difesa personale

Come imparare velocemente e bene la Difesa Personale

Giovedì, Gennaio 15th, 2009

Oggigiorno il fattore tempo regola non solo i ritmi di vita ma anche e soprattutto le nostre scelte: in famiglia, nello studio, nel lavoro, nella vita sociale con parenti e amici.   Anche la pratica costante di una palestra, comporta un impegno e decisamente occupa del tempo che dobbiamo togliere ad altre attività.

La maggior parte delle persone che decidono, per piacere o per necessità, di imparare a difendersi vorrebbero saper fare tutto e diventare “dei maestri” in poche lezioni… cadendo poi nello sconforto perché, dopo un inizio anche entusiasmante, si rendono conto che c’è tanto da imparare e che il mondo della Difesa Personale è vasto, pieno di soddisfazioni ma anche di fatica e di insidie.  A conferma di ciò, i corsi di Autodifesa seri che si trovano sul mercato, approfondiscono alcune aree e si strutturano in piu’ livelli proprio perché differenziano le difficoltà delle tecniche insegnate al grado di abilità e capacità raggiunto dagli allievi.

Ai miei allievi, io suggerisco pero’ delle regole molto semplici che permettono loro di “massimizzare” i risultati e di imparare piu’ rapidamente rispetto alla media ottenendo il massimo rendimento con il minimo sforzo.

La prima regola è quella di iniziare sempre la lezione con entusiasmo e la mente libera da preoccupazioni, pensieri, problemi personali, lavorativi, relazionali…  Quando ci si allena, bisogna concentrarsi su quello che si fa, cercando di ascoltare al 100 % le spiegazioni dell’insegnante e di applicare quallo che dice nel modo piu’ giusto e corretto possibile.  Questo, tra l’altro, riduce notevolmente il rischio di farsi del male; la maggior parte degli incidenti in palestra durante le lezioni di arti marziali sono causati da disattenzione, stanchezza, poco controllo nell’esercizio, indisposizione fisica momentanea del praticante (mal di testa, articolare…ecc).

La seconda regola da applicare in palestra è quello di cercare di allenarsi con gli allievi piu’ bravi o che hanno piu’ esperienza. Molto si impara vedendo le tecniche fatte bene e “subendo” le stesse tecniche su sè stessi; allenandosi con un praticante avanzato si possono cogliere anche tanti piccoli suggerimenti o consigli che sono frutto della sua esperienza.  Nel dubbio comunque fare sempre riferimento al maestro.

Terza regola è quella di non temere di chiedere delle spiegazioni aggiuntive o dei chiarimenti al maestro. Se alla fine della spiegazione del maestro si fanno delle domande pertinenti, si dà la possibilità all’insegnate di essere piu’ preciso ed eventualmente di ribadire il concetto per tutta la classe.   Questo rende le lezioni piu’ vive ed interattive; certamente lasciano il segno perché sono piu’ aderenti alle necessità degli allievi.

Quarta regola è quella di immaginare di dover spiegare poi ad un amico quello che si è imparato nella lezione appena svolta. Non necessariamente lo si deve fare realmente; solo il fatto di immaginare di dover poi ripetere le stesse cose, gli stessi gesti, le stesse spiegazioni ad un’altra persona ci mette nello stato psicologico di “assorbire” il massimo delle spiegazioni, mantiene alta l’attenzione e ci suggerisce anche delle domande su eventuali punti o passaggi poco chiari.

Quinta ed ultima regola è quella di trascrivere poi appena possibile, su un quadernino di appunti quello che si è imparato in palestra. Si tratta di appunti personali che possiamo prendere come meglio vogliamo: descrivendo a parole, facendo degli schizzi o dei disegni (per chi è capace di farlo!) e cercando di ricordare e ripetere da soli, immaginando di avere di fronte il compagno di allenamento, i movimenti e le tecniche imparate.   Se esiste un libro o un manuale ufficiale che descrive le tecniche che il maestro insegna nelle sue lezioni, è certamente utile per ripassare (quando si hanno 10 minuti di tempo libero) le tecniche viste in palestra.

Proprio pensando anche a queste esigenze nell’e-book “Difesa Personale” edito da Bruno editore sono descritte non solo le tecniche di Difesa Personale ma anche tutta una serie di conoscenze teoriche che aiutano l’allievo a imparare l’Autodifesa velocemente e bene.

Alla fine della lezione poi, fatevi sempre due domande.

La prima: “Durante l’allenamento che ho appena concluso, mi sono divertito?
La seconda: “Cosa posso dire di aver imparato di nuovo, o imparato a fare meglio, grazie a questo allenamento?   Dalla risposta che vi date, capite se c’è qualcosa che non va e dove eventualmente state sbagliando; un bravo Maestro vi puo’ aiutare ulteriormente a trovare la giusta soluzione.

A Cura di Alberto Barbieri,
Autore di “Difesa Personale”

Corsi di autodifesa: alcune riflessioni

Giovedì, Novembre 13th, 2008

Alcuni recenti articoli e annunci pubblicati sui giornali o su siti internet:
Milano: Istituto Superiore Galvani: 50 studentesse sostituiscono le lezioni di Educazione Fisica con lezioni di Difesa Personale…(ne parla Canale 5, il Corriere della Sera e “Grazia”);
Milano: il comune organizza dei corsi di Difesa Personale Femminile denominati “Cintura rosa” (portale del Comune di Milano)
Venezia: il Centro Antiviolenza del comune istituisce un corso per donne con “prove pratiche” utilizzando tecniche Krav Maga (sito del Comune di Venezia);
Legnago (VR): “Quasi 50 donne iscritte ai corsi di autodifesa” gratuiti organizzati dal Comune in collaborazione con una palestra locale di Judo e Ju Jiutsu (dal giornale quotidiano L’Arena)
Verona: la Circoscrizione n.7 organizza un corso antiaggressione riservato alle donne (5 lezioni con istruttori Krav Maga) (portale del Comune di Verona e brochure distribuita ai cittadini);
Roma: presso la palestra Laurentinokkupato/L38squat corsi di autodifesa per sole donne autogestito (disponibile anche un opuscolo gratuito che riassume il programma e le attività);
Lodi: Medici e infermieri a scuola di difesa” organizzato e voluto dalla Direzione Generale dell’Ospedale (articolo su Gente del 20 ottobre)
Cremona: “..dopo Lodi anche i sanitari di Cremona imparano tecniche antiaggressione..”, con tecniche di Judo e Aikido (articolo su Gente)….

… Ne ho riportati solo otto di recenti, presi un po’ “a caso” in tutta Italia, iniziative eterogenee con matrici iniziali diverse, con programmi differenti ma con la stessa motivazione: insegnare alle persone a vincere la paura di potersi trovare in una situazione “a rischio di aggressione” e le tecniche per uscire dal potenziale momento di pericolo.

Ma è proprio cosi? Veramente tutto quello che viene organizzato, pubblicizzato e proposto è proprio quello che fa al caso nostro?  Quanto questi corsi possono essere utili ed efficaci per raggiungere l’obiettivo iniziale? O sta per diventare una “moda” un po’ originale per “fare palestra”?

Le risposte non sono assolutamente semplici e, partendo da questi fatti, vorrei solo proporre alcune riflessioni.

- Innanzitutto è illusorio pensare di imparare l’autodifesa in un corso di 5 -10 o 15 lezioni, anche avvalendosi del “maestro” più esperto, con il programma di insegnamento migliore e comportandosi da “allievi modello”.   L’autodifesa la si apprende non solo con “la mente” ma anche con “il corpo” ed è necessaria una pratica costante nel tempo. Ben vengano quindi questi corsi che durano qualche mese e che certamente male non fanno ma è poi necessario che gli allievi proseguano con lo studio per un periodo decisamente più lungo se vogliono ottenere i risultati sperati.   La mente può apprendere subito; il corpo impiega molto più tempo …

- E’ importante scegliere il corso veramente adatto alle proprie esigenze; se la scelta è non del tutto azzeccata si rischia di “abbandonare per demotivazione” nel giro di poco tempo oppure ottenere dei risultati scadenti se rapportati al tempo speso e alla fatica sopportata.

Conviene quindi, prima di iscriversi (e pagare!), poter vedere e/o partecipare a qualche lezione dimostrativa per rendersi conto se veramente quello che ci accingiamo a fare sia esattamente quello che vogliamo imparare.   Spesso i corsi classici di Karate, Judo, Taekwon-do ed altri sport da combattimento sono finalizzati principalmente alla pratica sportiva e, senza comunque togliere nulla alla loro efficacia anche nel caso dell’autodifesa, trascurano (e a volte non insegnano) molte tecniche importanti in un’ottica principalmente orientata alla difesa personale.

- All’inizio (ma anche quando si è esperti se il “maestro” è veramente valido e di comprovata esperienza) bisogna fidarsi di quello che ci viene insegnato.   Se ad ogni tecnica presentata cominciamo a mettere in dubbio la sua efficacia con la classica domanda: “….ma se invece l’aggressore poi si comporta un quest’altro modo… allora questa tecnica non funziona?” introduciamo tutta una serie di “varianti” che potrebbero distoglierci dall’apprendimento delle “tecniche fondamentali” e ci possono creare non solo confusione ma anche difficoltà ad imparare correttamente e a ricordare quanto appreso.

Con la fiducia, nel tempo, si vedranno certamente i risultati e si capiranno anche molte altre cose che all’inizio potevano sembrare impossibili. Diventa quindi importante avere dei parametri per capire la validità sia del “Maestro” che della “Scuola“.

- Può certamente essere utile avere la documentazione scritta, illustrata, spiegata delle tecniche che si studiano al fine di poter poi rivedere con più calma, riprovare e memorizzare meglio quello che ci è stato spiegato in palestra.  Un buon manuale che riprenda e approfondisca i temi fondamentali e le tecniche dell’autodifesa è sicuramente un valido aiuto per “rivivere” l’allenamento fatto e per ricordare meglio e con maggior chiarezza gli argomenti appresi.

Se questo non fosse disponibile in palestra la cosa migliore è quella di prendere degli appunti su un quadernino appena finita la lezione; riguardandoli a distanza di qualche giorno si aiuta la mente a ricordare e se avessimo la possibilità di ripetere gli stessi movimenti, anche il corpo ne trarrebbe beneficio.

A questo proposito, al fine di dare a tutti un valido aiuto e una dettagliata documentazione sia metodologica che tecnica, sull’esperienza dei corsi di Difesa Personale che io tengo da anni, ho voluto scrivere e pubblicare con Bruno Editore l’e-book “Difesa Personale” che, oltre a descrivere e illustrare le tecniche fondamentali di Autodifesa, raccoglie anche molti consigli e suggerimenti utili per chi ha deciso di scegliere un “maestro” e una palestra dove seguire dei corsi.

Mi auguro e spero che sempre più i Comuni, gli Enti pubblici e privati, le varie Organizzazioni pongano l’attenzione a questi temi e rendano disponibili dei corsi di Difesa Personale alla portata di tutti, in grado di soddisfare in pieno le richieste e le esigenze della gente.  Ma soprattutto diano a tutti la consapevolezza che l’educazione e la prevenzione sono il primo passo per una vera sicurezza sociale.

A Cura di Alberto Barbieri,
Autore di “Difesa Personale”

Aumentare la tua sicurezza con la difesa personale

Venerdì, Ottobre 3rd, 2008

Purtroppo sono sempre più frequenti le notizie di radio, Tv, giornali che riportano atti di violenza ed aggressioni subite da persone inermi, spesso anche con tragiche conseguenze.  Effettivamente gli ambienti e le situazioni di potenziale rischio sono sempre maggiori e oggi la criminalità ha raggiunto un livello di aggressività e di ferocia elevatissimo.

E’ quindi spontaneo chiedersi cosa è possibile fare per aumentare il livello della sicurezza propria e quello dei propri familiari, parenti e amici al fine di ridurre il pericolo di diventare protagonista e vittima di tali fatti di cronaca nera.

La risposta è facile e difficile nello stesso tempo: imparare a difendersi!  Ma il termine di Autodifesa, non deve essere inteso in senso “restrittivo” e limitato alla sola azione di contrapposizione fisica ma deve essere letto con una accezione più ampia che comprenda innanzitutto la prevenzione, l’analisi psicologica in base alla tipologia dell’aggressore, la gestione del conflitto, lo studio e la conoscenza dell’ambiente ed infine lo studio delle tecniche di difesa personale che non siano basate sulla forza fisica ma soprattutto sulla tecnica vera e propria.

Partendo dalla conoscenza degli ambienti, le situazioni di potenziale rischio di aggressione possono essere moltissime:

  1. luoghi aperti e ampi  (parco pubblico, spiaggia, aperta campagna…)
  2. luoghi piccoli o chiusi (ascensore, camera di hotel, garage o cantina, automobile..)
  3. luoghi deserti o isolati (strade deserte, ufficio remoto, appartamento, parcheggio sotterraneo..)
  4. luoghi affollati (mercato cittadino, discoteca, manifestazione sportiva, fiera ..)
  5. luoghi bui (strada di notte, vicoli non illuminati, …)

Per ognuno di questi ambienti è bene conoscere :

  1. come limitare i rischi con la prevenzione “attiva” e “passiva”
  2. come identificare le “vie di fuga” e individuare le reali “vie di salvezza”
  3. come attribuire il giusto livello di gravità di rischio e di pericolo ad ogni situazione
  4. quali sono le tecniche le “mosse” di autodifesa più adatte ed efficaci nel caso specifico.

Non è facile imparare rapidamente tutto questo ma non è nemmeno impossibile; tutto dipende dalla motivazione che ha ciascuno di noi, dalla volontà di imparare a difendersi in modo efficace e dalla priorità che si danno ai temi della sicurezza personale rispetto ad altri bisogni quotidiani. Una volta deciso, il tempo, le “fonti di studio”, il metodo migliore adatto alle esigenze e necessità di ciascuno lo si trova agevolmente.

La formazione in tema di sicurezza personale è quindi diventata per tutti una necessità e un bisogno importante se si vuole vivere in modo più libero, tranquillo e con maggiore serenità.

A Cura di Alberto Barbieri,
Autore di: “Difesa Personale”