gratificazione

Come una lettrice ha ispirato Zio Mike

Lunedì, Ottobre 11th, 2010

Questa è una lettera aperta, nata e ispirata dal feed back di una lettrice che ha letto due volte di seguito il mio libro.

“Il successo ti sta cercando … non ti nascondere!” è un libro automotivazionale, un inno alla vita che stimola la ricerca di un modo migliore di vivere. Spiega come si può giungere “normalmente” al successo non solo economico, ma anche relazionale, professionale, psicologico ed infine filosofico.

Infatti, c’è anche una sfumatura di spiritualità, dove il pensiero si fa più profondo e la propria interiorità più chiara e limpida. Penso che la gente abbia bisogno di queste letture. Ne ha un bisogno disperato. In questi ultimi anni la parola più frequente è CRISI, CRISI, CRISI.

Il libro ha un suo “fraseggio deambulatorio” che permette al suo protagonista, William Grimaldi, di visitare una straordinaria utopica città, Successia, incontrando cinque insuperabili personaggi della storia dell’uomo che hanno illuminato la vita della nostra cultura occidentale.

Tantissimi feed back, hanno sottolineato alcune peculiarità del libro: la chiarezza, ricco di buoni consigli pratici che chiunque può seguire per cambiare in meglio la propria vita e la cosa più importante, la facilità di lettura.

In un capitolo parla del vantaggio, e in certe occasioni anche la necessità, di tagliare completamente i ponti alle spalle,“bruciare le navi”. E rimane una sola direzione in cui andare… Avanti!

Il libro è stato concepito come un trattato motivazionale: una mappa per una vita migliore per chiunque vorrà seguire i consigli. La metafora del “cavallo Ciccio”, una vita di calma disperazione, rassegnarsi ad essere cavalli da soma, per il resto dei giorni, per sopravvivere o decidere di essere un purosangue.

“Tu non sei un cavallo da tiro, sei un purosangue! Sei nato per correre, per galoppare, per gareggiare con il vento. Correre è nel tuo DNA, è la caratteristica che ti ha dato madre natura, è la tua potenzialità. E vivi maluccio perché non la rispetti, non corri. Per te la felicità sarebbe entrare in un ippodromo e correre per un gran premio. Oppure correre all’impazzata sulla lingua infinita di una spiaggia o su un prato o per sentieri o per colline. Questa sarebbe la tua vera vita. Questo ti renderebbe altamente soddisfatto della vita”

Il segreto del successo? Il “messaggio a Garcia”! Nel libro viene ricordato il significato di questo splendido esempio: se faccio sempre di più di quanto si aspetti da me, il cammino verso una carriera migliore è inevitabile. Mentre la metafora della “pecorella arcobaleno” è l’evoluzione della normale propensione dell’uomo alla ricerca della felicità bene espressa da Thomas Jefferson nella Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America.

Questo libro ha lo scopo di risvegliare lo spirito dal letargo in cui è caduto. Noi apriamo la cella a milioni di persone che si sono rassegnate a una vita che vita non è affatto. Oro, diamanti, petrolio, qual è il bene più prezioso? E’ una chiave, che apra la porta della nostra prigione esistenziale, che ci liberi dall’inferno, dall’infelicità, dall’insuccesso… e ci dia l’opportunità di esaudire i nostri sogni.

Omero sosteneva che, di tutte le creature sulla terra, nessuna è triste come l’uomo. Perché in cuor nostro siamo sempre insoddisfatti? L’uomo è l’unico animale che ride e arrossisce, che scrive poesie e musiche sublimi per amore, eppure questa creatura, che sa essere così dolce e buona, è l’unico essere vivente che vive come parassita della sua specie.

Perché? Perché uccide, ruba, violenta, depreda, mente se davvero è l’immagine di Dio sulla terra? Perché condanna se stesso ad una vita di schiavitù, di disperazione e fallimenti se è lui al centro dell’universo? Se viviamo così da millenni, perché non possiamo credere che ci può essere un modo migliore di vivere?Perché in tutto il mondo oltre un milione di persone cerca di togliersi la vita ogni anno? E molti ci riescono! Spesso appartengono alle nazioni più ricche.

Ogni nuovo giorno non produce germogli di speranza, ma solo nuove erbe infestanti di disperazione bagnate da piogge di lacrime. La vendita del male ha invaso la terra. Le riviste scandalistiche sono le più vendute. Parlar male di tutto e di tutti attira l’attenzione dei mass media. I reality sono infarciti di personaggi negativi che innalzano gli indici d’ascolto.

La gente ti perdona il dolore, ma non ti perdona il successo. E così si avvicinano giorno per giorno al tarlo dell’umanità: il lamento. Intanto la nostra vita scorre e si giunge alla fine dei nostri giorni. Desiderato oblio. Allora scelgo di dare valore alla mia vita, non tornerò più da queste parti, passerò per questo mondo una sola volta. Il dono di un nuovo giorno. E’ questo ciò che possiedo di più prezioso.

Tutti coloro che non sanno dare valore alla loro vita, cacciatori di problemi, bisogna accompagnarli in un cimitero e farli parlare con coloro che non hanno più problemi. E’ interminabile l’elenco delle persone di quel luogo che vorrebbero prendere il loro posto malgrado i problemi.

Quando la felicità viene provocata o stimolata solo da fattori esterni, sono destinato alla delusione. Infatti, la felicità non ha nulla a che fare con l’avere.
Diogene Laerzio racconta la morte di un filosofo che si rivolge all’amico più caro e dice: “Caro amico, questi sono tutti i miei soldi, non darli a mio figlio. Se diventerà un filosofo non ne avrà bisogno. Se non dovesse diventarlo, allora puoi darglieli, perché avrà solo quelli”.

Far felice un saggio è facilissimo, basta poco. Mentre nessuna ricchezza materiale sarà mai abbastanza per uno stolto. Questo libro, quindi, esplora i canoni dell’arte del successo, che permette di realizzare una vita eccellente, degna di essere vissuta, ricca di soddisfazioni materiali, sociali, psicologiche, ma ancor più di felicità e soprattutto… di amore.

Con amicizia.

A cura di Michele Tribuzio
Autore di Il successo ti sta cercando… non ti nascondere!

Come portare al successo un team

Giovedì, Ottobre 7th, 2010

Su questo argomento sono stati scritti tanti manuali contenenti tutti suggerimenti, indicazioni e strategie utili a chiunque abbia il compito di coordinare un team. Con questo post intendo portare il mio contributo a questo argomento elencando alcuni fattori di successo che, a mio avviso, portano un gruppo di persone ad essere un “Team Vincente”.

Uno scopo comune:
Raggiungere un obiettivo comune è l’elemento che aggrega tutti i componenti il team. Il concetto di scopo comune è tanto più chiaro quanto più esso è radicato nella cultura aziendale. “Pochi sono gli uomini di squadra, perché solo pochi sono così grandi da pensare al bene comune prima che a se stessi.” Roberto Re.

Molte volte alla domanda “Qual è secondo voi lo scopo della vostra azienda?” La risposta è stata: “Vendere e guadagnare”. E’ chiaro che in un contesto dove vengono date queste risposte, la Direzione Generale dell’azienda non si è assicurata che lo scopo o la “mission” aziendale fossero chiari.

Le relazioni:
Nel gruppo di lavoro, grazie allo scambio continuo di informazioni, tutti hanno la consapevolezza dell’influenza del proprio operato sul lavoro degli altri. Tutti sono impegnati con i propri colleghi sul piano personale e professionale. All’interno delle relazioni grande importanza riveste la flessibilità a cambiare il proprio modo di fare. Ogni componente il team deve innanzitutto saper ascoltare il punto di vista del proprio collega.

L’autonomia decisionale:
L’autonomia decisionale e le regole che il gruppo si è dato permettono ai singoli di muoversi facilmente per espletare il proprio compito. Le decisioni vengono prese entro i limiti fissati dallo scopo. Senza autonomia decisionale il gruppo di lavoro non può raggiungere il successo. E’ impensabile che ogni qual volta il gruppo di lavoro deve prendere una decisione finalizzata al raggiungimento dello scopo, sia necessario richiedere l’autorizzazione della Direzione. Ovviamente la decisione che il team prende deve essere coerente con i limiti ricevuti.

Il piacere di lavorare:
La maggior parte delle persone affronta la sua giornata lavorativa con il pensiero rivolto al momento dell’uscita dal posto di lavoro. Hanno un obiettivo all’esterno della loro azienda che li motiva e per il quale provano piacere. C’è la persona che allena la squadra di calcio del suo quartiere, mentre un’altra avrà l’appuntamento quotidiano con il suo fidanzato/a.

C’è poi la persona che rimane sino a tardi in azienda perché gli piace lavorare. Si diverte lavorando. Ecco questo è uno dei segreti per motivare le persone e per creare un team vincente. Fai in modo che il loro lavoro gli dia le stesse soddisfazioni di un gioco.

Hai mai assistito ad un incontro di calcio aziendale tra i vari reparti? Se sì, hai notato come le persone sono unite, come si aiutano a vicenda? Hai mai visto tanto entusiasmo? Sul lavoro hanno lo stesso atteggiamento? La domanda che ti farai in questo momento è: ma come faccio a far divertire le persone lavorando?

Ti assicuro che è possibile se applicherai i seguenti fattori:

un obiettivo comune;
regole chiare per tutti;
una informazione continua sui loro risultati;
tutti sono importanti;
riconoscere i successi di ciascuno e renderli noti.

Rendi divertente il lavoro dei tuoi collaboratori e avrai un gruppo di lavoro motivato.
Ma creare un team vincente significa anche gratificare.

Anche tu, se sei responsabile di un gruppo di lavoro, elogia sempre i componenti per un lavoro ben fatto. In altre parole, le persone desiderano che gli si dica di aver fatto bene una cosa. Tu quante volte dici bravo a uno dei tuoi collaboratori?

Un team leader di un’azienda, a cui avevo fatto questa domanda, mi rispose: “Perché dovrei dire bravo a qualcuno che ha fatto qualcosa per cui ha uno stipendio ogni mese?” Questo manager non aveva chiaro un concetto molto semplice ma molto efficace: Il riconoscimento è motivante e non costa nulla.

Tutte le persone desiderano essere lodate, se hanno fatto un buon lavoro. La lode, l’apprezzamento, il riconoscimento sono sempre elementi utili da utilizzare per motivare le persone, in particolare nel lavoro di squadra.

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di Leader si Diventa, L’Impresa EfficienteIl Team Vincente

Come migliorare la vita e cavalcare l’onda del destino scelto

Domenica, Settembre 12th, 2010

Anita KalsekDavvero si può scegliere il proprio Destino? Si, decisamente si! Non lo si può controllare, questo no, e nemmeno dominare o ingannare. Come posso permettermi di affermarlo con una simile determinazione? Perché sono stata apparentemente destinata alla sofferenza. L’ho vissuta per tutta l’infanzia fino ai 20 anni.

Il mio nome è Anita, mi potrei presentare come ex obesa, ex fumatrice, ex aggressiva, ex violenta, ex vendicativa, persona violentata dagli umani, che credeva di essere violentata dalla Vita. In realtà era solamente un allenamento per vivere al meglio il meglio di me attraverso la scelte, per poi sostenere gli altri che avrebbero voluto ottenere di più facendo di meno e vivendo intensamente.

La Legge dell’Equilibrio è sempre giusta, questo l’avrei scoperto vivendo i seguenti 20 anni. Praticando ogni tecnica, strategia, suggerimento e biografia di chi prima di me è stato messo al tappeto dalle circostanze dalla vita, per poi rialzarsi rinvigorito. Dai vari ex elencati ora sono madre felice di 2 ragazze splendide, amica di persone meravigliose, Ricercatrice, Naturopata, Scrittrice, Conferenziera, Wellness Coach Crociere e ospite due volte alla settimana in radio.

Tutte queste sono espressioni diverse dello stesso intento: trasmettere agli altri differenti strumenti per creare BenEssere e BelVivere, a seconda delle scelte dettate dai loro desideri, ispirazioni e dalla loro missione di Vita. Attraverso i racconti della mia storia, di come sono passata dall’Era del piombo all’Era del platino, nell’e-book “Ottenere di più” porgo alcune informazioni, tecniche e modalità per allinearsi nel conoscersi, accogliersi, amarsi e rispettarsi, per poter così scegliere i componenti del Destino. Ricordando sempre che l’ultimo tocco, come un collante per unire nel disegno universale, lo dona la Vita con la sua perfezione e la sua creatività ;-)

Nell’e- book troverai semplici tecniche, forse persino scontate, tuttavia Ti invito a ricordare il principio di Pareto: 20% di semplicità, 80 % d’eccellenza. Potrai leggere storie motivanti di come l’Alchimia sia possibile in ogni circostanza. Ti inviterò a porre l’attenzione al mondo invisibile tuttavia molto potente.

Una delle storie:
“Una sera stavo cenando al ristorante con un mio amico, un luminare chirurgo, famoso per la sua audacia nell’operare i soggetti da tutti dichiarati inoperabili. Nulla del funzionamento del cervello sfuggiva al mio amico. Anche se lui per primo mi ha confermato che la maggior parte della conoscenza della funzionalità del cervello sfugge alla scienza.  Durante la cena mi ha telefonato un’amica dandomi una notizia fantastica che attendevo da tempo, nell’ascoltare l’amica ho esclamato: “Grazie Dio!” Il chirurgo mi ha guardata divertito, chiedendomi: “Dio? Credi in Lui? Tu sai sempre rispondere a qualsiasi domanda, prova a rispondermi a questa; dove si trova Dio!?”.

Per un istante l’ho guardato sorpresa e poi gli ho replicato: “La prossima volta che opereri invitami ad assisterti, perché io vorrò che tu mi faccia vedere dove e con quale strumento si vede il pensiero nel cervello!” . Abbiamo riso di cuore, convenendo che le cose più importanti per la nostra vita sono invisibili; il respiro, l’amore, l’amicizia, per citarne alcuni.”

Il primo passo per fermare l’energia – spirale – vortice distruttivo è la pratica della gratitudine. Lo sanno tutti questo. Vero, ma quanti la praticano regolarmente? Tu si? Se ogni scrittura sacra, cultura, religione, tribù – persino i cannibali la raccomandano ci sarà un perché.

Non basta fermare o svuotare qualcosa, è importante riempire il vuoto che si è creato dopo (ricordi che la Legge dell’equilibrio è la Madre Legge di tutte le altre? E che l’Universo tende riempire… anche Tu se per questo; se svuotassi un cassetto della Tua scrivania, per quanto tempo rimarrebbe vuoto?) altrimenti si corre il rischio che venga colmato con delle circostanze/avvenimenti poco graditi.

Ecco perché è importante comprendere cosa ci appassiona e motiva davvero e attraverso i modi che più ti divertono (nell’e – book ne troverai elencati molti) per attivare il sistema reticolare cerebrale. Sistema che ti permetterà di allinearti con la vibrazione e visione di ciò che vuoi ottenere, vivere e trasmettere nella vita.
Un abbraccio e che tu voglia scegliere e cocreare un splendido scenario esistenziale.

A cura di Anita Kalsek
Autrice di Ottenere di Più

Come fare per ri-trovare la motivazione dopo le vacanze estive

Sabato, Settembre 11th, 2010

Stefano BrescianiL’estate sta finendo, l’estate sta finendo e… spesso la motivazione tende a calare, dopo periodi di vacanza, relax e benessere “temporaneo” oso dire!

Certo, perché nella mia filosofia di vita l’importante non è sentirsi bene solo quando si avvicinano le classiche ferie estive o quando si trascorrono splendide giornate in riva al mare, in un centro termale, passeggiando in montagna o visitando una città d’arte.

Per carità anch’io amo molto queste esperienze, ho difatti concluso da pochi giorni la mia prima vacanza al mare in compagnia della mia amatissima moglie e della mia adorata primogenita… un’esperienza meravigliosa ma non basta a rendermi l’uomo sereno, felice e costantemente motivato che sono oggi.

Nel mio ebook racchiudo l’essenza delle mie esperienze di vita e competenze nel campo delle discipline orientali, ma soprattutto cerco di trasmettere il concetto di ben-essere in favore della costante ricerca dell’uomo moderno di trovare il famoso “equilibrio psico-fisico” o la “pace interiore” e perché no, accanto a una buona dose di autostima e motivazione.

Oggi voglio proprio svelarti qualcosa sulla motivazione, questa parola ormai entrata da tempo nel nostro vocabolario quotidiano e che, composta da “motiv” e “azione”, non é altro che il “motivo che ci spinge ad agire”. E il tuo motivo ad agire nel campo dello stare bene (sempre), l’hai già trovato?

Uno dei più grandi motivatori al mondo e guru in PNL, il celebre Tony Robbins, afferma che “non esistono persone demotivate, ma solo obiettivi poco motivanti”. Proprio così, la famosa “spinta” ad agire te la forniscono gli obiettivi. Devono essere formulati in positivo, concreti, chiari e stimolanti: nel mio ebook ti dico in maniera semplicissima come fare, grazie a esempi ed esercizi pratici.

Il cuore del mio lavoro è rappresentato dalla “ruota del benessere” (il titolo appunto) in cui puoi fare il punto della tua situazione attuale nel campo dello stare bene. Ora, prova a chiederti, quanto sei soddisfatto/a:

- del tuo aspetto fisico e della tua salute?
- della tua capacità di rilassarti e concentrarti?
- delle tue convinzioni religiose e delle tue pratiche spirituali?

Per trovare la giusta motivazione devi prima essere consapevole dell’area benessere in cui ti senti maggiormente insoddisfatto/a e svolgere gli esercizi pratici che troverai nell’ebook, per 21 giorni. Con gli strumenti e le strategie che ho utilizzato con successo per anni anche con i miei studenti di arti marziali, puoi ottenere risultati interessanti anche dopo una sola settimana!

Come si suol dire: “provare per credere”, i risultati positivi sono lì che ti aspettano!

A cura di Stefano Bresciani
Autore de La Ruota del Benessere

Come raggiungere il successo tramite l’impegno continuo e il riconoscimento

Lunedì, Giugno 7th, 2010

Chiarissimo ColacciVi ricordate la prima volta che vi hanno regalato una bicicletta?

Siete montati sulla sella e credevate fosse facile pedalare, ma al primo tentativo avete capito che non era così semplice come sembrava. Per riuscirci avete continuato, nonostante le varie cadute, vi siete applicati con impegno e costanza sino a che non siete diventati bravi nel guidare la vostra bicicletta.

La stessa cosa vale per la conduzione della vostra azienda, del vostro reparto, del vostro ufficio. Per raggiungere il successo dovete impegnarvi giorno dopo giorno.

Solo se tutta l’organizzazione aziendale si impegna con determinazione, si potrà creare un’impresa efficiente.

Efficienza impresa significa anche dare alle persone l’opportunità di mettere in evidenza il lavoro fatto e riceverne un riconoscimento.

Come ho illustrato nel mio primo ebook “L’impresa Efficiente”, mi ricordo di un operaio di un’azienda che, incaricato di effettuare una presentazione alla Direzione, dopo averla effettuata brillantemente ed aver ricevuto insieme a tutto il gruppo una medaglia di partecipazione, la portò a casa e la mostrò con orgoglio alla famiglia.

Il giorno dopo mi venne a cercare e mi testimoniò, con commozione, la sua gratitudine per l’occasione che gli era stata concessa. Mi raccontò l’emozione che aveva provato quando aveva visto l’ammirazione che sprigionava dagli occhi dei suoi familiari, mentre raccontava il lavoro che aveva fatto insieme ai colleghi. In particolare, mi disse che non avrebbe mai dimenticato le parole del figliolo: “Papà, sono orgoglioso di te”.

Quanti di voi hanno una medaglia, ricevuta da ragazzi per attività sportive, e non vi separate da essa perché vi ricorda momenti felici della vostra giovinezza?

Ti ringrazio in anticipo del commento che vorrai lasciare!

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di Il Team Vincente, L’Impresa Efficiente, Leader si Diventa

Come migliorare la soddisfazione dei propri collaboratori

Mercoledì, Aprile 28th, 2010

Spesso, durante i colloqui con le persone in occasione delle verifiche sul raggiungimento degli obiettivi, viene fuori che esse provano un sentimento negativo nei confronti del proprio lavoro.

Analizzando queste situazioni, il più delle volte emerge che la causa è imputabile alla mancanza di capacità del collaboratore di mettere a fuoco i problemi inerenti il proprio lavoro e di avanzare proposte migliorative.

Cosa fare?

Allenare i collaboratori a capire che la semplice affermazione “sono insoddisfatto” non comporterà nessun miglioramento se a essa non seguono una o più proposte per risolvere i problemi.

Quando arriva un momento di demoralizzazione, la cosa giusta da fare è lodare i collaboratori per le cose fatte bene.

Sviluppare i punti di forza del collaboratore anziché tentare di migliorare le sue debolezze. Solo se poniamo l’accento sui suoi meriti un collaboratore potrà esprimere tutto il suo talento. Per essere un bravo collaboratore, non è necessario che la persona sia ferrata in ogni campo. Collateralmente bisogna aiutare il collaboratore a contrastare i suoi punti deboli.

Stabilire un clima di fiducia e rispetto reciproci. Aiutare i collaboratori a far crescere la propria capacità di auto-correggersi.

Calibrare la leadership caso per caso. Non si può trattare tutti nello stesso modo. Ogni collaboratore ha fattori di motivazione differenti dal proprio collega e non sempre questi fattori sono immediatamente evidenti. Utilizzare una leadership adeguata alla persona può aiutare a scavare sotto la superficie per scoprire i fattori di motivazione più efficaci.

Se le persone si sentono apprezzate e rispettate, allora la loro soddisfazione migliorerà e vi ricompenseranno con fedeltà e maggior impegno sul lavoro. Quello che non dovete assolutamente fare è mettere le persone nella condizione del tipo “nuotare o affogare“.

Ti ringrazio in anticipo del commento che vorrai lasciare!

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di
Il Team Vincente, L’impresa Efficiente e Leader si Diventa