fallimento

Come sviluppare le competenze per il cambiamento in azienda

Giovedì, Agosto 4th, 2011

Rinnovamento AziendaleÈ ormai un opinione diffusa il considerare la gestione del cambiamento come uno degli aspetti fondamentali per il successo di qualsiasi progetto che viene condotto in azienda (riorganizzazione, riprogettazione dei processi, implementazione di nuovi sistemi informativi, ecc.).
È altrettanto vero però che molti progetti continuano a fallire nonostante ciò ed anche quando si parte con l’idea chiara di dover gestire in qualche modo il cambiamento. Ma allora dove sta il problema?
Provo a dare alcune indicazioni frutto della mia esperienza sul campo.

Orientarsi alla soluzione
Analizzare a fondo un problema può aiutarci ad identificarne le cause ma è altrettanto vero che molte volte ci si sofferma su questa analisi per troppo tempo, disperdendo e sprecando una gran parte delle energie disponibili. L’obiettivo è quello di trovare le soluzioni e concentrarsi su queste piuttosto che perdere troppo tempo dietro alle cause anche perché si corre il rischio che il tutto si trasformi in una caccia al colpevole.

Saper agire
Abbiamo preso coscienza del problema, ne abbiamo identificato le cause ed abbiamo anche individuato le possibili soluzioni a questo punto cosa occorre fare? Niente, bisogna solo fare ciò che si è deciso di fare. Ma come farlo? Ecco allora che nasce il problema del saper agire. Le conoscenze e le esperienze possono guidarci alla realizzazione ma occorre anche essere abili nell’azione. Occorre avere senso pratico, non fermarsi sulle eccezioni, provare e sperimentare e poi magari correggere, avere il coraggio di mettersi in discussione e lasciarsi guidare dalla creatività. Insomma Provare per Crederci.

Voler agire
Ma se abbiamo identificato cosa fare e definito come farlo perché esitiamo ancora? È proprio qui che nasce il vero problema: vogliamo davvero farlo? Il saper agire è uno degli elementi fondamentali delle competenza, ma questa è guidata dal voler agire che è la vera componente decisionale della competenza. La paura del fallimento, la difficoltà di adattarsi e accettare la nuova situazione sono le principali cause della resistenza al cambiamento. Occorre allora saper gestire e guidare le persone con fiducia verso la nuova situazione, incoraggiandole, sostenendole e facilitando il più possibile l’introduzione dei nuovi metodi.

Attenzione alle emozioni
Pensare che un processo di cambiamento sia solo un fatto razionale è il più grosso errore che possiamo commettere. Qualsiasi cambiamento coinvolge in modo totale tutto il nostro essere e molto spesso la componente emotiva è decisiva nella resistenza. Allora lasciamo spazio alle emozioni che ciascuno prova, diamo il tempo per riconoscerle e per poi gestirle. Sperimentando la nuove situazioni un po’ alla volta possiamo favorire la giusta consapevolezza e riflessione e dare tempo alle persone di credere nella novità e di trovarsi gradualmente a proprio agio.

A cura di Stefano Berdini
Autore di: Rinnovamento Aziendale

Come evitare le principali cause di fallimento per il tuo business in Cina

Lunedì, Marzo 7th, 2011

Praticamente ogni imprenditore italiano vorrebbe vendere in Cina. Le dimensioni del mercato, il tasso di crescita, le opportunità di questo paese, fanno gola a molti. Pochi però ci riescono, perché?

Nella lista qui sotto ho identificato cinque tra i principali fattori che hanno contribuito all’insuccesso di aziende italiane che hanno provato a fare business in Cina.

Seguire questa check-list potrà permettere di valutare come la tua azienda si posiziona riguardo a questi fattori di rischio, o semplicemente, se non hai ancora un’azienda, prenderne conoscenza per partire con il piede giusto quando sarà il momento.

1. Sottovalutare la barriera linguistica e la distanza geografica. Questi due aspetti, per quanto ovvi, sono troppo spesso sottovalutati. Per arrivare in Cina ci vogliono circa dodici ore di aereo (quando va bene e si può volare senza scali verso la propria destinazione finale), ci sono sei o sette ore di fuso orario e la lingua cinese è assolutamente incomprensibile a chi non ne abbia precedentemente intrapreso lo studio.

Fare affari in Cina vuol dire, ad intervalli più o meno regolari, essere presenti sul territorio cinese e dover fare i conti con questi “dettagli”, che richiedono una certa dose di preparazione ed organizzazione per essere affrontati. È sorprendente constatare come alcuni imprenditori italiani non diano il giusto peso a questi fattori, trovandosi poi in difficoltà che avrebbero tranquillamente potuto evitare con l’adeguata preparazione.

2. Sottovalutare la differenza di mentalità tra noi e i Cinesi. Fare affari in Cina vuol dire inderogabilmente interagire, negoziare e costruire relazioni personali e professionali con persone cinesi.

Ora, questo straordinario popolo, come molti altri popoli asiatici, è spesso molto diverso da noi in quanto a mentalità, abitudini, modo di gestire le trattative e le negoziazioni, etichetta di business ecc. Solo chi dedica del tempo, possibilmente in modo preventivo, alla ricerca ed alla comprensione di questi fattori, può massimizzare le proprie possibilità di successo quando si trova a fare affari in Cina.

3. Pensare di poter affrontare la Cina senza effettuare alcun investimento economico iniziale. Qualsiasi attività di business si decida di intraprendere in Cina, vista la complessità e la difficoltà intrinseca, fisiologica di ogni progetto in questo paese, necessita per forza di cose di alcuni investimenti economici iniziali, che potranno essere abbondantemente recuperati una volta che il business sarà profittevole ma che, almeno inizialmente, devono essere stanziati.

Questo concetto appare di difficile comprensione per molti imprenditori italiani, che vorrebbero che le loro attività in Cina si iniziassero a finanziare da sole immediatamente e che sono restii a fare il primo passo quando si tratta di investire denaro.

4. Pensare di poter gestire il business in Cina a distanza. Molte aziende, pur seriamente intenzionate a fare business in Cina, fanno l’errore di credere che la frequente presenza in Cina di proprio personale, in particolare dell’imprenditore stesso (se parliamo di piccole e medie imprese) o di personale dirigente (nel caso di aziende più grandi) sia un fattore superfluo per lo sviluppo del business.

Ritengono quindi di poter gestire la loro operazione in Cina dall’Italia, magari con un paio di viaggi all’anno per fare il punto della situazione. L’esperienza di molte aziende dimostra che questo modello non funziona.

Decidere di fare affari in Cina vuol dire, almeno nella fase di startup del progetto, pensare ad una frequente presenza sul territorio cinese, unico modo per instaurare solide relazioni di business con i propri partner, gestire le proprie risorse e rendersi conto sul campo della realtà del mercato cinese.

5. Essere carenti nella gestione del proprio team cinese. Molto spesso, per poter operare con successo in Cina, si rende necessaria la costituzione di un team di proprie risorse cinesi, a cui affidare compiti logistici ed amministrativi strategici, che solo una persona di fiducia che conosce il cinese (e una seconda lingua di comunicazione con noi, l’Inglese o l’Italiano) può portare a temine.

Spesso queste risorse, selezionate dall’azienda in modo troppo approssimativo, si rivelano dei veri e propri disastri, in grado da soli di annientare le possibilità di successo dell’azienda in Cina.

Su come gestire al meglio un team in Cina, vedremo alcuni suggerimenti utili in un prossimo articolo.

A cura di Marco Germani
Autore di Business con la Cina, I Meccanismi della Persuasione

Come ristrutturare la parola “fallimento”

Domenica, Ottobre 17th, 2010

La paura di fallire è una delle paure croniche dei nostri giorni. Se parli con le persone, tutte quelle che incontri, o quasi, hanno paura del fallimento. Dietro questa parola, “fallire”, si celano emozioni molto negative, che impediscono alla maggior parte delle persone di provare a fare qualcosa, ancor prima di farla.

E come se qualcosa le bloccasse e non ci provano, non tentano neppure, tanto, per loro, “è già stato scritto nel firmamento delle stelle, che falliranno”.

Ti comporti così anche Tu? Hai talmente paura di fallire che rinunci a fare le cose ancor prima di cominciare?

Se lo fai, pur rispettando il Tuo punto di vista, permettimi di farti notare che stai sbagliando.

Stai impedendo a te stessa o a te stesso, di poter tentare e magari, anche di riuscire in qualcosa. Stai impedendoti di ottenere un risultato, una vittoria, o anche soltanto di fare un tentativo. E un giorno non lontano, Ti guarderai indietro e vivrai di rimorsi, maledendo il giorno in cui non hai provato.

E’ vero, se ci proverai, potresti anche fallire. Anzi, le probabilità che fallirai potrebbero essere elevate. Ma se non ci proverai, fidati di me: avrai sicuramente fallito.

Allora, come ristrutturare questa parola “fallimento” e privarla dei significati negativi che la società gli ha dato?Come pensare, addirittura, al fallimento come a qualcosa di positivo?

Eccoti due banali consigli, che se applicati con costanza, cambieranno la Tua vita:

Come prima cosa, comincia a pensare che il fallimento non è poi così negativo, ma solo qualcosa di diverso, qualcosa che non Ti aspettavi di raggiungere. Come diceva Thomas Alva Edison:, “il fallimento è solo un risultato diverso”. Un risultato che certo non Ti aspettavi e che indubbiamente non è quello che volevi, ma è pur sempre un risultato.

Adesso, sai cosa non funziona, e puoi modificare le Tue azioni per arrivare al risultato che desideri.

In secondo luogo, è bene che Tu sappia che anche i grandi uomini o le grandi donne del passato e del giorno d’oggi, hanno avuto ed hanno ancora, paura di fallire.

Tutti hanno paura di fallire, ma quello che contraddistingue i grandi dai piccoli e ancor di più dai mediocri, è che i primi, pur avendo paura, agiscono. Mentre i secondi e i terzi, rimandano continuamente.

Questa parola magica, “Azione”, farà la vera differenza nella Tua vita. Quindi, smettila di aver paura di fallire e comincia ad agire di più e, paradossalmente, a darti l’opportunità di fallire un numero di volte maggiore.

Se lo farai, so già quello che Ti accadrà: fallimento dopo fallimento, troverai sempre di più la Tua strada, sino ad arrivare al Successo. Te lo dice uno che ha fallito molte volte nel corso della sua vita.

Dunque, smetti di aver paura di fallire e AGISCI. Ora, per favore, senza rimandare a domani.
Ristruttura la parola “fallimento” e dagli un significato diverso dagli aspetti negativi che le persone gli hanno associato: falla diventare un’opportunità!

Fallimento = Opportunità.

E Tu, quante volte hai fallito nella Tua vita?

Un abbraccio e lasciami un commento al post

A cura di Giancarlo Fornei
Autore di Penso PositivoDonne in CrisiCosa Vogliono le Donne?

Come fare per alimentare il circolo virtuoso dell’autostima

Venerdì, Maggio 21st, 2010

Giancarlo ForneiLa maggior parte delle persone entra in crisi quando al posto di un risultato positivo ottiene una sconfitta o peggio, un fallimento. Nella mia vita ho incontrato una moltitudine di fallimenti e sconfitte, eppure, sono più forte di prima. Non perché sia più bravo di te, ma semplicemente perché ho imparato a “vedere” le cose da un’altra angolazione.

Per esempio, eccoti due punti importanti su cui riflettere:
1) tutti noi, chi più chi meno, abbiamo dei momenti bui nel corso della nostra vita. Impara a prenderli come qualcosa di positivo, che serve a temprare la tua personalità. Se li vedi come momenti di crescita e non di sfiga (”Dio mio, capita tutto a me!”), sono certo che ne uscirai sempre più forte.

2) tutti noi, chi più chi meno, abbiamo le nostre belle sconfitte. Ma quello che la maggior parte delle persone chiama fallimento, io chiamo “solo un risultato diverso“. Sono certo che, da persona intelligente, ti sei già reso conto che non serve a nulla abbattersi.

La prossima volta, prima di entrare in crisi per una sconfitta, poniti subito queste domande:
- cosa posso apprendere da questo risultato diverso?
- adesso che ho capito che in questo modo non funziona, come posso fare per ottenere il risultato che voglio?

Queste due domande sono magiche e ti aiuteranno molte volte nel corso della vita.

Adesso che hai capito che “non esistono sconfitte o fallimenti, ma solo dei risultati diversi da quelli che ti aspetti”, puoi fare un passo in avanti e cominciare ad alimentare la tua autostima.

Come fare per alimentare il circolo virtuoso dell’autostima? Semplice:

Pensa solo alle cose belle che potrai realizzare nel corso della tua vita. Poi datti da fare e comincia a compiere delle azioni pratiche volte a raggiungere quelle stesse cose belle. Con le azioni, comincerai inevitabilmente ad ottenere dei risultati, magari piccoli, piccolissimi, ma arriveranno. Adesso che hai ottenuto dei piccoli risultati, impara ad apprezzarli pienamente e comincia a nutrire la tua autostima.

Fatto? Adesso ricomincia da capo!
Ricomincia a nutrire il tuo circolo virtuoso.

L’autostima ti aiuta a pensare in positivo. Il pensiero positivo ti spinge all’azione. Le azioni ti portano dei risultati. I risultati alimentano di nuovo la tua autostima

Purtroppo, all’inizio dovrai fare uno sforzo bestiale per mettere in moto questo meccanismo. Meccanismo che talvolta potrebbe incepparsi oppure, addirittura tardare a partire. Ma tu, fidati di me e persisti. Sii costante e continua ad alimentare volontariamente il circolo virtuoso.

Una volta partito, si auto-alimenterà da solo e la tua Autostima crescerà. Crescerà. Quando crescerà la tua autostima e diventerà con la A maiuscola, anche la tua sicurezza crescerà di pari passo. Non soltanto sarai più sicuro con te stesso e di te stesso, ma lo sarai anche nella vita di ogni giorno: a scuola, sul lavoro, nelle relazioni sociali, in amore…

Da quel momento in poi, ogni risultato lo vivrai con uno stato d’animo diverso. Saprai accettare le sconfitte e i fallimenti. E dopo una sconfitta, ti rialzerai dicendo: “E’ solo un risultato diverso da quello che mi aspettavo. Cosa posso fare, adesso, per ottenere un risultato come quello che voglio io?”.

Sono certo che hai già iniziato ad alimentare il meccanismo virtuoso, devi solo crederci. Devi solo crederci! Le tue credenze positive alimenteranno la tue azioni e ti daranno la forza di affrontare, nella vita, anche i famosi risultati diversi.
Credici, credici!

Un grande abbraccio.

A cura di Giancarlo Fornei
Autore di Penso Positivo, Cosa Vogliono le Donne, Donne in Crisi

Come comunicare efficacemente per essere davvero ciò che vuoi… (1° parte)

Domenica, Marzo 21st, 2010

Alessandro VitiRiesco sempre ad essere quella meravigliosa persona che credo di essere? Riesco sempre a realizzare esattamente ciò che desidero? Sempre, è davvero difficile… Perché non ci riesco? Penso di essere incapace? Credo di essere pigro? Non ho ambizioni? Non voglio crescere? Non mi importa di migliorare? Mi manca qualcosa? Credo di non potercela fare?

Ogni volta che produco un pensiero negativo, creo un limite nella mia mente, l’immagine che ho di me peggiora, le mie energie si riducono drasticamente e quindi tutti i miei progetti vengono ridimensionati, mi vedo sempre più piccolo/a rispetto alle difficoltà che dovrei affrontare.

Risultato: tendo a rinunciare, smetto di realizzare la mia vita, mi deprimo, mi abbandono alla frustrazione e mi convinco che in fondo non è colpa mia, cosa posso farci? Questo processo mentale è simile alla ruota del criceto: corri corri ma sei sempre lì!

Ma posso davvero fare qualcosa per cambiare lo stato delle cose? Posso davvero vivere una vita diversa? Naturalmente si! “Ma solo se tu lo vuoi”. Devi riappropriarti della tua vita, comprendere che la gabbia l’hai costruita tu, i tuoi limiti li hai decisi tu e solo tu ci credi…

È necessario interrompere questo schema con un atteggiamento critico/costruttivo:
- Quali elementi mi permettono di comprendere le esperienze vissute?
- Dove posso aver sbagliato?
- Cosa cambierei nel mio comportamento?
- Cosa mi manca per realizzare la mia vita ideale?

Invertire un processo mentale negativo e deprimente che mi porto appresso da anni può sembrare difficile, in realtà basta cominciare a farsi le domande giuste: “cosa posso fare per migliorare la mia vita?”

E, magicamente, la creatività entra in azione con potenza, avete liberato “la belva” che è in voi. Il cuore e la mente cominciano a fornirvi nuove idee, risposte utili, positive e costruttive che vi porteranno miglioramenti sempre più rapidi ed efficaci. Senza accorgervene, state già realizzando i vostri progetti più ambiziosi.

In realtà, il concetto di fallimento non esiste, è un’allucinazione negativa. Ogni risultato che abbiamo ottenuto ci è utile per imparare e crescere, per selezionare tecniche e metodi che più si addicono al raggiungimento dei nostri obiettivi.

Pensare di aver fallito è solo un errore di valutazione: ho agito in modo poco produttivo, ora affronto il problema con maggior attenzione e studio cosa ho trascurato, cosa devo ancora sapere su questo argomento? In che modo ho disperso le mie risorse? Quanti altri modi mi vengono in mente per superare l’ostacolo e realizzare il mio progetto?

A cura di Alessandro Viti
Autore di Meditazione Bioenergetica

Il timore del fallimento

Sabato, Gennaio 10th, 2009

Una delle dinamiche più frequenti che si riscontrano nei venditori, direttamente collegata con la mancanza di autostima è il cosiddetto timore del fallimento.

Il fallimento (inteso come il non raggiungimento degli obiettivi che ci si era prefissi) è sicuramente una pillola amara da deglutire, tuttavia ogni persona deve fallire, ad un certo punto della propria vita, per apprendere qualcosa di nuovo.

La cosa importante non è il fatto che l’individuo abbia fallito, bensì la maniera con la quale ha accettato e metabolizzato il fallimento stesso. Un individuo può permettere a se stesso di sentirsi distrutto dal fallimento, oppure usarlo per rinforzare le proprie abilità e determinazione a raggiungere mete ancora più elevate.

Chi teme il fallimento dovrebbe ricordare che le persone di maggior successo al mondo hanno spesso dovuto fallire molte volte, nel corso della loro vita.
Tuttavia, cosa ha fatto la differenza è stato la loro volontà di imparare dagli errori commessi e utilizzarli sotto forma di apprendimento, per raggiungere il successo.

Il timore del fallimento crea ansia, e ingigantisce l’eventuale problema.
Un venditore con il timore di fallire può diventare troppo competitivo o peggio, aggressivo, in quanto inizia a vedere ogni cliente come una potenziale trappola. Ciò sottrae emozioni positive ad un’attività che, di per sè (almeno per chi la ama) è gioiosa e divertente.

Inoltre il timore del fallimento rende nervoso ed ansioso il venditore stesso, e diventa un ostacolatore di prestazioni elevate, rendendo il professionista erratico ed animato da un basso livello di energia.
Per vincere questo comportamento fortemente autolimitante, il primo passo è accettare le proprie imperfezioni.

Nessuno è perfetto e ogni persona, amando se stessa e gli altri, dovrebbe tollerare le cadute di tono in una determinata occasione, per usarle come trampolino di lancio (modificando il proprio comportamento) nell’occasione successiva.

E in tutti i casi, ricordare sempre che il fallimento è solo un successo (spesso ancora più grande) rimandato.

A Cura di Cesare D’Ambrosio,
Autore di “Tecniche di Vendita”