gestire le amicizie

Come gestire le amicizie imparando dal poker (seconda parte)

Sabato, Agosto 7th, 2010

Come abbiamo visto nella Lezione 1 del precedente articolo, si può imparare dal poker a gestire le amicizie.

Lezione 2 – Accettare gli altri per quello che sono

I tavoli da poker sono punti di osservazione privilegiati dei nostri simili. Una delle componenti più importanti del gioco è il bluff, che consiste nel far credere all’avversario di avere carte migliori delle sue.

Per bluffare bene, bisogna trarre profitto dalla personalità di chi si siede davanti a noi, e imparare apremere il giusto tasto emotivo per portarlo ad agire come vorremmo. Nel corso delle partite – a eccezione del gioco on line – si raffina dunque la conoscenza dei nostri avversari, cogliendo e analizzando il tono della loro voce, il loro modo di vestirsi e di atteggiarsi.

Ne consegue che il poker obbliga a coltivare l’empatia, una dote che torna sempre utilissima quando bisogna relazionarsi, perché aiuta a capire, sentire e condividere i pensieri e le emozioni di chi ci sta accanto.

Lo scopo, a dire il vero, non è molto generoso, perché vuole farci entrare nella mente dell’altro per batterlo meglio.

Ma in realtà il tavolo da gioco è una vera e propria scuola di accettazione. Si prendono le persone per quello che sono e non per quello che vorremmo fossero…proprio come dovremmo fare con i nostri amici.

Lezione 3 – Fallire e riprovarci

La possibilità di una sconfitta è il pepe del poker, così come l’eventualità di una delusione è insita in ogni nuovo rapporto di amicizia che andiamo ad allacciare.

Se è vero che bisogna essere coraggiosi per riprendere la partita dopo una batosta che, tra l’altro, ci ha fatto perdere del denaro,  è altrettanto vero che bisogna aver voglia di correre l’ennesimo pericolo quando concediamo la nostra fiducia a un nuovo amico, dopo che il precedente ci ha magari tradito nelle nostre aspettative, lasciandoci in preda allo sconforto e all’amarezza.

Sia le sconfitte che le delusioni sono però quelle che aiutano a forgiare il carattere, perché insegnano a leccarsi le ferite andando avanti nonostante tutto.

Basta solo ricordarsi che nella vita ci sono quelli che si lamentano di essere stati sfortunati nelle amicizie, e chi invece cerca di migliorare e allargare quelle che ha. Troppo spesso, infatti, la sfortuna è invocata per evitare di mettersi in discussione.

Siete o non siete d’accordo?

A cura di Marina Roveda
Autore di Le regole dell’Amicizia

Come gestire le amicizie imparando dal poker (prima parte)

Lunedì, Luglio 26th, 2010

Si tratta del gioco per antonomasia, perché riesce a coniugare strategia, astuzia e rischio trasformandosi in un ottimo “brain trainer”, capace di sviluppare l’intelligenza e insegnando a guardare le cose da altri punti di vista.

Stiamo parlando del poker, la cui reputazione resta ancora ambigua ma, se giocato senza eccessi, può diventare una disciplina appassionante, ricca di insegnamenti che possono tornare molto utili nei rapporti di amicizia, talvolta complicati e difficili da gestire.

Un’autentica goduria per lo spirito, dunque, ma non solo, perché il tavolo da gioco si configura come una “scena terapeutica” dove ci si mette in discussione e ci si confronta anche con il fallimento. Questo non impedisce però di continuare a rischiare, visto che le gioie dell’amicizia valgono comunque la possibilità di essere fraintesi o feriti.

Ecco perché il poker viene considerato da alcuni psicologi sia come una metafora del mondo contemporaneo, sia come uno strumento di sviluppo personale, che permette di coltivare abilità intellettuali ma anche di gestire le proprie risorse.

Guardiamolo dunque da vicino, per carpirne gli insegnamenti e cercare di applicarli con chi ci sta intorno.

Lezione 1 – Non si finisce mai di imparare

Una delle prime cose che si scoprono quando si comincia a praticarlo, è la necessità di essere pazienti e riflessivi per gestire un flusso di informazioni complesse che vanno dal calcolo statistico all’interpretazione della mimica e della gestualità dell’avversario per anticiparne le mosse.

E tutto questo per giungere a una decisione che ha tre possibilità: starci, rilanciare o andarsene.

Lo stesso accade quando conosciamo una nuova persona, e la studiamo per capire se potrà o meno diventare nostra amica. Nel caso le impressioni che ricaviamo sul suo conto siano positive, le concediamo la nostra fiducia, altrimenti rivolgiamo la nostra attenzione altrove – ma possiamo anche scegliere di tenerla in standby prima di introdurla nella cerchia di coloro che frequentiamo abitualmente.
Continua…

A cura di Marina Roveda
Autrice di Le Regole dell’Amicizia