giovanni raimondi

Come aumentare la qualità della vita ed essere felici con la forza dell’ottimismo

Domenica, Aprile 24th, 2011

Gli argomenti che oggi desidero affrontare riguardano la qualità della vita e il grado di felicità, due aspetti decisamente importanti che possono renderci l’esistenza più gioiosa e gratificante, e che con l’aiuto di una propensione ottimistica, contribuiscono ad elevare il nostro personale livello di soddisfazione nei vari ambiti di vita.

Spesso ci poniamo la domanda: “Si può essere felici?” E ci chiediamo subito dopo: “Come fare per essere felici?”

Molte persone sono sfiduciate e profondamente insoddisfatte della propria vita, assediate mai come in questi ultimi tempi da un insieme di fattori non proprio favorevoli, oltre che da ondate di notizie negative che, spesso in modo ridondante, ci arrivano in casa dalle fonti massmediali. In questo modo diventa difficile anche soltanto immaginare un’esistenza più serena e positiva.

Io penso che se solo riuscissimo a vedere le multiformi e positive situazioni che avvengono all’interno della società - che non dimentichiamo è composta dall’insieme delle persone stesse, da tutti noi - a quel punto ci accorgeremmo che i motivi per sentirsi sempre meglio, vivere con gioia e allegria, e perché no mirare ad una vita più felice, non sono mete irraggiungibili, ma assolutamente alla nostra portata.

Sarebbe sufficiente credere in se stessi, rendersi conto che quello che non riusciamo a fare è dovuto spesso a piccoli ostacoli e difficoltà che non riusciamo a scorgere nel modo giusto, che fanno sembrare le nostre mete irraggiungibili.

A volte è necessario attuare un autentico e proficuo cambiamento che ci metta nelle condizioni di capire che possiamo fare davvero molto, se lo vogliamo e se crediamo nelle nostre intime e prodigiose risorse. “Se voglio posso”, questo deve essere il punto di partenza delle nostre credenze, il nostro motto.

Sintetizzando quanto detto, potremmo riassumere nei seguenti passaggi:

Sequenza: CREDO – VOGLIO – POSSO – FACCIO – RIUSCIRÒ. È così semplice!

Secondo i dettami della moderna psicologia positiva, studiosi, psicologi, coach, formatori sono concordi nell’affermare che se l’uomo vuole, può trovare la felicità e può anche autorealizzarsi pienamente nell’esperienza di vita. Spesso tutti noi sappiamo cosa è importante fare, quali cambiamenti intraprendere per cambiare in positivo lavorando su credenze, abitudini, pensieri limitanti, condizionamenti, ma spesso per una serie innumerevole di motivi il traguardo ci sfugge di mano e finiamo così per accettare una vita grigia, monotona, mediocre. Che peccato!

L’apporto di una visione ottimistica di vita e avvenimenti è inoltre un aspetto imprescindibile se si vuole raggiungere un alto standard di IQV. L’ottimismo infatti è la marcia in più che ci permette già di affrontare la vita con forza, con speranza e ci consente in ogni circostanza di trovare la strada per affrontare adeguatamente ostacoli e difficoltà, è quella nostra voce interiore che ci sprona ad andare avanti, a cercare una soluzione, una via d’uscita anche nelle vicende e nelle situazioni più difficili.

L’ottimista, infatti, diversamente dal pessimista che si è creato uno stile esplicativo che tende a vanificare ogni suo tentativo di riprendersi da una momentanea sconfitta (incapacità appresa), sa che la vita è disseminata di ostacoli, ma sa anche che troverà il modo per spostare tali ostacoli dal suo cammino, e questa sua consapevolezza deriva proprio dalla strutturazione dei suoi pensieri dalla sua visione più aperta e positiva della vita stessa.

Vivere felici significa voler perseguire uno stile di vita orientato alla crescita personale, al continuo miglioramento di se stessi, significa prendere la vita nelle nostre mani e decidere la rotta. Non significa farci guidare da altre persone, sulla base di valori ed obiettivi che non riconosciamo come nostri, o, peggio ancora, seguendo pedissequamente mode e conformismi del momento.

In questo senso una buona parte di responsabilità è da attribuire a quell‘oggetto che ci porta in casa avvenimenti, notizie e pubblicità: la televisione, o come dice un mio conoscente psicologo e ipnoterapista di fama mondiale, la “scatola ipnotica” con la sua capacità di manipolare le menti delle persone e di indurle ipnoticamente ad agire in un determinato modo.

C. J. Fordyce nei suoi scritti riguardanti la felicità afferma che essa è caratterizzata da una dimensione emotiva e da una cognitiva, ed è connessa ai fattori oggettivi proprio della qualità della vita, tra le quali occupa una posizione importante la salute. Sempre dai suggerimenti dello stesso Fordyce vediamo insieme in elenco quali sono questi fattori oggettivi. Sono racchiusi in 13 punti:

1. Essere attivi e tenersi occupati.
2. Passare più tempo socializzando.
3. Essere produttivi svolgendo attività che abbiano significato.
4. Organizzarsi al meglio e pianificare i programmi.
5. Smettere di preoccuparsi.
6. Focalizzare i propri limiti e le proprie aspettative.
7. Sviluppare pensieri positivi e ottimistici.
8. Essere orientati al presente.
9. Lavorare ad una sana personalità.
10. Sviluppare un carattere socievole.
11. Eliminare sentimenti negativi e problemi.
12. Vivere intensamente i rapporti intimi.
13. Coltivare la propria parte spirituale.

Volendo infine riassumere quanto scritto finora per il raggiungimento di una vita più gratificante e felice, possiamo fare nostre queste interessantissime considerazioni del noto scrittore italo-americano LEO BUSCAGLIA: “Se volete essere felici dovete continuare a crescere e a progredire. Ogni giorno dovete introdurre qualcosa di nuovo nella vostra vita. La vostra responsabilità principale è nei confronti di voi stessi. Se non la pensate così non potete dare niente a nessuno. Potete soltanto dare ciò che avete. Se diventate vivi, se attraversate il mondo a passo di danza facendo cose pazze diventate affascinanti”.

E ancora: “È l’affinità che ci avvicina, ma è la novità che ci tiene insieme Siate saggi, siate stimolanti, siate eccitanti, condividete idee nuove, crescete, progredite, evolvetevi, siate felici, non siate mai prevedibili”.

Un saluto a tutti.

A cura di Giovanni Raimondi
Autore di Il Potere dell’Ottimismo

Come riappropriarsi del benessere psico-fisico e creare una visione ottimistica della vita

Venerdì, Novembre 12th, 2010

Molto spesso al mattino  prima di iniziare la mia avventura quotidiana che per buona parte della settimana significa principalmente impegno professionale, mi capita di incrociare qualche conoscente, qualche persona che  ho prima conosciuto od incontrato per uno dei più svariati motivi : lavoro, tempo libero, frequentazioni, amicizie ecc.

Solitamente sono io il primo, riconosciuta la persona, a salutare; talvolta mi fermo a scambiare due parole, e pongo la più classica delle domande : Come stai ? oppure : come va? le risposte che ricevo sono quasi sempre le stesse, e denotano una certa insoddisfazione verso l’andamento della vita della persona. Le risposte, infatti, sono del tipo : “Come vuoi che vada ? “ “Sempre la stessa vita” “Come al solito” oppure : “Mah, così così”  o ancora “Si tira avanti”  “ Un sacco di problemi”E’ dura la vita”, al meglio arriva un “Bene, ma potrebbe anche andare meglio”.

Perché siamo cosi’ scontenti? Cosa ci rende insoddisfatti? Perché nelle risposte che diamo si avverte un certo qual tono lamentoso e una evidente insoddisfazione?

Perché non ci arriva mai o quasi mai una risposta del tipo “Molto bene, grazie”, “Ottimamente

Splendidamente bene”  “Alla grande

Mi sono posto la domanda e ho cercato quindi di trovare la risposta: Siamo insoddisfatti di quello che facciamo, ma spesso non abbiamo voglia di analizzare l’insieme delle cose che facciamo nei vari momenti della nostra giornata perché sappiamo che se quella tal cosa non ci piace più o non ci da soddisfazione dovremmo attuare un cambiamento.

A volte non riflettiamo su questi argomenti per pura pigrizia mentale. Ecco il punto: forse dovremmo molto più spesso cambiare alcune delle molteplici abitudini che ripetiamo pedissiquamente tutti i giorni,  ma che non ci danno più serenità, benessere, contentezza. Il fatto è che spesso ci creiamo l’alibi che il tempo per fare qualcosa che ci piace (e che spesso richiede un cambio di abitudine ) non si trovi mai. Ma ne siamo così sicuri?

Siamo molto solerti a vivere con l’assillo della “Legge del dovere” che ci chiediamo spesso : “Cosa devo fare adesso“?

Dimentichiamo invece che nella nostra giornata quotidiana esiste anche la “Legge del piacere” che se dovessimo solo per un attimo prendere in considerazione, potrebbe farci nascere la domanda “

“Come mi sento ?” oppure “Cosa posso fare per sentirmi bene ? “

Ecco che a questo punto anche le risposte che troveremo saranno diverse, ma soprattutto saranno propositive e costruttive. Io amo chiamarle “Le domande del benessere”.

Sulla base di queste domande ho anch’io imparato a vivere la mia giornata più sulla “Legge del piacere” che sulla “Legge del dovere” ed ho imparato a rispondere adeguatamente a queste domande, ed il mio benessere, la mia soddisfazione, la mia autostima si sono incrementate.

Ecco allora una piccola guida di domande che se poste spesso nel corso della nostra quotidianità ci faranno pregustare una vita più serena, appagante, intrisa anche di un sano ottimismo:

Come mi sento?”

“Cosa posso fare fin da subito per sentirmi meglio?”

“Quale delle abitudini che ho sviluppato nel tempo non mi da più soddisfazione?”

“Quale abitudine posso cambiare per sentirmi meglio?”

“Cosa posso fare di nuovo che non ho mai fatto in questo momento della giornata per sentirmi meglio?”

“Cosa mi da maggior soddisfazione nel mio lavoro?“

“Cosa posso cambiare nel mio lavoro per sentirmi più soddisfatto?“

“Cosa posso modificare per aumentare il mio personale quoziente di benessere?”

“Cosa posso cambiare nel mio modo di rapportarmi alle persone per sentirmi più soddisfatto?”

Queste sono solo alcune delle domande possibili che ci possiamo porre, ma ve ne sono molte altre.

Un secondo punto riguarda invece più in generale che tipo di percezione abbiamo per il futuro, come lo vediamo, come pensiamo di far fronte ai cambiamenti, se ci sentiamo pronti, sereni, o se invece siamo più attanagliati dall’ansia dalla preoccupazione di perdere la salute, la pace, il lavoro, l’autonomia nelle nostre azioni quotidiane ecc.

In questo caso mi viene in mente la domanda :

“Dimmi come pensi ti dirò come ti senti” ovvero intendo la capacità di modificare e gestire opportunamente i pensieri, e l’immaginazione per “vedere” vita e avvenimenti in un modo più sereno, ottimistico e costruttivo.

Non ci rendiamo conto che il nostro corpo e la nostra mente sono il prodotto di un vero miracolo biologico, frutto dell’insuperabile intelligenza creativa che fa nascere, modella, organizza e plasma il creato; e che il nostro organo guida per eccellenza, il cervello, con le sue innumerevoli connessioni nervose neuronali e cellulari ci fa disporre di potenzialità inimmaginabili. Sono d’accordo con il maestro indiano Vivekananda quando afferma: “Quando la vostra mente avrà conseguito il dominio, voi avrete pure il dominio su tutto il vostro corpo: invece di essere voi il servo di questa macchina, questa macchina servirà voi”.

A cura di Giovanni Raimondi
Autore di Il Potere dell’Ottimismo

Come superare i momenti di difficoltà di vita con l’aiuto dell’ottimismo (terza parte)

Domenica, Agosto 22nd, 2010

Abbiamo visto nel precedente articolo che è necessario modificare alcuni punti del nostro agire, se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi. La mia esperienza di coach motivazionale mi ha aiutato a mantenere un buon equilibrio psico-fisico anche nei momenti più difficili.

Ho vissuto anch’io momenti di difficoltà, di sfiducia, di sconforto, ma ho sempre cercato di modificare il corso dei miei pensieri, cambiando atteggiamenti che non erano orientati a produrre benessere; ho quindi dovuto lavorare molto su me stesso, sui miei tratti caratteriali cercando sempre una strada, una via d’uscita che mi consentisse di ritornare ad essere quella persona serena ed equilibrata in accordo ai miei stili di vita e ai miei valori. I

n pratica quello che sto cercando di farvi capire è che per raggiungere un alto standard di IQV (Indice di Qualità di vita. nd.r.), è necessario imparare a decidere, poi a lavorare sodo attuando un piano al fine di approdare ai risultati desiderati

Troppo spesso impegniamo le nostre energie per  inseguire modelli di vita che sottilmente ci vengono imposti dalle fonti massmediali, ma che non riconosciamo come nostri, come autentica espressione dei nostri valori e desideri, ma che incosciamente poi diventano i modelli da seguire, da rincorrere, anche se spesso ci vengono imposti per meri calcoli economici e di mercato.

In questo senso molta responsabilità è da attribuire a quell’oggetto che ci porta direttamente in casa gli avvenimenti del mondo: la televisione, o, come afferma un mio conoscente psicologo e ipnoterapista di fama mondiale, “la scatola ipnotica” con la sua capacità di manipolare le menti delle persone, di programmarle e indurle ipnoticamente ad agire in un determinato modo.

Lungi da me il desiderio di demonizzare i pur esistenti benefici che ci arrivano dai media e dalla televisione, ma è certo che bisognerebbe cercare di leggere” in modo più critico e completo i messaggi che arrivano da dette fonti, per poi agire in  un modo decisamente più libero e creativo.

Quello che è veramente necessario per  ridurre sfiducia e sconforto, che minano alla base la nostra autentica capacità di riorientare la nostra esistenza verso modelli di vita più sereni e appaganti è la capacità e l’onestà di porci determinate domande che ci permettano di poter fare un obiettivo bilancio della nostra esistenza nei più diversi ambiti, al fine di riacquisire quell’energia positiva che è caratteristica peculiare di un atteggiamento ottimistico e positivo.

A cura di Giovanni Raimondi
Autore di Il Potere dell’Ottimismo

Come superare i momenti di difficoltà di vita con l’aiuto dell’ottimismo (seconda parte)

Lunedì, Agosto 9th, 2010

Alla base delle considerazioni viste nel precedente articolo, risulta evidente la fondamentale propensione all’ottimismo come insegna mirabilmente nei suoi pregevoli saggi di psicologia positiva, e di ottimismo, il prof. Seligman.

E’ naturale che in alcuni momenti in certi passaggi importanti di vita, conosceremo anche dei momenti di difficoltà e di sofferenza, ma questa sarà momentanea e finalizzata a portarci verso la nostra meta.

In un simile quadro, diviene fondamentale la capacità di rovesciare il punto di vista che ci fa percepire un certo grado di insoddisfazione, e ci permetta nel contempo di mutare la visione pessimistica degli avvenimenti a favore di una visione più ottimistica e positiva. Spesso si tratto semplicemente di formularci quelle domande che ci permettono di migrare da uno stato di scontento ad uno di maggior soddisfazione, come :

  • Perché devo cambiare?
  • Quali sono gli aspetti della mia vita che non ritengo soddisfacenti?
  • Da dove iniziare?
  • Con quali strumenti decido di portare un sano cambiamento del mio stile di vita?
  • Cosa mi serve per riappropriarmi di un’esistenza contraddistinta da serenità, equilibrio e benessere?
  • In quanto tempo riuscirò a raggiungere questo traguardo?
  • Come penso di poter monitorare i progressi che mi porteranno gradualmente al mio obiettivo di cambiamento ?
  • Quali benefici posso apportare nella mia vita conseguendo un autentico cambiamento?
  • Quali benefici otterrò ulteriormente riorientando i miei pensieri verso una visione più positiva ed ottimistica dell’esistenza?

Si tratta a mio avviso, di svilppare due semplici abilità, che possono essere determinati per trovare soluzioni ai problemi, alle nostre quotidiane insoddisfazioni:

  • Sviluppare la capacità di porci domande costruttive e positive;
  • Sviluppare la capacità di trovare risposte per risolvere efficacemente i  problemi.

Ovviamente se non siamo disposti a modificare quei punti del nostro agire e del nostro atteggiamento, ossia quelli che ci fanno sentire frustrati e sfiduciati, difficilmente  potremo ambire a raggiungere obiettivi di gioia di soddisfazione, di benessere.

(Continua..)

A cura di Giovanni Raimondi
Autore di Il Potere dell’Ottimismo

Come superare i momenti di difficoltà di vita con l’aiuto dell’ottimismo (prima parte)

Venerdì, Luglio 30th, 2010

Mi capita spesso di fermarmi a parlare con conoscenti, amici, o anche solo con persone incontrate casualmente e di trascorrere con loro qualche momento di tempo libero parlando dei più disparati argomenti, e sempre più spesso percepisco  un alto  grado di insoddisfazione per la vita che dette persone vivono, unitamente ad una crescente sfiducia in relazione alla capacità di migliorare il grado di soddisfazione della vita stessa.

Molte sono le lamentale, pochi invece i tentativi di risolvere piccoli e grandi problemi che affliggono il vivere quotidiano. Poi ultimamente, l’alibi più gettonato pare sia la perdurante crisi industriale ed economica che ha ulteriormente ridotto fiducia in sé stessi e serena valutazione delle proprie capacità di porsi innanzi ai problemi quotidiani e alle nuove sfide di una società sempre più complessa e competitiva.

Una domanda che spesso le persone che leggono i miei libri, o che rilevano la mia propensione all’ottimismo, mi pongono, è la seguente: “Ma come si fa a rimanere ottimisti quando tutto nella vita ti funziona male?

Alle persone che solitamente mi chiedono come fare per riprendere l’armonia ed il piacere di vivere con soddisfazione, superando anche gli ostacoli più impervi che si possono trovare sul cammino, e riprogettare degli obiettivi di vita, sono solito affermare che molto, se non tutto o quasi, il più delle volte,  dipende da noi stessi, e subito dopo  sono solito dare questi tre semplici consigli:

  • La prima cosa da fare è verificare se sei veramente disposto a modificare qualcosa nelle tue abitudini che ti consenta di raggiungere una miglior qualità di vita.
  • Subito dopo scrivi su un foglio quali sono i punti e i settori della tua vita nei quali vuoi attuare un autentico cambiamento.
  • Infine predisponi un piano concreto di lavoro su te stesso per rendere possibile il cambiamento stesso.

Per quest’ultimo punto aggiungo di poter fornire un valido aiuto sulla base delle mie esperienze in qualità di coach e formatore, e devo poi argomentare un po’ per ridare speranza e ottimismo alle persone.

In altre parole quello che vorrei affermare è che spesso per raggiungere qualcosa di ambizioso per noi è assolutamente indispensabile prendere coscienza che  vi sarà nel percorso uno scotto da pagare, che potrebbe essere la sofferenza o il disagio  conseguenti alla volontà di modificare l’atteggiamento tenuto nei confronti di sé stessi e/o delle altre persone.

D’altro canto la vita con le sue con le difficoltà, con gli imprevisti, con tutte le sue sfaccettature è di per sé stessa una palestra di continuo allenamento ed affinamento che ci consente di sperimentare continuamente nuovi modelli di vita, nuove esperienze sottese a farci sentire bene, grati e soddisfatti, sereni e gioiosi, colmi di entusiasmo e di positiva intraprendenza.
Continua…

A cura di Giovanni Raimondi
Autore di Il Potere dell’Ottimismo

Come raggiungere la felicità e autorealizzarsi con l’aiuto dell’ottimismo

Sabato, Marzo 27th, 2010

Giovanni Raimondi Una domanda ricorrente che si pongono spesso le persone riguarda la capacità di raggiungere la condizione di piacere, soddisfazione e appagamento che ci deriva da quello stato chiamato felicità.

A contribuire alla determinazione di tale stato è necessario aver soddisfatto, come ci indica Maslow tramite la piramide dei bisogni dell’uomo: dapprima i più essenziali bisogni di sopravvivenza, come quelli fisiologici, quelli di sicurezza e quelli affettivi, per giungere successivamente all’apice della piramide stessa, dove incontriamo i bisogni-aspirazione superiori dell’uomo, ovvero bisogni relativi all’autostima e all’autorealizzazione.

Proprio nell’interno della voce autorealizzazione potremo trovare, come passo conseguente, il termine felicità. O meglio, potremo già affermare che l’autorealizzazione è tale se è accompagnata dalla voce “felicità”.

Felicità: potremo definirla come quel particolare stato d’animo o emozione di coloro che si sentono pienamente soddisfatti della loro vita, e spesso questa meravigliosa emozione è accompagnata, come dicevo poc’anzi, dal sentirsi soddisfatti ma anche pienamente realizzati come persone, nei più diversi ambiti di vita (relazioni, affetti, lavoro, tempo libero, status ecc).

Autorealizzazione: (Wikipedia) propensione dell’essere umano a realizzare, in modo pieno e completo, le proprie molteplici potenzialità.

Ma se analizziamo solo per un attimo i significati di entrambe le voci, scopriamo che per disparati motivi si ritrovano e s’incastrano idealmente in una sorta di connubio di benessere globale della persona; scopriremo anche che, per fare nostri questi importanti elementi, è necessario ancora prima avere motivazione e una visione positiva e ottimistica della vita.

Quindi scopriamo che la voce ottimismo, insieme alla voce motivazione, costituiscono quel formidabile propellente che ci consente di raggiungere e soddisfare i più elevati bisogni-aspirazione dell’essere umano, in tutti i settori di vita.

Secondo Fordyce, principale studioso della felicità umana, possiamo evincere quanto sia importante, per vivere un’esistenza permeata di felicità, avere un’alta visione dell’immagine di sé.

Egli difatti afferma che un’elevata autostima, unita a una visione ottimistica della vita, sono stati d’animo o emozioni strettamente correlate alla felicità stessa.

Infatti, nell’elenco dei 14 punti fondamentali della felicità, elaborato dallo stesso Fordyce, scopriamo come siano presenti voci quali positività, ottimismo, socializzazione, occuparsi di attività che abbiano un alto significato, come semplicemente essere sè stessi e sviluppare una personalità socievole, essere attivi ed eliminare prontamente sentimenti negativi e problemi.

Ecco quindi spiegata l’importanza della voce ottimismo per contribuire fattivamente a produrre un autentico stato di felicità.

Naturalmente sappiamo bene che questi elementi, finora analizzati, non sono sufficienti per far sentire felice una persona. Altre voci concorrono a determinare tale stato, come l’intelligenza emotiva, la serenità, l’empatia, la gioia di vivere e ricercare il benessere psico-fisico, l’altruismo, i momenti che ci possano donare gioia e continue positive emozioni positive. Ma, alla base di tutti questi fattori, permane la capacità di vivere in modo ottimistico la vita. E le persone pessimiste, che possibilità hanno di vivere una vita felice?

Hanno a mio avviso le stesse possibilità che hanno le altre persone, quelle più ottimiste, a patto di sviluppare una piena consapevolezza e di essere disposte a imparare l’ottimismo, così come mirabilmente spiegato, nel suo illuminante saggio dal titolo Imparare l’ottimismo, Seligman, uno dei principali attori e sperimentatori dell’ottimismo appreso.

Quindi vorrei consigliare a tutti voi di migliorarvi continuamente nei diversi ambiti della vostra vita, e di elevarvi continuamente come creature.

Cercate quindi di essere sempre, nei limiti del possibile, la miglior persona che potete essere: gentile, calma, allegra, socievole, leale, sincera, pacata, ragionevole, ottimista, solidale, intraprendente, tollerante, curiosa, simpatica e altruista.

Potrete, a questo punto, se davvero lo vorrete, intraprendere quel cammino, certamente impegnativo, ma non impossibile, per apprendere l’ottimismo e sviluppare nel contempo tutte quelle condizioni che vi permettono di vivere in modo più completo la vostra avventura, liberandovi anche dei numerosi condizionamenti ricevuti nell’infanzia, che vi impediscono di godervi in modo pieno e autentico la vostra preziosa esistenza.

A cura di Giovanni Raimondi
Autore di Il potere dell’ottimismo