il team vincente

Come creare un team vincente tramite gli obiettivi

Giovedì, Marzo 24th, 2011

Ti suggerisco di munirti di penna e un foglio per gli appunti e scrivere tutto quello che riterrai utile per definire i tuoi obiettivi durante la lettura di questo articolo.

“Ogni obiettivo è come un sogno con le gambe: è destinato a condurvi da qualche parte!”
Loseph O’Connor e Andrea Lages

Sono molti gli studi sui team di successo che hanno evidenziato gli obiettivi come fattore determinante per la motivazione. Per avere buoni risultati è necessario avere obiettivi chiari. Una persona senza obiettivi è come una nave senza porto di destinazione. Dove andrà a finire?

“Quando non sapete quello che volete, finite spesso dove non vorreste essere.”
Bob Green

Naturalmente gli obiettivi devono essere definiti in funzione della competenza delle persone. Ad un neoassunto verranno dati obiettivi semplici mentre ad una persona competente e di esperienza verranno assegnati obiettivi più complessi, ma sicuramente in linea con le sue capacità.

Gli obiettivi sono la strada maestra che ci permette di arrivare al nostro scopo. Un team viene sempre costituito per raggiungere un obiettivo di miglioramento: può essere di prodotto, di servizio o di un processo. La definizione degli obiettivi per un team riveste una particolare importanza e richiede attenzione e impegno da parte della Direzione.

Sull’argomento sono stati scritti molti manuali e testi di personaggi molto noti. In particolare, un formatore americano (Kenneth Blanchard) ha riassunto in un acronimo la definizione di un obiettivo. Questo è SMART:

Specifici: occorre precisare quale deve essere il risultato atteso e in quale area deve operare.

Misurabili: oltre a specificare l’area dove deve agire, al collaboratore bisogna indicare il risultato numerico che deve raggiungere.

Attendibili: l’obiettivo deve essere ragionevole e raggiungibile. Deve richiedere determinazione e volontà ma non deve essere impossibile.

Rilevanti: per essere rilevante un obiettivo deve rientrare nel 20% delle attività di una persona.

Traducibili: l’obiettivo della persona deve poter essere scomposto in tanti obiettivi intermedi, per poter verificare i progressi dell’attività. In questo modo, la performance sarà più elevata.

Se gli obiettivi non hanno queste caratteristiche, difficilmente potranno essere raggiunti.

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di Il Team Vincente, L’Impresa Efficiente, Leader si Diventa

Come motivare i collaboratori e farli sentire felici

Venerdì, Dicembre 10th, 2010

Come motivare i collaboratori è un argomento che riguarda tutti i manager e responsabili d’azienda. Qualunque cosa essi vogliono fare, qualunque obiettivo vogliono raggiungere, hanno bisogno che la motivazione al lavoro delle persone che li circondano sia elevata.

Cosa fare? Uno dei metodi per gestire la motivazione è minimizzare i punti deboli e massimizzare i punti di forza dei collaboratori. Infatti, se vi mettete a correggere i punti deboli di una persona, sicuramente perderete molto tempo e l’eccessiva attenzione ai punti deboli può, nel tempo, produrre risultati negativi in tutta l’organizzazione. Se volete che i collaboratori diano il meglio di loro stessi, allora dedicate più tempo a sviluppare i loro punti di forza.

A volte una persona, con una forte motivazione al lavoro, si blocca davanti ad un problema. A prima vista sembrerebbe che la motivazione non sia più quella del passato. Non è vero! Spesso queste persone, che dimostrano di essere bloccate, hanno bisogno semplicemente di un piccolo aiuto per ripartire.

Ecco alcuni consigli per aiutarla a risolvere il suo problema e far ripartire alla grande la motivazione al lavoro:

  • parla con la persona e cerca di capire se ha un problema reale.
  • informati come vanno le cose in famiglia. Spesso il blocco è dovuto a problemi familiari.
  • una volta individuata la causa del blocco, domanda alla persona cosa fare per eliminarlo.
  • spingi la persona a trovare lei stessa la soluzione al problema.
  • usa sempre le domande per stimolare soluzioni alternative: cosa succederebbe se la soluzione fosse un’altra? Quale potrebbe essere la soluzione alternativa?
  • incoraggiate frequentemente la persona e gratificatela ad ogni passo avanti nella soluzione

Motivare i collaboratori non è una cosa semplice. Pochi sono in grado di farlo egregiamente. Una soluzione per stimolare la motivazione al lavoro è fare in modo che essi si divertano. Avete visto come sono felici quando giocano la partita a calcio “impiegati contro operai”?

Sono uniti verso uno scopo comune. Sul lavoro, invece, spesso litigano tra di loro. Se volete che la motivazione sul lavoro sia come durante la partita di calcio allora dovete fare in modo che si divertano come squadra.

Il gioco di squadra diverte perché:

  • tutti hanno lo stesso scopo
  • le regole sono chiare
  • ciascuno è considerato importante

Ti ringrazio in anticipo per il commento che vorrai lasciare!

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di  L’Impresa Efficiente Il Team VincenteLeader si Diventa

Come portare al successo un team

Giovedì, Ottobre 7th, 2010

Su questo argomento sono stati scritti tanti manuali contenenti tutti suggerimenti, indicazioni e strategie utili a chiunque abbia il compito di coordinare un team. Con questo post intendo portare il mio contributo a questo argomento elencando alcuni fattori di successo che, a mio avviso, portano un gruppo di persone ad essere un “Team Vincente”.

Uno scopo comune:
Raggiungere un obiettivo comune è l’elemento che aggrega tutti i componenti il team. Il concetto di scopo comune è tanto più chiaro quanto più esso è radicato nella cultura aziendale. “Pochi sono gli uomini di squadra, perché solo pochi sono così grandi da pensare al bene comune prima che a se stessi.” Roberto Re.

Molte volte alla domanda “Qual è secondo voi lo scopo della vostra azienda?” La risposta è stata: “Vendere e guadagnare”. E’ chiaro che in un contesto dove vengono date queste risposte, la Direzione Generale dell’azienda non si è assicurata che lo scopo o la “mission” aziendale fossero chiari.

Le relazioni:
Nel gruppo di lavoro, grazie allo scambio continuo di informazioni, tutti hanno la consapevolezza dell’influenza del proprio operato sul lavoro degli altri. Tutti sono impegnati con i propri colleghi sul piano personale e professionale. All’interno delle relazioni grande importanza riveste la flessibilità a cambiare il proprio modo di fare. Ogni componente il team deve innanzitutto saper ascoltare il punto di vista del proprio collega.

L’autonomia decisionale:
L’autonomia decisionale e le regole che il gruppo si è dato permettono ai singoli di muoversi facilmente per espletare il proprio compito. Le decisioni vengono prese entro i limiti fissati dallo scopo. Senza autonomia decisionale il gruppo di lavoro non può raggiungere il successo. E’ impensabile che ogni qual volta il gruppo di lavoro deve prendere una decisione finalizzata al raggiungimento dello scopo, sia necessario richiedere l’autorizzazione della Direzione. Ovviamente la decisione che il team prende deve essere coerente con i limiti ricevuti.

Il piacere di lavorare:
La maggior parte delle persone affronta la sua giornata lavorativa con il pensiero rivolto al momento dell’uscita dal posto di lavoro. Hanno un obiettivo all’esterno della loro azienda che li motiva e per il quale provano piacere. C’è la persona che allena la squadra di calcio del suo quartiere, mentre un’altra avrà l’appuntamento quotidiano con il suo fidanzato/a.

C’è poi la persona che rimane sino a tardi in azienda perché gli piace lavorare. Si diverte lavorando. Ecco questo è uno dei segreti per motivare le persone e per creare un team vincente. Fai in modo che il loro lavoro gli dia le stesse soddisfazioni di un gioco.

Hai mai assistito ad un incontro di calcio aziendale tra i vari reparti? Se sì, hai notato come le persone sono unite, come si aiutano a vicenda? Hai mai visto tanto entusiasmo? Sul lavoro hanno lo stesso atteggiamento? La domanda che ti farai in questo momento è: ma come faccio a far divertire le persone lavorando?

Ti assicuro che è possibile se applicherai i seguenti fattori:

un obiettivo comune;
regole chiare per tutti;
una informazione continua sui loro risultati;
tutti sono importanti;
riconoscere i successi di ciascuno e renderli noti.

Rendi divertente il lavoro dei tuoi collaboratori e avrai un gruppo di lavoro motivato.
Ma creare un team vincente significa anche gratificare.

Anche tu, se sei responsabile di un gruppo di lavoro, elogia sempre i componenti per un lavoro ben fatto. In altre parole, le persone desiderano che gli si dica di aver fatto bene una cosa. Tu quante volte dici bravo a uno dei tuoi collaboratori?

Un team leader di un’azienda, a cui avevo fatto questa domanda, mi rispose: “Perché dovrei dire bravo a qualcuno che ha fatto qualcosa per cui ha uno stipendio ogni mese?” Questo manager non aveva chiaro un concetto molto semplice ma molto efficace: Il riconoscimento è motivante e non costa nulla.

Tutte le persone desiderano essere lodate, se hanno fatto un buon lavoro. La lode, l’apprezzamento, il riconoscimento sono sempre elementi utili da utilizzare per motivare le persone, in particolare nel lavoro di squadra.

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di Leader si Diventa, L’Impresa EfficienteIl Team Vincente

Come raggiungere il successo tramite l’atteggiamento

Martedì, Agosto 3rd, 2010

Chiarissimo ColacciOggi, in un mercato globale, una organizzazione per vincere la concorrenza deve puntare sull’unico vantaggio competitivo che può avere: le risorse umane.

E’ compito di un leader, quindi, gestire le risorse in modo da ottenere da esse la massima collaborazione. Il leader che ha questo compito, dovrà avere caratteristiche ed atteggiamenti tali da soddisfare le esigenze di queste persone.

Ma cos’è l’atteggiamento? Da Wikipedia: “Con il termine atteggiamento si indica la disposizione di ogni persona di produrre risposte, determinate dall’ambiente familiare o sociale, riguardo a situazioni, gruppi o oggetti. L’atteggiamento esprime ciò che ogni persona è disposta a fare”.

“A quello va tutto bene. Beato lui!” Quante volte lo hai pensato vedendo una persona positiva? E’ tutto merito della sua fortuna? Certo se uno ce l’ha non guasta. Ma sicuramente il suo atteggiamento positivo è stato un fattore importante per il suo successo.

Oggi, nel mondo del lavoro, il vero Leader ha sempre un atteggiamento, un modo di comunicare e di ascoltare che determina negli altri la disponibilità a collaborare.

In questo la comunicazione con i collaboratori è un fattore molto importante. Continuamente devi dire loro cosa ti aspetti da essi. Informali su ogni argomento che potrà essere utile durante la loro attività. Ed in particolare illustra la filosofia della tua organizzazione, gli obiettivi e le strategie definite.

Mettili anche nelle condizioni di comunicare apertamente con te, in modo da tenerti informato su quello che accade in ciascun settore della tua azienda. Favorisci eventuali richieste e suggerimenti particolari. A questo scopo, crea dei piccoli gruppi e fissa degli incontri per discutere e scambiare opinioni e proposte. Tenere sempre informate e aggiornate le persone, è un modo per coinvolgere maggiormente i collaboratori.

E’ l’atteggiamento che conta…

Il successo o il fallimento di molti obiettivi aziendali si fonda sull’atteggiamento che il Leader ha nei confronti delle persone che lo circondano. Secondo un’antica credenza è l’atteggiamento, non necessariamente la competenza, che permette di raggiungere obiettivi importanti.

L’atteggiamento positivo di un Leader è uno dei fattori di successo di una organizzazione.

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di  L’impresa Efficiente, Il Team Vincente e Leader si diventa

Come migliorare la soddisfazione dei propri collaboratori

Mercoledì, Aprile 28th, 2010

Spesso, durante i colloqui con le persone in occasione delle verifiche sul raggiungimento degli obiettivi, viene fuori che esse provano un sentimento negativo nei confronti del proprio lavoro.

Analizzando queste situazioni, il più delle volte emerge che la causa è imputabile alla mancanza di capacità del collaboratore di mettere a fuoco i problemi inerenti il proprio lavoro e di avanzare proposte migliorative.

Cosa fare?

Allenare i collaboratori a capire che la semplice affermazione “sono insoddisfatto” non comporterà nessun miglioramento se a essa non seguono una o più proposte per risolvere i problemi.

Quando arriva un momento di demoralizzazione, la cosa giusta da fare è lodare i collaboratori per le cose fatte bene.

Sviluppare i punti di forza del collaboratore anziché tentare di migliorare le sue debolezze. Solo se poniamo l’accento sui suoi meriti un collaboratore potrà esprimere tutto il suo talento. Per essere un bravo collaboratore, non è necessario che la persona sia ferrata in ogni campo. Collateralmente bisogna aiutare il collaboratore a contrastare i suoi punti deboli.

Stabilire un clima di fiducia e rispetto reciproci. Aiutare i collaboratori a far crescere la propria capacità di auto-correggersi.

Calibrare la leadership caso per caso. Non si può trattare tutti nello stesso modo. Ogni collaboratore ha fattori di motivazione differenti dal proprio collega e non sempre questi fattori sono immediatamente evidenti. Utilizzare una leadership adeguata alla persona può aiutare a scavare sotto la superficie per scoprire i fattori di motivazione più efficaci.

Se le persone si sentono apprezzate e rispettate, allora la loro soddisfazione migliorerà e vi ricompenseranno con fedeltà e maggior impegno sul lavoro. Quello che non dovete assolutamente fare è mettere le persone nella condizione del tipo “nuotare o affogare“.

Ti ringrazio in anticipo del commento che vorrai lasciare!

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di
Il Team Vincente, L’impresa Efficiente e Leader si Diventa

Come trattenere i collaboratori migliori in azienda

Sabato, Marzo 20th, 2010

Chiarissimo ColacciAnche se la maggior parte dei responsabili d’azienda vorrebbe avere collaboratori capaci, motivati e fedeli, sono pochi coloro che includono nella loro strategia l’obiettivo di trattenere i collaboratori di valore in azienda.

Ho visto alcune aziende dove non veniva fatto niente per convincere i propri talenti a rimanere all’interno dell’organizzazione, tantopiù in assenza di una politica di riconoscimento e gratificazione.

Tu che stai leggendo questo post hai mai riflettuto su questo aspetto? All’interno della tua azienda è presente una strategia per trattenere i collaboratori migliori oppure essi fuoriescono a vantaggio dei competitor?

Ricordo cosa mi rispose un imprenditore quando affrontammo questo argomento: “Per quale motivo devo attribuire tutta questa importanza alle persone quando già ricevono uno stipendio per quello che fanno? Chi non si sente a proprio agio all’interno della mia organizzazione è libero di andarsene.”

Sapete qual era il turnover al’interno di questa azienda? Elevato!

Come illustro nel mio ebook L’Impresa Efficiente, i fattori da includere in una strategia vincente per trattenere i collaboratori sono:

1. Dare opportunità di crescita. La maggioranza delle persone rimane all’interno della propria azienda se ha l’opportunità di crescere e avere una carriera.

2. Creare un ambiente dove lavorare è gratificante. Dare fiducia, trasmettere informazioni, creare una cultura di lavoro in team, sono tutti aspetti che contribuiscono a creare un clima eccellente.

3. Coinvolgere i collaboratori. Il coinvolgimento determina sempre una performance migliore e una maggiore fedeltà al manager e all’azienda.
Anche le tecniche che vengono utilizzate per riconoscere e ricompensare una buona performance influiscono sul coinvolgimento dei collaboratori. Apprezzare una persona, lodare un’azione ben fatta e riconoscere in modo tangibile il suo impegno sono sicuramente cose che aiutano a coinvolgere le persone.

4. Offrire il lavoro che meglio si adatta alle caratteristiche della persona. Ad esempio, non si può mettere una persona all’interno del settore ricerca e sviluppo se ha dimostrato di non avere creatività. Viceversa non si può assegnare a una persona creativa un compito noioso e ripetitivo.

5. Offrire una retribuzione adeguata alle responsabilità. Anche se tutte le ricerche effettuate sull’argomento mettono in evidenza che la retribuzione è l’ultimo dei fattori da utilizzare per trattenere i collaboratori in azienda, riconoscere i loro meriti con una gratificazione economica può contribuire a farli restare in azienda.

Personalmente, trovo dannoso dare importanza solo all’aspetto economico in quanto spinge le persone a cambiare lavoro ogni volta che gli viene offerto uno stipendio maggiore. Il riconoscimento economico ha una sua importanza solo se integrato con i fattori precedenti.

Le persone cambiano lavoro per motivi diversi:
- aprire un’attività propria
- avvicinarsi alla famiglia
- avere uno stipendio migliore
- eccetera eccetera.

Ma, se si parla con le persone, il più delle volte viene fuori che la causa scatenante che ha determinato la decisione di andarsene, è il fatto di non trovarsi bene all’interno dell’organizzazione.

Spesso, questo malessere è imputabile ai rapporti con il capo diretto, che non ha fatto mai niente per apprezzare e riconoscere il loro lavoro e i loro meriti. Generalmente le persone non lasciano le aziende, lasciano i capi.

Recentemente ho letto un’articolo su un giornale sportivo in cui un giocatore diceva: “Non lascio la società…, ma lascio il Sig. …. che con il suo comportamento arrogante mi ha costretto a cambiare maglia. Ringrazio i tifosi per l’affetto che mi hanno sempre dimostrato.”

L’argomento trattato è sicuramente degno di un’attenzione maggiore, ma lo spazio disponibile in un post non consente di svilupparlo ulteriormente…

Per concludere, vediamo quali sono i benefici di una strategia mirata a trattenere i collaboratori migliori in azienda:

- le persone diventano più collaborative e creative;
- si crea un legame forte tra i dipendenti e l’organizzazione;
- si offre un servizio migliore alla clientela;
- si determina una maggiore fedeltà nella strategia aziendale.

Grazie per il commento che vorrai lasciarmi!

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di L’Impresa Efficiente, Il Team Vincente e Leader si Diventa