domande

Come riappropriarsi del benessere psico-fisico e creare una visione ottimistica della vita

Venerdì, Novembre 12th, 2010

Molto spesso al mattino  prima di iniziare la mia avventura quotidiana che per buona parte della settimana significa principalmente impegno professionale, mi capita di incrociare qualche conoscente, qualche persona che  ho prima conosciuto od incontrato per uno dei più svariati motivi : lavoro, tempo libero, frequentazioni, amicizie ecc.

Solitamente sono io il primo, riconosciuta la persona, a salutare; talvolta mi fermo a scambiare due parole, e pongo la più classica delle domande : Come stai ? oppure : come va? le risposte che ricevo sono quasi sempre le stesse, e denotano una certa insoddisfazione verso l’andamento della vita della persona. Le risposte, infatti, sono del tipo : “Come vuoi che vada ? “ “Sempre la stessa vita” “Come al solito” oppure : “Mah, così così”  o ancora “Si tira avanti”  “ Un sacco di problemi”E’ dura la vita”, al meglio arriva un “Bene, ma potrebbe anche andare meglio”.

Perché siamo cosi’ scontenti? Cosa ci rende insoddisfatti? Perché nelle risposte che diamo si avverte un certo qual tono lamentoso e una evidente insoddisfazione?

Perché non ci arriva mai o quasi mai una risposta del tipo “Molto bene, grazie”, “Ottimamente

Splendidamente bene”  “Alla grande

Mi sono posto la domanda e ho cercato quindi di trovare la risposta: Siamo insoddisfatti di quello che facciamo, ma spesso non abbiamo voglia di analizzare l’insieme delle cose che facciamo nei vari momenti della nostra giornata perché sappiamo che se quella tal cosa non ci piace più o non ci da soddisfazione dovremmo attuare un cambiamento.

A volte non riflettiamo su questi argomenti per pura pigrizia mentale. Ecco il punto: forse dovremmo molto più spesso cambiare alcune delle molteplici abitudini che ripetiamo pedissiquamente tutti i giorni,  ma che non ci danno più serenità, benessere, contentezza. Il fatto è che spesso ci creiamo l’alibi che il tempo per fare qualcosa che ci piace (e che spesso richiede un cambio di abitudine ) non si trovi mai. Ma ne siamo così sicuri?

Siamo molto solerti a vivere con l’assillo della “Legge del dovere” che ci chiediamo spesso : “Cosa devo fare adesso“?

Dimentichiamo invece che nella nostra giornata quotidiana esiste anche la “Legge del piacere” che se dovessimo solo per un attimo prendere in considerazione, potrebbe farci nascere la domanda “

“Come mi sento ?” oppure “Cosa posso fare per sentirmi bene ? “

Ecco che a questo punto anche le risposte che troveremo saranno diverse, ma soprattutto saranno propositive e costruttive. Io amo chiamarle “Le domande del benessere”.

Sulla base di queste domande ho anch’io imparato a vivere la mia giornata più sulla “Legge del piacere” che sulla “Legge del dovere” ed ho imparato a rispondere adeguatamente a queste domande, ed il mio benessere, la mia soddisfazione, la mia autostima si sono incrementate.

Ecco allora una piccola guida di domande che se poste spesso nel corso della nostra quotidianità ci faranno pregustare una vita più serena, appagante, intrisa anche di un sano ottimismo:

Come mi sento?”

“Cosa posso fare fin da subito per sentirmi meglio?”

“Quale delle abitudini che ho sviluppato nel tempo non mi da più soddisfazione?”

“Quale abitudine posso cambiare per sentirmi meglio?”

“Cosa posso fare di nuovo che non ho mai fatto in questo momento della giornata per sentirmi meglio?”

“Cosa mi da maggior soddisfazione nel mio lavoro?“

“Cosa posso cambiare nel mio lavoro per sentirmi più soddisfatto?“

“Cosa posso modificare per aumentare il mio personale quoziente di benessere?”

“Cosa posso cambiare nel mio modo di rapportarmi alle persone per sentirmi più soddisfatto?”

Queste sono solo alcune delle domande possibili che ci possiamo porre, ma ve ne sono molte altre.

Un secondo punto riguarda invece più in generale che tipo di percezione abbiamo per il futuro, come lo vediamo, come pensiamo di far fronte ai cambiamenti, se ci sentiamo pronti, sereni, o se invece siamo più attanagliati dall’ansia dalla preoccupazione di perdere la salute, la pace, il lavoro, l’autonomia nelle nostre azioni quotidiane ecc.

In questo caso mi viene in mente la domanda :

“Dimmi come pensi ti dirò come ti senti” ovvero intendo la capacità di modificare e gestire opportunamente i pensieri, e l’immaginazione per “vedere” vita e avvenimenti in un modo più sereno, ottimistico e costruttivo.

Non ci rendiamo conto che il nostro corpo e la nostra mente sono il prodotto di un vero miracolo biologico, frutto dell’insuperabile intelligenza creativa che fa nascere, modella, organizza e plasma il creato; e che il nostro organo guida per eccellenza, il cervello, con le sue innumerevoli connessioni nervose neuronali e cellulari ci fa disporre di potenzialità inimmaginabili. Sono d’accordo con il maestro indiano Vivekananda quando afferma: “Quando la vostra mente avrà conseguito il dominio, voi avrete pure il dominio su tutto il vostro corpo: invece di essere voi il servo di questa macchina, questa macchina servirà voi”.

A cura di Giovanni Raimondi
Autore di Il Potere dell’Ottimismo

Come sviluppare Business online? Pianifica Obiettivi, Teoria e Azioni necessari

Lunedì, Aprile 26th, 2010

Sviluppare la tua attività su internet è pratico ed economico, invece il business di tipo tradizionale ti richiede grossi investimenti. Queste sono alcune domande arrivate dalle persone che mi seguono, riguardo il fare business su internet. Spero che le mie risposte ti aiutino a riflettere.

Domande e Risposte di Massimo D’Amico:

Domanda 1: Come faccio a capire cosa vendere nel mercato? E’ un momento molto duro.

Risposta: Molte persone non si pongono le domande giuste. Prova a usare queste:

  1. Quali bisogni ha la gente? (utilizza la TV per comprenderlo)
  2. Che tipo di prodotti vengono pubblicizzati?
  3. Che tipo di servizi rimane in vendita per lungo tempo?

Domanda 2: Tu Massimo sviluppi sempre business vincenti. Attualmente quanti ne hai?

Risposta: Sinceramente non possono essere sempre vincenti. Nessuno ha la sfera magica per conoscere il futuro e questo concetto vale anche su internet. L’importante è che sviluppi business sulle cose che conosci bene con molta costanza, inoltre continua la tua formazione (punta sempre al mercato che ti appassiona). E’ la tua vita.

Attualmente ho molti business online e sto guadagnando con Bruno Editore, Google AdSense, prodotti americani, negozi online, collaborazioni con partner importanti.

Domanda 3: Lavorare su internet può rendere come un’azienda tradizionale? E’ un bel business?

Risposta: Certo, puoi avere molte soddisfazioni. Chiediti prima di tutto cosa è importante per te. E’ bello fare profitti ma se devi investire 15 ore al giorno diventa davvero frustrante, non hai più tempo libero. Nella mia filosofia il lavoro giusto ti fa guadagnare molto con parecchio tempo libero a disposizione, inoltre ti piace farlo perchè è una passione.

Domanda 4: Non ho problemi a creare siti web. Su quali cose potrei iniziare a vendere?

Risposta:

  1. Fissa gli obiettivi del tuo sito/blog
  2. Quali prodotti vuole il mercato?
  3. Offri prodotti e servizi che le persone cercano
  4. Crea una mailing list/newsletter
  5. Entra in contatto con le persone e soddisfa bisogni reali

Domanda 5: Tanti dicono di creare una newsletter. Tu sei d’accordo Massimo? Cosa suggerisci?

RispostaPoche persone comprano al primo colpo (verità pura), quindi la tua newsletter anche se piccola vale una fortuna. Lavori ora per crearla, poi GUADAGNI sempre. Se hai l’intenzione di sviluppare business duraturi nel tempo, devi avere una mailing list (lista di iscritti).

Buon lavoro!

A cura di Massimo D’Amico
Autore di Memo Commerce, Free-per-Click

Sette domande sul linguaggio Java

Sabato, Marzo 28th, 2009
Faccio tesoro di alcune domande che ho ricevuto su questo blog e da alcuni miei lettori che mi hanno scritto per chiarire meglio alcune caratteristiche del mio book.

L’ebook richiede conoscenze specifiche di matematica / informatica?
Il mio libro è stato scritto per incontrare un pubblico di ampio respiro. Anche per coloro i quali non avessero mai visto una linea di codice, l’e-book parte dai fondamentali di base: algoritmi, variabili, blocchi di codice, istruzioni. Il mio e-book è perfetto per i principianti, anche se non studiato appositamente per loro.

Non ho i titoli di studio sufficienti, ho appena la terza media. Posso comprarlo?
Vorrei ricordare che alcuni dei migliori hacker del mondo sono stati ragazzini che non avevano ancora finito le scuole superiori. L’informatica è una disciplina a cui tutti si possono avvicinare, anche coloro che non dispongono di conoscenze di base robuste. Ammetto certamente che non avendo solide conoscenze di base potrà risultare più difficile la comprensione, ma non impossibile. Con impegno e determinazione anche un lettore che non ha un grande curriculum alle spalle può arrivare, con il mio e-book, ad acquisire una buona conoscenza.

Dopo averlo comprato posso andare subito a lavorare nell’informatica?
Il libro ti fornisce ottime conoscenze di base, ma questo non ti assicura di essere assunto in tutte le aziende di informatica. Alcune aziende assumono persone che possiedono una base solida; altre aziende, invece, vogliono anni di esperienza. E’ chiaro che se un’azienda richiede 5 anni di esperienza nel settore, non potrai essere assunto. Se invece l’azienda richiede una conoscenza di base e anche intermedia del linguaggio java, se hai studiato bene il volume e ne hai assimilati i concetti hai senz’altro possibilità di essere considerato in modo positivo. Ovviamente, se l’azienda richiedesse titoli di studio superiori di cui non disponi, purtroppo in quel caso la sola conoscenza del linguaggio non è sufficiente. E’ chiaro che il mio libro non sarà sufficiente ad affrontare un colloquio di lavoro in cui vengono richieste conoscenze di C#, poiché parla di Java ;)

L’e-book è adatto per chi possiede già competenze di informatica ?
Assolutamente si, la comprensione del libro risulterà molto più agevole a coloro i quali hanno già acquisito competenze di programmazione in altri linguaggi. Magari queste persone potranno saltare i capitoli introduttivi, in cui vengono date le nozioni di base … ma l’e-book è molto lungo ;)

L’E-Book mi consente di creare siti E-Commerce?
Si, l’e-book fornisce competenze di programmazione sufficienti a sviluppare un semplice sito E-commerce. Certo, per fare un sito molto bello dal punto di vista grafico conoscere l’uso degli script ( presentati nel volume) non basta, sono necessarie conoscenze molto approfondite di Html. Ma per coloro i quali vogliano iniziare a costruire con le proprie mani un bel sito, senza enormi pretese, con cui gestire un piccolo e-commerce le conoscenze fornite dall’e-book sono assolutamente sufficienti.


Perché dovrei comprare il volume se trovo tante guide gratuite online?

Ci sono discrete guide online, ma quasi tutte hanno uno svantaggio: presuppongono che tu abbia già delle conoscenze di base in informatica, quindi danno molte cose per scontato, facendo risultare spesso la comprensione veramente difficile. Ho costruito questo Ebook, con mesi di duro lavoro, per guidare con le mie parole il lettore da un livello assolutamente 0 (nei primi capitoli presento persino “il modo di pensare” di un computer, mentre parlo di algoritmi) nel mondo informatico fino a un livello di preparazione veramente buono, in modo graduale e senza traumi. Il mio e-book è un percorso guidato che vi condurrà a conoscere il linguaggio Java senza grossi sforzi e senza dover faticare cercando centinaia di guide su internet in attesa di trovare quella adatta a voi.

L’e-book è solo teorico o ci sono anche esempi di programmi reali?
Il mio e-book è pratico al 100%, ci sono molti esempi di programmi reali e funzionanti. Uno di questi vi consente di creare un’agenda elettronica. In un altro esempio viene costruito un piccolo e-commerce perfettamente funzionante e ne viene fornito il codice. In ogni caso, l’intero libro è sempre corredato da esempi pertinenti all’argomento spiegato.

Questo e-book ha richiesto molti mesi di duro lavoro, ma scriverlo mi ha dato molta soddisfazione e mi ha anche divertito . Spero che anche voi potrete trovare divertente e appagante l’informatica così come la trovo io.

A Cura di Ignazio Barbagallo,
Autore di “Il Linguaggio Java”

La tecnica delle domande

Mercoledì, Gennaio 7th, 2009

Quante volte ti è successo di visitare un cliente, farti spiegare qual è il problema, offrire la soluzione per te migliore, e sentirti rispondere di no? Probabilmente più di una volta.

Esempio:
Hai fissato un appuntamento con un potenziale cliente, che ha accettato di vederti perchè, probabilmente, pensa che tu sia in grado di risolvergli un problema. Per telefono ti ha anticipato qualcosa, e tu pensi di aver già individuato la soluzione giusta per lui. Sei contento, perchè questa è una chiusura sicura, un assegno certo.
Entri nel suo ufficio e il potenziale cliente passa a raccontarti nei dettagli cosa si aspetta da te. Tu, che sei un esperto della materia, consolidi l’idea di aver già pronta la soluzione che fa per lui.
Cominci a presentarla, e mentre procedi, vedi il cliente che si irrigidisce sempre più. Quando arrivi al costo, scatta il “no”.
Eppure, al telefono, ti era sembrato interessato e, di persona, ti ha confermato il suo interesse.

Cosa è successo?
Sei caduto in una trappola molto comune per ogni venditore: appena hai udito accennare al problema, hai presentato immediatamente la tua soluzione.

PRIMO ERRORE:
E’ stato sicuramente quello di essere troppo precipitoso, e di non aver verificato meglio l’esistenza di eventuali problematiche.

CONSIGLIO:
Una domanda di verifica aiuta sempre a dipanare meglio la matassa. Se avessi chiesto: “E’ questo l’unico aspetto che desidera segnalarmi, o ce ne sono altri?”.
Questa domanda aiuta il potenziale cliente a esplicitare meglio ciò che ha in mente, ed aiuta il venditore a confezionare una presentazione più allineata con i veri bisogni che gli sono espressi.

II ERRORE:
E’ relativo al fatto che, in presenza di un problema (e quindi di una situazione di disagio per il potenziale cliente) occorre “farcelo sguazzare” un pò. Bisogna giocare un pò come fa il gatto col topo.

CONSIGLIO:
Si può ottenere ciò utilizzando altre domande, tese a far focalizzare il prospect:

  • sulle conseguenze negative per lui di una mancata soluzione: “Cosa significa ciò per lei? Quali sarebbero le conseguenze se questo problema non venisse risolto?”
  • oppure sulle conseguenze positive dell’adottare velocemente una soluzione: “Che vantaggi immediati avrebbe nell’ipotesi che si riesca a risolvere ciò velocemente? E a lungo termine, cosa cambierebbe per lei?”

Il potenziale cliente non sempre è perfettamente a conoscenza di ciò che gli serve e di ciò che non gli serve; non sempre riesce a razionalizzare completamente rischi e vantaggi, costi e benefici.
Il venditore abile ha anche il compito di esplorare queste aree, ed aiutare il venditore a prendere la decisione corretta.
La tecnica delle domande è lo strumento migliore che il venditore ha a disposizione per tramutare qualsiasi incontro in un incontro positivo, per sè e per il potenziale cliente.

RICORDATEVI CHI DOMANDA, COMANDA!!

A Cura di Cesare D’Ambrosio,
Autore di “Tecniche di Vendita”