Quando si parla di mercato delle valute, meglio conosciuto come Forex, si ha spesso la convinzione di trattare un argomento estremamente complesso e riservato solo alle istituzioni finanziarie.
Lasciatemi dire che non c’e’ nulla di più falso! Il mercato Forex come qualsiasi altro mercato finanziario è oggi alla portata di tutti, si può iniziare con capitali anche poche centinaia di euro. L’unica cosa da considerare è che come ogni attività incorpora delle regole, regole che devono essere conosciute e rispettate con disciplina. I mercati finanziari sono 70% psicologia e solo 30% tecnica. Quindi il vero lavoro va fatto su sé stessi una volta acquisite regole e strategie operative.
Quando parlo di mercati finanziari mi viene fatta spesso la stessa domanda, ovvero: “si può vivere di trading?”. La risposta è SI! Io lo faccio da anni come tanti altri professionisti, ma non ho la bacchetta magica e non sono neanche un genio della finanza. Ho imparato, le tecniche, commettendo errori, ho lavorato sulle mie emozioni e ho creato un piano d’azione strategico, un vero e proprio budget trattando il trading come un’azienda.
Le principali regole da rispettare per poter fare del trading una vera e propria professione, dal mio punto di vista, sono le seguenti:
- utilizzare una leva finanziaria bassa, non lasciandosi andare ai facili e rapidissimi guadagni;
- usare stop di protezione o coprirsi con valute correlatequando il mercato gira contro di noi e lasciar, invece, correre i profitti quando è possibile;
- avere un piano di trading dettagliato e rispettarlo fedelmente anche quando si accusano perdite successive.
Seguire tali regole proteggerà il tuo capitale monetario e psicologico e ti consentirà di guadagnare costantemente nel tempo.
Delle volte si pensa che per operare in borsa servano dei capitali ingenti. Non è così. Specie nel trading intraday, non è necessario disporre di molti soldi per ottenere dei guadagni.
Inoltre, ricordiamoci che investendo molti soldi è vero che si può guadagnare tanto, ma è anche vero che si possono ottenere delle perdite molto pesanti!
Studiando i movimenti del prezzo dei titoli nell’arco di una seduta borsistica è possibile riconoscere dei particolari momenti in cui le oscillazioni sono solitamente caratterizzate da una forza maggiore. Un bravo trader sa che i primi scambi delle contrattazioni hanno una buona volatilità. Il prezzo oscilla più facilmente di alcuni ticks. Ecco che investendo anche dei capitali ridotti si può sfruttare questo movimento a nostro vantaggio.
Quindi dobbiamo “intuire” il primo movimento e seguirlo. Chiudiamo l’operazione non appena abbiamo ottenuto un guadagno che ci ricopra dalle commissioni dell’eseguito. Leggiamo l’agenda macroeconomica della giornata. In concomitanza della diffusione di dati importanti il mercato solitamente reagisce in un certo modo. Attendiamo questi dati, vediamo come il prezzo si muove ed entriamo, sempre pronti a uscire.
Alle 15,30 (ora italiana) c’è l’apertura dei mercati americani. Il Dow Jones è il punto di riferimento per tutti i traders. Aspettiamo la reazione dopo questa apertura e prendiamo posizione. Possiamo anche guadagnare con lo “short”, ossia vendendo allo scoperto. Più il prezzo scende e più guadagniamo. Evitiamo inutili operazioni!
Alcune sedute sono semplici da interpretare. Se la spinta al rialzo è forte, lasciamo aperta la posizione, lasciamo correre il titolo. Stessa cosa al contrario. Se vediamo che il mercato spinge al ribassoentriamo short e teniamo. Non dobbiamo avere la presunzione di ricercare i minimi e i massimi di giornata, accontentiamoci e portiamo a casa il guadagno e basta.
Non tutti i trades possono essere positivi, l’importante è che a fine giornata abbiamo ottenuto un guadagno, sempre tenendo conto dei costi sostenuti per le commissioni. Dobbiamo studiare e prepararci bene per affrontare il trading intraday…
La politica monetaria di un paese, o di una comunità di stati, è completamente gestita dalle banche centrali. Le banche centrali hanno due poteri fondamentali, poteri che possiedono un gran peso macroeconomico, e che influenzano le interazioni e le interdipendenze tra i mercati (intermarket analysis). I due poteri di cui le banche centrali dispongono sono: variare il tasso di riferimento e stampare nuova moneta. A questo punto siamo di fronte a dei parametri che sono in grado di influenzare l’intero apparato economico e finanziario di un sistema sociale.
Lo scopo delle politiche monetarie è raggiungere l’equilibrio tra la domanda e l’offerta di moneta. La domanda di moneta è influenzata dal reddito (y) degli operatori sociali, unico parametro non controllabile dalle banche centrali, e dai tassi di interesse (i), mentre l’offerta di moneta (m) dipende dalla quantità di nuovo denaro immessa nel mercato, infatti ogni qual volta si stampa nuovo denaro la banca lo inserisce nel sistema acquistando titoli nel mercato finanziario (al contrario il ritiro di denaro dal sistema lo si effettua liquidando gli stessi titoli che la banca centrale possiede in portafoglio). L’equilibrio si raggiunge perciò “giocando” correttamente con tassi e offerta monetaria. Un aumento dei tassi necessita una riduzione dell’offerta monetaria per avere l’equilibrio del sistema, mentre una diminuzione dei tassi necessità l’aumento dell’offerta monetaria.
Su questo itinerario è semplice confondersi, ed intuire che un aumento dei tassi provochi deflazione, mentre una riduzione dei tassi provochi inflazione. In realtà non è proprio così, infatti è esattamente il contrario, e la spiegazione di ciò è che le politiche monetarie della banca centrale (causa) non si manifestano istantaneamente sul sistema, ma il loro effetto è riscontrabile solo retroattivamente ed in maniera del tutto ritardata. Infatti se ci pensate noi in questo momento ci troviamo in un periodo di deflazione profonda, ed i tassi sono ai minimi storici.
Ma l’effetto deflazione è stato provocato dalla politica delle banche dell’estate scorsa, quando i tassi erano alle stelle ed il ritiro di denaro è stato notevole. Ora per vedere gli effetti di questa nuova politica a tassi ridottissimi ci vorrà più o meno la fine del 2009. Mi trovo perciò perfettamente d’accordo con l’opinione del governatore federale della FED, Jaffrey Lacker, secondo cui il tramonto del 2009 segnerà la fine della recessione e l’inizio della ripresa. Anche se non condivido la bizzarra politica dei tassi, a mio avviso troppo ridotti, si parla di una riduzione eccessiva fino a 0-0,25%, e che affatica il mercato dei corporate bond e treasury bond (fonte di finanziamento primaria delle imprese pubbliche e private).
Comunque per approfondire l’argomento ho scritto un esaustivo articolo per trend-online.com (sito collaboratore di yahoo finanza) e vi invio il link, http://www.trend-online.com/?stran=izbira&p=prp&id=212480 . Si tratta di un’analisi macroeconomica che troverete di certo utile per farvi un buon quadro generale della situazione economica internazionale.
Il crollo delle Borse sta offrendo ottime opportunità di guadagno soprattutto ai day-trader, cioè investitori che hanno un’ottica temporale dei loro investimenti di brevissimo periodo. Anche con un capitale molto modesto è possibile inserirsi in questo contesto di elevata volatilità per effettuare veloci “mordi e fuggi” (dalla durata di pochi minuti) sui titoli che presentano quotidianamente i sintomi della “debolezza cronica”. Nel mio ebook Trading a Capitali Ridotti spiego dettagliatamente il modo in cui è possibile organizzarsi al meglio per diventare dei bravi mini day-trader in modo tale da potersi creare nel tempo delle interessanti rendite finanziarie.
Già lunedì 9 marzo avevo cominciato a interessarmi a Impregilo (simbolo: IPG), un titolo appartenente all’indice S&P/Mib40, in quanto mostrava un grafico decisamente propedeutico per ulteriori approfondimenti ribassisti. In quella seduta riuscivo a shortare (vendere allo scoperto) il titolo da 1,842 fino a 1,81 ottenendo circa 60 euro netti in pochi minuti (vedi anche il post relativo sul mio blog Crescita Finanziaria 3x), ma mancavo per un soffio il successivo spike ribassista (l’ultima ondata di vendite) che portava il titolo in pochi secondi fino a 1,73 con conseguente sospensione per eccesso di ribasso! Peccato! A fine seduta ecco come si presentava il grafico giornaliero del titolo.
Nella seduta di martedì 10 marzo ho continuato a seguire il titolo sempre alla ricerca di un punto di svolta del mercato (gli ND Point che spiego minuziosamente nel mio ebook). Dopo aver individuato un ND Point su una soglia psicologica rilevante (1,70), avevo anche notato che il titolo mostrava una certa debolezza nonostante l’indice principale di mercato stesse confezionando un rimbalzo verso l’alto abbastanza deciso.
Studiando il grafico intraday a 5 minuti ho visto che il titolo stava formando un triangolo discendente ribassista ed era vicinissimo ad effettuare il breakout del minimo di giornata posto a 1,721. Ho pensato così di anticipare il mio ingresso short a 1,72 piuttosto che sul breakout dell’ND Point posto a 1,70. In meno di 3 minuti i prezzi crollano fino in area 1,67 configurando un classico panico da vendite (panic selling). Esco a 1,684€ portando a casa 82 euro netti.
Da notare che il capitale investito, utilizzando leva10 e considerando che ho venduto allo scoperto 2500 azioni a 1,72€, è stato pari a 430 euro per un ROI del 19% in circa 3 minuti. Questo è Trading a Capitali Ridotti!
Salve cari lettori. In questo post voglio farvi una panoramica del mercato finanziario e dei suoi operatori, fino ad arrivare alle opzioni finanziarie viste in tutto il loro splendore.
Possiamo definire il mercato finanziario il luogo dove è posta in essere la compravendita di strumenti finanziari. La ragion d’essere del mercato finanziario è ovviamente la moneta ed il suo valore, il cui andamento dipende dal mercato internazionale delle valute (forex). Parallelamente al mercato finanziario si muove anche la borsa merci, dove sono quotati i commodity futures, ossia dei derivati molto simili a polizze di deposito che assicurano la disposizione su uno stock di merce.
Il forex e la borsa merci non sono oggetto della nostra operatività, piuttosto ce ne serviamo per elaborare delle analisi macroeconomiche ed intermarket molto utili a fini previsionali. La nostra attenzione si pone sulla borsa valori, il cui centro è lo scambio di partecipazioni ed obbligazioni. Le partecipazioni sono le comuni azioni, dove gli acquirenti diventano soci e finanziatori interni, mentre le obbligazioni sono delle emissioni di debiti da parte delle società, infatti un obbligazionista diviene finanziatore esterno e creditore della società stessa.
Un ulteriore importante ramificazione del mercato finanziario sono i mercati dei derivati. Nei mercati derivati si scambiano strumenti finanziari derivati da determinati sottostanti scambiati nel mercato secondario. I derivati più importanti sono i futures e le opzioni.
Ora che abbiamo definito grosso modo quelli che sono i principali strumenti finanziari, passiamo in rassegna i diversi operatori. Il prima tipologia è costituita dai risparmiatori, quest’ultimi sono spesso acquirenti delle obbligazioni, in quanto amano investire i soldi al sicuro (infatti sono definiti anche cassettisti) e con un rendimento accettabile nel lungo periodo.
Poi ci sono gli investitori, essi sono spesso azionisti, i quali sono consapevoli di accollarsi i rischi di impresa, ma che sul medio o lungo periodo possono beneficiare al contempo di probabili rendimenti più consistenti rispetto agli obbligazionisti a seguito dell’apprezzamento delle azioni e della cessione di eventuali dividendi. Infine come terza categoria ci sono gli speculatori, ossia degli operatori che investono nel mercato nel breve termine attraverso strumenti derivati che sfruttano la leva finanziaria. A questo punto siamo di fronte alla figura del trader vero e proprio, e cioè la posizione più rischiosa e allo stesso tempo potenzialmente più remunerativa che esiste nel mercato.
Ora personalmente, sin dal mio approccio con il mercato finanziario capì che ero molto attratto dai guadagni consistenti e protratti nel breve periodo. Così mi trovai di fronte ad un bivio, e cioè se era meglio specializzarmi nei future o nelle opzioni. La mia scelta è ovvia, ed i miei maestri mi ci fecero arrivare con ragionamenti concreti e pratici.
Infatti io in quanto giovane e particolarmente poco solido a livello patrimoniale, mi resi conto che i future non facevano per me. Infatti essi se tenuti sino alla scadenza precludono l’obbligo di esercizio del lotto, e non solo, essendo strumenti di contrattazione a margine la potenziale perdita può protrarsi molto oltre il capitale investito.
Così ho approfondito lo studio sulle opzioni e capii presto che le opzioni erano davvero una rivoluzione, perché inglobano tutti i vantaggi dei future scartandone tutti i pericoli connessi. Infatti le opzioni nonostante abbiano un bel effetto leva paragonabile a quello dei future, non precludono l’obbligo di esercizio, ed il capitale di rischio si ferma a quello investito ed usato per aprire la posizione. Come già detto all’inizio della mia carriera non avevo molti soldi, così mi specializzai nelle opzioni, ma fu la scelta migliore della mia vita, perché ancora oggi, che a livello finanziario sto molto bene, continuo ad operare con le opzioni, perché i future non mi hanno soddisfatto e sono molto meno flessibili in termini strategici rispetto alle opzioni.
Le opzioni possono avere come sottostante azioni, indici, valute, merci o tassi. Restrinsi ancor più il campo di analisi specializzandomi nelle opzioni su azioni (stock option). Infatti le opzioni su azioni sono in assoluto le migliori in quanto forniscono spunti fortemente concreti di analisi.
Ora chiudo rinfrescandovi il concetto di opzioni e sintetizzando il più possibile. Le opzioni possono essere o europee o americane. Io sono un operatore in opzioni americane, questa tipologia di opzioni si differenziano da quelle europee per il fatto che possono essere esercitate anche prima della scadenza. Come si può comprendere le opzioni americane sono perciò molto più flessibili rispetto a quelle europee, così non ho dubbi su quale tipologia usare. Le opzioni possono essere di tipo Call o Put.
Un’opzione Call costituisce il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare entro una certa scadenza 100 azioni ad un prezzo prefissato detto strike price, e pagando un corrispettivo premio. Badate bene che ho detto il diritto, ma non l’obbligo, infatti il compratore di un’opzione giunta alla scadenza, potrà scegliere se esercitare o rinunciare al suo diritto.
Un’opzione Put invece costituisce il diritto, ma non l’obbligo, di vendere entro una certa scadenza 100 azioni ad uno strike price prefissato e pagando un corrispettivo premio.
Il compratore di un’opzione Call ha aspettative rialziste, mentre il compratore di un’opzione Put ha aspettative ribassiste.
Con un opzione Call o Put che sia, si ha a disposizione un contratto che controlla 100 azioni, perciò ogni variazione del sottostante deve essere moltiplicata per 100.
Infatti ammettiamo di possedere un’opzione con strike 70$, e dopo averla acquistata, e nello stesso giorno, il sottostante varia da 70$ a 75$. Se avremmo posseduto una sola azione avremmo guadagnato solo 5$, ma con un’opzione la variazione deve essere moltiplicata per 100 volte, così in questo caso avremmo guadagnato, senza tener conto di particolari calcoli matematico-finanziari, circa 500$!
Approfittate di questi giorni di promozione, per pochi euro potete entrare in possesso di un ebook davvero completo e che vi guiderà verso i vostri primi profitti.
Salve carissimi lettori, in questo articolo e nel prossimo vi mostrerò la vera potenza delle opzioni finanziarie, in tutto il loro splendore. Cominciamo nel dire che il trading è in assoluto la migliore attività esistente al mondo ed è indubbiamente il mezzo per arricchirsi online più rapido e serio in assoluto, non è il sottoscritto a dirlo, ma bensì uno degli operatori economici più famosi del mondo, Joe Ross, un trader che è stato in grado di trasformare in un anno diecimila dollari in un milione di dollari esclusivamente con il trading online.
D’altro canto non sorprende nemmeno che sia la principale attività degli emirati arabi e di tutti i grandi capitalisti occidentali che pur partendo da umilissime origini hanno costruito patrimoni multimilionari con il trading. Il trading è un’attività seria e molto redditizia, ma molto complessa. Uno studio rileva che solo l’11% dei traders è in grado di vivere solo ed esclusivamente di trading online.
Ciò è dovuto al fatto che molti si cimentano nel mercato privi di competenza e privi delle giuste strategie. Io vedo il trading come un’immensa vasca piena di soldi, o meglio un generatore di liquidità. Io non sono un investitore a lungo termine, e ne tanto meno a medio, io sono uno speculatore a breve termine che usa le opzioni per reperire liquidità, liquidità che amo in parte investire in attività durevoli come immobili e in parte spendere per mantenere alto il mio tenore i vita. Perché ricordate che la base di partenza per investire è sempre la liquidità, e il mercato finanziario, e in particolar modo le opzioni, sono fatti a posta per reperire liquidità.
Ora scendiamo nei particolari della materia, proseguendo nello specificare che le opzioni, tra tutti gli strumenti finanziari sono davvero i più elastici, versatili e redditizi. Fu Robert Kiyosaki a farmi capire quanto siano forti questi strumenti rispetto agli altri, non a caso egli stesso inserisce nel suo mitico programma educativo “CASHFLOW 202” unicamente questi eccezionali strumenti finanziari.
Sono davvero i meno rischiosi e redditizi, oltre al fatto che lasciano una grande libertà operativa, infatti è possibile operare sia intraday che overnight, e non solo ormai è noto che con esse è possibile pure guadagnare qualunque sia la direzione del trend di mercato, e cioè rialzista, ribassista o laterale. Vi dirò di più operando con le opzioni in modo combinato è possibile portare la probabilità di successo largamente dalla nostra parte, potendo guadagnare in 2 direzioni su 3, e questo è possibile solo conoscendo le giuste strategie che spiego nel mio ebook, all’interno del quale troverete inoltre eccezionali elementi di analisi, che insieme alle strategie proposte porteranno la vostra probabilità di successo tra l’80 ed l’85% (in media, molti fanno anche di più).
Quello che voglio ben sottolineare, e che le opzioni sono totalmente diverse dallo scalping. Primo perché l’effetto leva delle opzioni è un effetto del tutto naturale, cioè è una proprietà intrinseca dello strumento finanziario, creato a posta per speculare in tutta sicurezza e per proteggere i propri investimenti, invece nello scalping non è così, è un’operatività molto più nervosa in quanto si opera con denaro ottenuto in fido e che dovrete restituire entro la fine della giornata di contrattazione, pena la nascita di interessi sul capitale preso in prestito, per non parlare che dovete per forza rimanere ancorati davanti il monitor (davvero stressante), non avendo così la possibilità di godere di un attivo patrimoniale che lavora in via automatica per voi. Si tratta infatti di una leva “artificiale”.
La regola d’oro del nostro Giacomo recita: “taglia le perdite e lascia correre i profitti”, le opzioni sono la materializzazione di ciò, perché in posizione d’acquisto possiedono un potenziale profitto illimitato e allo stesso tempo non potete mai scendere al di sotto del capitale investito, mentre con lo scalping se malauguratamente uno stop loss dovesse fallire… AUGURI.
Con le opzioni la prospettiva di guadagno e di profitto supera il 150%, e la cosa che mi ha spinto ha fare questa parte dell’articolo è che l’altra sera sono stato in un locale di Rende (vicino Cosenza) con uno scalper che si destreggiava sul fatto che era riuscito a guadagnare circa 80 euro su un breakout, e il bello che per lui era una cosa straordinaria. Così gli chiesi incuriosito quale fosse il capitale di rischio investito, e rimasi estasiato dal fatto che aveva guadagnato 80 euro su circa 3000 euro di capitale investito!
Signori miei il trading è una disciplina che preclude dei rischi, e dal momento che per operare dovete per forza correrli fatelo per profitti decenti in ragione del capitale investito, fatelo per profitti che possono cambiare davvero il vostro stile di vita, e non semplicemente per pochi euro in più a settimana se proprio vi va bene, perché a questo punto è meglio cercarsi un bel lavoretto part-time zero rischi.
In pratica io con le opzioni ci vivo, rappresentano circa il 90% del mio reddito complessivo, ma per raggiungere questi livelli non basta acquistare il mio ebook, esso è molto completo, cioè nel senso che una volta preso non dovrete acquistare altri libri e nè seguire costosi seminari di approfondimento, ma comunque dovrete studiarlo più e più volte e dovrete fare molta pratica, con volontà e passione.
Facendo tutto ciò vi assicuro che i benefici che ne trarrete in futuro saranno grandi e durevoli fino alla fine della vostra esistenza. Pensate che io sono partito con un capitale veramente ridotto, circa 450 euro, e trade dopo trade guadagnavo percentuali come 30 e 50%, oggi dopo un bel po’ di esperienza mi aspetto sempre un rendimento del 150% in su in massimo 3 giorni lavorativi, per non contare i casi particolari, rari, come acquisizioni o fenomeni tecnici importantissimi, che portano a rendimenti del 400% in su.
Le opzioni sono davvero perfette, anche i futures sono forti e possiedono un eccezionale effetto di leva finanziaria naturale, ma le opzioni possono dare le stesse soddisfazioni in termini di rendimenti con una percentuale di rischio largamente inferiore.
Alcuni lettori mi hanno anche chiesto un consiglio riguardo se era meglio investire in opzioni finanziarie (stock option, ossia opzioni su azioni) o opzioni nel forex (currency option). Io ho provato ad operare nel forex, ma è davvero un mercato imprevedibile, cioè su di esso ogni studio ed analisi effettuata non hanno grandi prospettive di effettivo realizzo come lo è viceversa per il mercato azionario. Perciò dateci dentro con le opzioni con volontà e riuscirete ad emergere. Ci tengo a precisare che anche l’ebook dei colleghi Torcicoda e Capitanio è ben fatto!
Ci sono giorni in cui mi piace stare davanti il monitor e osservare la Borsa per ore, ma non è una necessità, infatti opero ugualmente anche se in giornata ho altro da fare, aprendo cioè la posizione il pomeriggio presto, per poi chiudere totalmente il mio PC e tornare la sera verso le 10 (ora di chiusura del mercato USA) e decidere se raccogliere i profitti o mantenere la posizione per un altro giorno di contrattazione, e il tutto in totale tranquillità e sicurezza, perché con le opzioni in posizione d’acquisto, pur dandovi la possibilità di guadagnare sia al rialzo che a ribasso (a seconda se si tratta di put o call), il rischio è limitato al capitale investito, garantito.
Nell’ebook imparerete ad operare sia facendo trading direzionale che non direzionale, è davvero un concentrato di strategie pratiche (per questo costa tanto…L). Ora vi faccio un piccolo elenco delle strategie più importanti, classificandole secondo la loro natura;
DIREZIONALI: Long Call/Put Fischioni Volume Spike Debit Spread … NON DIREZIONALI O NEUTRALI Straddle Strangle Credit Spread Calendar Spread Butterfly Condor …
Tra tutte queste strategie troverete a voi quella o quelle più congeniali, io ad esempio opero con entrambe le categorie, ma vi confesso che il numero di operazioni direzionali è superiore rispetto a quelle non direzionali, non per convenienza, ma perché possiedo uno stile molto aggressivo e dal momento che amo l’operatività a brevissimo termine, mi piace operare così.
Ora godetevi questo video, si tratta di alcuni spezzoni del mitico film “Wall Street”. Per questo film Michael Douglas ricevette l’oscar come migliore interpretazione. Gordon Gekko (Michael Douglas) è un ricchissimo operatore economico, e precisamente effettua astute strategie con le opzioni in più scene del film. Voglio ricordarvi che Gordon chiama le opzioni “diritti”, si possono chiamare anche così perchè rappresentano dei diritti esecutivi su 100 azioni, mentre Bud Fox (Charlie Sheen) le definisce comodamente opzioni.
Nel prossimo post vi darò un assaggio della vera forza delle opzioni finanziarie, analizzeremo una strategia direzionale, cioè un fischione, ed una neutrale … facciamo la straddle.
A risentirci!