impresa efficiente

Come migliorare la soddisfazione dei propri collaboratori

Mercoledì, Aprile 28th, 2010

Spesso, durante i colloqui con le persone in occasione delle verifiche sul raggiungimento degli obiettivi, viene fuori che esse provano un sentimento negativo nei confronti del proprio lavoro.

Analizzando queste situazioni, il più delle volte emerge che la causa è imputabile alla mancanza di capacità del collaboratore di mettere a fuoco i problemi inerenti il proprio lavoro e di avanzare proposte migliorative.

Cosa fare?

Allenare i collaboratori a capire che la semplice affermazione “sono insoddisfatto” non comporterà nessun miglioramento se a essa non seguono una o più proposte per risolvere i problemi.

Quando arriva un momento di demoralizzazione, la cosa giusta da fare è lodare i collaboratori per le cose fatte bene.

Sviluppare i punti di forza del collaboratore anziché tentare di migliorare le sue debolezze. Solo se poniamo l’accento sui suoi meriti un collaboratore potrà esprimere tutto il suo talento. Per essere un bravo collaboratore, non è necessario che la persona sia ferrata in ogni campo. Collateralmente bisogna aiutare il collaboratore a contrastare i suoi punti deboli.

Stabilire un clima di fiducia e rispetto reciproci. Aiutare i collaboratori a far crescere la propria capacità di auto-correggersi.

Calibrare la leadership caso per caso. Non si può trattare tutti nello stesso modo. Ogni collaboratore ha fattori di motivazione differenti dal proprio collega e non sempre questi fattori sono immediatamente evidenti. Utilizzare una leadership adeguata alla persona può aiutare a scavare sotto la superficie per scoprire i fattori di motivazione più efficaci.

Se le persone si sentono apprezzate e rispettate, allora la loro soddisfazione migliorerà e vi ricompenseranno con fedeltà e maggior impegno sul lavoro. Quello che non dovete assolutamente fare è mettere le persone nella condizione del tipo “nuotare o affogare“.

Ti ringrazio in anticipo del commento che vorrai lasciare!

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di
Il Team Vincente, L’impresa Efficiente e Leader si Diventa

Come individuare i principali valori aziendali

Martedì, Settembre 8th, 2009

Il successo non è frutto del caso. Se guardiamo cosa hanno fatto personaggi famosi come Kennedy, Martin Luther King o……. vediamo che essi avevano alcune cose in comune che permettevano loro di motivare le persone. Avevano alcune caratteristiche che li aiutavano a ragiungere qualsiasi obiettivo. Durante la mia attività, ho conosciuto persone che avevano raggiunto il successo perché avevano le giuste caratteristiche. Tra queste, una era “i valori aziendali“.
I valori sono fondamentali per le nostre azioni quotidiane. Sono i valori che ci fanno capire cosa è giusto fare quando dobbiamo prendere una decisione. I valori aziendali sono le linee guida che aiutano l’imprenditore e i manager a prendere le decisioni più giuste giorno dopo giorno. Definiscono le priorità in modo che qualsiasi cosa venga fatta nell’organizzazione non sia contraria ai valori dell’azienda. Se, ad esempio, per la tua azienda la soddisfazione del cliente è il principale valore, allora ogni decisione sarà presa per raggiungere questo scopo.

Il Dr. Ricci è titolare di una piccola azienda che produce beni alimentari di largo consumo. Per presentarsi ai clienti nel miglior modo possibile, ha deciso di certificare la propria azienda in base alle norme ISO 9001:2000. Come previsto dalla norma, la sua azienda ha stilato la politica aziendale e ha messo al primo punto di tale documento  la “soddisfazione del cliente”. Le decisione che il Dr. Ricci prende ogni giorno, o chiede di prendere ai suoi collaboratori, vanno in questa direzione.

A volte, per evitare di non rispettare gli ordini emesi dai clienti, per il fatto che al momento della richiesta un dato materiale non è disponibile in magazzino, egli dà disposizione di acquistare i materiali anche ad un prezzo superiore. Decide di farsi carico di rilavorazioni, se ci sono difetti di prodotto; vieta di spedire prodotto fuori qualità, ecc.. In altre parole fa qualsiasi cosa sia necessaria per soddisfare i suoi clienti. Questo significa essere coerenti con il principale valore dell’azienda.”

I valori aziendali sono uno strumento importante per la motivazione, ma essi devono coincidere con i valori dei singoli. Pertanto, se hai dei collaboratori devi conoscere i loro valori, se vuoi motivarli. Il metodo che ti suggerisco per conoscere i valori delle persone che lavorano con te è il seguente: fai scrivere singolarmente ai tuoi collaboratori i propri valori su un foglio di carta. Una volta stilato l’elenco, fai mettere da ogni persona un valore in confronto ad un altro ed eliminare quello che tra i due è meno importante per il collaboratore.

Proseguano con questo metodo sino a che non rimane un solo valore per ciascuna persona. Quello sarà il valore principale di ciascun collaboratore ed egli non sarà disposto a fare niente che vada contro questo suo valore. Fai anche tu questo esercizio per trovare il tuo valore più importante.

Una volta individuati,  elenca i tuoi valori e quelli dei singoli collaboratori su di una lavagna, affinché tutti conoscano i valori di ciascuno. Con un lavoro di gruppo, fai estrarre da questa lista almeno 4-5 valori che diventeranno i valori della tua azienda. Solo in questo modo potrai far coincidere i valori dei singoli con i valori dell’azienda. Non c’è modo più sicuro di aggregare insieme delle persone che quello di fare in modo che abbiano gli stessi valori.

A chiusura di questo articolo, vorrei affermare che il profitto aziendale è correlato alla soddisfazione dei nostri collaboratori interni. Solo con collaboratori soddisfatti e motivati è possibile far crescere l’azienda e ottenere un utile. Prova a riflettere su queste domande:

  • chi gestisce i tuoi clienti?
  • chi risolve i problemi in azienda?
  • chi realizza i tuoi prodotti?
  • chi analizza il mercato?
  • ecc.., ecc..

La risposta è sempre la stessa: i tuoi collaboratori.

Sei d’accordo?  Se sì, Bene! Se viceversa non sei d’accordo, cosa ti impedisce di provare? Potrai avere solo dei benefici.

Ti ringrazio in anticipo per il tuo commento.

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di “L’Impresa Efficiente” e “Il Team Vincente”

Come motivare i collaboratori

Venerdì, Agosto 28th, 2009

Alcune volte, imprenditori e manager mi hanno detto: le persone non hanno voglia di lavorare. A queste persone ho sempre risposto come segue: “non condivido questa affermazione in termini generici. Certamente nelle organizzazioni ci sono alcune persone che hanno poca voglia di lavorare, i fannulloni, ma la maggioranza delle persone si impegnano con passione e motivazione. Credo, invece, che molte persone non abbiano gli stimoli giusti per impegnarsi al massimo nel proprio lavoro”.

Eppure, la maggior parte della giornata le persone la trascorrono sul posto di lavoro o nello spostamento casa-lavoro. Ma allora perché non sono motivate?

Probabilmente ti farai la domanda: “ma chi deve dare gli stimoli alle persone ?” La domanda che, invece, devi farti è: “perché i collaboratori non sono motivati ? ” Cercherò di rispondere con un esempio pratico per far capire da cosa dipende la mancanza di motivazione:

Un venditore che cercasse di piazzare i suoi prodotti solo affidandosi alla sua “parlantina” e senza capire le esigenze dei suoi clienti, dopo un po’ di tempo, vedendo che nessuno li acquista, potrebbe demotivarsi e pensare erroneamente che i prodotti non hanno il gradimento del mercato. Una conclusione errata che probabilmente lo porterebbe ad avere ulteriori insuccessi nella vendita.

Se riportiamo questo esempio nella tua realtà lavorativa e tu cerchi di motivare i tuoi collaboratori non conoscendo cosa davvero li motiva, potresti pensare che le persone non hanno voglia di lavorare, una conclusione errata come quella del nostro venditore che pensava: i prodotti non hanno il gradimento del mercato.

Un altro esempio mi viene in mente ricordando un pomeriggio in cui ero andato a vedere un acquario in cui c’erano molte orche. Come sai questi animali sono dei predatori che pesano tonnellate. Vedere dei ragazzi, gli istruttori delle orche, che riuscivano a far fare delle cose inimmaginabili a questi animali, mi fece venire in mente “la motivazione”.

Certamente i ragazzi non utilizzavano la “frusta” per far saltare le orche fuori dall’acqua o fargli fare le capriole in aria. Ma allora che metodo usavano? Forse la spiegazione era nel fatto che continuamente gli davano del pesce da mangiare? E se l’orca non aveva fame? Queste domande mi sono rimaste in mente per molto tempo sino a che non ho letto un libro di un grande formatore americano che, per spiegare quali erano le molle della motivazione nelle persone, portava proprio ad esempio l’addestramento delle orche.

Questo formatore (Kennet Blanchard) spiegava che le molle della motivazione più efficaci sono:

  • la lode del lavoro fatto,
  • definire ogni volta un obiettivo più elevato,
  • un sistema premiante.

Dunque, l’idea delle persone che non hanno voglia di lavorare deve essere sfatata.

In base alla mia esperienza, i fattori principali che motivano le persone sono i seguenti (l’ordine con cui sono stati elencati questi motivi non è necessariamente un ordine di importanza):

  1. Conoscenza esatta di quale sia il proprio ruolo;
  2. Obiettivi chiari e definiti;
  3. Idee e suggerimenti presi in considerazione;
  4. Delega decisionale;
  5. Un sistema di valutazione della performance equo e credibile;
  6. Capacità dell’imprenditore o manager a dare la carica alle persone;
  7. Presenza di forti valori aziendali.

Ogni organizzazione ha una sua realtà operativa, pertanto, ogni lettore potrà riconoscersi in uno o più di questi fattori e darà la priorità a quelli che meglio si adattano alla sua realtà. Se anche tu ti trovi in una situazione in cui i tuoi collaboratori non sono motivati e non hai la consapevolezza di quali sono le cause esatte che determinano l’assenza della loro motivazione, allora devi fare subito qualcosa per cambiare.

Le prime domande che devi porti sono: “Cosa posso fare per motivare i miei collaboratori? Come posso cambiare questa situazione? ” Porsi queste domande con onestà e la determinazione di voler fare qualcosa per aiutare i propri collaboratori è già l’inizio del percorso di un cambiamento verso un processo di motivazione che porterà grandi benefici alla tua organizzazione.

Ricordati sempre questa frase: Un gruppo di persone motivate, che condivide un obiettivo comune, può raggiungere l’impossibile.

A Cura di Chiarissimo Colacci,
Autore di “L’Impresa Efficiente” e “Il Team Vincente”

Come migliorare la performance di un’azienda

Martedì, Agosto 25th, 2009

Oggi, con la forte competizione presente in tutti i settori del mercato, una delle strategie vincenti è la Qualità.
Se nella vostra azienda è  presente una mentalità orientata alla Qualità, allora leggendo questo articolo avrete una conferma che la Qualità è una filosofia vincente per raggiungere il successo sul mercato. Se invece questa mentalità non fosse presente nella vostra azienda, allora vi invito a leggere attentamente queste poche righe. Anche se l’argomento richiederebbe sicuramente uno spazio maggiore per essere trattato adeguatamente, sicuramente vi troverete degli spunti da applicare nella vostra organizzazione.

La qualità è un investimento non un costo.  I costi sono quelli della non qualità. Spesso essi sono generati da tutti i settori aziendali:

  • Ricerca e Sviluppo: errori nella progettazione, uso di materiali troppo cari, errore nella stima delle capacità produttive dell’impianto, documenti emessi in ritardo o incompleti;
  • Produzione: impianti fermi per cattiva gestione, persone in eccedenza, prodotti non conformi;
  • Amministrazione: ritardi nel pagamento delle fatture, ritardi nel recupero dei crediti, calcolo dei costi errato;
  • Acquisti: codici e descrizione errata/incompleta dei materiali negli ordini, acquisti effettuati in ritardo, mancanza di un fornitore alternativo;
  • Vendite: mancata gestione del cliente, codici o descrizione errata dei prodotti nei contratti, ordini trasmessi con ritardo alla pianificazione della produzione, disorganizzazione durante la visita dei clienti;
  • Logistica: non rispetto della data di consegna e della quantità ordinata, scarsa flessibilità alle richieste di modifica della data di consegna,  ecc..

Al contrario, la Qualità fa vendere di più e quindi per la vostra azienda è un investimento, non un costo.

Il raggiungimento dell’utile a qualsiasi costo deve essere sostituito dal raggiungimento della soddisfazione del cliente a qualsiasi costo. Solo con la soddisfazione del cliente la vostra azienda può crescere e, con l’eliminazione delle perdite e
la conseguente riduzione dei costi, ottenere l’utile.

La soddisfazione del cliente è la vostra mission. Con la soddisfazione del cliente l’utile viene di conseguenza. Le aziende, che hanno fatto della soddisfazione del cliente l’obiettivo primario della loro azione, sono riuscite a conquistare posizioni leader nel mercato. La soddisfazione del cliente è, quindi, l’obiettivo principale della vostra azienda; ne consegue che la qualità dei processi, dei prodotti, delle persone, dei comportamenti, viene prima di tutto. La Direzione Generale deve trasmettere questo messaggio a tutto il personale, con estrema decisione e convinzione, e dare l’esempio.

Pertanto, il raggiungimento della Qualità coinvolge tutti i settori dell’azienda, e non solo la Produzione o il servizio Assicurazione Qualità. Riporto alcuni esempi:

Progettazione e Sviluppo
La persona addetta alla progettazione deve tener presente tutti i fattori che determinano un prodotto di qualità, sin dalla prima fase di idea di un nuovo prodotto:
Cosa il cliente desidera.
Requisiti del prodotto.
Requisito degli impianti.

Vendite
Il reparto vendite è quello più coinvolto nel processo di soddisfazione del cliente. Essendo a contatto diretto e continuo con il cliente, è quello più in grado di capire le aspettative reali del cliente, e dare input appropriati al settore progettazione affinché venga realizzato un prodotto conforme allo scopo del cliente.

Risulta chiaro, quindi, che ogni reparto della vostra organizzazione  deve dare il proprio contributo per il raggiungimento della qualità:

  • Qualità nel servizio (rispetto della data di consegna e della quantità ordinata; soddisfare questa esigenze è essenziale per il nostro cliente).
  • Qualità dell’organizzazione (l’azienda deve avere un’organizzazione in cui i ruoli e le responsabilità siano ben definite).
  • Qualità del posto di lavoro ( la struttura, gli impianti, la configurazione dei luoghi deve essere tale da garantire una corretta gestione delle operazioni di produzione e stoccaggio ).
  • Qualità dei rapporti tra persone (cooperazione, fiducia e gioco di squadra sono indispensabili per avere un clima sereno).
  • Qualità nei rapporti con i dipendenti (l’azienda deve conoscere l’esigenze dei propri dipendenti e avere con loro un rapporto che li soddisfi).
  • Qualità negli acquisti (per poter ottenere un prodotto conforme, anche i materiali acquistati devono essere conformi allo scopo; pertanto l’addetto agli acquisti avrà come obiettivo rendere disponibili materie prime con il miglior rapporto qualità/prezzo).
  • Qualità con il rapporto con i fornitori ( il fornitore è un collaboratore dell’azienda. Solo con questo approccio possiamo coinvolgerlo e superare insieme eventuali difficoltà).

Il successo di un’azienda passa attraverso il miglioramento continuo della qualità. Esso è il processo fondamentale della vostra organizzazione e coinvolge in senso trasversale tutti i settori dell’azienda.

A cura di Chiarissimo Colacci,
Autore di “L’Impresa Eficiente” e “Il Team Vincente”

Leader si diventa

Martedì, Maggio 19th, 2009

Durante la mia attività, ho conosciuto molti giovani manager portati a credere che la leadership è una cosa che ti porti dietro dalla nascita. Una dote naturale. Se ce l’hai, allora sei un leader, se non ce l’hai, allora fai parte della massa che non lo potrà mai diventare. A questi giovani ho sempre risposto: “Tuto ciò non è assolutamente vero. In base alla mia esperienza, la  leadership si può imparare e sviluppare. Come? Studiando le caratteristiche dei leader di successo, applicandole e ripetendole sino a che non faranno parte  del tuo modo di essere.”

Mentre scrivo questa frase mi torna in mente il ricordo di quando, dopo gli studi, sono entrato nel mondo del lavoro e ho visto alcuni manager che avevano un comportamento, un modo di parlare che faceva sì che le persone eseguivano tutto ciò che gli veniva chiesto.  In quei momenti pensavo che non sarei mai stato in grado di fare come loro. Poi ho avuto la possibilità di collaborare con uno di questi manager e ho iniziato a comprendere il loro modo  di pensare e di fare. Nel tempo, più mettevo in pratica quello che imparavo, più migliorava la mia capacità di gestire le persone.

Cosa voglio dire con questa mia testimonianza?

Tutti possono diventare leader. Imparare dagli uomini di successo che ci sono intorno e mettere in pratica il loro modo di fare è la strada giusta per arrivare ad essere dei leader. L’importante è ricordarsi sempre che un leader viene seguito non perché ha il potere ma perché gode della fiducia degli altri.

Anonimo. Un buon leader aspira ad essere un esempio più che un eroe.

Un buon leader ha chiara una cosa: non può perdere la sua carica positiva. Se quando un leader si presenta sul posto di lavoro non è sereno, è arrabbiato con qualcuno o per qualcosa, allora perde la sua capacità di prendere le giuste decisioni. Le persone si accorgono di questo stato d’animo e perdono la loro allegria.

Se invece il leader è una persona sempre positiva, allora le persone lavorano con piacere e sembra quasi che si divertano. Immagino già che qualcuno potrà non essere d’accordo con questa mia affermazione. Eppure posso tstimoniare che ogni volta che mi sono trovato in presenza di leader allegri, il successo dell’azienda dipendeva in gran parte da questa caratteristica delle persone.

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di “L’impresa Efficiente” e “Il Team Vincente”

Come ottenere efficacia da un gruppo

Venerdì, Aprile 10th, 2009

Molto spesso sento affermare che “le persone non hanno voglia di lavorare“. A mio avviso questo non è vero! Le persone, se motivate adeguatamente, danno il massimo. Quindi. è la motivazione il fattore principale che stimola le persone all’azione per raggiungere gli obiettivi aziendali.

La risorsa più importante per una organizzazione sono le persone. Pertanto, o l’imprenditore/manager sa quali sono le molle che motivano i suoi collaboratori o è il caso che studi l’argomento in fretta. Oggi, nel mercato globale, solo le aziende che motivano maggiormente le persone  sono quelle che hanno successo, mentre quelle che non capiscono l’importanza di questa attività  sono destinate a non crescere o a scomparire.

Ma cosa motiva le persone?

Nel corso della mia attività di consulenza aziendale, per capire quali sono i fattori che secondo l’imprenditore o il manager motivano le persone chiedo loro di elencarli in ordine prioritario in un documento. Dopodichè utilizzo un questionario che elenca 10 fattori motivanti e lo sottopongo ai collaboratori più diretti in modo che essi assegnino un punteggio a ciascuno dei fattori. I punteggi vanno da 10 a 100 , indicando con 10 quello meno sentito e con 100 quello ritenuto dalle persone più motivante. I due elenchi vengono poi mesi a confronto e, fatalmente, il più delle volte l’imprenditore o manager si accorge di non conoscere cosa i loro collaboratori desiderano.

Mentre da parte dei responsabili viene citato al primo posto il danaro come fattore motivante, da parte delle persone è l’apprezzamento per il lavoro svolto, sentirsi dire “bravo”, che viene considerato il fattore più motivante. In altre parole, le persone vogliono sentirsi apprezzate.

Tu che stai leggendo questo articolo, se sei un imprenditore o manager, quante volte dici “bravo” a un tuo collaboratore? O invece il più delle volte fai notare la cosa sbagliata che il tuo collaboratore ha fatto?

Se rientri in questa seconda domanda, allora sei tu la persona che deve cambiare se vuoi che i tuoi collaboratori siano motivati. Allenati a dare riconoscimenti alle persone e avrai come risultato un gruppo efficace!

A Cura di Chiarissimo Colacci
Autore di “L’Impresa Efficiente”