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Come fissare gli obiettivi in una richiesta di finanziamento

Giovedì, Novembre 4th, 2010

Fissare gli obiettivi è il punto di partenza per formulare bene una richiesta di finanziamento, capire se vuoi acquistare una casa o fare un investimento per la tua azienda o cosa altro ti necessita è essenziale per la costruzione della richiesta e per iniziare il metodo di preparazione.

Quindi la prima cosa che devi fare è focalizzare bene cosa vuoi, imparare a spiegarlo alle altre persone che andrai a coinvolgere (es. il funzionario della Banca) descrivendolo nel modo più completo e dettagliato possibile. Inoltre devi riuscire a capire altrettanto bene di cosa hai bisogno per poterlo avere.

In questo caso trattandosi di una richiesta di finanziamento, occorre farlo calcolando con precisione tutti i costi che devi sostenere per ottenere ciò che ti sei prefissato.

“Spesso ciò che sembra chiaro per te non lo è per gli altri.” Con ciò voglio dire che mi capita frequentemente di parlare con persone che hanno necessità di richiedere un finanziamento, le quali di fronte alle domande:
Per cosa le occorre il finanziamento?
Che importo di finanziamento le serve?
E’ sicuro che con tale importo riesce a fare l’investimento?
Come pensa di fare la ristrutturazione finanziaria della sua Azienda?
Mi sento rispondere con poca chiarezza e con idee confuse.

In questi casi si ha solo un’idea parziale di ciò che vogliamo, senza aver ben focalizzato ed esaminato tutte le variabili che si trovano all’interno del bene che dobbiamo acquistare, qualunque esso sia, o di un intervento finanziario di ristrutturazione che vorremmo apportare alla nostra azienda.

Può  anche essere che abbiamo tutto chiaro, ma non riusciamo a descriverlo in modo preciso e completo a chi ci ascolta, non riuscendo così a fargli capire bene che cosa vogliamo fare e cosa ci serve per farlo. Questa poca chiarezza diventa ancora più evidente e negativa di fronte ad una richiesta di finanziamento.

Quindi il segreto è quello di sforzarti di spiegare bene cosa vuoi e di conseguenza di far capire bene a cosa ti servono i soldi che stai richiedendo  aggiungendo se possibile gli eventuali benefici tradotti in minor costi o maggiori ricavi che possono derivare dal buon esito della richiesta.

La tecnica di evidenziare i maggiori ricavi o i minor costi è molto importante e può essere utilizzata per esempio anche per l’acquisto di una casa dove andare ad abitare.

Supponiamo che tu abiti con la famiglia in una casa in affitto e tu voglia richiedere un finanziamento per l’acquisto di una nuova abitazione dove trasferirti.
I benefici o minor costi che potresti mettere in evidenza nella richiesta sono: il costo di affitto pagato attualmente, potrà essere destinato alla rata di mutuo; la possibile rivalutazione del bene negli anni che accrescerà il patrimonio della famiglia.

Altro beneficio potrebbe essere quello dei minor costi da sostenere per gli spostamenti dei familiari in quanto magari la nuova casa si trova in prossimità di molti servizi rispetto all’attuale abitazione; oppure i minor costi che si prevedono nei consumi energetici (perché la nuova casa è dotata di pannelli solari o costruita con particolari accorgimenti tecnici che diminuiscono i costi di riscaldamento.); la migliore qualità della vita familiare, perché  la nuova casa ha una stanza in più per i bambini; i minori costi di manutenzione da sostenere nei prossimi anni (impianti, murature ecc.) perché trattasi ad esempio di una casa di nuova costruzione.

Per far bene questo compito occorre un po’ di buona volontà e di esercizio, andando a scrivere quello che vuoi fare descrivendolo nel miglior modo possibile, analizzando tutte le variabili e studiandolo in modo da memorizzarlo bene.

A cura di Roberto Ciompi
Autore di Farsi Finanziare dalle Banche

Assegno non pagato –Grazie alla pianificazione finanziaria l’azienda ne soffre meno

Mercoledì, Aprile 22nd, 2009

Ciao ti voglio raccontare un fatto reale accadutomi a fine marzo 2009-
Sono stato chiamato da una mia Cliente che ha una piccola impresa, estremamente attenta alla pianificazione finanziaria e alla correttezza in ogni senso.
Grazie anche a questa mentalità negli anni la ditta è riuscita a farsi affidare bene da più banche, creandosi inoltre un piccolo fondo di liquidità da utilizzare per le emergenze.
C’è da precisare che difficilmente l’azienda ha utilizzato l’extrafido, è sempre rimasta nei parametri ed ha una valutazione di rating buona.
La responsabile aziendale mi chiama poiché ha ricevuto un assegno insoluto di circa 30.000 euro e mi ha chiesto di accompagnarla in banca per richiedere la possibilità di un finanziamento temporaneo per scoperto di conto corrente sino allo sperato pagamento dell’Assegno dall’emittente, per evitare di andare a utilizzare fidi presso altre banche o utilizzare i propri fondi che in questi periodi possono veramente rappresentare una sicurezza.
L’assegno emesso dal debitore era ormai presso il notaio, e così come previsto dalla legge entro 60 giorni dall’emissione dovrebbe essere pagato altrimenti l’emittente sarà iscritto alla Centrale d’Allarme Interbancaria (CAI) con la conseguenza di non poter emettere assegni per il periodo di 6 mesi oltre a scattare le conseguenze (sanzioni pecuniarie e revoca di sistema)
Poiché con quell’insoluto la ditta andava scoperta di conto in extrafido, la banca richiedeva il rientro anche per non penalizzare l’impresa che sarebbe segnalata in centrale rischi come sconfinata.
La piccola impresa aveva delle fatture da portare al SBF per pagare i debiti di fine mese.
Abbiamo chiesto quindi al gestore bancario se si poteva avere un fido temporaneo autorizzato in maniera da non pagare tassi esagerati e per non essere segnalati. Questo affidamento avrebbe permesso anche di pagare i debiti a fine mese senza “fatica”.
La risposta come già immaginavamo è stata – “Non si può. Ora dare gli scoperti di conto corrente diventa un problema, è fuori dalle nostre autonomie, eventualmente portate i documenti che vediamo se possiamo aumentare il fido per il salvo buon fine, ma sarà difficile per il fido di cassa.”
A quel punto mi sono alzato e ho detto al funzionario : “ok ci aspettavamo una risposta del genere, comunque ora che abbiamo bisogno, voi non ci aiutate, è inutile che Lei ci darà un fido ulteriore chissà tra quanto.”
La mia Cliente aggiunge: “Fortunatamente fidi di Salvo Buon Fine presso altre banche ne abbiamo e liberi da poter utilizzare. Il problema sarà che anticiperemo presso un’altra banca, copriremo il Vostro scoperto e purtroppo non pagheremo parte di altri fornitori nei tempi giusti - Grazie lo stesso “

In realtà, grazie alla attenta pianificazione dei flussi finanziari che nel tempo era stata fatta costantemente, l’impresa è riuscita a far fronte agli impegni con la copertura finanziaria data dai fidi presso le altre banche e parte di utilizzo dei fondi di autofinanziamento

“L’uomo riesce a fare qualcosa solo dopo aver compreso che deve contare solo su se stesso.”
Sartre

Purtroppo questi sono casi reali la correttezza in questi episodi conta sicuramente , ma quello che importa sono i capitali alle spalle o bisogna essere finanziati bene, e prevedere l’occorrente prima del bisogno, per non incorrere in momenti che hai necessità.
In questi momenti, chissà come mai, spesso non riesci a trovare l’aiuto che ti serve e soprattutto in tempi rapidi.

E tu cosa ne pensi?
A Cura di Patrizio Gatti,
Consulente di direzione aziendale
Autore di “Amministrare l’Azienda”