leader

3 Trucchi per Gestire la tua Squadra

Venerdì, Gennaio 13th, 2012

Gianluca PistoreUno dei ruoli più importanti nella Comunicazione Politica e nelle Campagne Elettorali lo riveste la tua Squadra. I membri del tuo team andranno gestiti al meglio e motivati a dare risultati eccellenti, esattamente come se fossi un manager d’azienda.

Nel tuo team devi fare una prima distinzione tra le persone della tua Segreteria Politica che lavorano per te e quindi ricevono un compenso economico e gli attivisti che lavorano gratis per te. Entrambi - a differenza di impiegati normali - non potranno avere orari di lavoro ben definiti, perché una delle regole non scritte della politica è che non esiste un orario di lavoro. Si può fare una riunione all’1 di notte e la tua squadra dovrà essere pronta ed energica.

Come è possibile motivare delle persone, soprattutto se attivisti, a dedicare impegno, tempo e passione a te? Come è possibile motivarli a dare il meglio in occasioni in cui gli viene richiesto molto sforzo come possono essere riunioni notturne o orari di lavoro massacranti?

In politica come nelle imprese le persone non si sentono ricompensate solo dal denaro. Quello che dovrai imparare a fare è ciò che fa la differenza tra un comune manager ed un manager di grande successo. Sto parlando del capire le leve di motivazione delle persone che appartengono alla tua squadra.

Per fare ciò puoi seguire 3 semplici trucchi che stravolgeranno i tuoi rapporti con la squadra:

1) chiarire che tu sei il leader. Questo non significa dire: “hey ragazzi, io sono il capo!”; ma significa che quando si prende una decisione loro devono sapere che va seguita, può essere discussa, ma è fondamentale che sia chiaro chi indica la strada da seguire.

2) chiarire gli obiettivi. Ho personalmente sperimentato che quando una squadra non ha un obiettivo da seguire si sgretola ed inizia a creare problemi. Bisogna condividere gli obiettivi con la propria squadra e fare in modo che ognuno si senta responsabile del successo nel risultato.

3) lodare sempre. La nostra società ci ha cresciuti in un sistema, a partire da quello scolastico, dove se siamo bravi non veniamo affatto lodati, anzi è solo normale quello che facciamo. Se invece sbagliamo veniamo massacrati di punizioni e messi in ridicolo. Inverti il processo e loda sempre i membri del tuo staff.

Quest’ultimo punto a mio avviso è importantissimo. Pochi giorni fa mi è capitato di dover presentare un nuovo membro nella mia squadra e per farlo l’ho elogiato avanti a tutti, e poi nel presentargli tutti i membri della squadra l’ho fatto dicendo la qualità più grande che aveva ognuno di loro. Il risultato è che si sono immediatamente amalgamati e che la riunione è stata una delle più produttive che io abbia mai fatto!

A cura di Gianluca Pistore

Come gestire i gruppi all’interno dell’azienda

Lunedì, Marzo 14th, 2011

Se l’azienda in cui lavori è abbastanza strutturata ti troverai a far fronte a esigenze di diversi gruppi.

Ogni gruppo tenderà al dominio sugli altri creando così una competizione interna, e tale competizione si estenderà anche ai suoi membri. Questa lotta nasce dalla volontà di stabilire chi controlla il potere ed è inevitabile.

Tu puoi però essere diverso, puoi differenziarti. Appartenere a un gruppo è come appiccicarsi addosso un’etichetta: sarai protetto e riuscirai a svolgere bene il tuo lavoro, però sarai anche vittima di esso e non potrai crescere oltre il limite che il gruppo stesso si autoimpone.

Per riuscire in ciò sviluppa un senso di osservazione e non farti imbambolare da chi afferma di non essere interessato al controllo. Anzi, inizia subito a nutrire dei dubbi su queste persone e osservale da vicino.

I gruppi offrono protezione e vita tranquilla, ma allo stesso tempo limitano il tuo operato. Impara subito a controllare le relazioni tra i gruppi e a porti in maniera trasversale per sfruttare tutto il loro potenziale e spingerti verso un avanzamento di carriera.

Per controllare i gruppi e quindi emergere, differenziarti e attirare l’attenzione su di te, devi agire solo dopo aver studiato attentamente l’ambiente lavorativo.

Se l’ambiente di lavoro è altamente performante e il capo lascia spazio a persone che sanno prendersi la responsabilità delle loro azioni, allora devi agire velocemente, prendere in mano la guida del tuo gruppo e condurlo alla vittoria finale. Il tuo gruppo dovrà essere il primo riguardo ad aspetti come: performance, innovazione, gestione, controllo. Devi cioè “prendere il controllo in maniera aggressiva“.

Se invece il tuo capo è dispotico, sa tutto lui, vuole mettere il naso su ogni questione, non passa giorno che non valorizzi il suo operato e metta in discussione i suoi subalterni (insomma di quelli che quotidianamente urlano “Solo io posso prendere decisioni” o “Se non ci fossi io, dove andremmo a finire!”), allora dovrai agire con furbizia.

Il ruolo di despota lo lasci al tuo capo; tu però devi ricoprire il ruolo del conciliatore e mediatore. Il capo, a seconda delle problematiche quotidiane, tuonerà contro un gruppo anziché un altro. Tu dovrai restare sopra le parti, coordinare i reparti e accrescere così la tua personalità e leadership morale, indirizzando la loro energia nella direzione da te scelta. Questo si chiama controllo passivo e rappresenta la forma di dominio più elevata.

In entrambi i casi tu accresci il tuo carisma e le persone ti riconosceranno come leader e si creeranno aspettative nei tuoi confronti. Agendo in questo modo sarai tu a scegliere il giusto posizionamento in azienda e ad agire in maniera consapevole per raggiungerlo.

A cura di Angelo Emidio Lupo
Autore di Fare Carriera in 7 Giorni

Come migliorare i rapporti con le persone tramite la capacità di ascolto

Martedì, Settembre 7th, 2010

Chiarissimo ColacciTi è mai capitato di dire ad una persona che conosci di aver comprato una casa nuova? E lui che ti dice? Forse ti chiede com’è? Forse si informa sulla tua soddisfazione?

NO! Egli ti interrompe subito e ti dice:“Guarda, anch’io ho comprato una casa per le vacanze in un posto bellissimo. E’ circondata da un parco meraviglioso in cui la mattina vado a correre. Mia moglie è entusiasta di questa nuova casa e frequentemente invita gli amici per passare bellissime serate insieme al fresco.”

Questo è il classico esempio di mancanza di rispetto e assenza assoluta di capacità di ascolto. La persona non è interessata a quello che gli stai dicendo e cattura la tua attenzione sulle sue questioni personali. Ora, se una simile situazione ti capita con un tuo amico, allora potrai provare un sentimento di sconforto, di antipatia verso la persona. Ma se la cosa capita nell’ambiente di lavoro, allora gli effetti possono essere deleteri per i rapporti tra le persone.

Fortunatamente, sono pochi i leader che dimostrano di non possedere un atteggiamento di rispetto verso i loro collaboratori. Oggi, la maggioranza di essi ha capito che per motivare al massimo le persone devono avere nei loro confronti fiducia, interesse verso la loro situazione personale e capire quali sono le loro aspettative. E sopra ogni altra cosa devono avere la capacità di ascolto.

I principali comportamenti per un ascolto efficace, sono:

Guardare la persona che parla: non rivolgere il tuo sguardo altrove mentre ti sta parlando.

Manifestare interesse: dimostrerai di essere un buon ascoltatore solo se sarai veramente interessato a quello che la persona ti sta dicendo.

Fare domande: solo attraverso le tue domande, il tuo collaboratore capisce che lo stai ascoltando.

Non interrompere: lascia finire la frase alla persona prima di intervenire. Non parlare anche tu mentre parla lui. Rifletti: perché abbiamo due orecchie e una sola bocca?

Questo è quello che deve fare un buon Leader: avere rispetto e interesse verso i suoi collaboratori. Solo attraverso la conoscenza profonda di una persona, potrai essere i grado di motivarla realmente.

Adesso, fatti queste domande:
Conosci veramente le persone che ti circondano?
Conosci le loro aspettative?
Dimostri rispetto e interesse quando parli con loro?

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di Leader si Diventa, L’Impresa Efficiente, Il Team Vincente

Come applicare un principio di leadership

Martedì, Febbraio 16th, 2010

In passato sono stato chiamato da un imprenditore a collaborare con lui su un problema che egli riteneva fosse la causa dell’inefficienza aziendale.

”I miei dipendenti non collaborano tra di loro. Questo è, a mio avviso, il problema più grande che abbiamo” mi disse l’imprenditore. “Ho bisogno del suo aiuto per un programma di formazione finalizzato  a far collaborare di più le persone tra di loro. Può aiutarmi?”

Accettai l’incarico e cominciai a valutare la situazione.

In effetti riscontrai una mancanza di collaborazione tra i vari dipendenti e una ostinata riluttanza a parlarsi tra di loro. Continuando a fare domande venne fuori che questo comportamento era dovuto al fatto che l’imprenditore in ogni circostanza metteva i propri collaboratori in competizione tra di loro. 

Non c’era occasione in cui non metteva in evidenza il fallimento di qualcuno. Si aspettava la collaborazione ma in realtà era lui stesso che con il suo comportamento la impediva.

Per fargli capire che doveva cambiare lui per primo, che doveva passare da un sistema di rimprovero ad uno di gratificazione della collaborazione, gli raccontai la storia di un allenatore che, per incrementare la collaborazione nella sua squadra, aveva messo in palio un premio per il giocatore che effettuava più passaggi, anziché premiare chi faceva più goals.

Cioè l’applicazione del principio “vinci tu - vinco io” “il tuo successo è il mio successo“.

L’imprenditore capì che doveva modificare il suo comportamento. Doveva dare la precedenza ad una leadership proattiva rispetto ad un comportamento da duro manager, come  aveva fatto sino a quel momento. Si rese conto che non si era mai dedicato ad acquisire ed esercitare un ruolo di leader.

Infatti un vero leader non biasima mai le persone.

Dopo alcuni mesi l’imprenditore mi confessò che aveva sofferto nel cambiamento, ma aveva perseverato ed ora era convinto di essere diventato un leader. Si era impegnato nell’acquisire le caratteristiche di un leader.

Come ho illustrato nel mio nuovo ebook Leader si Diventa, tutti possono imparare gli atteggiamenti  e le tecniche per migliorare la propria vita e crescere nel proprio lavoro.

Grazie per il commento che vorrai lasciarmi!

A cura di Chiarissimo Colacci

Autore di L’impresa Efficiente, Il Team Vincente e Leader si Diventa

E Tu Sei un Grande Leader? Scoprilo il 30 Maggio a Riccione

Sabato, Maggio 23rd, 2009

Ciao, probabilmente hai delle caratteristiche che altri non hanno e che ti rendono in qualche modo speciale. Ti piacerebbe sapere cos’è che ti distingue dalla massa?

Questa è stata per anni la mia specialità: individuare le risorse più particolari e trasformarle in strumenti di successo personale e professionale. E’ quello che hanno fatto tutti i grandi leader: capire cosa funziona veramente nelle loro modalità comunicative e addestrarsi a ripeterlo più e più volte.

Nelle ultime elezioni americane i candidati si sono addirittura serviti della scienza medica per capire quali frasi e quali simboli attivassero maggiormente il cervello degli elettori.

Vuoi capire anche tu che cosa funziona nella tua comunicazione e che cosa può essere migliorato?

Scarica la Brochure!

Scarica la Brochure!

Se vuoi possiamo farlo insieme il 30 maggio durante l’evento gratuito I GRANDI LEADER a Riccione in una cornice unica, all’interno dello splendido parco marino di Oltremare, a due passi dall’Aquafan. Saremo all’interno dell’avveniristico Teatro 3D IMAX.

Ci saranno anche due amici esperti di comunicazione e leadership di livello internazionale: Livio Sgarbi e Alexander Degrandi che ci parleranno della leadership in ambito sportivo e del riconoscimento dei segnali comunicativi inconsci e persuasivi.

L’evento è assolutamente gratuito e aperto a tutti.

E’ sufficiente prenotarsi sul sito www.potereipnotico.com o telefonare al nr. verde 800 91 24 54. E saremo insieme il 30 Maggio 2009 a Riccione, parco Oltremare, Teatro IMAX dalle 21 in poi!

Guarda il video di presentazione:

Tutti i Grandi Leader hanno qualcosa di straordinario. Ognuno di loro ha qualcosa che lo distingue dalla massa, qualcosa che lo fa riconoscere e lo pone su di un piano differente. Ognuno di noi merita l’occasione per capire di cosa si tratta e applicare le tecniche proprie dei grandi comunicatori e dei grandi leader nella propria vita quotidiana.

E’ da tempo che porto avanti i miei studi nel campo della comunicazione efficace e grande è stato il mio interesse quando è apparso sulla scena l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama.

Con il mio gruppo di lavoro ci siamo impegnati a fondo nello studio del suo uso raffinato di tecniche evolute e delle strategie di “comunicazione” da lui adottate, dei mezzi e dei codici da lui scelti. La prima volta che ho parlato al pubblico di Obama della sua preparazione specifica, non credevo che avrei suscitato tutta questa attenzione attorno all’argomento.

Invece  grande è stato il coinvolgimento e il tema si è rivelato anche piuttosto delicato. Devo per questo ringraziare l’amico Giacomo Bruno che ha voluto pubblicare l’Ebook  dei record: “Ma Obama Ha Usato L’Ipnosi?”  e ci ha permesso di illustrare al suo vasto pubblico la nostra ricerca nella giusta luce.

Proprio la voglia di condividere con tutti ciò che è stato osservato durante questi studi, ci ha convinti a ideare una serie di eventi divulgativi sulla comunicazione efficace (completamente gratuiti) dal titolo “I GRANDI LEADER”.

Dedicando due ore di tempo alla formazione personale, analizzeremo le tecniche per modificare da subito il proprio modo di comunicare!  Quello di cui discuteremo durante “I GRANDI LEADER” è se esistono modelli riconducibili alle varie forme di leadership nei differenti campi: politica, sport e business.
Questo ci consente di identificare strategie vincenti ed implementarle ma anche di saperle comunicare all’interno della nostra struttura, rendendo gli obiettivi condivisi da tutti.

Parleremo di Leader: persone che attraverso la loro presenza e attraverso i loro strumenti comunicativi, riescono a guidare gli altri. Per mezzo della loro congruenza interna e competenza comunicativa mettono in atto tecniche per portare i membri del gruppo a modificare il loro comportamento.

Verranno mostrati documenti video di particolare interesse che illustreranno cosa si può effettivamente fare con il “linguaggio ipnotico” quando viene utilizzato da un fuoriclasse.

Sarà una serata assolutamente interessante, istruttiva e piacevole, da passare fra amici e con i propri familiari se volete, tutto questo in modo assolutamente gratuito!

E forse scoprirete cose di voi e sul vostro mondo che ancora non conoscete.
Io ovviamente ci sarò … e tu?!

Evento gratuito I GRANDI LEADER
30 Maggio 2009 a Riccione, parco Oltremare, Teatro IMAX dalle 21 in poi!
Prenotarsi sul sito www.potereipnotico.com o telefonare al nr. verde 800 91 24 54

A cura di Charlie Fantechi
Psicologo, Psicoterapeuta e Ipnoterapeuta
Ma Obama ha usato l’Ipnosi? e Counseling: il dono di aiutare

Leader si diventa

Martedì, Maggio 19th, 2009

Durante la mia attività, ho conosciuto molti giovani manager portati a credere che la leadership è una cosa che ti porti dietro dalla nascita. Una dote naturale. Se ce l’hai, allora sei un leader, se non ce l’hai, allora fai parte della massa che non lo potrà mai diventare. A questi giovani ho sempre risposto: “Tuto ciò non è assolutamente vero. In base alla mia esperienza, la  leadership si può imparare e sviluppare. Come? Studiando le caratteristiche dei leader di successo, applicandole e ripetendole sino a che non faranno parte  del tuo modo di essere.”

Mentre scrivo questa frase mi torna in mente il ricordo di quando, dopo gli studi, sono entrato nel mondo del lavoro e ho visto alcuni manager che avevano un comportamento, un modo di parlare che faceva sì che le persone eseguivano tutto ciò che gli veniva chiesto.  In quei momenti pensavo che non sarei mai stato in grado di fare come loro. Poi ho avuto la possibilità di collaborare con uno di questi manager e ho iniziato a comprendere il loro modo  di pensare e di fare. Nel tempo, più mettevo in pratica quello che imparavo, più migliorava la mia capacità di gestire le persone.

Cosa voglio dire con questa mia testimonianza?

Tutti possono diventare leader. Imparare dagli uomini di successo che ci sono intorno e mettere in pratica il loro modo di fare è la strada giusta per arrivare ad essere dei leader. L’importante è ricordarsi sempre che un leader viene seguito non perché ha il potere ma perché gode della fiducia degli altri.

Anonimo. Un buon leader aspira ad essere un esempio più che un eroe.

Un buon leader ha chiara una cosa: non può perdere la sua carica positiva. Se quando un leader si presenta sul posto di lavoro non è sereno, è arrabbiato con qualcuno o per qualcosa, allora perde la sua capacità di prendere le giuste decisioni. Le persone si accorgono di questo stato d’animo e perdono la loro allegria.

Se invece il leader è una persona sempre positiva, allora le persone lavorano con piacere e sembra quasi che si divertano. Immagino già che qualcuno potrà non essere d’accordo con questa mia affermazione. Eppure posso tstimoniare che ogni volta che mi sono trovato in presenza di leader allegri, il successo dell’azienda dipendeva in gran parte da questa caratteristica delle persone.

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di “L’impresa Efficiente” e “Il Team Vincente”