negoziazione

Introduzione allo Spread Trading

Sabato, Agosto 6th, 2011

Spread TradingIl Trading Finanziario, Spread Betting (o Trading) offre un nuovo metodo per speculare sui mercati finanziari.
Molto semplicemente, se stiamo pensando un indice in  particolare, o a delle materie prime, valute ecc.., si effettua un’operazione (detta volgarmente scommessa). Questo con una posizione lunga o corta.

L’ammontare del profitto si ha, o si perdono i soldi dipende se siamo andati nella giusta direzione del mercato, da quanto abbiamo rischiato per punto.
Al momento di piazzare la scommessa si decide quanto si vuole rischiare per punto. Questo può essere piccolo come • 0,01 o una grande quantità, come • 1.000 +.
La maggior parte delle scommesse può lavorare  su base giornaliera, mensile a contratto.

La scommessa quotidiana è quella che è aperta solo durante un giorno di negoziazione. Si potrebbe aprire la posizione alle 11 e, se non si chiude in anticipo, prima della chiusura del mercato,  sarà chiuso alla fine delle negoziazioni (04:30 nel caso del FTSE 100).

La scommessa di Rolling è quella che, a meno che non preveda altrimenti, come dice la stessa parola, rotola fino al giorno di negoziazione successivo. Questo costa un po’ di soldi, in termini di spread,  e il vostro bookmaker dovrebbe essere in grado di darvi ulteriori dettagli.

Se apriamo una particolare posizione a contratto  finirà 3 mesi dopo. Ci sarà una data specifica in cui il contratto termina conosciuta come la data di scadenza o ultimo giorno di contrattazione.
Per esempio, se si apre una posizione sul contratto FTSE 100 settembre, la data di scadenza sarà nel mese di dicembre, di solito il terzo Venerdì. La posizione scadrà alla chiusura delle contrattazioni in quel giorno.

Un Day-trader o “scalper” tenderà ad usare le scommesse nel quotidiano, ma per un principiante può essere più saggio aprire delle posizioni in un arco di tempo più lungo. Se si decide di, aprire posizioni giornaliere, tenere a mente che si deve essere corretto quasi immediatamente al profitto. Se si seleziona un arco temporale più lungo, si ha un certo respiro per la posizione e quindi anche di girarsi.

Un esempio di commercio:

E ‘giugno e il FTSE 100 è scambiato a circa 5000 e si è sicuri che possa andare più in alto prima di settembre. Per eseguire il vostro parere si decide di utilizzare una scommessa.
Accedendo al tuo account internet, il bookmaker si cita 5010-5020 per il contratto FTSE 100 settembre.
Questo significa che è possibile acquistare (a lungo andare) a 5020 o vendere (andare short) a 5010.

Si acquista al prezzo più alto e vendere a quello inferiore. Lo “spread” in sé (in questo caso 10) è previsto un supplemento aggiunto dal bookmaker. Diverse aziende hanno spread diversi, alcuni più grandi di altri.
Come si esegue il mercato per andare più in alto, si dovrebbe acquistare • 1 un punto (o comunque molto gradite) a 5020.
Arriva dicembre e si è vicini alla data di scadenza del contratto.

Piuttosto che attendere l’ultimo giorno di contrattazione si decide di prendere il vostro profitto come il FTSE 100 è ora quotato a 5305-5315.
Si chiude la propria posizione con la vendita di • 1 per punto a 5305.
Avendo valutato bene la direzione del mercato, ora avreste vinto • 285:
(5305 - 5020) x •1 = £ 285 esentasse

Non vi è alcun bisogno di tenere la propria posizione fino alla scadenza, si può chiudere in qualsiasi momento per prendere il vostro profitto o limitare la perdita.
Naturalmente, se il FTSE sarebbe andato nella direzione opposta, in questo caso avresti perso i soldi ma si possono usare stop loss per limitare le perdite.

A cura di Giuseppe R. Pregadio
Autore di: Spread Trading

Come condurre efficacemente un incontro di mediazione

Sabato, Marzo 26th, 2011

È noto che il 68% delle negoziazioni si conclude con un accordo meno soddisfacente di quello che si sarebbe potuto raggiungere. Ciò è determinato da una preparazione insufficiente e dagli errori commessi dai negoziatori.

Ecco come gestire al meglio un incontro di mediazione, come terzo neutrale e imparziale. L’iter della mediazione può essere suddiviso in quattro fasi.

La prima fase è quella di presentazione: il mediatore, dopo aver salutato e ringraziato le parti per la loro partecipazione, fa un breve discorso in cui spiega come si svolgerà il procedimento di mediazione ponendo attenzione sul fatto che lui non è un giudice, che tutto ha carattere informale e che tutto resterà riservato.

La seconda fase è l’incontro congiunto con le parti: il mediatore invita le parti ad esporre i fatti. Il mediatore cercherà di non interrompere la parte che sta parlando chiedendo all’altra di ascoltare in silenzio, poiché avrà anche lei la possibilità di esprimersi; se necessario cercherà di smorzare i toni, limitare le divagazioni e interruzioni.

Il mediatore deve mantenere un atteggiamento neutrale, guardando entrambe le parti, non esprimendo giudizi né con il linguaggio verbale né con il linguaggio del corpo. Al termine della sessione congiunta il mediatore fa la parafrasi di quanto detto per riassumere le richieste delle parti.

La terza fase è degli incontri riservati con le parti: il mediatore ricorda alle parti che tutto quello che viene detto resta confidenziale e non verrà riferito all’altra parte, senza espressa autorizzazione, per questo chiede di essere franchi e di dire tutto ciò che può essere utile per la risoluzione del caso.

Durante l’incontro privato il mediatore suggerisce la distinzione tra ciò che si vuole e ciò di cui si ha bisogno; stimola a individuare le reali alternative e le conseguenze di un mancato accordo; invita la parte a separare il problema dalla persona e a prendere in considerazione il punto di vista dell’altro.

Il mediatore attraverso domande cerca di individuare la possibile zona di accordo. Gli incontri riservati possono essere più di uno e durano fino a quando non si raggiunge una buona base per un accordo.

La quarta fase è quella conclusiva: il mediatore invita le parti a fare il brainstorming e a individuare quale sia la soluzione che li soddisfa. Insieme alle parti il mediatore scrive il verbale di conciliazione chiedendo sempre alle parti conferma di quanto indica ed eventualmente suggerisce l’inserimento di clausole. Infine si congratula con le parti per il lavoro svolto.

A cura di Alessandra Grassi
Autrice di Il Gioco della Mediazione, Il Recupero Crediti

Come chiedere l’aumento di stipendio (seconda parte)

Giovedì, Settembre 30th, 2010

Marco GermaniAndiamo ora a vedere operativamente come formulare una richiesta di aumento di stipendio al tuo superiore o responsabile aziendale, dopo aver valutato se sei nella posizione di chiedere un aumento ed averci preso un appuntamento, come abbiamo visto nel post precedente.

Ecco come procedere, diviso in tre semplici step:

1) PREPARAZIONE

La preparazione è tutto, arrivare ad un incontro di negoziazione preparati può fare la differenza, specialmente se, come in questo caso, molto probabilmente il tuo responsabile non investirà del tempo a prepararsi a sua volta. Nel tuo caso, la preparazione consiste nel raccogliere quanti più dati OGGETTIVI possibili relativi ai risultati che hai prodotto per la tua azienda nei passati 12 mesi, o meglio a partire dal tuo ultimo aumento di stipendio.

Idealmente, sintentizza i punti più importanti in un breve documento di Word o di Power Point dove, in modo schematico, evidenzi i risultati concreti che hai generato con il tuo lavoro.

Il secondo campo su cui ti devi preparare sono le retribuzioni medie offerte dal mercato per posizioni simili alla tua. Se sei già al top della retribuzione in quella posizione, ovviamente avrai un potere di negoziazione inferiore rispetto ad uno scenario in cui sei al di sotto. L’importante è fornire dati oggettivi, citando le fonti (basta cercare su internet e ci sono molti siti che offrono questo tipo di informazioni, uno su tutti: www.quantomipagano.com).

Con questa preparazione sei ora pronto ad affrontare il tuo superiore!

2) L’INCONTRO

E’ importante presentarti all’incontro sicuro di te e rilassato, sei ben preparato e stai portando un alto valore per la tua azienda, quindi sei in una posizione di potere. Molti hanno difficoltà a chiedere e questo li rende nervosi, non deve essere il tuo caso!

Inizia dicendo che vuoi fare un punto della situazione relativa al tuo lavoro e che, a tale scopo hai preparato un documento che riassume i tuoi risultati. Lo commenti con il tuo capo e gli chiedi quali sono, a suo giudizio, i tuoi punti di miglioramento. Ora, dato che il tuo capo probabilmente non si è preparato, a meno che non ci sia qualcosa di grave ed evidente, è probabile che rimanga impreparato di fronte a questa domanda e non riesca a dire nulla di particolarmente rilevante, il che non fa che aumentare il tuo potere di negoziazione in vista della richiesta.

Puoi procedere citando una fonte autorevole (un sito internet, un head hunter, ecc.) a riguardo del livello medio di retribuzione per la tua posizione che è superiore a quanto stai percependo tu e finalmente fai la tua richiesta, precisa, chiara, espressa in percentuale rispetto al tuo stipendio lordo annuo. ” Credo sarebbe appropriato rivedere il mio stipendio incrementandolo del 15%….”. A questo punto, è fondamentale rimanere in silenzio ed attendere la reazione del capo, che può essere positiva o negativa.

3) IL FOLLOW-UP

Nel caso di risposta positiva, è importante che definisci le modalità e le tempistiche esatte con le quali l’aumento ti sarà attribuito. A partire da quale busta paga? Ci sarà una comunicazione ufficiale ? Entro quanto tempo? se il tuo capo dovesse dirti che ritiene giusto che il tuo compenso sia aumentato ma, per motivi contrattuali, non si può modificare il tuo RAL, cercate insieme una formula che porti allo stesso risultato: un premio, un bonus, ecc., l’importante è la sostanza.

Se il tuo capo dovesse dirti che non ritiene opportuno che ti sia aumentato lo stipendio, chiedi dettagliatamente i motivi, cercando di farlo focalizzare sulla tua performance. Molto spesso le motivazioni addotte sono del tipo: “il collega Tizio guadagna lo stesso, se aumento a te dovrei aumentare anche lui”, una spiegazione del genere, ovviamente non sta nè in cielo nè in terra, dato che sta considerando un parametro “sociale” non legato alla tua performance.

Ad ogni modo, se il tuo capo è veramente motivato a non darti l’aulmento, puoi fare la seguente domanda: “Cosa dovrebbe succedere perchè mi sia concesso un aumento del 15% ?”. A questo punto il tuo capo è costretto a definire una condizione oggettiva, al raggiungimento della quale, automaticamente otterrai l’aumento.

Se sei un venditore (che lavora comunque con un fisso) potrà trattarsi di un certo fatturato generato per l’azienda, se sei un addetto alla qualità, un numero minimo di reclami da parte dei clienti dell’azienda, e così via. In qualunque caso, ora hai un obiettivo preciso e, se non è completamente irrealistico, raggiungere l’aumento di stipendio a cui aspiri dipende solo da te!

Non ti resta che provare. Ricordati che se non chiedi difficilmente ti sarà dato e che un NO potrebbe solo essere un NON ANCORA. Se invece pensi di non essere nella posizione per chiedere, impegnati di più nel tuo lavoro e focalizzati sul produrre maggiori risultati, fino a quando sarai nella posizione per chiedere un aumento di stipendio.

A cura di Marco Germani

Autore di I Meccanismi della Persuasione e Business con la Cina

Come assumersi responsabilità e affrontare i rischi in modo assertivo

Martedì, Giugno 8th, 2010

Bruna FerrareseSbagliare non è altro che ottenere risultati insoddisfacenti. Perciò non esistono sbagli, soltanto risultati”. Lo dice John Evans Jones nel suo libro “Powerfax Personal Development System”.

A mio parere, questo sintetizza in modo molto efficace il principio che ispira una persona che utilizza lo stile assertivo quando si trova di fronte alla necessità di scegliere ed è consapevole dell’implicita assunzione di una conseguenza negativa.

Scegliere, infatti, rappresenta un rischio ma assumersi la responsabilità delle proprie scelte significa prendere in mano le proprie sorti evitando di attribuire continuamente a eventi esterni – la fortuna, gli amici influenti, le coincidenze – l’esito della propria vita.

Solo prendendo iniziative le persone possono risolvere i loro problemi, dare risposta alle loro aspettative, costruirsi uno stile di vita più soddisfacente.

Al contrario, l’eccessiva cautela diventa l’alibi della persona insicura che ragiona da “io non sono Ok-tu sei Ok” e che, in questo modo, non procede e preferisce permanere anche in una condizione spiacevole pur di non affrontare niente di nuovo e ignoto. “Le promozioni vanno solo ai miei colleghi, nessuno vede le mie qualità”, afferma il collega scontento… ma ha mai chiesto un colloquio al suo capo per parlare della situazione ed avanzare le sue richieste?

Elaborare un piano, prendere una decisione, richiamare all’ordine, affermare le proprie opinioni e diritti, assegnare incarichi: tutte queste situazioni contengono il rischio di non ottenere l’esito positivo sperato, ovvero di generare “risultati insoddisfacenti” ma pur sempre risultati. Ad esempio, avanzare richieste è una delle situazioni più ricorrenti nella quale occorre assumersi la responsabilità di agire e di gestire il possibile rifiuto dell’interlocutore.

In questi casi, la persona assertiva sa chiedere in modo diretto e non “per allusioni”, esplicitando in modo chiaro le sue aspettative e desideri circostanziando in termini esatti la richiesta. Il linguaggio utilizzato sarà molto concreto, conterrà numeri (quantità, frequenze, date, orari, tempi, metri …) e il tono sarà tranquillo ma fermo.

Una voce incerta, una postura contratta, lo sguardo basso dimostreranno al vostro interlocutore che non siete sicuri di “meritare” quanto state chiedendo (io non sono Ok, tu sei Ok). Al contrario un atteggiamento aggressivo espresso con tono di voce imperativo ed una postura minacciante (io sono Ok, tu non sei Ok) porterà inevitabilmente il colloquio sul piano del conflitto io vinco-tu perdi innescando una reazione di rigida difesa da parte dell’interlocutore.

Preparate i termini della vostra richiesta, immaginate cosa fare nel caso vi venga opposto un primo rifiuto, elaborate una richiesta alternativa che vi permetta di negoziare. Naturalmente non sarà sempre possibile ottenere ciò che si desidera ma l’importante è affrontare la situazione in modo corretto, convinti di aver fatto tutto il possibile.

La persona assertiva sa che l’aspetto più frustrante è assistere impotenti all’evolversi delle situazioni senza esserne protagonisti ed è cosciente che, in ogni caso, far conoscere le proprie necessità contribuisce a ridurre insoddisfazione e stress.

A cura di Bruna Ferrarese
Autrice di Comunicazione Assertiva

Come aumentare le vendite di un’agenzia immobiliare

Giovedì, Febbraio 18th, 2010

Michele Liuzzi Nella tua attività di vendita di immobili ti capiterà di trovarti a dover fare i conti non solo con un attore ma sempre e comunque con due. Ti trovi quindi a dover mettere d’accordo due parti per il buon esito della vendita…

Prima di tutto, devi riuscire a fare in modo che gli acquirenti sottoscrivano una proposta più alta possibile (per loro) e, allo stesso tempo, devi fare in modo che il venditore accetti una proposta più bassa possibile (per lui). Questo è il fantastico campo della trattativa! Saper condurre una negoziazione e portarla a termine con successo è una vera e propria arte.

Devi imparare l’arte della trattativa perché questo ti servirà anche nella vita. Ogni giorno c’è la necessità di trattare quindi è importante essere preparati e saperlo fare nel migliore dei modi.

Per prima cosa, devi cercare di apprendere quante più informazioni puoi sul tuo interlocutore. Questo ti servirà per comprendere che molte persone vivono e agiscono sempre con lo stesso metodo.

Capire il metodo con cui agisce una persona vorrà dire prevedere le sue mosse e, di conseguenza, conoscere la contromossa che tu dovrai usare. Cerca di capire dove vive, come è strutturata casa sua, che abitudini ha, cosa mangia ma soprattutto cerca di carpire più informazioni che puoi nei campi salute e famiglia.

Se ti capita di scoprire, per esempio, che il tuo cliente è uno che ha mal di testa ogni volta che sente il rumore del traffico delle auto e che la sera mangia sempre alle 19.30 spaccate, preciso come un orologio, sai subito che uno dei fattori su cui far leva durante la trattativa è il fatto che il nostro appartamento è al settimo piano e quindi non sentirà il traffico delle auto.

Cerca poi di soddisfare il suo senso di precisione, ripetendo che a te piace essere una persona corretta e precisa e che, infatti, oltre al classico servizio d’agenzia immobiliare, fornisci anche tutta una serie di servizi accessori che sicuramente soddisfano tutte le sue esigenze.

Ricordati comunque di mantenere un atteggiamento distaccato dalla trattativa. Continuare a pensare che se non chiudi non puoi pagare le spese e non puoi vivere non ti gioverà a nulla. Lo so che sembra strano ma io stesso ho provato sulla mia pelle che, quando ero distaccato, riuscivo sempre a portare a casa il risultato e ti posso garantire che questo stesso discorso è vero per qualsiasi cosa tu fai nella vita.

Pensa che, una volta, mi trovavo di fronte un cliente che non voleva ascoltare nulla di ciò che dicevo ma pensava solo a imporre la sua idea sulla mia. Ad un certo punto della trattativa, quindi, iniziai a pensare dentro di me che ormai questo cliente era saltato, che non avrei più chiuso l’operazione e che avrei perso una provvigione. Iniziai così ad essere distaccato senza più controbattere nulla ma ascoltando e facendo dei cenni con la testa.

Sai come è andata a finire?

Alla fine ha comprato! Era un cliente molto orgoglioso e aveva voglia di farmi capire che lui sapeva tutto di tutto. Va bene! Che pensi ciò che vuole, perché intanto io ho guadagnato da lui e lui è felice di aver trovato un bravo agente immobiliare come me.

A cura di Michele Liuzzi
Autore di Fare Soldi con l’Agenzia Immobiliare

Giacomo Bruno è “l’esperto” in diretta su RAI UNO!

Domenica, Agosto 9th, 2009

GIACOMO BRUNOCiao ragazzi, chi di voi mi segue su Facebook sa che sabato mattina alle 08.35 sono stato ospite alla trasmissione “Sabato&Domenica” su RAI UNO.

Anche se non è la prima volta, la diretta è sempre emozionante.

La trasmissione era incentrata sulla vendita e il potere degli sconti. E così, nel ruolo di esperto di ecommerce, la conduttrice Antonella Delprino mi ha intervistato su alcune strategie di marketing e negoziazione.

Godetevi il video della diretta su Rai Uno:

Questa partecipazione si aggiunge alle precedenti apparizioni televisive, peccato non avere i video di tutti ma solo dei più recenti:

RAIUNO, “Sabato&Domenica Estate” di Antonella Delprino, 08/08/2009
TG1, “Personal Media” di Francesco Di Mario, 09/03/2009
MYLIFETV, “MyLife Story” di Nan Couseman, 24/06/2008
TELEAMBIENTE, 09/07/2007
RAIDUE, “Ricomincio da qui” di Alda D’Eusanio, 14/06/2007
RAIDUE, “L’Italia sul Due” di Monica Leofreddi e Milo Infante, 13/11/2006
ROSSOALICE, “In & Out” di Germana Bonaparte, 20/11/2006
ROSSOALICE, “SOS Notte” di Fanny Cadeo, 16/11/2006
CANALE 23, “Diciotto E Dintorni” di Loredana Nappi e Monica Mastrobattista, 14/12/2004
CANALE 5, “Tutte Le Mattine” di Maurizio Costanzo, 27/10/2004

A cura di Giacomo Bruno
Presidente Bruno Editore