raggiungere gli obiettivi

3 Trucchi per usare al meglio le tue potenzialità nascoste

Domenica, Ottobre 30th, 2011

Cecilia MariottoCiò che ci muove verso un obiettivo, che tiene alta la nostra motivazione verso qualcosa, ciò che ci fa superare situazioni difficili e ostili, è quel movimento continuo che sentiamo dentro di noi, che ci fa sentire vivi. Questo movimento continuo è la nostra energia. Quando parliamo di energia parliamo di qualcosa che non si può vedere direttamente, ma che possiamo sentire, riconoscere e sperimentare attraverso i nostri stati d’animo, attraverso le nostre azioni, i nostri successi, le nostre relazioni.

La qualità della nostra energia è in continuo cambiamento, non solo all’interno della nostra vita, ma anche all’interno della nostra giornata, o ancora di una specifica situazione.

Ecco tre consigli per riconoscerla e per rendere sempre più efficaci le tue risorse, anche quelle che non sai di avere!

1) Scopri qual è la tua energia di riferimento.
Così come nella natura che ci circonda, la nostra energia si manifesta in modi diversi, e si adatta alle diverse situazioni e fasi della nostra vita, così come alle diverse situazioni che viviamo, ai nostri stati d’animo. Abbiamo molte carte da giocare, e più siamo consapevoli di come usiamo la nostra energia, più abbiamo la possibilità di raggiungere il nostro obiettivo. Come sperimentiamo nelle piccole e grandi cose di ogni giorno, ci sono modi di essere che sentiamo più affini, rispetto ad altri. Così vale anche per le manifestazioni della nostra energia, della nostra essenza, del nostro essere.

2) Canalizza l’energia nel modo giusto e nel momento giusto.
Una volta scoperte le diverse fasi attraverso cui si esprime la nostra personale energia, è importante conoscere il nostro modo di sentire, e la consapevolezza della situazione che stiamo vivendo. A questo punto possiamo, con costanza, impegno, e con una grande motivazione verso la nostra crescita personale, comprendere meglio come stiamo usando la nostra energia personale, e verso cosa la stiamo indirizzando. La stiamo canalizzando in modo funzionale a noi stessi e alle persone che ci sono vicino? Mi sento più forte, o sento che sto perdendo energia?

3) Riconosciti come parte di un tutto.
La fisica quantistica ci insegna, attraverso le sue scoperte tanto interessanti quanto affascinanti, che siamo un tutt’uno: il nostro pensiero, la nostra energia, e ciò che realizziamo nella nostra vita. La tradizione orientale dell’antica Cina ricollega ogni nostro stato d’animo, ogni nostra emozione, ogni forma dei nostri pensieri, agli elementi della natura: Acqua, Legno, Fuoco, Terra, Metallo. Ognuna di queste forme ha un senso, ed è parte di noi. Ogni istante della nostra vita esprimiamo in ogni gesto, in ogni emozione, in ogni pensiero, la parte di questo Tutto. Ognuno di noi è più vicino ad una di queste manifestazioni, rispetto alle altre, la sa padroneggiare meglio, e sente con lei una maggiore affinità. Ed è questo il movimento che ci rende unici ed irripetibili, pur essendo parte di un tutto.

…E tu? Quale Energia sei?

A cura di Cecilia Mariotto

Come vivere un 2011 straordinario

Sabato, Gennaio 29th, 2011

Siamo nel 2011: per alcune persone sarà semplicemente un altro anno, ma per coloro che ne avranno il coraggio e la grinta, potrebbe essere l’opportunità per crearsi un anno straordinario!

A te piacerebbe vivere un 2011 pieno di gioia
, amore e abbondanza? Vuoi dire basta a tutto ciò che non ti è piaciuto nel 2010? Se è ciò che vuoi, puoi cominciare da subito.

Inizia affrontando i problemi sotto un ottica diversa, chiarisciti le idee su cosa desideri che diventi reale in questo nuovo anno (una nuova casa, un nuovo rapporto, ecc.) e, infine, agisci giorno per giorno sotto questa nuova prospettiva.Semplice a dirsi, ma per qualcuno potrebbe pensare che non lo sia altrettanto in pratica. Come dice il proverbio: “Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare!”

Come spiego nell’ebook “Inverti la Rotta”, invitando anche all’applicazione attiva, nel momento in cui riprogrammerai la parte profonda del tuo essere (puoi chiamarlo inconscio, se vuoi), tutto risulterà normale. Proprio come adesso è normale per te vivere in questo modo, diventerà normale vivere meglio e raggiungere i tuoi obiettivi.

Per concludere, ti pongo una domanda: quali sono i tuoi obiettivi per il 2011? Cosa vorresti diventasse reale? Cos’è che ti è davvero piaciuto nel 2010 e vorresti si replicasse anche quest’anno?

Prenditi tutto il tempo per vuoi per rispondere, ma fallo! Perchè sapere cosa vuoi, è il primo passo per raggiungerlo!

Ti auguro un 2011 pieno di amore!

A cura di Oriana Simonetti
Autrice di Inverti la Rotta

Come sviluppare la propria motivazione

Sabato, Gennaio 22nd, 2011

Quando ho scritto il libro “Motivazione e Organizzazione Aziendale”, stavo attraversando un momento professionale di transizione. Avevo lasciato da poco una grossa multinazionale e avevo iniziato a collaborare con una delle più importanti aziende italiane, con stabilimenti in tutto il mondo.

La nuova azienda, però, aveva una cultura, un insieme di valori e un’impostazione completamente diversa da quella che avevo appena lasciato. In quel momento mi sono reso conto che le origini e la cultura storica di un’Azienda, possono influire in modo determinante sulle performance dell’individuo, e le performance si esplicitano attraverso il livello di motivazione delle persone.

Ero arrivato carico d’idee e di entusiasmo, e mi ritrovavo in un ambiente del quale non sapevo nulla, ma che percepivo completamente diverso rispetto al precedente. Dovevo decidere se farmi trainare da ciò che avevo trovato oppure ricostruire la mia motivazione sul tessuto della nuova azienda.

Che cosa mi avrebbe dato maggiore soddisfazione? Non avevo dubbi: cercare di costruire il mio destino nel migliore dei modi, dipingere un sogno, darmi un obiettivo e poi cercare di raggiungerlo prima del previsto!

Chi non ha mai voluto essere solo uno spettatore, un passeggero, quanto piuttosto un conducente, un navigatore, uno che partecipa attivamente, che decide il proprio destino, sa che nessuno è in grado di fare meglio di se stesso per la propria soddisfazione.

Quando il livello di preparazione di neolaureati o diplomati è pressoché identico, la differenza è determinata proprio dalla capacità di motivarsi e di rimanere motivati nel tempo, anche al variare delle condizioni a contorno.

La leva del mio ebook è Ia motivazione, motore del miglioramento individuale. “Saper fare” non è sufficiente: occorre sapere “come fare”. Questo è l’obiettivo del mio libro e, spero, anche il risultato ottenuto da chi lo leggerà: condividere il concetto di motivazione come competenza professionale, sviluppare la capacità di essere motivati, costruire la propria motivazione, e raggiungere obiettivi che chi non è motivato, pur essendo magari più preparato di voi, dovrà cedervi.

A cura di Gianni Vazzaz
Autore di Motivazione e Organizzazione Aziendale

Come migliorare se stessi attraverso il coaching: percorsi di vita verso l’equilibrio

Sabato, Gennaio 8th, 2011

“TrasFormAzione” è un manuale pratico, un viaggio attraverso esperienze di vita reali, intense: un libro “interattivo”,  una sorta di diario di bordo, un percorso da fare insieme dentro noi stessi.

Quante volte di fronte ad un evento tumultuoso, sia esso un problema lavorativo, una tensione familiare o un trauma affettivo, capita di perdere l’autostima, il focus, la capacità di essere lucidi, attenti, in grado di affrontare con forza, determinazione e positività il quotidiano?
E quante volte ci sarebbe la necessità di avere degli strumenti concreti, utili, di semplice applicazione per comprendere a fondo come funzionano certi nostri meccanismi mentali e comportamentali?

Ecco perché è nata questa raccolta di storie vere di vita vissuta: un libro per molti versi toccante, che va dritto al cuore del problema.

I capitoli dedicati al coaching sono il resoconto di vere e proprie sessioni con i clienti: vengono presi in esame le tecniche concrete, applicabili in modo semplice e immediato, che derivano da 16 anni di esperienza sul campo, in modo che il lettore possa trarne spunti utili e strategie.

L’obiettivo è duplice: fornire un manuale basato sulla realtà, in cui tutti si possano rispecchiare e immedesimare; e condividere la tecnica del coaching attraverso l’aggancio diretto con il problema vissuto e la relativa soluzione.

Ti propongo questo piccolo gioco, che ti permetterà di poter attribuire un’etichetta diversa ad un evento negativo che ti può aver ferito. infatti non è tanto importante ciò che ci accade ma come interpretiamo e reagiamo a ciò che accade. Ti chiedo di dedicare a te stesso qualche minuto del tuo tempo, con la sacralità e l’intensità che si può avere quando si fa qualcosa di importante per se stessi.
Bene, iniziamo questa piccola tappa del viaggio:

  • immagina una cosa negativa che ancora oggi ha delle ripercussioni  nella tua vita;
  • immagina una cosa positiva che influenza la tua vita;
  • ripensa alla cosa negativa, rientraci nel dettaglio: riprova la sensazione di quell’evento, rivivi le immagini, i suoni, le sensazioni;
  • afferra l’evento negativo in mano, istintivamente scegli quale e.. che colore ha? Che forma ha? Qual è la tessitura? C’è un suono?  Possiede un gusto? È caldo, freddo.. o …?
  • lascia andare l’evento negativo ora, aprendo la mano e lanciandolo lontano;
  • “shakera” un po’ il corpo, cambia postura e muoviti un attimo;
  • ripensa ora all’evento positivo, rientraci nel dettaglio, prova la sensazione, rivivine le immagini, i suoni;
  • afferra l’evento positivo nell’altra mano in mano e.. che colore ha? Che forma ha? Qual è la tessitura? C’è un suono?  Possiede un gusto? È caldo, freddo.. o … ?
  • lascia andare l’evento negativo ora, aprendo la mano e lanciandolo lontano;
  • “shakera” un po’ il corpo, cambia postura e muoviti un attimo;
  • riprendi in mano l’evento negativo, ora quello positivo;
  • con la mano della sensazione positiva, fai in modo di distruggere, anche fisicamente, ciò che è racchiuso nella mano negativa. Unisci le mani, battile tra loro. Trova un modo per annientare questo evento, finché nella mano in cui era racchiuso l’evento negativo non ci sia più nulla …

Ripensa ora all’evento negativo? Ha la stessa intensità di prima, o in modo naturale ha perso un po’ della sua intensità e del suo impatto negativo? Prova questo esercizio, vivilo con questa credenza positiva, perché per ottenere risultati importanti ci sono sempre  tre step da percorrere:

  • credere di potercela fare.
  • avere le risorse per farlo
  • sentire che  lo meritiamo..

Obiettivo raggiunto, TrasFormAzione avvenuta!

A cura di Nicoletta Todesco
Autrice di Trasformazione (Cap.1)

Come redigere un piano di sviluppo personale

Martedì, Gennaio 4th, 2011

Molte persone non hanno obiettivi da raggiungere e per questo non ottengono nulla. Se non hai fissato gli obiettivi, non sarai capace di comprendere se stai procedendo bene, non saprai valutare se ti stai avvicinando alla meta o allotanando da essa.

Per non perderti nel grande mare aziendale e navigare a vista, occorre che prenda carta  e penna e pianifichi la tua carriera.

I passi da seguire per stilare il tuo piano di sviluppo personale sono:

  • analizzare lo stato attuale;
  • fissare l’obiettivo o gli obiettivi;
  • ideare una strategia;
  • redigere un piano operativo;
  • controllare e monitorare l’avanzamento del piano.

Innanzitutto devi analizzare la situazione attuale, cioè capire qual è il punto di partenza, quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza.

Il passo successivo sarà capire dove vuoi arrivare, quali competenze dovrai far tue, che atteggiamenti dovrai assumere. Fissare l’obiettivo ti aiuterà a chiarirti le idee su cosa dovrai fare e soprattutto qual è la direzione da prendere. Prendere consapevolezza del tuo obiettivo farà di te una persona diversa, più determinata e pronta a scartare quelle azioni e comportamenti che oggi variano in base alle esigenze quotidiane.

Solo dopo aver fissato un obiettivo potrai ideare una strategia valida . Ogni cosa, prima di essere realizzata, deve essere immaginata e ideata! Per fare ciò hai bisogno di allargare la tua visione attuale che è ridotta dalle difficoltà quotidiane, dalle emergenze, dal reagire soltanto al presente.

Dovrai proiettarti nel futuro, immaginarti le varie tappe da percorrere e la vittoria da
conseguire
. Chiedi sempre di più a te stesso, allarga l’orizzonte della tua prospettiva e guarda il mondo con occhi diversi, non per vedere le cose come speri che siano ma per come potrebbero realmente svilupparsi.

Redigere un piano operativo è un passo fondamentale del piano di sviluppo personale. Qui si incontrano le idee e le azioni, o meglio le idee devono essere tradotte in azioni. Prendi l’obiettivo principale e suddividilo in tanti mini obiettivi. Per ognuno devi assegnarti ruoli, compiti e competenze. Ogni mini obiettivo deve avere la data di inizio e fine lavori.

Il piano va monitorato giornalmente: devi sempre sapere a che punto di esso ti trovi e se stai procedendo nel giusto verso. Controllare e monitorare significa anche avere la capacità di riflettere sul proprio operato e sulla situazione in generale, infatti gli eventi potrebbero farti cambiare il piano o accelerarlo.

Non lasciare il tuo futuro in mano ad altri, definiscilo e programmalo, per approfittare così delle tante occasioni che la vita ci offre.

A cura di Angelo Emidio Lupo
Autore di Fare Carriera in 7 Giorni

Come superare i momenti di difficoltà di vita con l’aiuto dell’ottimismo (terza parte)

Domenica, Agosto 22nd, 2010

Abbiamo visto nel precedente articolo che è necessario modificare alcuni punti del nostro agire, se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi. La mia esperienza di coach motivazionale mi ha aiutato a mantenere un buon equilibrio psico-fisico anche nei momenti più difficili.

Ho vissuto anch’io momenti di difficoltà, di sfiducia, di sconforto, ma ho sempre cercato di modificare il corso dei miei pensieri, cambiando atteggiamenti che non erano orientati a produrre benessere; ho quindi dovuto lavorare molto su me stesso, sui miei tratti caratteriali cercando sempre una strada, una via d’uscita che mi consentisse di ritornare ad essere quella persona serena ed equilibrata in accordo ai miei stili di vita e ai miei valori. I

n pratica quello che sto cercando di farvi capire è che per raggiungere un alto standard di IQV (Indice di Qualità di vita. nd.r.), è necessario imparare a decidere, poi a lavorare sodo attuando un piano al fine di approdare ai risultati desiderati

Troppo spesso impegniamo le nostre energie per  inseguire modelli di vita che sottilmente ci vengono imposti dalle fonti massmediali, ma che non riconosciamo come nostri, come autentica espressione dei nostri valori e desideri, ma che incosciamente poi diventano i modelli da seguire, da rincorrere, anche se spesso ci vengono imposti per meri calcoli economici e di mercato.

In questo senso molta responsabilità è da attribuire a quell’oggetto che ci porta direttamente in casa gli avvenimenti del mondo: la televisione, o, come afferma un mio conoscente psicologo e ipnoterapista di fama mondiale, “la scatola ipnotica” con la sua capacità di manipolare le menti delle persone, di programmarle e indurle ipnoticamente ad agire in un determinato modo.

Lungi da me il desiderio di demonizzare i pur esistenti benefici che ci arrivano dai media e dalla televisione, ma è certo che bisognerebbe cercare di leggere” in modo più critico e completo i messaggi che arrivano da dette fonti, per poi agire in  un modo decisamente più libero e creativo.

Quello che è veramente necessario per  ridurre sfiducia e sconforto, che minano alla base la nostra autentica capacità di riorientare la nostra esistenza verso modelli di vita più sereni e appaganti è la capacità e l’onestà di porci determinate domande che ci permettano di poter fare un obiettivo bilancio della nostra esistenza nei più diversi ambiti, al fine di riacquisire quell’energia positiva che è caratteristica peculiare di un atteggiamento ottimistico e positivo.

A cura di Giovanni Raimondi
Autore di Il Potere dell’Ottimismo