respirazione

Come la voce può diventare spettacolo

Venerdì, Ottobre 8th, 2010

Una sala buia. Un leggio. Un cono di luce illumina la pagina di un libro. Una voce legge un brano del libro… ed è subito spettacolo. Quella voce, di volta in volta grintosa e piena di mordente, morbida e calda, grottesca e ironica, rotta e drammatica, neutra e fredda, modulata e melodiosa, ci prende per mano e ci guida lungo i sentieri poco battuti dell’immaginazione.

Schiavi della televisione, giorno dopo giorno uccidiamo la fantasia. Affondati nei cuscini di una poltrona o di un divano, restiamo come ipnotizzati davanti allo schermo acceso e subiamo passivamente il bombardamento d’immagini senza poter intervenire a governare il flusso emozionale derivato da quelle immagini, se non con l’uso del telecomando per cambiare canale o per spegnere l’apparecchio.

La radio è invece pura creatività. Quelle voci disincarnate che ci accarezzano l’orecchio inducono a riflettere e proiettano la mente oltre le frontiere del quotidiano. Il pensiero viaggia nei territori inesplorati della fantasia fino ad approdare in terre sconosciute, in scenari incantati che solo l’immaginazione è in grado di proporre con tale e tanta vivezza.

La radio è partecipazione, la televisione, al contrario, la si subisce. Lo spettacolo di una voce che recita un brano di un libro è altrettanto partecipativo. Quella voce piena di mordente ed espressività è in grado di accendere l’immaginazione dell’ascoltatore e gli restituisce intatta l’autonomia del cervello. Quanto più quella voce senza corpo è coinvolgente tanto più la fantasia così innescata crea immagini, inventa suoni, evoca emozioni, in un film mentale di cui l’ascoltatore è l’unico regista.

Naturalmente il prodigio avviene se la voce narrante è calda, modulata, è capace di dare mordente ed espressività alla parola letta, mentre sarebbe soltanto irritante e controproducente una lettura sgrammaticata, monocorde, senza partecipazione. Con un po’ di buona volontà tutti sono in grado di saper ascoltare, come tutti sono capaci d’imparare a leggere, ma pochi sanno diventare lettori. Allo stesso modo di come tutti possono imparare a suonare uno strumento musicale, ma pochi possiedono il talento di diventare concertisti. Ecco la voce può essere assimilata ad uno strumento musicale. Bisogna imparare a suonarlo.

Per mettere a punto il proprio strumento, innanzitutto, occorre registrare alcune componenti importanti senza le quali la voce non può esprimersi al meglio. Il primo elemento da sistemare è l’uso corretto della respirazione. Se vogliamo farci ascoltare, dovunque ci troviamo, dobbiamo imparare ad usare il diaframma. È infatti il diaframma che dà intensità, sonorità alla voce.

Il secondo elemento è la corretta impostazione della voce. Il suono, creato dal fiato che fa entrare in vibrazione le corde vocali, per uscire all’esterno ha bisogno di essere amplificato. Abbiamo diverse camere di risonanza: il cranio, il naso, la gola… ma non ci deve essere la prevalenza di un’armonica rispetto alle altre, il timbro che ne scaturirebbe non sarebbe corretto. C’è la necessità di un assoluto bilanciamento delle casse armoniche. Soltanto in questo modo, con il timbro cosiddetto di petto, siamo in grado di avere una voce correttamente impostata, per nulla sforzata e che non si stanca facilmente.

Abbiamo un obiettivo da raggiungere: quello di una voce piena, chiara, sicura. La pienezza si raggiunge con la respirazione e l’impostazione corrette. La chiarezza con una corretta articolazione. La sicurezza, con la conoscenza delle proprie potenzialità e con il lavoro posto in atto per realizzarle.

Nonostante gli sforzi, potremmo ancora non essere soddisfatti della nostra voce. Potrebbero esserci delle disfonie che vorremmo eliminare. Se la nostra voce è troppo sottile, acuta, tremolante, querula, chioccia, intubata, gutturale, nasale, rauca e via dicendo, nessun timore. Se i difetti sono imputabili a cattive abitudini contratte negli anni, esistono esercizi d’ortofonia mirati a superare queste disfonie. Se i problemi sono di natura organica, gli esercizi non bastano, occorre l’intervento di un foniatra esperto o di un logopedista.

Sistemato il timbro, proprio come uno strumento musicale, è necessario accordare la voce secondo il suono corretto delle vocali e delle consonanti (fonetica) e secondo la corretta pronuncia delle parole italiane (ortoepia). Finalmente il nostro strumento è pronto per essere impiegato. Adesso occorre imparare a suonarlo.

A cura di Alberto Lori
Autore di Voce da Speaker, L’Arte della Comunicazione, Dalla PNL alla Quantistica e altri

Come rilassarsi velocemente

Venerdì, Settembre 3rd, 2010

Gennaro RomagnoliCiao! È da molto che non scrivo qui sul blog della Bruno Editore… i motivi sono molti ma il principale è perché la pubblicazione di Rilassamento Dinamico mi ha portato davvero molta fortuna, sia come professionista della psicologia e sia come formatore.

Infatti grazie alla visibilità che mi è stata offerta sono riuscito a raggiungere molti traguardi che, molti altri miei colleghi si “sognano” alla mia veneranda età di 32 anni ;-) Bhe, “che te lo dico a fa” quando il “grande capo” Giacomo Bruno è appena più grande di me di solo un anno, e sta letteralmente facendo la storia della editoria italiana?

Visto che in questi giorni Rilassamento Dinamico sta davvero “spingendo molto” (termine gergale delle mie parti) ho deciso di fare una sorta di upgrade della tecnica di rilassamento. Voglio farlo regalandoti un mio piccolo AUDIO che puoi ascoltare in streaming qui sotto oppure scaricarlo cliccando qui:

Lo hai ascoltato? È un semplicissimo esercizio del Silva Mind, preso dal suo istruttore più importante, Burt Goldman. La tecnica è molto semplice, ti basta fare 3 bei respiri e… ad ogni espirazione contare nella tua mente e/o a voce alta quello stesso numero.

Forse ti starai chiedendo: “perché si tratta di un upgrade?” perché a differenza della tecnica che puoi vedere in Rilassamento Dinamico ti evito di fare un sacco di cose. Questo significa che puoi risparmiare tempo…purtroppo però so che molte persone non riescono ad applicarla, infatti sono certo che l’esercizio sarà utile quasi solo a chi… pratica rilassamento, meditazione e autoipnosi da tempo e a chi ha acquistato il mio eBook ;-)

Scrivere qui è un po’ come “essere a casa”…hai presente quando sei tranquillo e rilassato in un ambiente che ami? Ora la cosa curiosa è che più farai questo esercizio e più ti renderai conto di quanto
potenziale ha la tua mente
… nel tempo manderò altri piccoli upgrade, come se fossero delle applicazioni per il tuo cervello. Tu puoi scegliere se limitarti ad osservarle oppure se installarle nel tuo Rilassamento Dinamico ;-)

A cura di Gennaro Romagnoli
Autore di Rilassamento Dinamico

Come ottenere la felicità con un piccolo gesto (parte prima)

Martedì, Marzo 23rd, 2010

Massimo Di RenzoE se vi dicessi che possiamo passare da uno stato di prostrazione a uno di serenità soltanto con alcuni gesti della mano? Fermi, non scappate: non sono impazzito. Perfino la grande scrittrice Nathalie Sarroute diceva che:

Siamo felici solo quando vogliamo che succeda

Questa che potrebbe sembrare soltanto una frase a effetto invece è una profonda verità. La nostra mente è una macchina molto complessa ma proprio come tutte le macchine può essere guidata semplicemente imparando a manovrare le giuste leve.

Anche un computer è fatto da una marea di circuiti e schede complicatissime ma chi impara a usarlo riesce a fare cose assolutamente straordinarie, bisogna solo usare i tasti giusti. E per quanto riguarda il nostro cervello, uno dei tasti più importanti è la fisiologia e cioè lo stato del tuo corpo con le sue manifestazioni come la respirazione, la postura, lo stato di contrazione dei muscoli

Vi sarà capitato mille volte di capire che una persona è infelice solo guardandola. La percezione che abbiamo di noi stessi nello spazio rappresenta uno schema di comportamento che il cervello riconosce immediatamente e al quale si adatta.

Così un atteggiamento deciso, petto in fuori e sguardo dritto davanti a sé, respiro profondo e regolare porta più facilmente a sviluppare pensieri ottimisti, a nutrire speranze, ad affrontare con allegria e grinta gli eventi. Mentre una postura ripiegata su se stessi, una respirazione debole, un modo di parlare flebile ed esitante “nutrono” atteggiamenti rinunciatari e pessimisti.

Questa semplice esperienza che tutti abbiamo vissuto dimostra che esiste sicuramente un nesso tra lo stato d’animo e la fisiologia. La cosa straordinaria è che questo nesso è talmente forte che funziona anche al contrario. Basta cambiare le propria fisiologia, cambiare per esempio la postura, per cambiare lo stato emozionale. Questa cosa l’ho imparata in piedi su un palo alto 12 metri. Ve lo racconto.

Ero a un corso di formazione dove in una delle prove previste dovevo salire su un palo alto 12 metri e largo 20 centimetri, mettermi in piedi sulla sommità del palo e lanciarmi verso un trapezio posto a un metro di distanza. Il tutto fatto ovviamente in assoluta sicurezza legato e imbracato a delle cime di sicurezza.

Premetto che non ho un rapporto straordinario con le altezze e il fatto di trovarmi in cima a un palo alto 12 metri senza alcun punto di appoggio mi dava una sensazione di profondo malessere. Avevo le gambe piegate, lo sguardo rivolto verso terra e pensavo proprio di non farcela ma è bastato alzare lo sguardo e tirare un respiro profondo per far sparire tutti i dubbi e le paure.

A quel punto saltare è stato uno scherzo. Il solo fatto di aver cambiato la mia postura da una posizione tipica della paura a una tipica della sicurezza mi ha permesso di attingere a quelle sensazioni positive e di cambiare il mio stato d’animo in un instante.

Questa esperienza mi ha fatto capire che avevo in mano un’arma straordinaria per affrontare qualsiasi situazione, anche la più stressante, senza subire passivamente le conseguenze, ma riuscendo a reagire in modo costruttivo. A volte basta fare cose davvero semplicissime per ottenere dei risultati.

Ad esempio, se siete tristi mettevi davanti allo specchio e sorridete, anche se non vi va. Il solo fatto di vedere la vostra faccia che non esprime più tristezza spingerà il vostro cervello ad adeguare le sensazioni che sta provando a quello che vede.

Sono tantissime le tecniche che sfruttano questo principio e nel prossimo articolo ne voglio condividere una con voi. Se hai voglia di approfondire il discorso ti dico di aspettare il prossimo articolo per scoprire lo scramble, se invece hai fretta e vuoi scoprire tutti i segreti su come vivere sempre in uno stato di benessere emozionale ti dico che sei a un solo click da Le 7 Regole della Felicità.

A cura di Massimo di Renzo
Autore di Le 7 Regole della Felicità