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Come aumentare la propria sicurezza personale con il Triage

Venerdì, Novembre 6th, 2009

La sicurezza personale è sempre più un problema serio, sentito non solo dalle ragazze e dalle donne che si muovono da sole ma anche dagli uomini. Nelle grandi città (ma non solo!) accadono quotidianamente fatti di cronaca che ci fanno sentire sempre più indifesi e deboli di fronte non solo ai “professionisti” del crimine ma anche alla microdelinquenza occasionale. Di fronte a questa situazione cosa possiamo fare? Come possiamo difenderci? Dobbiamo tutti iscriverci a dei Corsi di Autodifesa e diventare come Bruce Lee o Chuck Norris? Potrebbe anche essere un’idea ma certamente non è alla portata di tutti e comunque non tutti avrebbero il tempo, la possibilità e …la voglia… di iscriversi ad una palestra di Arti Marziali.

La Sicurezza inizia con la Prevenzione che deve diventare uno “stile di vita”. Chi riesce a prevenire ed evitare le occasioni di pericolo, è già a buon punto.

Il primo passo per prevenire i rischi è quello di riuscire a riconoscerli e, una volta identificati, dare loro un “peso” in base alla loro “potenziale gravità”.

Su questo primo punto sono stati studiati vari metodi più o meno efficaci; personalmente quello che preferisco, e che ritengo il migliore, è chiamato TRIAGE. termine che viene utilizzato solitamente in ambiente ospedaliero. Quando un paziente si presenta al Pronto Soccorso, dopo una breve serie di domande e di rilevazioni visive e strumentali, l’infermiere dell’Accettazione gli assegna un Codice di Gravità (Bianco – Verde – Giallo – Rosso) e, in base a tale codice attribuito preliminarmente, tutto l’apparato ospedaliero si comporta di conseguenza.

Dal punto di vista della “condizione di Sicurezza Fisica”, ciascuno di noi, in ogni momento si trova in una delle seguenti situazioni:

BIANCO: sono e mi sento al sicuro. Mi trovo in un ambiente chiuso, protetto, dove il pericolo e il rischio di aggressione improvvisa è praticamente nullo. Un esempio classico è quando sono a casa, la sera, e la porta e le finestre sono sbarrate e ben chiuse. La possibilità che qualcuno tenti di forzarle e di entrare esiste sempre ma è molto remota e comunque avrei tutto il tempo per organizzarmi e telefonare al 113. Nella situazione “Bianca” l’attenzione è quindi minima.

VERDE: mi trovo in una condizione di serena tranquillità, anche se il rischio potenziale è più alto rispetta alla condizione precedente. Per esempio sto passeggiando lungo il marciapiede, in pieno giorno in una zona tranquilla e frequentata; il rischio che sbuchi qualcuno da un vicolo e che mi rubi la borsa o il portafoglio esiste sempre ma è abbastanza remoto. Nella condizione “Verde”, si deve mantenere una condizione di serena vigilanza ed è la situazione tipica di quando ci si trova in un luogo pubblico.

GIALLO: mi trovo in una situazione che mi crea un certo timore psicologico e una condizione di preallarme. Non è ancora successo nulla ma sento che potrei trovarmi in pericolo. Un esempio può essere quando mi trovo di sera in un luogo isolato, poco illuminato o di giorno in un sotterraneo da solo (per esempio un’autorimessa pubblica o privata), oppure se, anche di giorno mi trovo a passare per un quartiere poco conosciuto e poco raccomandabile oppure se con un pretesto qualsiasi vengo avvicinato da qualche persona con fare “sospetto”.

Quando ci si trova in questa situazione, dobbiamo aprire bene gli occhi e stare attenti (ma senza dimostrare paura o tensione), non lasciarci avvicinare troppo, tenere ben strette borse o oggetti personali ed eventualmente avere in mano un mazzo di chiavi, una penna biro, un ombrello o un oggetto con il quale potersi eventualmente difendere. Chi avesse in tasca la bomboletta spray al Peperoncino (vedi mio articolo già pubblicato qualche mese fa sul blog), è bene che la tenga già pronta in mano ma celata nella tasca o nella borsetta. Ovviamente bisogna affrettarsi a lasciare il prima possibile quella situazione e arrivare in un luogo più sicuro.

ROSSO: è la situazione peggiore, il pericolo è palese e siamo di fronte ad una reale situazione di aggressione verbale e fisica. In quasto caso bisogna cercare di mantenere la calma ed eventualmente reagire gridando, chiedendo aiuto, scappando. Se l’aggressore arrivasse alla collutazione (e qui si vede chi ha frequentato un corso di Autodifesa) si deve reagire colpendolo con le mani aperte, con i gomiti, con le ginocchia o con i piedi, a seconda della situazione e del caso. Se la situazione è molto grave, è il momento di estrarre dalla tasca la bomboletta spray al peperoncino ed usarla puntando lo spruzzo al viso dell’aggressore ed allontanandosi nella direzione opposta alla nuvola di gas creata per evitare di inalare il gas diretto all’avversario.

Un’ultima precisazione importante: la valutazione della situazione di rischio Bianca, Verde, Gialla o Rossa, dipende molto dal soggetto ed è quindi molto personale perché dipende dalle condizioni fisiche, psicologiche e mentali di chi la vive. A parità di situazione, per esempio trovandosi in un luogo isolato di notte, un giovane uomo che conosce la zona è in una condizione Verde mentre per una ragazza indifesa e sola che non conosce il posto può essere percepita come Gialla.

Capire in quale condizione di Triage ci si trova in ogni momento è fondamentale per poter vivere in condizioni di maggior sicurezza personale possibile; è da evitare (per quanto possibile) di trovarsi a lungo in situazioni Gialle e soprattutto, qualora dovessi fare determinate attività, dovrei organizzarmi in modo tale da “trasformare” le situazioni da Giallo a Verde. Nell’esempio di prima, a volte è sufficiente parcheggiare l’auto non nel sotterraneo del supermercato ma nel parcheggio in superficie (se ci fosse) oppure cercare la compagnia di una persona amica quando si è costretti a passare per “zone pericolose”.

Chi volesse approfondire questi aspetti sulla Prevenzione e sulla strategia difensiva, può trovare molti casi ed esempi pratici nel mio ebook “Difesa Personale” edito da Bruno Editore.

A Cura di Alberto Barbieri

Autore di “Difesa Personale” e “Battere la Crisi”

Come sviluppare fatturato ed entrate parte 3

Sabato, Aprile 18th, 2009

Un altro significativo sviluppo, nell’ambito della sicurezza, che sottopongo alla vostra attenzione, quale case history da analizzare, è legato al concetto di integrazione di prodotti e di tecnologie.

Spesso ne consegue un prodotto, o sistema integrato, con molte più funzioni del prodotto della concorrenza, ed in grado di battere quest’ultima.

Avete presenti le tradizionali telecamere, utilizzate per funzioni di videosorveglianza?
Ebbene, tradizionalmente si trattava di apparecchiature, che dovevano essere continuamente monitorate da personale di sorveglianza, se si voleva sventare un tentativo di furto.

Ma cosa succedeva, spesso?
Intanto, che l’addetto alla sorveglianza poteva distrarsi, anche perché fissare continuamente un monitor, per ore ed ore, non è certo facile.
Diversamente, si è pensato di utilizzare sistemi di videoregistrazione, che quindi non necessitano di personale addetto alla vigilanza, magari unitamente all’utilizzo di sistemi d’allarme.
In tal modo, si otteneva la sicurezza del sistema antifurto e si poteva ottenere una rappresentazione filmata di quanto eventualmente successo.
Piccolo problema: si doveva far girare il sistema in continuo, e questo comportava anche dei problemi tecnici.
Se, infatti, in caso di mancanza di energia elettrica dall’esterno, il sistema antifurto ha una sua autonomia anche di mesi o settimane, grazie alle batterie incorporate, visto il consumo decisamente maggiore di energia da parte del sistema di videoregistrazione, si rischiava spesso di non avere la garanzia di una copertura che per tempo limitato, da parte di quest’ultimo, limitato anche a poche ore.

Ma, ancora una volta, lo sviluppo tecnico ha consentito di superare il problema, così riuscendo a meglio soddisfare le esigenze di sicurezza, connesse al prodotto.
Si è pensato di integrare il sistema di videoregistrazione con i sensori tipici di un sistema antifurto.
In tal modo, il sistema non deve registrare continuativamente, ma si mette in funzione, solo quando riceve l’input dal sistema con sensore.
Una bella differenza,  mi pare!

Non solo.
Anche nel caso in cui si utilizzi personale di sorveglianza, il sistema emette un avviso sonoro, che risolve le eventuali distrazioni dei vigilanti.
Per tale funzionalità, si è addirittura pensato di ricorrere all’utilizzo dei pixel, che sono le componenti dell’immagine stessa, che noi vediamo su un monitor di computer, piuttosto che alla televisione.
Il sistema si accorge, infatti, di un cambiamento nella composizione di questi pixel, eventualmente calibrata in caso da non scattare per piccole variazioni, come nel passaggio a diverse situazioni di luce da un’ora all’altra, ma quando la variazione sia così rilevante, da indicare un movimento umano, quello di un intruso.

Ancora una volta, quindi, chiari esempi di come, sviluppando ed integrando un prodotto, si può essere vincenti sul mercato.

A Cura di Gian Piero Turletti,
Autore di “Progetto Azienda”