Come diventare autosufficienti e liberi

Vitiana Paola Montana« Il supremo frutto dell’autosufficienza, è la libertà.» Epicuro
I due termini citati in questa massima, “autosufficienza” e “libertà”, rappresentano un obiettivo verso il quale tutti dovremmo tendere, specialmente di questi tempi. Se, a prima vista ,può sembrare una chimera raggiungere entrambe queste qualità, a ben vedere può risultare molto più agevole e fattibile di altre sfide contemporanee come la ricerca di un posto di lavoro fisso o la speranza di vincere al superenalotto!

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Come cambia il rapporto con l’azienda da dipendente a libero professionista

Alessandro Muscinelli Laura TentoliniIl libero professionista cerca clienti perché sono la sua unica fonte di reddito. Non si può permettere di restare a casa ad aspettare che i clienti vengano da lui. Più clienti ci sono e meglio è. All’inizio vanno bene tutti i tipi di clienti, anche quelli più piccoli. Tanto più ampio e variegato è il portafoglio clienti, tanto maggiori saranno le possibilità di avere sempre lavoroI contatti del professionista devono essere di vario tipo per diversificare il più possibile committenti e incarichi. Naturalmente il professionista deve trovare il giusto equilibrio tra la domanda e l’offerta: deve restare sul mercato e garantirsi una certa soddisfazione e continuità di lavoro nel tempo.

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I segreti di un’organizzazione commerciale di successo

Carlo AndrettaIl Responsabile commerciale è un professionista che coordina una struttura commerciale di qualsiasi dimensione: da 2 a n collaboratori.

Per svolgere il ruolo da Professionista, servono competenze di base in numerose aree: tecniche di vendita, tecniche di management, tecniche relazionali, organizzazione personale, marketing, per poter operare efficacemente.

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Come interpretare la psicologia del dipendente

Alessandro Muscinelli

Avere un lavoro da dipendente dà sicurezza. L’idea che un giorno si possa perdere il proprio lavoro è uno degli incubi peggiori per un dipendente. La sola idea di perdere il lavoro rappresenta una minaccia per la serenità psicologica e personale del lavoratore, quasi più forte della possibilità di perdere la casa o di non avere cibo.

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Come affrontare il giorno dopo le dimissioni

Avete fatto il grande passo, rassegnato le dimissioni e lasciato il lavoro. Il peso di questa decisone si fa sentire qualche giorno dopo come un macigno sullo stomaco. Quando vi alzate la mattina non c’è più il vostro abituale posto di lavoro ad attendervi, ma una nuova vita tutta da creare da zero. Finalmente il vostro destino professionale è nelle vostre mani, non più in quelle dell’azienda: è una sensazione bellissima.

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