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Come individuare i requisiti di un imprenditore franchisee

Martedì, Novembre 30th, 2010

Ci eravamo lasciati con il nostro ultimo post dedicato a “perché divenire imprenditori nel franchising” con la promessa che ci saremmo riproposti, invece, con un articolo dedicato al come. Eccoci!

Per aderire ad una contratto franchising dobbiamo chiederci se possediamo le  caratteristiche dell’ imprenditore in franchising, se riusciremmo a cogliere i benefici di una formula di questo tipo.

Non è solo questione di capitali, vero è che chi li ha è certo un passo avanti, ma non è sufficiente: l’imprenditore deve riuscire a trasformare un’idea in un business; l’impresa deve riuscire ad autofinanziarsi e deve generare profitto, solo così possiamo consolidare il nostro patrimonio e svilupparci.

Ma su noi stessi, cosa possiamo dire? Siamo davvero compatibili con questa formula da punto di vista personale? Quali sono le nostre attitudini professionali? In che settore ci piacerebbe lavorare? Abbiamo un talento particolare? Quali sono i nostri interessi?Quali i nostri studi?

Perché vogliamo metterci in proprio? Che età abbiamo, quali obiettivi di vita vogliamo perseguire nei prossimi 5 anni, 10 anni? Dove vorremmo vivere? Quanto tempo della giornata siamo disposti a investire nella nuova attività? Ci fa fatica lavorare anche nei giorni festivi?

Il mix delle risposte è capace di definire un quadro differente del nostro profilo e delle nostre attese; suggeriamo di arricchire l’elenco delle domande, di metterle su carta e rispondere secondo una scala di giudizio, da uno a quattro, ove uno rappresenta il 25% e quattro il 100%.

Per ogni attività franchising che stiamo valutando, rispondiamo alle domande e diamoci un voto. Sempre e solo in relazione a quella attività, rispondiamo in maniera spontanea e senza indugiare: il totale ci darà una percentuale di compatibilità del nostro profilo rispetto al tipo di attività che stiamo valutando. In sintesi, la domanda principale alla quale dobbiamo rispondere, per avventurarci in un’impresa di questo tipo, è: “che tipo d’imprenditori siamo?”.

La figura dell’imprenditore autonomo è legata, sovente, a forte individualità, autonomia, iniziativa e leadership. In una formula franchising, per qualche aspetto della gestione, dovremo essere capaci di affidarci alla consulenza del franchisor, quando non sottoporci a veri e propri vincoli commerciali, normalmente e per mix diversi, pubblicità, merci, logistica, se non addirittura per i prezzi, poiché, qualche franchising impone anche questo tipo di leva.

Siamo, quindi, pronti a farci condurre e a rispettare tali vincoli pena, per alcuni franchising, anche la risoluzione del contratto? Non è irrilevante, per alcuni imprenditori; può capitare, per esempio, che alla firma del contratto accettiamo tali condizioni, forse anche distrattamente e, in seguito, ci paiano troppo vincolanti perché vorremmo fare da noi. Lavorare nel franchising significa fare il gioco di squadra, siamo pronti a confrontarci con il franchisor e ad affidarci all’esperienza dei professionisti del titolare del marchio?

Molti imprenditori lavorano d’impulso, agiscono intuitivamente e non ritengono necessario imporsi un metodo e delle scadenze operative. Siamo pronti ad accettare il metodo propostoci e a osservare scadenze, a partecipare a meeting, incontri programmati?

Il franchisor potrà proporvi sessioni d’incontro online, di condividere report, analisi e potrà pretendere un ritorno d’informazioni periodiche della nostra contabilità; alcune volte potrà chiederci di condividere software, database, informazioni sensibili, il fatturato giornaliero o settimanale, i nostri margini, i nostri bilanci, soprattutto quei franchisor che pretendono una royalty e che quindi ci forniscono il software di gestione pretendendo il collegamento in rete dei database e dei libri contabili. Siamo pronti ad essere osservati?

Siamo pronti a condividere questo genere di verifiche? In sintesi, siamo pronti ad essere parte di un network, di una rete di imprenditori e non solo piccoli imprenditori autonomi? Siamo pronti a rispettare termini, scadenze e qualche altra imposizione?

Un approccio destrutturato al commercio, l’improvvisazione e l’individualismo non sono elementi congruenti con il profilo d’imprenditore nel settore del franchising. Se non siamo in grado di mettere da parte alcune delle nostre idee, se non tolleriamo ingerenze, se non siamo per il gioco di squadra, se non siamo trasparenti e non siamo favorevoli alla partnership sincera, molto probabilmente non siamo la figura d’imprenditore idoneo ad avviare un business di questo tipo.


A cura di Sabrina Ferrari Singhi

Autrice di Gestire il Negozio e Potenziare le Vendite

Come non mollare mai: tutto è connesso

Domenica, Novembre 28th, 2010

Anche se può sembrare scontato, “non mollare mai” è il punto più importante per creare un’attività in proprio.
Come indico alla fine della mia guida “Creare oggetti di design”, non mollare mai in alcuni momenti è la soluzione di tanti problemi.

Le persone che collaborano con te sentono questa energia che sgorga da “non sanno dove”, ma che come un miracolo risolve anche i problemi più complessi e articolati spesso in modo eclettico e stravagante.

Questa energia assoluta, totalizzante, che include tutto e tutti, che fa di tutto ciò che tocca una cosa sola. Oggetti, persone, attività, azioni unite in un tutt’uno così come succede quando si impastano gli ingredienti per fare una torta che, una volta sfornata, non sono più riconoscibili, risultando appunto inscindibili.

Ecco questo dovrebbe essere il risultato di un business: una cosa sola armonizzata in tutte le sue componenti e il “non mollare mai” diventa come per magia il collante di qualsiasi network. Così ora è il network che diventa il vero segreto di qualsiasi attività di successo.

Creare empatia con i propri collaboratori, stringere legami esterni, essere sempre presenti in modo trasversale a qualsiasi evento e in qualsiasi situazione è uno dei segreti per farsi conoscere e per sviluppare in modo armonico il proprio business.

L’ultimo punto, ma non ultimo, da considerare nel creare un network è la correttezza. La correttezza è la benzina che dovrebbe animare qualsiasi attività.

Purtroppo è il lato debole che viene spesso sottovalutato come un intralcio ad un business evoluto e di successo.

Non che la correttezza venga sempre evitata in modo premeditato dalle aziende, ma il fatto è che, in divenire, il confine tra sopravvivenza e mancanza di correttezza risulta sempre più sfumato, non sempre riconoscibile e quindi facilmente by-passabile.

In sintesi, “energia”, “network”, “correttezza” sono i perfetti ingredienti per una società di successo. Società nel senso di azienda e di società al tempo stesso.

Certo poi ci vogliono molte altre cose, come idee innovative, capacità personali, strategie, conoscenza, finanziamenti, elementi questi senza i quali un’azienda non va da nessuna parte.

Ma se consideriamo energia, network e correttezza, anche da sole, queste entità possono creare qualsiasi attività in qualsiasi direzione si voglia guardare.

Mi farà piacere ricevere i vostri commenti!

A cura di di Francesco Filippi
Autore di  Creare Oggetti di Design

Come risolvere i problemi sfruttando i meccanismi del networking

Sabato, Ottobre 23rd, 2010

Presto o tardi chiunque arriva ad intuire l’importanza dei network e delle reti all’interno delle quali si trova naturalmente inserito. Purtroppo nessuno ci ha insegnato a comprendere i meccanismi e le regole delle reti, pertanto succede spesso che non appena questa consapevolezza affiora nella propria mente razionale subito l’attenzione si sposta su qualcosa di differente.

Il risultato più frequente è la perdita di una grande occasione per comprendere e analizzare le situazioni con le quali abbiamo a che fare.

In questo senso, fin dai primi studi su questa materia, compresi che il Fattore Network potesse rappresentare un grande strumento di analisi e problem solving, perché in qualsiasi situazione problematica vi sono delle implicazioni di networking.

Conoscere i meccanismi di funzionamento dei network può rivelarsi così un aiuto molto efficace per analizzare in maniera nuova un problema o una circostanza dalla quale facciamo fatica ad uscire. Inoltre, il Fattore Network può offrire un notevole aiuto per riconoscere opportunità e strategie di risoluzione che in precedenza non erano facilmente individuabili.

Per tradurre in pratica queste opportunità è possibile utilizzare dei principi guida che per brevità riporto riassunti in tre passi (ovviamente potete trovarli approfonditi con spiegazioni di supporto e case history all’interno del mio manuale sul Fattore Network).

PASSO 1: Il primo passo del Fattore Network suggerisce di riconoscere che ogni situazione problematica è inserita in un network / fa parte di una rete. Il consiglio è pertanto di analizzare la rete all’interno della quale il problema si è presentato per sfruttare le tante opportunità ancora inespresse.

PASSO 2: Ora che si possiede una chiara rappresentazione mentale della rete nella quale è sorto il problema è possibile osservare i collegamenti e i link presenti tra i vari elementi, e in particolar modo quelli che definisco come i contatti deboli. E’ necessario concentrarsi su quest’ultimi per trovare soluzioni differenti da quelle mainstream o senza vie d’uscita.

PASSO 3: Ultimo punto: è ora possibile mettere in pratica il Fattore Network. Nel concreto, significa smettere di vivere passivamente la rete nella quale si è creato il problema iniziando a sfruttate le intuizioni e le idee trovate con i passi 1 e 2 per cambiare l’aspetto della rete e trasformare la situazione problematica in quella desiderata.

Vi sono alcuni punti particolarmente importanti in questi tre passi che richiedono un ulteriore approfondimento, ma questa strategia di problem solving è già in grado di farvi comprendere l’enorme influenza che potete avere all’interno dei network a cui partecipate.

A cura di Stefano Calicchio
Autore di Il Fattore Network e Ufficio Stampa 2.0

Come incrementare le possibilità il proprio business in Cina utilizzando il “guan xi”

Venerdì, Settembre 10th, 2010

Marco Germani“Guan Xi” è un’espressione non completamente traducibile nella nostra lingua ma con cui i Cinesi identificano il network di conoscenze influenti di cui una persona dispone. Avere un buon Guan Xi in Cina vuol dire avere contatti con molte persone con le quali all’occorrenza ci possiamo scambiare dei favori e ottenere un mutuo beneficio.

Il modo più efficace per costruirsi un ottimo Guan Xi è quello di iniziare a compiere, nei limiti del nostro potere, azioni che possono essere utili o favorire persone che in seguito potranno esserci utili a loro volta. Chiedere se possiamo essere di aiuto, mettere a disposizione la nostra esperienza o competenza per risolvere un problema o semplicemente interessarci agli altri e porci in modo amichevole nei loro confronti, sono tutte ottime azioni in questa direzione.

Queste azioni non devono però apparire come strumentali ed orientate solo ad un nostro tornaconto, ma devono essere genuinamente mosse dalla nostra volontà di crearci un network potenziante in Cina, conoscere meglio ed apprezzare il popolo e le tradizioni cinesi e mettere a disposizione di altri le nostre competenze per creare valore ad un nostro interlocutore cinese.

Se a livello personale il Guan Xi può essere utile e può renderci la vita più facile in Cina, a livello di business questo si rivela spesso come il fattore discriminante tra il successo di un’operazione di business e il suo fallimento. Avere delle conoscenze, ad esempio, in ambito governativo, può facilitare enormemente lo svolgersi dei processi burocratici legati ad un’attività di business in Cina.

I Cinesi hanno la tendenza a voler spesso mischiare affari e amicizia e per instaurare una proficua relazione di business con un cinese, è necessario curare molto l’aspetto relazionale,
creando un’atmosfera amichevole in cui i rapporti esulino da un semplice contatto professionale.

Una delle forme più immediate ed efficaci di scambio di favori è quella dell’introduzione a terze persone, amiche di una delle due parti, che possono essere utili al nostro interlocutore. Questo può essere sfruttato a nostro favore nel modo seguente: se abbiamo stabilito una buona relazione personale con una certa persona cinese e se ci troviamo nella condizione di necessitare un buon contatto ad esempio presso un certo ufficio governativo, che potrebbe far accelerare la velocità di richiesta di una nostra autorizzazione di business, possiamo semplicemente chiedere al nostro amico se ci potrebbe presentare qualcuno del suo network vicino a questa area di interesse.

Non è improbabile che il nostro amico cinese, all’interno del suo network di contatti, avrà un amico di un amico che fa proprio al caso nostro e, in pura ottica di Guan Xi, se ci siamo resi “creditori” di qualche favore nei suoi confronti, si sentirà obbligato ad organizzare un incontro per introdurci questa persona.

Attenzione però alla naturale tendenza dei Cinesi ad esagerare a riguardo dell’entità e dell’influenza del proprio network di connessioni. La mia regola personale è che se il mio interlocutore insiste nel citare personaggi potenti ed influenti, molto spesso uomini politici di rilievo nazionale,
affermando di avere strette connessioni con loro, quasi sicuramente sta lavorando di fantasia. La certezza ce l’ho quando, come avviene sorprendentemente spesso, il mio interlocutore, vedendomi non troppo impressionato dai nomi che sta citando, gioca la sua ultima carta per fare colpo: il Presidente della Repubblica cinese.

Quando viene nominata questa carica istituzionale, ho l’assoluta certezza che ho di fronte qualcuno che
vuole semplicemente impressionare gli altri e che ha in realtà ben poche connessioni. Infatti, se qualcuno dispone anche di una connessione lontana con la massima carica dello stato, di solito tiene questa informazione per sè e non la comunica ai quattro venti.

Per maggiori dettagli ed esempi su come sviluppare concretamente il proprio Guan Xi in Cina, vi rimando alla lettura dell’ebook “Business con la Cina”.

A cura di Marco Germani
Autore di Business con la Cina