che dura da tanto tempo. Ma ricorda: le prove temprano, come il fuoco tempra i metalli preziosi liberandoli dalle scorie.
Auguri di vero cuore a te e molti saluti veramente cordiali a Valter e Gianpiero. Giancarlo
Luglio 30th alle 23:06 pm
Gian Piero non me ne voglia ma personalmente sono contrario ai farmaci. Veramente pochi medici conoscono a fondo gli effetti collaterali dei farmaci che usano. Ho un amico che è stato in passato “trattato” con farmaci. Il primario che lo ha attualmente in cura ha confessato che a causa di quei trattamenti eccessivi e sbagliati non potrà avere più un recupero totale del suo equilibrio. Ha subito danni a livello neurale a causa di trattamenti più adatti ad un cavallo che ad un essere umano, a volte ci vuole poco a sbagliare le dosi. Dovrà continuare a vita a fare uso di psicofarmaci per mantenere artificialmente il suo equilibrio.
Lo stesso primario ha asserito che secondo lui il 90% dei trattamenti con psico-farmaci sono somministrati da medici che non sanno cosa altro fare.
Per quanto riguarda l’ipnosi, consiglio di nuovo la lettura di qualche libro di Erickson tipo “La mia voce ti accompagnerà” ed. Astrolabio (scusate ma prima ho attribuito ad Erickson il libro di Bandler “Usare il cervello per cambiare”).
L’ipnosi ericksoniana è più semplice di quello che si pensi. La comprensione delle basi della comunicazione subliminale permette a chiunque (lo facciamo già quotidianamente in modo inconsapevole) di avviare processi inconsapevoli di cambiamento. Nel suo libro “la mia voce ti accompagnerà” Erickson fa molti esempi di uso subliminale della comunicazione. E’ un libro che apre la mente ed è piacevolissimo da leggere.
Per quanto riguarda l’ipnosi regressiva sono d’accordo con Gian Piero, va fatta da professionisti esperti, in quanto comunque va a scavare nei meandri spesso dolorosi della nostra memoria.
Ciao.
Valter
Luglio 31st alle 1:30 am
Caro Valter, in linea di massima sono anch’io contrario ai farmaci ed, infatti, dico che bisognerebbe provare altre strade.
Solo che qui il problema è che c’è il rischio che una persona, come ci dice Alessandro, vada “fuori di testa” per giorni e giorni……oltrepassando magari certi limiti, nel fare male a sè ed agli altri….edarrivando sin dove?
Scusate la franchezza, ma è anche questo un aspetto da non sottovalutare………
Quindi, se altri tipi di intervento non danno risultati veloci, c’è anche il rischio, che purtroppo si concretizza in molti casi, che le cose diventino ancora più gravi.
Personalmente, ripeto che ci sono vie diverse, ed i farmaci sono un po’ l’ultima risorsa…….
Tuttavia, ci sono medici abili nell’usarli, e sopratutto devo dire che, piuttosto che arrivare a certi estremi,…….
Il mio ragionamento è anche questo: si parte dal presupposto che certi disagi abbiano sempre e solo una base psicologica, ma, se nel caso della compagna di Ale, ci fosse invece una prevalenza di elementi ormonali, piuttosto che organici o biochimici?
Solo un medico, ovviamente, potrà dirlo, ed in tal caso, non servirebbero le altre terapie……..
In sintesi: in taluni casi, purtroppo, non servirebbero nè l’ipnosi, nè altro, ma proprio solo dei farmaci che portino un riequilibrio biochimico……
In sintesi, mi sento di dire ad Alessandeo: la causa delle gravi crisi di gelosia possono essere diverse:
Avresti quindi bisogno di escludere, innanzi tutto, che ci sia uno squilibrio biochimico.
Se di questo si trastta, difficilmente è una situazione gestibile senza intervento medico e farmacologico.
Se poi così non fosse, allora potrai provare altri tipi d’intervento, come l’ipnosi.
LA cosa più importante è questa: non lasciare che la situazione ti sfugga di mano….con la gelosia meglio non scherzar troppo…….
Luglio 31st alle 10:04 am
Cari amici vi invito a leggere il post successivo a questo e i relativi commenti.
Ho scritto un commento sulla vita di coppia e sulle bugie inerenti che potrebbe essere utile a molti e perché no, anche ad Alessandro.
Ciao
Valter
Gennaio 25th alle 11:07 am
Caro Pierluigi,
sono solito leggere non solo gli articoli dei miei colleghi autori della Bruno Editore, ma anche i commenti, che trovo spesso interessanti.
Senza nulla togliere agli eventuali consigli di Valter, provo intanto a risponderti io.
Colgo l’occasione, innanzi tutto, per sottolineare la validità degli articoli di questo blog anche a fini pratici, visto che un articolo del LUGLIO dello scorso anno è stato da te considerato interessante e professionalmente qualificato, per chiedere una risposta a problemi non facili.
Come avrai notato, si è parlato, nei commenti, dei problemi, in parte analoghi ai tuoi, di Alessandro Viti e, se leggi tra i commenti dellìultimo articolo di Valter “La verità è spesso….” è evidente che con le giuste “mosse” ed un po’ di perseveranza molti problemi si risolvono, intanto proprio quelli di Alessandro-
Venendo al tuo specifico caso:
gestire la verità, come la menzogna, non è certo cosa facile.
Lo dico anche considerando una mia esprienza forense pluriennale, dove la verità e la menzogna possono decidere il destino dell’intera vita di una persona.
Ma procediamo con ordine.
Intanto, sottolineo che spesso, dietro dichiarazioni del tipo: “non mi hai detto di quella volta, oppure…mi hai mentito su quella circostanza” si nascondono altri problemi, ad esempio una sopravvenuta incompatibilità di coppia, per motivi diversi da quelli indicati.
Si dovrebbe, quindi, magari con l’aiuto di qualche esperto, valutare se non vi siano dinamiche interpersonali di questo tipo.
Se la risposta fosse affermativa, magari ancora una volta con l’aiuto di un esperto, si potrebbero intraprendere interventi volti a migliorare o a risolvere la situazione.
Non dimentichiamoci che i cosiddetti “terapeuti di coppia” riescono spesso a risolvere situazioni molto delicate.
Se poi la risposta non fosse affermativa, cioè il problema è proprio quello di aver celato certe circostanze, credo ancora una volta che si dovrebbe allargare il problema, o meglio la sua analisi.
Da soli, o con l’apporto del terapeuta, potreste dedicare una serie di incontri a discutere della vostra relazione, per capire quali sono i punti di forza e di debolezza della medesima.
I miei personali consigli: partiamo da una considerazione.
Ma chi l’ha detto che uno debba, per forza, comunicare agli altri, partner compreso, tutto di sè?
Personalmente, sono tra quelli che ritengono che ognuno di noi abbia diritto ad una sua sostanziale privacy e, quindi, il concetto è: spesso si mente a coloro che ci mettono nella condizione di mentire.
Se non vogliono che si menta loro, allora non ci chiedano quello che noi abbiamo tutti i diritti di mantenere riservato…..
Direi che potresti partire dal comunicare e cercare di far capire questo a tua moglie, fermo rimanendo quanto dianzi indicato sui possibili interventi correttivi della situazione, anche con l’eventuale apporto di un terapeuta di coppia.
Altro aspetto:
perchè si mente?
talora per necessità…..vedi ad esempio i processi, sopratutto quelli penali……
Talora per problematiche psicologiche, che si possono affrontare con diversi tipi d’intervento, anche autointerventi, da quelli che utilizzano la PNL, a quelli basati su psicoterapie, ma anche sull’ipnosi.
Nella speranza di aver suggerito non dico una soluzione, ma qualche possibile intervento per ricercare quest’ultima, i miei saluti ed un sincerio augurio per tutte le tue problematiche.
Gennaio 25th alle 11:07 am
Scusate, nell’intervento di sopra ho dimenticato di inserire il mio cognome……
Marzo 4th alle 17:16 pm
Ciao Perluigi, la tua richiesta verrà sicuramente accolta, mi auguro altresì che tu abbia risolto positivamente il tuo problema con tua moglie. Il consiglio del bravissimo GianPiero credo che ti sia stato utile.