curriculum vitae

Come descrivere le attitudini personali nel Curriculum Vitae

Domenica, Marzo 20th, 2011

I curricula sono spesso freddi e senza mordente, i selezionatori si ritrovano a dover “giudicare” le competenze di una persona da poche righe. Come fare allora per risaltare agli occhi dei potenziali datori di lavoro?

Il documento che si invia alle aziende con la speranza di essere convocati ad un colloquio conoscitivo deve incuriosire il lettore, fare in modo che possa esclamare alla fine della lettura: “Interessante, voglio conoscere questa persona!”

Solo da poco tempo capita di leggere in un curriculum le attitudini personali e caratteristiche del candidato. Sono fondamentali per la selezione: far capire al lettore chi siamo e quali caratteristiche si possiedono può far la differenza tra un colloquio e un’archiviazione perenne del nostro profilo.

Occorre quindi analizzare le proprie capacità e farle risaltare in un paragrafo a parte nel curriculum vitae.

Riporto il paragrafo che utilizzo nel mio curriculum e che mi ha portato ad ottenere grandi risultati rispetto ai miei curricula sprovvisti di tale sezione e ai curricula di altri candidati. Queste sono solo alcune caratteristiche: molte altre se ne possono aggiungere, stando attenti a non appesantire troppo il documento.

ATTITUDINI PERSONALI
“Cordiale con i colleghi, gentile, puntuale, ordinato, attento alle esigenze dell’azienda e soprattutto dei clienti, propenso a collaborare con la Direzione e con i colleghi, orientato al lavoro per obiettivi.”

Con due semplici righe aggiunte al curriculum classico si fanno conoscere al selezionatore le nostre peculiarità, come ci rapportiamo con i colleghi e con la Direzione e la predisposizione a lavorare per obiettivi.

Quindi, non solo nel curriculum illustriamo il percorso formativo e professionale, ma comunichiamo anche chi siamo come persone. Sicuramente è molto meno impersonale e più efficace agli occhi del selezionatore.

Un buon vocabolario aiuta tantissimo nella ricerca degli aggettivi corretti per meglio descrivere le attitudini personali nel posto di lavoro. Dedicare il giusto tempo alla ricerca di queste caratteristiche permette di preparare un buon curriculum, accattivante e interessante.

Dopo aver scritto la sezione “attitudini personali”, occorre rileggerlo: quando si è convinti che le caratteristiche descritte rispecchino la nostra personalità, anche lavorativa, il lavoro è concluso.

A cura di Claudio Casula
Autore di Trovare Lavoro in Azienda

Come creare un portafoglio di nominativi per trovare lavoro

Martedì, Giugno 1st, 2010

Claudio CasulaNel cercare lavoro si incontrano tante difficoltà, la più grande di queste, a mio avviso, è avere notizia delle aziende che selezionano personale, ovvero, a chi mandare il proprio curriculm vitae.

Le fonti primarie di nominativi generalmente sono le riviste di annunci economici. La cosa strana è che le riviste sono piene di annunci di offerte di lavoro e le persone disoccupate sono milioni, la mia riflessione è la seguente: come mai tanti annunci e tanti disoccupati? La risposta è che probabilmente i lavori offerti non rispondono alle aspettative delle persone.

Accade, quindi, che chi è alla ricerca di un’occupazione che soddisfi le proprie esigenze, “aspetti” l’annuncio giusto. Aspettare che arrivi l’annuncio giusto è un errore gravissimo!! Occorre andare a cercare l’informazione giusta. Uno dei modi che ho sperimentato in prima persona e che tutt’ora consiglio a parenti ed amici è un sistema semplice ed efficace.

Si parte da un lavoro semplice ma con una potenzialità enorme, la distribuzione di volantini. Collaborare con le società che distribuiscono volantini è molto semplice, spesso non è necessario nemmeno sostenere colloqui di nessun tipo. La retribuzione non è il massimo, ma se si affronta quest’esperienza con lo spirito descritto nel seguito i risultati arrivano anche in tempi relativamente brevi.

Quest’idea è utile per chi è in cerca di prima occupazione, o è disoccupato e si trova a doversi reinserire nel mondo del lavoro. Non sottovaluterei questa attività, sono sicuro che molti pensano che “volantinare”, dalle mie parti si dice così, sia una perdita di tempo.

La distribuzione del volantino comporta:
1-farsi aprire il portone;
2- inserire il volantino nella cassetta;
3- andarsene il più velocemente possibile per terminare i volantini.

Questi sono generalmente i passi che seguono TUTTI i ragazzi che distribuiscono, ma… c’è un altro passo, il 4 quarto: leggere nelle cassette delle lettere e nei campanelli i nomi delle persone, ma soprattutto delle aziende, e scriverli in un’agenda. Inutile dire che i nominativi scritti nell’agenda saranno utilizzati per l’invio dei C.V.

Nel giro di poco tempo si riesce a creare un portafoglio di contatti discreto, da questi di solito si riesce a sostenere diversi colloqui, dopo l’invio del CURRICULUM, e con un po’ di audacia e fortuna si riesce a trovare lavoro.

Cosa ne pensate? Chi altri ha provato questo sistema?

A Cura di Claudio Casula
Autore di Trovare Lavoro in Azienda

Come Scrivere un Curriculum Accattivante!

Martedì, Maggio 26th, 2009

Su come si scrive un curriculum efficace e i modi migliori per divulgarlo si è scritto tanto, si scrive tanto e si scriverà ancora di più in futuro.

Si scrive sempre di più perché le persone cambiano giorno dopo giorno, le idee per migliorare e accattivarsi la simpatia del selezionatore vengono in mente in momenti inaspettati.
Nel mio Book ho inserito le mie personali e considerazioni in merito, ho illustrato i paragrafi del Curriculum come lo intendo io.

Senza entrare nel merito dei contenuti, la mia idea è quella che un curriculum deve essere professionale, ma allo stesso “stuzzicante” per il selezionatore affinchè una vocina gli faccia dire:

Però!! Voglio conoscere personalmente questa persona”.

Far dire una frase del genere al selezionatore vuol dire ipotecare un buon risultato in sede di colloquio.
Ma come si può invogliare il futuro datore di lavoro a farci convocare per un colloquio?
Di modi ne ho sentito tanti, uno in particolare mi ha colpito.

Gira una leggenda dalle mie parti, come tutte le leggende metropolitane può essere vera come falsa.
Ma questa è talmente paradossale che potrebbe anche esserlo o quanto meno verosimile.
Tempo fa mi hanno raccontato di un ragazzo appassionato di motori che voleva a tutti i costi lavorare in una casa automobilistica, a me dissero trattarsi della FIAT.
La sua passione era talmente forte che il pensiero fisso lo consumava sia fisicamente sia mentalmente.
Ha inviato un curriculum, composto soltanto da una sola pagina con i seguenti dati:

  • Nome
  • Cognome
  • Indirizzo
  • Telefono
  • Segno Zodiacale

Niente di più niente di meno.

Sembrerebbe, dalla leggenda, che questo ragazzo sia stato convocato e che il selezionatore con segno zodiacale compatibile col suo lo abbia raccomandato per l’assunzione.
Ci si può credere o meno, io personalmente non ci credo, ma sono convinto (se fosse vera la storia) che il coraggio di aver inviato quel curriculum abbia premiato quella persona.

Oggi i modi per accattivarsi l’attenzione dei selezionatori o datori di lavoro devono per forza essere più incisivi.
A me ne è venuto in mente uno proprio in questi giorni.
Ho avuto il piacere di conoscere una persona non Italiana (ex URSS) che studia e parla l’Italiano e per curiosità ho letto il suo Curriculum.
La prima cosa che mi è saltata agli occhi è che ha indicato lo stato civile e lo stato di salute.

A me personalmente non è mai capitato di vedere indicato lo stato civile nei C.V. tanto meno lo stato di salute.
Mi è stato spiegato che lo stato civile lo indicano prevalentemente le Donne, in quanto può incidere sulla selezione, in sostanza una donna single ha più probabilità di essere assunta rispetto ad una sposata.

Lo stato di salute invece serve per far vedere al futuro datore di lavoro che il lavoratore gode di buona salute e che non si assenterà per malattia.
A me come a tutti voi verrà da pensare che anche se uno gode di ottima salute può assentarsi senza problemi, è sufficiente un certificato medico e il gioco è fatto.

Qui nasce la mia idea, come le altre mie idee indicate nel book può suonare strana e aspetto le vostre opinioni in merito.
Anziché indicare lo stato di salute, indicherei la percentuale di assenza per malattia nell’ultimo anno lavorativo.
Naturalmente lo indicherei solo perché ho una percentuale bassa, molto bassa.

Mi spiego meglio:
nel 2008 ho lavorato per 225 giorni, dal conteggio ho eliminato i giorni di ferie estivi e natalizi, e mi sono assentato per malattia solo 3 giorni e in tutto l’anno ho chiesto 5 gg di permesso.

3/225*100=1.33333%
Assenze per malattia 1,33% su 225 giorni lavorativi annui.
5/225*100=2.22222%
Assenze per permessi 2,22%. su 225 giorni lavorativi annui

I giorni di permesso li ho inseriti solo per confrontare i numeri, naturalmente in un curriculum non li inserirei mai.
Mentre inserirei la percentuale delle assenze per malattia in funzione dei giorni lavorati, specialmente se la % è bassa e non supera il 2%-3%, più o meno equivalgono a 6 gg lavorativi su 225 gg.

Credo che sia un indicatore più facile da comprendere in quanto rapportato ad un numero reale e oggettivo, a me può dire poco il fatto che uno stia bene e che goda di ottima salute.
Ma se mi indica quante volte si è assentato allora il discorso cambia.

La scelta di indicare questo dato è un fatto personale che deve essere valutato con attenzione, personalmente sono convinto che se un candidato dovesse decidere di scriverlo deve assumersene tutte le responsabilità del caso indicando opportunamente la liberatoria per la privacy.

Sono curioso di sapere cosa ne pensate, voi inserireste un dato simile nel vostro curriculum?

Ciao!!

A Cura di Claudio Casula,
Autore di “Trovare Lavoro in Azienda”