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Lavoro

Come aiutare le persone ad accettare un cambiamento all’interno di una organizzazione

Le persone difficilmente vogliono cambiare il loro modo di fare, tanto più se sono persone con una anzianità di servizio elevata. Metterli di fronte ad un cambiamento importante, nel modo di operare nell’organizzazione, senza aver indicato loro il vantaggio del nuovo, difficilmente li motiverà a collaborare. Cambiare le abitudini, il modo di fare all’interno di una organizzazione, è un’impresa spesso titanica. E’ come voler cambiare il corso di un fiume.

Se in presenza di un cambiamento significativo, la Direzione non spiega i vantaggi per le persone nel fare le cose in modo diverso, sicuramente ci sarà un continuo scontro con abitudini radicate e una mentalità dura a cambiare.

Come inseguire un sogno

Confesso che, prima o poi, mi iscriverò al DAMS, ad indirizzo cinema e teatro.. E’ un sogno lo so, solo un sogno. Non ha alcuna attinenza col mio lavoro o con la mia formazione. Non mi dà alcuna nuova prospettiva. Ma mi piacerebbe.

Hai un lavoro che ti soddisfa e al quale non chiedi di più, e magari già una laurea, ma la tua passione è un’altra. Sei un avvocato che ha sempre avuto la vocazione dell’ingegnere? Un direttore di banca al quale è nata una passione per la psicologia? Un’insegnante elementare che divora il “Sole 24 ore”? Un fisioterapista al quale è nato il pallino per la regia teatrale? No problem.

Come migliorare la propria vita lavorativa

Diamo per scontato che LAUREA non vuol dire LAVORO. Un tempo forse, ora no.

Una volta laureati prima di mettere piede nel mercato del lavoro sono richieste specializzazioni, master, esame di stato ecc… Ma chiunque di voi abbia, come me, abbastanza anni da guardare Sky Retrò con nostalgia (Magnum PI, Arnold, Mork & Mindy ..) ha già superato il problema del primo impiego.

Un lavoro lo abbiamo, bello e brutto che sia, e ce lo teniamo stretto con i tempi che corrono! Nulla vieta di migliorarsi ed impegnarsi per svolgerlo al meglio, per essere più competitivi, per trovare altre risorse e renderlo più produttivo.

Quello che serve per una carriera rapida in azienda

Tutti i giovani neoassunti si sentono ripetere continuamente che per fare carriera bisogna impegnarsi, raggiungere gli obiettivi fissati e saper prendere le giuste decisioni.
Tutte cose corrette, ma è  così o necessita qualcos’altro? La teoria in base alla quale la ricompensa è proporzionale allo sforzo prodotto, è valida o no?

Con questo post vorrei tentare di spiegare perchè alcune persone, a mio avviso, ragiungono il vertice di una organizzazione mentre altre no. Probabilmente qualche lettore troverà eccessive le mie affermazioni mentre altri potranno essere d’accordo. Tutto quello che leggerete nell’articolo è frutto delle mie esperienze personali all’interno di organizzazioni industriali complesse.

Obiettivo? Trovare lavoro

Nel settore della consulenza aziendale si parla spesso di obiettivi, pianificare le azioni per ottenere i risultati e monitorare l’andamento degli indicatori per analizzare l’efficacia e l’efficienza del processo ed eventualmente correggere “la rotta”.

Nella Qualità, come viene definita dagli addetti ai lavori la Gestione dei Sistemi di Qualità, vengono definiti degli obiettivi per perseguire il miglioramento continuo dei processi organizzativi interni, come ad esempio interventi di formazione per il personale, l’analisi delle non conformità per la riduzione dei costi e degli scarti (la cosiddetta fabbrica nera).

Gli obiettivi però devono avere determinate caratteristiche e devono essere:

Staffing e destaffing

Passatemi la terminologia inglese che con solo due parole indica i processi di assunzione ed  di allontanamento di dipendenti. L’attuale momento di crisi generalizzata è connotato da un significativo aumento dei processi di sospensione/allontanamento di dipendenti e da un’altrettanto significativa contrazione delle assunzioni.

La riduzione di personale, a seguito di ristrutturazioni aziendali, non colpisce solo operai ed impiegati, ma anche quadri e dirigenti; spesso l’allontanamento di queste figure professionali si conclude con una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.
E’ difficilissimo, d’altro canto, trovare delle opportunità d’impiego che prospettino contratti di lavoro dipendente; sono maggiori le possibilità che vengano offerti contratti di collaborazione a progetto.

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