scrittura

Come trasformare il tuo ebook in una rendita

Domenica, Febbraio 6th, 2011

Le recenti vicende del mercato editoriale e lo sviluppo degli ebook hanno portato negl’ultimi mesi un’aria di novità e freschezza in un campo (quello dell’editoria digitale) che in precedenza era relegato esclusivamente alla fruizione tramite computer.

Oggi acquistare e leggere un ebook è per chiunque semplicissimo e può essere fatto in pochi click direttamente dallo schermo del proprio telefonino, tablet o ebook reader; un formidabile volano per il mercato delle pubblicazioni professionali e al contempo un’ottima occasione per liberare i contenuti rendendoli accessibili in circostanze prima impensabili.

Queste le premesse già note a quelli che il marketing definisce spesso come early adopters o primi utilizzatori. Ma se c’è un elemento che pochi considerano è la grande opportunità di costruire e alimentare rendite da royalty che questo nuovo mercato ha aperto agli autori di contenuti.

Il mio manuale, Rendite da Ebook, nasce dalla presa di coscienza del momento attuale come favorevole (e forse irripetibile) per gli autori 2.0, sia grazie all’hype che si è creato attorno al fenomeno dei libri digitali, sia per le numerose nicchie di mercato dell’editoria professionale che attendono solo di essere disaminate tramite pubblicazioni specifiche.

La nuova interattività e multimedialità degli ebook permette oggi di arricchire i propri testi con riferimenti esterni, link e risorse multimediali immediatamente accessibili, creando un’empatia digitale in grado di ampliare le capacità di trasmissione delle informazioni e le occasioni di formazione dei lettori. Si tratta di un’opportunità win – win tanto per i lettori quanto per gli scrittori e gli editori.

Quando si possiedono dei buoni contenuti da trasmettere e si conoscono le metodologie per scrivere ebook di successo, creare rendite da royalty diviene un processo facilmente replicabile da chiunque.

Diventare autori di ebook significa essere tra i pionieri nello sfruttare lo stato nascente di un nuovo mercato, che similmente a quello del software e della musica promette ottime prospettive di guadagno e d’immagine per tutti i nuovi autori e creatori di contenuti digitali.

A cura di Stefano Calicchio
Autore di Rendite da Ebook, Il Fattore Network, L’Ufficio Stampa 2.0

Come conoscere le tue attitudini con la Grafologia e metterle a frutto per migliorare te stesso

Sabato, Ottobre 30th, 2010

La prima volta che sentii parlare di Grafologia rimasi letteralmente affascinato, ma anche un po’ incredulo. Poi nel corso degli anni (e ne sono passati ormai quasi quindici dal mio primo approccio), ho capito che questo eccezionale strumento, ancora poco conosciuto in Italia, è veramente efficace per scoprire personalità e attitudini.

Negli altri stati europei come Francia e Spagna, la Grafologia è impiegata giornalmente nel mondo del lavoro e molte aziende usano il test della scrittura per l’individuazione e il potenziamento delle risorse umane, per l’orientamento scolastico e professionale. Nel nostro paese questa tecnica è quasi del tutto sconosciuta ed è vista con un po’ di sospetto, spesso equiparata alle scienze esoteriche.

I grafologi che svolgono giornalmente questa professione invece sanno che la Grafologia è una scienza a pieno titolo e che lavora a stretto contatto con altre scienze affini come la psicologia, la pedagogia, la psichiatria in una sorta di interdisciplinarietà che gli conferisce visibilità e prestigio.

Infatti, l’esame grafologico è uno dei test maggiormente attendibili e meno invasivi e permette di stilare un quadro psico-attitudinale e intellettivo in modo rapido anche senza la presenza del candidato da esaminare.

Vorrei proporre ai lettori un saggio pratico che dimostra le potenzialità di questa scienza. E’ un piccolo test che potrete fare anche voi osservando la Vostra scrittura. Consideriamo ad esempio il tratto di personalità che denota un carattere ansioso. La scrittura di questi soggetti sono disomogenee nei parametri dell’inclinazione degli assi, titubanti nel procedere sul rigo (i grafemi sembrano appoggiarsi gli uni sugli altri quasi sorregendosi a vicenda), ma soprattutto le lettere devono essere addossate. Ecco due grafie che esprimono stati di ansia e preoccupazione.

Scritture con Lettera addossate. Nella prima si veda “le” in “problema”, “to” in “indicato”, “ia” e “am” in “chiaramente”. Nella seconda la triade “lla” di “della.

(Grafie tratte da G. Amico - “Grafologia…” Bruno editore 2010).

Vorrei concludere questo articolo con una novità di questi ultimi giorni. E’ recente la notizia che la professione del grafologo è stata riconosciuta ufficialmente dal Ministro della Giustizia Alfano che ha firmato, alla presenza di sei Associazioni, tra cui l’AGP (Associazione grafologi professionisti) e l’AGI (Associazione grafologica italiana), il decreto di annotazione nell’elenco di professioni senza albo ai sensi del dgl 206/2007.

Scrive l’ufficio stampa dello Studio Esse di Milano che ha diffuso la notizia che “Per la prima volta nella storia delle professioni italiane, le Associazioni professionali non regolamentate, trovano una forte legittimazione all’interno di una legge dello Stato con l’iscrizione in un registro ministeriale e conseguente accreditamento per la partecipazione alle piattaforme europee”.

Per diventare grafologi professionisti è necessario frequentare un triennio presso le Università di Urbino o di Roma o presso le scuole riconosciute dalle Associazioni di categoria (ad esempio AGP e AGI), e presentare al termine del triennio una tesi che sviluppa un argomento attinente a una delle specializzazioni grafologiche (peritale giudiziario, professionale e attitudinale, età evolutiva, familiare). I tirocini pratici successivi al conseguimento del diploma possono essere svolti anche presso lo studio di un grafologo iscritto nelle sezioni professionisti delle Associazioni di categoria.

A cura di Giuseppe Amico
Autore di Grafologia

Come scrivere per la tv

Mercoledì, Ottobre 27th, 2010

Vorrei inventare un programma per la tv! Come fare? A chi raccontarlo, e come spiegarglielo?

Scrivere per la tv. Inventare un programma, una storia, una fiction un’inchiesta…  Lanciarsi dai territori dell’Youtube agli sconfinati territori della comunicazione televisiva. Insomma proporre e proporsi. Ma come si fa?

A chi chiederlo? Ai parrucconi che discettano di tv senza aver mai visto un solo programma? Ai pasticcioni che chiacchierano per ore cercando di spiegarti qualcosa che non è chiaro neanche a loro?

Chiedetelo a me! Non ho la bacchetta magica ma l’esperienza che mi deriva dall’aver scritto e diretto circa tre-quattrocento ore di televisione assortita: film-tv, inchieste, rubriche, grandi sceneggiati, serial, eccetera eccetera, sui quali sono piovuti numerosi premi internazionali, dal Leone di Venezia ai Festival di Montecarlo, Mosca, Francia, Cina, e così via. Insomma le carte in regola credo proprio di averle. E scusate la modestia!!!

Perchè, vedete? Si può immaginare la vicenda più assurda, inventare un personaggio stravagante, scrivere un romanzo di cinquecento pagine, comporre magnifici versi quasi una nuova “Divina Commedia”… Ma “pensare per la televisione” è un’altra cosa. Vuol dire imprigionare la nostra libera creatività in una gabbia, o meglio darle dei binari, sottoporla a delle regole.

Un architetto può progettare una casa nei modi e nelle forme più diverse, squadrata, circolare, in mattoni, pietra, legno, acciaio, plexiglas. Ma un’abitazione dovrà anzitutto racchiudere uno spazio, e poi proteggermi dalle intemperie, avere luoghi deputati in cui soggiornare, cuocere il cibo e così via. Cioè rispondere a delle esigenze insopprimibili, rispettare alcune funzioni basilari.

Accade qualcosa di analogo per un programma televisivo,  quiz-show, telefilm, sit-com, reality-show  ecc. Un programma tv non è una poesia, non è un racconto fatto di descrizioni e prolisse riflessioni sulla vita e sulla morte, non è un quadro astratto in cui s’incontrano e si scontrano delle macchie di colore nè una statua informale con metalli che si attorcigliano in maniera imprevedibile. No, è un progetto che s’indirizza a dei consumatori, risponde a precise aspettative o magari può crearle.

E allora? Tutti i manuali dell’editore Bruno hanno il grande pregio e l’indiscutibile vantaggio di non perdersi in chiacchiere. Sono chiari, semplici e soprattutto concreti. Anch’io ho cercato di essere fedele a questa apprezzabile impostazioni: nessuna filosofia sulla tv, poche chiacchiere ma indicazioni chiare, concrete, usando un metodo progressivo, che vi segue passo passo.

“Come scrivere per la tv”: provateci anche voi!!!

A cura di Leandro Castellani
Autore di Scrivere per la Tv

Come conoscere il tuo carattere e quello degli altri attraverso la scrittura

Mercoledì, Luglio 28th, 2010

Giuseppe AmicoCiao a tutti amici della Bruno Editore.

Vorrei parlarvi di un argomento di cui mi occupo con passione da molti anni: la Grafologia, che è una scienza sperimentale in grado di indagare la personalità umana attraverso l’analisi dei segni della nostra scrittura.

L’esame grafologico è uno dei test maggiormente attendibili e meno invasivi, in quanto permette di stilare un quadro di personalità in modo rapido anche senza la presenza del candidato da esaminare.

Per la sua praticità la grafologia è oggi impiegata nelle consulenze familiari, professionali e attitudinali, nell’individuazione di problematiche e disagi in età evolutiva, nell’ambito clinico, quale strumento di supporto e indagine nei casi di devianza, tendenza a delinquere, destrutturazione della personalità, disintegrazione comportamentale dovuta a patologie come alcolismo, squilibri psichici ecc.

E soprattutto in ambito giudiziario, dove molti periti ogni giorno fanno uso di specifiche metodologie di comparazione per stabilire la paternità di uno scritto, sia esso un documento autografo, un titolo, una firma, un testamento olografo o una lettera anonima.

Il campo di maggiore applicazione è senz’altro quello peritale-giudiziario, ma anche la grafologia psicologica incontra i favori del pubblico, in quanto attraverso l’analisi dei segni che emergono dalla scrittura possiamo facilmente conoscere la personalità umana nelle sue numerose sfaccettature.

Un grafologo professionista e preparato è in grado di realizzare, grazie a una specifica metodologia, un’analisi del carattere della persona, dalla quale emergono le attitudini, le doti comunicative, le modalità di socializzazione, i conflitti psicologici e il modo di compensarli.

La grafologia suddivide i segni grafologici in categorie a cui corrispondono determinate caratteristiche in ordine a motivazioni prettamente psicologiche.

Dalla combinazione dei segni rilevati scaturiscono i tratti di personalità, che possono essere anche conflittuali e originare sovrastrutture temperamentali, complessi di superiorità e di inferiorità, compensazioni, sovracompensazioni, proiezioni, che nascono nella parte più recondita della nostra personalità.

A cura di Giuseppe Amico
Autore di Grafologia