sistema logistico

Come impostare una gestione efficiente della Logistica

Giovedì, Settembre 23rd, 2010

Andrea CattaneoTre parole sintetizzano il metodo per gestire al meglio la Logistica: prima mappare, poi misurare, poi agire: l’attività di analisi è quindi fondamentale e propedeutica a quella di gestione, perché permette di comprendere, modellizzare e infine guidare il sistema logistico.

Nei sistemi logistici gli effetti (di decisioni o situazioni) diventano cause, per cui prendere la giusta decisione non è semplice, e richiede sempre la revisione critica del proprio operato, per verificare che il “circolo” generato produca effetti positivi.

Il modo più sicuro di avere una visione globale del sistema è quindi “fare la mappa” dei processi e dei flussi, e per ognuno di essi, identificare gli attributi quantitativi e qualitativi fondamentali. Conoscendo il processo, il logistico deve valutare su quale delle sue parti deve intervenire per migliorare le prestazioni: esse sono quantificate dai drivers del sistema, cioè quei parametri che permettono di sintetizzarlo e misurarlo, e di definirne efficacia ed efficienza.

Ma cosa sono efficacia ed efficienza? L’efficacia è la capacità di ottenere un determinato risultato da un insieme di operazioni: misura esclusivamente il risultato ottenuto; l’efficienza è la misura delle risorse impiegate per ottenere un certo risultato.

Approfondendo come procedere concretamente alla mappatura e misurazione del sistema, la stesura grafica più efficace è quella che avviene sotto forma di tabella, in cui sono sintetizzati, oltre ai parametri di efficacia ed efficienza, i dati salienti di ogni processo: quando, chi, con quali attrezzature, con quale tecnologia informatica, con quale grado di automazione viene svolta l’attività.
Una delle procedure più utilizzate in questa fase di analisi è quella denominata Tempi e Metodi: essa permette di evidenziare ogni parte del processo, e di misurarne in un secondo momento il relativo tempo-ciclo.

L’azione, infine, si concretizza nella gestione: gestire un sistema logistico significa assumere decisioni che permettono di governare e modificare i valori di efficacia ed efficienza del sistema.

Il principio generale di gestione deve essere quello di coordinamento e mediazione che la filiera logistica deve mettere in pratica con le funzioni aziendali collegate ad essa. Anche all’interno dei rapporti con le altre funzioni aziendali, il logistico deve tenere sotto controllo i parametri di efficacia e di efficienza: è opportuno usare i parametri in termini di costi unitari, che sono più facilmente comprensibili anche da coloro che in azienda non si occupano specificamente di logistica.

Un caso particolare è quello di un’azienda che decide di affidare i servizi logistici a un outsourcer esterno: la gestione logistica si traduce allora sostanzialmente nella gestione del contratto col fornitore esterno. Nel caso infine della gestione del miglioramento tramite progetti interni all’azienda, si deve adottare una tecnica prima discendente e poi ascendente: partire dal livello superiore per arrivare al dettaglio, intervenire su di esso (con i principi dei Tempi e Metodi), e poi risalire al livello di partenza per verificare la bontà dell’effetto complessivo ottenuto.

A cura di Andrea Cattaneo
Autore di Logistica Efficiente

Come analizzare un sistema logistico: logistica distributiva e reverse logistic (prima parte)

Mercoledì, Giugno 23rd, 2010

Andrea CattaneoLa logistica, ricoprendo il ruolo di attore aziendale che si occupa di gestione di tutti gli spostamenti di merce, si compone di elementi molto vari.

Analizzare un sistema logistico serve per identificare e chiarire come opera la logistica aziendale (ossia secondo quali schemi e quali principi) e anche (soprattutto) per trovare aree di miglioramento del servizio o di ottimizzazione dei costi.

In ogni caso, che la necessità sia progettare dei miglioramenti del sistema, oppure identificare strategie di riduzione dei costi del servizio, analizzare la catena logistica significa mapparla: cioè creare uno schema che permetta di “guardare dall’alto” la catena logistica, cogliendone gli aspetti fondanti, e, al primo colpo d’occhio, comprenderne i flussi fisici e informativi.

Per condurne l’analisi è necessario anzitutto definire il tipo di sistema: la logistica può infatti anzitutto essere percorsa nelle due direzioni, ed essere quindi una logistica distributiva (ramo discendente), oppure di una logistica di ritorno (reverse logistic; ramo ascendente).

Inoltre, la rete logistica può essere strutturata secondo due differenti modelli, alternativi: si può avere una rete logistica centralizzata, oppure una rete logistica distribuita.

Vediamo ora più nel dettaglio le differenze tra le due direzioni della logistica: logistica distributiva e logistica di ritorno. Ne evidenzieremo sinteticamente le fasi operative fondamentali, oltre che i parametri di misura di riferimento (i cosiddetti KPI – Key Performance Indicators: parametri chiave di prestazione).

Logistica distributiva:
Come si evince dalla definizione, si occupa di distribuire le merci dal produttore al consumatore.
Le sue fasi fondamentali sono:
- approvvigionamento dei beni dai produttori: acquisto, ricevimento merci e messa a stock;
- lavorazione della merce in magazzino (aggiunta di valore alle merci tramite operazioni di prelievo, kitting, imballo, rilavorazioni diverse quali etichettature, allestimenti particolari, ecc.);
- consegna alla rete di vendita (direttamente alle destinazioni finali oppure attraverso dei punti di transito – transit point – sul territorio).

I driver di servizio (cioè i KPIs) più importanti del ramo ascendente della logistica sono rappresentati dalla completezza e dalla puntualità delle consegne. La completezza e la correttezza delle consegne garantiscono alle diverse fasi della filiera distributiva la mancanza di errori e dunque la rispondenza di articoli e quantità richiesti dalle fasi a valle.

La puntualità delle consegne garantisce che tali articoli e quantità corrette arrivino a destinazione nel momento giusto. Il livello di servizio è quindi ben misurato da questi parametri di qualità.

Dal punto di vista dell’efficienza, essa è misurata in genere da parametri di produttività (del magazzino, dei trasporti), e di conseguenza dal costo unitario per unità di merce movimentata. Lo scopo è ovviamente quello di ridurre i costi unitari senza ridurre il livello qualitativo del servizio.

Continua…

A cura di Andrea Cattaneo
Autore di Logistica Efficiente