Archivi Annuali: 2012

Come muoversi tra soddisfazione e motivazione

Stefano BerdiniCredo e sono convinto che non esista persona sana che non ricerchi per la propria vita il benessere, in qualsiasi ambiente egli si trovi. Ad esempio nel lavoro di ogni giorno, nell’azienda in cui si lavora, una persona si sente bene quando “sta bene” ma soprattutto quando “si sente percepita bene”. È evidente allora che non basta sentirsi bene ma è necessario che, per il ruolo e la responsabilità che mi sono state affidate, per il modo in cui svolgo le mie mansioni, per quanto possa sentirmi accettato e compreso, sappia riconoscere la buona percezione che tutti gli altri, capi, colleghi e collaboratori mostrano nei miei confronti. A questo punto allora vorrei dare qualche consiglio ai capi o comunque a chi ha la responsabilità di gestire un’azienda ma soprattutto le persone che in essa lavorano.  

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3 Trucchi per sedurre una donna con il Mindhacking

Gianluca PistoreIniziamo col chiarire che un Hacker della Mente non è un seduttore. Semmai il seduttore, al suo massimo potenziale, può raggiungere l’ambito titolo di Hacker della Mente. Il seduttore è una persona che utilizza tecniche di comunicazione verbale e non verbale, giochi di prestigio verbale, ancoraggi, tecniche di ipnosi per sedurre – dal latino: condurre a sé – la donna che desidera. 
L’Hacker della Mente non usa nessuna tecnica, lui infatti è l’insieme potenziato di tutte le tecniche combinate. Oggi vogliamo affrontare un aspetto cruciale del mindhacking che riguarda il “come essere irresistibili”. Lo faremo affrontando i tre principali aspetti del comportamento che segue un HDM (Hacker della mente) quando vuole sedurre qualcuno. 

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Come farsi amico lo studio

Simona CaffarraCome mai il verbo studiare mette immediatamente in allarme? Nella mente di tanti scatta il semaforo rosso. Adulti e bambini si mettono sulla difensiva. Perché? Che cosa fa così paura?
Analizziamo il problema. Docenti, genitori, ragazzi costituiscono un triangolo, che ruota attorno all’apprendimento. Anche se da angolazioni diverse, tutti vedono lo studio come un “laccio al collo”.

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