soldi

Come insegnare ai nostri bambini a risparmiare un euro al giorno (seconda parte)

Domenica, Settembre 19th, 2010

Nell’articolo precedente abbiamo visto come sia fondamentale insegnare il concetto di libertà finanziaria ai nostri figli.

Nessuno di noi sarà in grado di insegnare ad un bambino ciò che egli stesso non è in grado di fare per sé. Per guidare un bambino ci vuole la forza della coerenza. Con le parole potete manipolare un adulto, ma non un bambino.

La difficoltà della nostra missione è quindi la seguente:
L’insegnante più indicato per insegnare i principi base della vita ad un bambino è il suo genitore.
Per quanto abbiamo detto, un genitore può insegnare efficacemente a suo figlio soprattutto con l’esempio. Ma se il genitore non dà importanza alla sua vita fra 30 anni, come può trasferire ciò a suo figlio? Il difficile non è quindi insegnare al bambino, ma farlo recepire al genitore.

Allora provate a pensare un po’ a voi stessi. Provate ad immedesimarvi in quello che sarete fra 30 anni. Ci riuscite? Per vivere bene fra 30 anni non basta il piano di accumulo che avete pianificato (se lo avete fatto). E voi lo sapete bene.

Quanti di voi stanno accumulando più di 3.000 euro l’anno per il proprio piano pensione? Quanti più di 10.000? Quanti più di 20.000?

E pensare che se avessimo cominciato con un euro 20 o 30 anni fa, oggi staremo già sulla strada di sviluppare una fortuna che per accumularla partendo da oggi forse ci vorrebbero veramente 20.000 euro di accumulo l’anno.

Per mantenere uno stile di vita decente ognuno di voi sa che invece dovrà continuare a lavorare ben oltre i 60 anni e lo dovrà riuscire a fare anche con un certo grado di efficacia.
E allora vi dico… Facciamo nostra questa missione… perché il nostro Paese ne ha bisogno, bisogno vitale.

Cominciamo con l’insegnare a noi stessi questi principi, facciamoli nostri. Trasferiamoli poi ai nostri figli, affinché diventino un esempio da seguire per gli altri. Forse così fra 30 anni, incontrandoci di nuovo, potremmo farci un bell’applauso per l’eccellente lavoro svolto.

A cura di Valter Romani
Autore di Da Grande Sarò Ricco e Scacco alle Bugie

Una giornata per la Libertà Finanziaria

Domenica, Settembre 5th, 2010

GIACOMO BRUNOCiao ragazzi, sono appena rientrato dall’ultimo seminario di Alfio Bardolla, il Corso per la Libertà Finanziaria.

Per chi segue il mondo della formazione si tratta di un grande evento: Alfio è il più importante financial coach d’Italia, specializzato in strategie finanziarie motivazionali e formazione personale.

Il suo motto è che “Se non sei ricco è perchè nessuno te l’ha ancora insegnato” e devo dire che lo condivido in pieno, così come il cuore del suo pensiero, ovvero la conquista della libertà finanziaria, una condizione essenziale per essere protagonisti delle nostre vite e non essere più schiavi del denaro.

Conosco Alfio da molto tempo e devo ammettere che, sebbene io conosca da vicino la sua preparazione, anche perchè come editore ho pubblicato in versione ebook i suoi best-seller I Soldi Fanno la Felicità e L’Arte della Ricchezza (in coedizione con Sperling&Kupfer), ascoltare il suo seminario mi ha sorpreso anche stavolta.

Alfio Bardolla

Non parlo solo della passione e della competenza, ma soprattuto dei contenuti esposti, ricchi di spunti interessanti anche per chi già conosce il mondo della formazione e della finanza.

In aula ho visto persone di tutti i tipi, manager, professionisti, impiegati, giovani… tutti intenzionati a imparare a gestire i loro soldi e a riuscire a produrne di nuovi, usando ingegno e perseveranza.

Mi è sembrata la prova che migliorare la qualità di vita sia diventato ormai un desiderio comune nella società attuale, un bisogno che attraversa in modo trasversale tutte le età e i gruppi sociali, orientandoli verso la crescita personale, professionale e finanziaria.

Esattamente quello che faccio ogni giorno nel mio lavoro di editore, offrendo strumenti formativi qualificati a un pubblico sempre più ampio e consapevole.

E tu conosci Alfio?

A cura di Giacomo Bruno

Come insegnare ai nostri bambini a risparmiare un euro al giorno (prima parte)

Lunedì, Agosto 16th, 2010

Valter RomaniUn grande formatore che forse voi già conoscete, Anthony Robbins, asserisce in uno dei suoi famosi libri che l’uomo spesso sopravvaluta quello che può fare in un anno e sottovaluta quello che potrebbe fare in 10. E’ come dire che l’uomo quando decide di impegnarsi vorrebbe tutto e subito. Non riuscendo ad ottenere il tutto subito, si demotiva e rinuncia a lottare. Quindi sulla lunga distanza non capitalizza nulla.

Lottando sulla lunga distanza potrebbe invece riuscire a realizzare qualcosa di veramente importante. Alla frase di Robbins io aggiungerei che se l’uomo sottovaluta ciò che potrebbe realizzare in 10 anni, non ha la benché minima idea di ciò che potrebbe realizzare in 30.

Se chiedessi ad ognuno di voi cosa vorrebbe realizzare in 30 anni sicuramente vi verrebbe da sorridere. Perché? Perché 30 anni è un lasso di tempo che esce dal vostro orizzonte temporale. Cosa può fregare ad un 30-enne quello che farà a 60 anni?

Ma qui però, cari amici, si apre una questione importante. Vi invito a scrivere la frase che vi sto per dire.
Per come va oggi l’economia fra 30 anni il mondo sarà di quei bambini che avranno saputo mettere da parte un euro al giorno.
Saranno loro a conoscere quella che definisco la LIBERTA’ FINANZIARIA.

Pensateci bene. In un Paese in cui ancora oggi i genitori trasferiscono ai figli la cultura del posto fisso… in un Paese in cui noi sappiamo bene che coloro che andranno in pensione fra 20 anni non potranno certo sopravvivere con 350 euro al mese… in un Paese che non avrà i mezzi per integrare queste pensioni al minimo vitale… In un paese in cui i nostri ragazzi hanno dal punto di vista finanziario la preoccupazione di rimediare i soldi per il sabato sera (orizzonte temporale < 7 giorni)… In un Paese in cui i giovani non si pongono assolutamente il problema di essere autosufficienti a 30 anni…

Che futuro possiam pensare per i nostri ragazzi?
A chi appartiene la mission di educare questa nostra società di oggi, di formarla allo scopo di permettere di affrontare preparati il futuro che ci si para davanti?
NOI? Ma NOI siamo preparati?

Pensateci bene… del resto se non lo facciamo da noi chi potrebbe essere in grado di farlo? Lo Stato? Pensate che lo Stato, o meglio i nostri governanti, siano pienamente consapevoli di quanto vi ho appena detto?
E se anche ne fossero consapevoli, pensate che con i problemi che hanno nel quotidiano, possono pensare a quelli del prossimo anno? O peggio a quelli che avremo fra 30 anni?
O pensate forse che esiste qualche altra categoria di persone illuminata che possa farsi carico di questa missione più di un genitore veramente motivato?

Allora a chi spetta il compito di insegnare ai nostri bambini questo segreto?
Spetta a noi, ma dobbiamo diventarne consapevoli per primi.
Ma a questo punto vi devo dare un altro importante insegnamento che potete trovare nel mio libro:
INSEGNA PIU’ UN ESEMPIO CHE MILLE PAROLE.

Continua….

A cura di Valter Romani
Autore di Da Grande Sarò Ricco e Scacco alle Bugie

Come motivare le persone tramite un sistema premiante (Parte II)

Lunedì, Novembre 16th, 2009

La prima parte dell’articolo, disponibile sul blog in data 29/10/09, analizzava le azioni necessarie prima dell’introduzione di un sistema premiante all’interno di una organizzazione. Leggerai oggi quali sono, a mio avviso, gli strumenti da utilizzare in un sistema premiante. Essi sono di vario tipo. Quelli più utilizzati nelle aziende sono i Monetari e non monetari.

Monetari.

Sono quelli più efficaci per dare una spinta alla motivazione, se coincidono con l’aspettativa del collaboratore. Sono quelli ambiti anche da coloro che dicono: “i soldi non sono tutto”. I riconoscimenti monetari più diffusi sono:

  • Incentivo una tantum. Viene dato una solo volta. Esso è un premio legato al raggiungimento di un obiettivo specifico e generalmente è legato ad un anno di attività o ad un progetto specifico di breve durata.
  • Benefits (auto, assistenza medica per tutta la famiglia, assicurazione, telefono, ecc..). Questo tipo di premio, pur non essendo un’elargizione strettamente monetaria, rappresenta comunque un vantaggio economico per il beneficiario. Generalmente viene concesso per un medio, lungo periodo in funzione di particolari risultati o funzioni aziendali. Tutti i giorni la persona si rende conto del vantaggio economico che ha nell’utilizzare il benefit.
  • Aumento dello stipendio. Questo è il premio più ambito. Esso determina una crescita economica proiettata per tutti gli anni di servizio da prestare sino al pensionamento. Generalmente viene riconosciuto quando i risultati raggiunti dal team, o da un singolo, sono eccezionali, economicamente significativi e duraturi per il bilancio aziendale. Se vuoi premiare una persona veramente importante per la tua organizzazione, una persona che raggiunge sempre i suoi obiettivi, concedigli un aumento di stipendio. In questo modo, anche se il denaro non è il fattore determinante, la persona si sentirà maggiormente allineata all’azienda.
  • Avanzamento di carriera. Questo aspetto è molto sentito dai collaboratori, in particolar modo nelle grandi organizzazioni dove è presente una pluralità di ruoli, funzioni e inquadramenti economici. Tutti vogliono avere la possibilità di crescere, di “salire i gradini della scala gerarchica”. Generalmente, un avanzamento di carriera comporta anche una crescita dello stipendio.

I riconoscimenti Non Monetari sono:

  • Corsi di formazione. E’ un premio poco sentito dalle persone. Nella generalità delle sue applicazioni, non viene sentito come premio.
  • Riconoscimento pubblico. E’ un premio che viene riconosciuto dando visibilità alla persona all’interno dell’organizzazione. Pur non ottenendo un beneficio economico, il premiato si sente considerato da questo riconoscimento.
  • Cambiamento di funzione. Questa tipologia di premio viene applicata essenzialmente nelle grandi organizzazioni. Lo scopo dell’assegnazione di questo premio non è quello economico ma creare le condizioni affinché la persona possa averlo nel futuro.

Quali considerazioni ti vengono in mente alla fine di questo post? Proviamo a fare insieme alcuni commenti: Definire un sistema premiante è un processo indispensabile nella gestione di un team sia esso piccolo o grande. Una volta che è stata presa la decisione di adottare un sistema premiante, è necessario far capire alle persone il legame che esso ha con la motivazione.

Non puntare tutto sul premio monetario perché alla lunga non potrai sostenere le continue aspettative in questo senso. Guarda cosa succede nel mondo esterno. Ci sono professioni in cui oramai non c’è limite alle richieste economiche delle persone. Si chiede sempre di più senza avere grandi responsabilità.
Premia sempre il risultato. Avrai un effetto di stimolo verso chi non riceve il premio. Non utilizzare il riconoscimento “a pioggia” perché sarebbe controproducente. I migliori non sarebbero motivati e non servirebbe a creare una cultura del riconoscimento legata al risultato.
Grazie per la tua attenzione!

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di “L’Impresa Efficiente” e “Il Team Vincente”

Very Millionaire: un libro omaggio con le biografie dei 22 uomini più ricchi del mondo

Mercoledì, Luglio 8th, 2009

Lo sapevate che Ingvar Kamprad, il fondatore di Ikea, è partito da un capanno del latte come prima sede della sua attività commerciale?

E che Richard Branson, il miliardario hippy inglese, a scuola era tanto mediocre da non riuscire a superare nemmeno i test di intelligenza?

E che Guy Lalibertè, il fondatore del Cirque du Soleil, aveva esordito nel campo come acrobata mangiafuoco?

I protagonisti di queste storie non sono nati ricchi e a scuola non erano necessariamente dei geni. Philip Knight, l’artefice del successo mondiale delle scarpe Nike, ha iniziato vendendo scarpe alle gare sportive e il suo prima negozio era il cofano della macchina.

François Pinault, il Paperone di Francia, re del lusso e di Gucci, è partito dalla segheria di famiglia, mollando la scuola a 14 anni.

Joanne Rowling, l’autrice della fortunata saga di Harry Potter, ben prima di diventare la donna più ricca del Regno Unito era disoccupata, divorziata e con una figlia a carico mentre Steve Jobs era stato in adozione dalla madre naturale e non ha mai finito gli studi.

Very Millionaire

Very Millionaire

In omaggio, allegato a Millionaire di luglio-agosto, il libro Very Millionaire in edizione pocket con le biografie di 22 degli uomini più ricchi del mondo.

Da Abramovich a Zuckerberg. Come hanno fatto a diventare così ricchi? I segreti e le storie dei conquistatori di miliardi.

L’obiettivo di questo libro non è fornire un elogio del miliardario. Il lato superficiale di queste storie è vederle, infatti, come una corsa verso l’accumulazione.

In realtà molti dei protagonisti hanno seguito prima di tutto le loro passioni e intuizioni con inesauribile tenacia e determinazione.

E c’è molto da apprendere in molte di queste storie come motivazione ma anche come strategie da seguire.

Il libro Very Millionaire è in omaggio allegato a Millionaire di luglio-agosto.

A cura di Salvatore Gaziano,
Autore di Money Report

La crisi economica? Una truffa - Alfio Bardolla

Venerdì, Giugno 5th, 2009

Era da un po’ che pensavo di fare un video e ogni volta che aprivo il giornale o guardavo la tv mi chiedevo se molte persone avrebbero veramente capito cosa stesse accadendo oppure venivano solo inondate dalle informazioni sulla crisi e psicologicamente questo avrebbe impattato sui loro risultati sul loro lavoro e sulla fiducia nel futuro.

A scuola ti insegnano che l’economia è “perfetta” ovvero che le persone fanno scelte intelligenti dal punto di vista finanziario ma più guardo in questo campo e più mi rendo conto che non è così.

Indovinate quando c’è stato il picco della vendita dei fondi di investimento?? Al massimo storico dei fondi. Indovinate dove è il picco minimo di vendita dei fondi? Proprio quando i prezzi sono bassi.

Sembrerebbe un controsenso ma la psicologia funziona così. L’euforia o la paura fanno sovrastimare o sottostimare rischi e potenzialità.

I Soldi Fanno la Felicita + LArte della Ricchezza

I Soldi Fanno la Felicita' + L'Arte della Ricchezza

Oggi credo veramente che siamo nel momento migliore degli ultimi 10 anni per investire in immobili e in borsa ma indovinate cosa fa la gente? Ha paura, veniva ai miei corsi a centinaia nel periodo caldo dell’immobiliare dove era facile vendere ma difficile comprare bene.

Oggi il mercato è cambiato. E’ facilissimo comprare molto molto bene si fanno affari incredibili.

E il mercato non è fermo. E’ solo calato del 13%. Ovvero si fanno 13 vendite in meno ogni 100. Ma si compra alla grande e possiamo essere competitivi sui prezzi ed essere tra quell 87% che vende e guadagna!

E la borsa? In questi mesi è facile fare affari in borsa ma la gente è ancora spaventata dalle ultime batoste che ha preso. Ma era normale perché sono investimenti fatti senza la minima logica tecnica e senza una gestione appropriata dei rischi.

Ho visto gente perdere il 70% del proprio patrimonio perché non aveva le informazioni su come gestire la cosa. Si erano affidati agli “esperti”.

Solo noi possiamo essere esperti per gestire i nostri risparmi ed i nostri soldi. Non possiamo delegare questa funzione così importanti a terzi senza sapere cosa fanno e quali rischi prendono con i nostri soldi.

Oggi è il momento di fare azioni massicce ed acquisire le informazioni giuste.

Guarda il Video:

A cura di Alfio Bardolla,
Autore di “L’Arte della Ricchezza” e “I Soldi Fanno la Felicità”