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Come guadagnare 15.000 euro in 6 mesi acquistando un appartamento prima di un’asta immobiliare: i 9 passi (seconda parte)

Lunedì, Maggio 10th, 2010

Come abbiamo iniziato a fare nella prima parte di questo articolo, continuiamo a scoprire i 9 passi da fare per guadagnare almeno 15.000 euro in sei mesi, acquistando un appartamento prima di un’asta immobiliare.

5. Individuare gli appartamenti da acquistare. Il quinto passo è diretta conseguenza degli altri, ora devi cercare gli appartamenti che corrispondono ai requisiti determinati nei passi precedenti. Ci sono diverse fonti e metodi per individuare un appartamento d’acquistare prima dell’astasiti internet di aste immobiliari, agenzie immobiliari, annunci sui giornali di settore, passaparola.

Ricordiamoci che nel nostro caso la somma massima da spendere è 120.000 euro, e se vogliamo guadagnare almeno 15.000 euro il valore di mercato dell’immobile da acquistare deve essere almeno di 150.000 euro.

6. Iniziare la trattativa con i proprietari. Il sesto passo è la trattativa. Una volta che hai scelto almeno 5 appartamenti che corrispondano alla tue caratteristiche, entra nel concreto, inizia la trattativa con i proprietari: parti da uno, e tieni gli altri di riserva se non dovesse andar a buon fine la trattativa principale.

Ricordati di mettere tutto per iscritto e di farti seguire, le prime volte,in questa fase da una persona che ha esperienza nel settore.

7. Acquistare l’appartamento. Il settimo passo è acquistare l’appartamento. La procedura per acquistare un appartamento prima dell’asta è sostanzialmente simile a quella di un qualsiasi altro acquisto immobiliare, occorre andare dal notaio, la differenza principale è che è fortemente consigliabile fare l’atto notarile in tribunale, per chiedere immediatamente la chiusura del procedimento esecutivo al giudice competente, in questa fase è assolutamente indispensabile farsi seguire da un proprio legale e da un notaio esperto in questo tipo di procedure.

8. Valorizzare l’appartamento acquistato.  L’ottavo passo è aumentare il valore dell’appartamento acquistato. Ci sono diversi modi per valorizzare un appartamento attraverso una ristrutturazione, questo deve essere l’unico obiettivo di una ristrutturazione.

Uno dei principali errori commessi è procedere a una ristrutturazione pensando che in questo modo aumenti automaticamente il valore dell’appartamento. Ricordati che la ristrutturazione deve essere finalizzata a aumentare il valore dell’appartamento non a renderlo più bello.

9. Rivendere l’appartamento. Il momento conclusivo è la vendita dell’appartamento. In questo caso consiglio sempre di rivolgersi a una agenzia immobiliare, perché essendo professionisti hanno sempre a disposizione delle banche date di clienti che vogliono acquistare appartamenti come il tuo.

In questo modo riuscirai a vendere il tuo appartamento in pochissimo tempo ed entro i sei mesi potrai raggiungere il tuo obiettivo di guadagno.

A cura di Igino Di Pietra
Autore di Immobili Prima dell’Asta; Investire in Aste Immobiliari; La Mente dei Ricchi

Come guadagnare 15.000 euro in 6 mesi acquistando un appartamento prima di un’asta immobiliare: i 9 passi (prima parte)

Giovedì, Aprile 29th, 2010

Il settore immobiliare offre straordinarie opportunità di guadagno, però sono poche le persone che riescono a guadagnare veramente investendovi. La maggior parte delle persone non si arricchisce, la causa principale di questo è la mancanza di strategie operative, ossia di un vero è proprio piano da seguire.

Vediamo ora i 9 passi da fare per guadagnare almeno 15.000 euro in sei mesi, acquistando un appartamento prima di un’asta immobiliare.

  1. Definire il guadagno che si vuole raggiungere
  2. Definire il tempo entro il quale si vuole raggiungere
  3. Definire la somma da investire
  4. Definire come trovare la somma da investire
  5. Individuare gli appartamenti da acquistare
  6. Iniziare la trattativa con i proprietari
  7. Acquistare l’appartamento
  8. Valorizzare l’appartamento acquistato
  9. Rivendere l’appartamento

1. Definire il guadagno che si vuole raggiungere. Il primo passo è definire la somma che si vuole guadagnare, nel nostro caso 15.000 euro. Se acquistiamo il nostro appartamento a 80.000 euro e lo rivendiamo a 130.000 euro, da questa somma dobbiamo togliere tutte le spese sostenute e calcolare le tasse da pagare.

2. Definire il tempo entro il quale si vuole raggiungere. Il secondo passo è fissare il tempo entro il quale raggiungere il nostro guadagno, e in base a questo elemento decidere quali appartamenti acquistare.

Nel nostro caso ci siamo posti un guadagno di 15.000 euro in sei mesinon possiamo acquistare un appartamento a un’asta giudiziaria, perchè i tempi sono più lunghi e quindi dobbiamo scegliere il nostro appartamento d’acquistare prima dell’asta.

3. Definire la somma da investire. Il terzo passo è quello di definire la somma da investire, questo in base anche al guadagno che ci siamo prefissi, nel nostro caso avendo deciso di guadagnare almeno 15.000 euro è realistico decidere di investire un somma cha va tra gli 80.000 euro e i 120.000 euro.

4. Definire come trovare la somma da investire. Il quarto passo è trovare la somma da investire. Se hai a tua disposizione la somma da investire è ovvio che puoi non considerare questo passo, ma se non hai questa somma devi studiare delle strategie per trovarla, uno dei modi è quello di pensare di creare un gruppo di investimento.

Continua…

A cura di Igino Di Pietra
Autore di Immobili Prima dell’Asta; Investire in Aste Immobiliari; La Mente dei Ricchi

Come guadagnare in borsa con un trio formidabile

Martedì, Marzo 2nd, 2010

Giovanni Romano Salve cari lettori, la morsa di questa crisi sembra essersi leggermente allentata, ma la recessione è ancora in atto, ne sono una dimostrazione il fiacco andamento degli investimenti, in particolar modo del “mattone”, che tende a deludere le aspettative.

La crisi dell’immobile commerciale non permette alle banche di far leva su una situazione patrimoniale stabile e questo, a sua volta, non permette l’inerzia necessaria al raggiungimento della ripresa finanziaria completa.

In questo scenario di mercato così apparentemente caotico per i “non addetti ai lavori”, ma in realtà abbastanza prevedibile e ripetitivo per gli esperti analisti, mi sto trovando davvero bene a operare direzionalmente con operazioni secche e veloci.

Con l’articolo che vi state accingendo a leggere, il sottoscritto non vuole prediligere un modo di operare rispetto a un altro - nel mio ebook, infatti, evidenzio senza alcuna differenza le strategie finanziarie migliori, sia per ciò che concerne il comparto non direzionale, che quello direzionale. Ognuno effettua la scelta del proprio modello operativo attraverso una sincera autovalutazione della competenza personale e della propensione al rischio, nonché del proprio stile di vita quotidiano.

Per avere un’entrata aggiuntiva che integri il proprio reddito personale o familiare, è sufficiente minimizzare i rischi e operare con strategie non direzionali.
Invece, a chi possiede le competenze e la situazione finanziaria giuste, e a chi ha fatto come me di questa professione la sua principale attività, consiglio vivamente il trading direzionale.

Le principali strategie con cui “attaccare” il mercato in maniera rapida ed efficace sono tre, e costituiscono un trio formidabile:

Long Call/Put
Short Call/Put
Synthetic Future

La long call e la long put ormai le conosciamo bene. Costituiscono, infatti, il semplice acquisto di una o più call o di una o più put. In questa maniera, avremo a disposizione la strategia direzionale più sicura. Questo perché l’eventuale perdita si arresta al capitale investito.

Inoltrandoci nel profilo risk management di questa strategia, possiamo comunque notare che gli apprezzamenti delle nostre opzioni sono vincolati al delta e indirettamente al gamma, non permettendoci di cogliere il 100% dei movimenti sotto forma di rendimenti. I guadagni sono comunque eccezionali, considerando che possiamo giovare sia delle discese (con le put) che delle salite del mercato (con le call), pur evitando la posizione di massimo scoperto o di scoperto parziale.

La short call e la short put sono le strategie più pericolose, questo perché, in questo caso, la leva finanziaria di cui dispongono le opzioni può giovarci con grandi apprezzamenti, ma allo stesso modo può “rovinarci” con altrettanti grandi deprezzamenti, deprezzamenti che possono andare ben al di sotto del nostro capitale investito.

Proprio per questo motivo non la raccomando nel mio ebook, rivolto principalmente ai principianti. Tali strategie vanno applicate da professionisti che sono in grado di valutare coerentemente i rischi e che possiedono un’ottima capacità di amministrazione del proprio patrimonio personale, nonché soprattutto una perfetta padronanza delle piattaforme di trading, essendo in questo caso l’uso degli stop loss vitale, così come delle regole dell’intermediazione mobiliare.

Attraverso queste strategie, i guadagni sono immediati ed enormi (essendo una posizione di vendita). A seconda delle condizioni contrattuali stabilite con il proprio broker, è possibile operare o esclusivamente intraday, giovando dalla volatilità giornaliera dei movimenti, oppure anche overnight, aumentando notevolmente i rischi, ma potendo giovare anche del trascorrere del tempo.

Infine la synthetic future: come la stessa nomenclatura fa intuire, si tratta di costruire un o più future con l’utilizzo delle opzioni. Per esempio, se io compro una call ATM e vendo contemporaneamente una put ATM, ho realizzato una long future. In questo caso la nostra posizione sarà innanzitutto a un costo che si aggira intorno lo zero.

Inoltre, è come se possedessimo un future, con lo stesso potentissimo effetto leva, infatti è l’unica strategia con cui potremmo giovare del 100% dei movimenti di mercato. Anche per questa strategia valgono le stesse raccomandazioni fatte per la short call e la short put, in quanto il profilo di rischio è altissimo, si parla sempre di una posizione di scoperto totale.

Attraverso l’uso consapevole di tali strategie è possibile ottenere profitti non indifferenti. Sono le più remunerative, purtroppo richiedono tanta competenza, competenza che è possibile acquisire con un’informazione approfondita e con l’applicazione di tanto studio.

A cura di Giovanni Romano
Autore di Il Professionista delle Opzioni

Come crearsi velocemente un secondo reddito (che potrebbe diventare il primo)

Mercoledì, Febbraio 24th, 2010

Emanuele Giordani Alla base d’ogni azione pubblicitaria c’è un mezzo (medium) che ha l’obiettivo di veicolare a sé più occhi e orecchie possibili, che sono i futuri consumatori.

Perché una persona decida di seguire questo mezzo deve averne un motivo, deve cioè essere attratta da esso per qualche ragione, che solitamente consiste in servizi che gli vengono offerti.

Per questo obiettivo le varie emittenti televisive o radiofoniche offrono intrattenimento, informazione, cultura ecc.. e così ogni mezzo di comunicazione propone più servizi in grado di attirare a sé il pubblico che diverrà consumatore per i suoi inserzionisti e sponsor.

A questo punto la domanda è scontata: come posso fare pubblicità alla mia o ad altre aziende se non mi appoggio ad uno di questi mezzi?
E la risposta è: ne creo uno che, oltre a offrire pubblicità, è in grado di fidelizzare la clientela e incentivare le vendite.

Per creare questo nuovo mezzo e/o sistema promozionale utilizziamo il vecchio principio “l’unione fa la forza”.

Infatti se riunisco assieme 200 piccoli poli d’attrazione, per esempio negozi, i quali sono visitati ognuno in media da 1000 persone al giorno e se ciascuno di essi promuove gli altri 199, otterrò che ognuno dei 200 poli è stato conosciuto da 200.000 persone.
Quindi, questo principio lo possiamo utilizzare per creare dei circuiti (gruppi di attività) composti da un determinato numero di piccoli poli d’attrazione, che si pubblicizzano a vicenda.

Con questa azione, abbiamo ottenuto il primo obiettivo che ci eravamo prefissati, e cioè abbiamo moltiplicato gli occhi puntati su ogni componente di questo circuito.

Il passo successivo è quello di creare una motivazione che induca i clienti di ciascun polo d’attrazione, (per restare all’esempio, ciascun negozio) a ricercare gli altri poli che fanno parte del circuito.
Questo interesse lo otteniamo solo se questo comporta per loro un vantaggio, come per esempio un premio.

Infatti, la soluzione sta nel creare un concorso a premi incentrato sulla raccolta punti, dove, a differenza dei soliti concorsi, i premi vinti non si scelgono da un catalogo o da una lista predefinita, ma si ricevono direttamente dagli altri affiliati al circuito, ossia dagli altri poli d’attrazione.

In questo modo, spingo il consumatore a cercare e a visitare tutti i partecipanti al circuito perché il premio vinto sarà diverso in base alla categoria merceologica d’appartenenza dell’affiliato che gli consegnerà il premio.

A questo punto abbiamo ottenuto i seguenti risultati:

1) pubblicità attraverso la promozione reciproca
2) fidelizzazione grazie alla raccolta punti creata da ogni affiliato
3) incentivo alla vendita alimentato sia dal fatto che più il consumatore spende e più punti ottiene, sia dal fatto che il cliente, a parità di servizio, si reca dall’attività che è affiliata al circuito perchè gli offre la possibilità di risparmiare grazie allo sconto vinto come premio.

Organizzare un circuito simile con tutti gli strumenti necessari per essere sviluppato (fidelity cards, locandine, flight, ecc..) è fattibile anche in poco tempo e soprattutto con costi di start up molto contenuti, e soprattutto permette di fornire agli affiliati un sistema promozionale molto economico e a noi di avere delle entrate derivanti dal costo di affiliazione.

È ovvio che la dimensione del circuito la decidiamo noi, può essere composto da 10 attività come da 100, dipende solo da quanto tempo vogliamo dedicargli e da quanto vogliamo guadagnare…

A cura di Emanuele Giordani
Autore di Marketing Punti & Sconti

Come fare il più grande di tutti gli investimenti

Sabato, Febbraio 20th, 2010

Gian Luigi Torcicoda & Barbara Capitanio Molte persone ci chiedono consigli riguardo a quale sia il migliore strumento d’investimento o la migliore strategia da attuare in Borsa. L’unica risposta che diamo è quella in cui realmente crediamo ossia quella di fare il più grande di tutti gli investimenti, quello che in pochi sono disposti a fare, quello che a nostro avviso paga sempre il più alto interesse: investire in conoscenza!

Crediamo che non esistano strade facili, che non ci siano scorciatoie! Ogni viaggio prevede un percorso da compiere e siamo convinti che la differenza tra chi arriva al traguardo e chi invece si ferma a metà strada stia nella volontà e nella capacità di godersi il viaggio, non nell’illusione della meta.

Se vi dedicate a studiare i mercati, capirete che non può esistere una risposta univoca, sempre vera in ogni momento, riguardo allo strumento migliore o alla strategia più efficace, poiché esistono dei cicli economici, così come esistono dei cicli naturali, quali ad esempio le maree e le stagioni… Proprio per questo motivo l’utilizzo consapevole delle opzioni permette di fare la scelta migliore e di trovare la propria applicazione in tutte le condizioni di mercato.

La cosa che più ci ha entusiasmato quando ci siamo avvicinati al mondo del trading in opzioni, e che quotidianamente sperimentiamo, è che abbiamo imparato che con questi strumenti è possibile creare delle situazioni in cui non è necessario conoscere dove si muoverà di preciso il mercato!

La conoscenza permette molte cose… ad esempio permette di evitare di commettere gli errori per cui qualcun altro ha già pagato! Poiché molti degli errori in cui incorrono i neofiti, “e non solo”, sono molto comuni, è bene conoscerli e starne alla larga.
Abbiamo raggruppato di seguito alcuni dei più ricorrenti:

1- Evitare di comprare o vendere qualsiasi strumento finanziario come azioni, obbligazioni, opzioni, etf, ecc… senza una strategia chiara e logica d’entrata e d’uscita;

2- Evitare di diventare “tifosi” della vostra posizione, se arriva al punto d’uscita prefissato abbandonate la strategia ed uscite immediatamente;

3- Evitare d’essere troppo avidi; imparate ad accontentarvi!

4- Evitare di entrare in una posizione soltanto per essere attivi, nonostante con le opzioni si possa operare in qualunque scenario, non sempre è necessario farlo;

5- Evitare di pensare d’essere più furbi del mercato, ricordate che la Borsa non è un luogo in cui si regalano soldi;

6- Evitare di vendere opzioni allo scoperto;

7- Evitare di operare in Borsa senza aver prima compreso “le regole del gioco”.

Ci auguriamo che questi suggerimenti “in pillole” possano esservi d’aiuto nella vostra operatività e ricordate che il più grande di tutti gli investimenti è quello fatto su voi stessi e sulla vostra formazione!

A cura di Gian Luigi Torcicoda & Barbara Capitanio
Autori di Trading Online & Opzioni

Come aumentare le vendite di un’agenzia immobiliare

Giovedì, Febbraio 18th, 2010

Michele Liuzzi Nella tua attività di vendita di immobili ti capiterà di trovarti a dover fare i conti non solo con un attore ma sempre e comunque con due. Ti trovi quindi a dover mettere d’accordo due parti per il buon esito della vendita…

Prima di tutto, devi riuscire a fare in modo che gli acquirenti sottoscrivano una proposta più alta possibile (per loro) e, allo stesso tempo, devi fare in modo che il venditore accetti una proposta più bassa possibile (per lui). Questo è il fantastico campo della trattativa! Saper condurre una negoziazione e portarla a termine con successo è una vera e propria arte.

Devi imparare l’arte della trattativa perché questo ti servirà anche nella vita. Ogni giorno c’è la necessità di trattare quindi è importante essere preparati e saperlo fare nel migliore dei modi.

Per prima cosa, devi cercare di apprendere quante più informazioni puoi sul tuo interlocutore. Questo ti servirà per comprendere che molte persone vivono e agiscono sempre con lo stesso metodo.

Capire il metodo con cui agisce una persona vorrà dire prevedere le sue mosse e, di conseguenza, conoscere la contromossa che tu dovrai usare. Cerca di capire dove vive, come è strutturata casa sua, che abitudini ha, cosa mangia ma soprattutto cerca di carpire più informazioni che puoi nei campi salute e famiglia.

Se ti capita di scoprire, per esempio, che il tuo cliente è uno che ha mal di testa ogni volta che sente il rumore del traffico delle auto e che la sera mangia sempre alle 19.30 spaccate, preciso come un orologio, sai subito che uno dei fattori su cui far leva durante la trattativa è il fatto che il nostro appartamento è al settimo piano e quindi non sentirà il traffico delle auto.

Cerca poi di soddisfare il suo senso di precisione, ripetendo che a te piace essere una persona corretta e precisa e che, infatti, oltre al classico servizio d’agenzia immobiliare, fornisci anche tutta una serie di servizi accessori che sicuramente soddisfano tutte le sue esigenze.

Ricordati comunque di mantenere un atteggiamento distaccato dalla trattativa. Continuare a pensare che se non chiudi non puoi pagare le spese e non puoi vivere non ti gioverà a nulla. Lo so che sembra strano ma io stesso ho provato sulla mia pelle che, quando ero distaccato, riuscivo sempre a portare a casa il risultato e ti posso garantire che questo stesso discorso è vero per qualsiasi cosa tu fai nella vita.

Pensa che, una volta, mi trovavo di fronte un cliente che non voleva ascoltare nulla di ciò che dicevo ma pensava solo a imporre la sua idea sulla mia. Ad un certo punto della trattativa, quindi, iniziai a pensare dentro di me che ormai questo cliente era saltato, che non avrei più chiuso l’operazione e che avrei perso una provvigione. Iniziai così ad essere distaccato senza più controbattere nulla ma ascoltando e facendo dei cenni con la testa.

Sai come è andata a finire?

Alla fine ha comprato! Era un cliente molto orgoglioso e aveva voglia di farmi capire che lui sapeva tutto di tutto. Va bene! Che pensi ciò che vuole, perché intanto io ho guadagnato da lui e lui è felice di aver trovato un bravo agente immobiliare come me.

A cura di Michele Liuzzi
Autore di Fare Soldi con l’Agenzia Immobiliare