crisi finanziaria

Come guadagnare con lo Scalping Intraday

Giovedì, Giugno 3rd, 2010

Fare previsioni in Borsa è sempre difficile. Lo sanno bene i tantissimi investitori di lungo termine che sono ancora in perdita. La crisi finanziaria degli ultimi anni ha aumentato l’incertezza nei mercati, sebbene essi abbiano recuperato dalle perdite dai minimi.

A molti le quotazioni attuali sembrano gonfiate” rispetto alla realtà economica, che presenta invece ancora molte problematiche, in primis il livello di disoccupazione. Ecco come l’operare in borsa in giornata potrebbe riservare dei vantaggi. Chiudendo le posizioni prima del termine delle contrattazioni possiamo evitare di trovarci già in pesante perdita il mattino successivo.

Guadagnare con brevi operazioni nell’arco della giornata non è però semplice. Se non si possiede la necessaria esperienza si potrebbe incappare in una serie di insuccessi, per giunta aumentati dalle commissioni per gli eseguiti. Diventa fondamentale la presenza “fisica” davanti ai monitor del pc per studiare i movimenti dei grafici e le correlazioni che intercorrono tra i vari titoli e gli indici. Nel nostro FTSE MIB “pesano” molto Unicredit ed Eni. Guardiamo sempre cosa fanno.

Bisogna sfruttare gli “eccessi” di questi movimenti, in un verso o nell’altro. È possibile guadagnare anche al ribasso, con l’operatività “short”, scommettendo in pratica che il prezzo del titolo scenda. Solitamente le prime due ore di contrattazione sono le più volatili, sfruttiamole!

Se un titolo è particolarmente acquistato e registra ad esempio un + 3,5% già ai primi scambi, consiglio di non fare la vendita allo scoperto, ma di acquistare. Se il titolo va forte ci sarà qualche motivo! Alla rottura verso l’alto del massimo di giornata, personalmente continuo ad acquistare

Una volta ottenuto un gain soddisfacente dopo un trade portiamo a casa il risultato, non trasformiamo un guadagno in una perdita. Utilizziamo la media mobile giornaliera, acquistando quando il prezzo si trova al di sopra di essa e vendendo quando è sotto di essa.

Il segreto per operare con successo con l’operatività intraday è studiare, studiare e ancora studiare. Con il tempo il metodo si affinerà e verrà fuori anche l’istinto, fino a ottenere dei risultati strepitosi!!!
Buon Trading a tutti voi!!

A cura di Guido Di Domenico
Autore di Scalping Intraday, Grandi Trades per Piccoli Traders, Come Scegliere il Mutuo

È difficile scegliere il mutuo giusto… specialmente di questi tempi!

Martedì, Febbraio 24th, 2009

L’offerta attuale di soluzioni per finanziamenti immobiliari è in continua evoluzione. I tassi stanno scendendo e sembra lo stiano facendo anche i prezzi degli immobili. Molte persone sono oggi spaventate dall’idea di un indebitamento che potrebbe durare anche per molti anni.

In realtà è forse questo uno dei momenti storici migliori per farlo! Si parla di un ulteriore ritocco sul tasso di interesse da parte della Banca Centrale Europea nel mese di Marzo. Questo ridurrebbe ulteriormente l’Irs e l’Euribor. Quindi tassi ancora più bassi.

Sono molti gli immobili in vendita e pochi gli acquirenti. Chi vuole comprare, oggi  ha la possibilità di concludere l’affare ad un buon prezzo e chi ha bisogno di vendere subito purtroppo sarà costretto ad accettare anche proposte molto più basse. Riuscire ad acquistare una casa con un ribasso sostanzioso sul prezzo originariamente richiesto e farlo con un mutuo a tasso fisso basso,  credo sia una ottima strategia di investimento, dati anche gli elevati canoni dell’affitto.

Anche negli Usa Obama sta intervenendo nel settore, per fronteggiare una bolla speculativa di proporzioni spaventose. L’ingegneria finanziaria propone ventagli sempre più ampi di utilizzo del credito. Di certo c’è che ad oggi l’accesso ai finanziamenti è divenuto più difficoltoso rispetto a qualche anno fa.

Sapersi muovere all’interno di un contesto del genere diventa sempre più indispensabile. Riuscire od ottenere una rata più conveniente rispetto ad un’altra, permette di fronteggiare tante altre spese quotidiane.
Nell’ebook Come scegliere il mutuo il lettore è guidato passo dopo passo per la strategia migliore, in maniera estremamente pratica. Bisogna sapere cosa domandare, a chi farlo, come farlo, dove farlo. Essere preparati, conoscere la materia, è finalmente possibile anche per chi si avvicina per la prima volta all’acquisto di un immobile, pur piccolo che esso sia.

Il costo irrisorio dell’ebook risulterà essere un investimento prezioso in confronto alle migliaia di euro che si potrebbero ottenere mettendolo in pratica. Riuscire ad avere una rata più bassa di soli 18 euro rispetto ad un’altra, per una durata di 25 anni, permette di risparmiare ben 5400 euro!
A questo punto non mi resta che augurare una buona lettura ed ottimi affari!!!

A Cura di Guido Di Domenico,
Autore di “Come Scegliere il Mutuo”

I lati positivi della crisi: parte 1 Ghoti Sauton – Conosci te stesso (Socrate)

Domenica, Dicembre 21st, 2008

Cari amici è tempo di crisi. Da positivo puro quale quello che aspiro ad essere, mi è venuta voglia di cercare degli aspetti positivi in questo contesto storico-sociale che qualche sera fa Colaninno jr. da Vespa definiva la più grossa crisi economica dal secondo dopoguerra.

Sono fermamente convinto che nei momenti di difficoltà la via più breve verso l’uscita da qualsiasi crisi sia sempre quella che passa per l’ottimismo.

Per questo motivo mi voglio impegnare nella direzione di dirigere messaggi positivi ai lettori di questo blog.

Pensando alla mia esperienza nell’ambito della gestione delle risorse umane riflettevo su una frase che nei corsi di team building uso spesso: “conoscerai veramente le persone che hai intorno solo quando queste andranno veramente sotto pressione”. Oppure, usando un gergo marinaro: “Conoscerai veramente i componenti della tua ciurma solo dopo la tempesta”.

Questo vuol dire che noi stessi abbiamo occasione di conoscere il nostro vero valore nei momenti di crisi. Sono i momenti in cui conosciamo i nostri lati peggiori, ma anche quelli migliori. Capiamo quali sono i veri valori della vita e conosciamo finalmente quali sono le persone su cui possiamo fare affidamento.

E’ nei momenti di crisi che prendiamo più facilmente decisioni importanti che magari stiamo rimandando da tempo immemorabile. Come dice Anthony Robbins: “il destino di un uomo si forgia nel momento delle proprie decisioni”. E sempre Robbins asserisce che ciò che è alla base delle scelte dell’uomo è fondamentalmente la ricerca del piacere e la fuga dal dolore.

Ne consegue quindi che quando le cose vanno già bene non c’è molta spinta a dare il via a qualche cambiamento. Magari ci si accontenta di qualcosa che invece un “Grande” definirebbe mediocre.

Riassumendo voglio quindi dire che solo quando siamo veramente in difficoltà riusciamo a capire quanto valiamo veramente, solo quando abbiamo poco o nulla lottiamo con tutte le nostre forze per ottenere qualcosa di veramente importante. Molte biografie di grandi personaggi confermano questo.

A voi la parola… consenzienti e dissenzienti… dite la vostra.

Un saluto da Valter Romani,
Autore di “Scacco alle Bugie” e “Da Grande Sarò Ricco

Cause ed effetto della crisi economica (parte 1)

Venerdì, Dicembre 12th, 2008

Buongiorno a tutti gli utenti del blog, mi trovo a Reykjavík in Islanda dove sono venuto a trovare mio fratello che lavora in questa stupenda e serafica capitale del Nord Europa. “Fortuna” (si fa per dire) ha voluto che dopo essermi scontrato con il forte della crisi di ottobre mentre ero nel cuore della City, adesso mi ritrovo faccia a faccia con l’economia di un paese sull’orlo nel baratro.

Scherzi a parte (almeno ridiamo per tirarci su il morale) volevo analizzare con voi le cause e gli effetti di questa crisi economia internazionale che sta colpendo soprattutto i piccoli risparmiatori.

Voglio procedere con l’analisi della crisi economica paragonandola a quella islandese in quanto essa non è altro che la crisi mondiale amplificata all’ennesima potenza per via della loro particolare situazione geografico-economica. In pratica, ciò che sta accadendo qui in Islanda potrebbe essere quello che accadrà anche a tutto il resto delle economie se si persevererà sulla strada sbagliata che noi tutti abbiamo intrapreso in passato.

Chi ha letto il mio libro “Autoconsulenza Finanziaria” sa che dedico un intero capitolo (il quinto) alla risoluzione dei debiti derivante dall’uso smodato di carte di credito revolving e prestiti. Alcuni mi hanno riferito che sono stato troppo duro su questo argomento in quanto avevo definito come “Catastrofe dilagante” questa moda di indebitarsi facile che sta colpendo tutto il mondo.

Nel libro parlo pure del perché è meglio non acquistare immobili senza una adeguata pianificazione in quanto esso ci espone ad un grosso prestito di denaro per comprare una casa che spesso non è calibrata su reali esigenze ma dettata solo dall’istinto o da sogni del momento che possono diventare un boomerang negativo in futuro. Se ci fate caso, la crisi attuale è definita anche la “Crisi dei Mutui!!!” come mai?

Il tutto è iniziato negli USA a metà degli anni ‘90 quando si è avviato una politica di welfare molto marcata. Questa comprendeva, tra l’altro, tanti aiuti che hanno spinto l’economia americana e che hanno favorito le classi meno abbienti.

Tuttavia uno di questi aiuti meno positivo dal punto di vista economico ma molto demagogico e specificatamente rivolto alle classi povere (per lo più neri ed ispanici) consisteva nel facilitare la stipula di mutui atti a fargli acquistare le case. Dal punto di vista di chi ha proposto gli aiuti, questi dovevano permettere di dare un benessere economico a queste persone ed inoltre avrebbe riavviato il settore edilizio.

Allora qualcuno si domanderà: “Ma qual è il problema se sembra tutto positivo?”
In pratica per applicare questi aiuti si sono fatte pressioni sui gruppi bancari per allentare le maglie dei prestiti in modo che anche persone con redditi instabili, bassi o comunque a rischio potessero accedervi.

Il problema è che se le banche non davano credito a queste persone è evidente che per delle statistiche in possesso dalle stesse, essi sono a rischio di non poter restituire i capitali.

In concomitanza di questi mutui facili si è avviato un altro processo pericoloso, quello dei tassi variabili che hanno aggirato una vecchia legge creata dal Presidente Roosevelt sotto consiglio dell’allora Presidente della Bank of America Gianninni.

La legge prevedeva che non si potessero accendere mutui che avessero una rata superiore al 30% del proprio reddito lordo (circa 40 o 45% sul netto) in modo che fosse possibile pagarla senza rendere problematica la questione al beneficiario.

Visto che all’epoca non esistevano i tassi variabili si prendeva come riferimento le rate del primo anno, ma con l’avvento dei tassi variabili e della moda del tasso contenuto al primo anno (tipo tasso al 1% al primo poi variabile) si sono potuti avviare così mutui con rata molto superiore al limite di legge previsto dall’accordo del ‘32.

Questi mutui “facili” hanno innescato l’acquisto frenetico di immobili facendo aumentare parecchio la domanda rispetto all’offerta, di conseguenza i prezzi si sono a poco a poco lievitati. Inizialmente il fenomeno fu mitigato dalla discesa dei tassi di interesse lungo tutti gli anni ’90, ma nel nuovo millennio si incominciò a verificare l’aumento dei tassi di interesse, il continuo aumento dei prezzi degli immobili ed infine  il sempre maggior numero di cittadini che vogliono accedere al prestito.
Sulla base di queste informazioni i vertici delle banche hanno pensato di spalmare questi mutui (ed i possibili rischi insolvenza) su delle obbligazioni da piazzare ai risparmiatori.

Negli ultimi anni tutte quelle persone che non avrebbero avuto possibilità di accedere al prestito in quanto deboli economicamente si sono ritrovate ad essere i primi a “saltare” innescando un fenomeno a catena.

Innanzitutto la gente ha cominciato a non pagare le rate, questo ha causato una perdita via via più consistente a chi aveva acquistato le obbligazioni a copertura dei mutui. Visto che alla gente non piace perdere soldi hanno liquidato gradualmente le obbligazioni mandando in crisi le banche emittenti che di conseguenza hanno ereditato delle voragini immense nei loro bilanci.

A Cura di Patrizio Messina,
Autore di “Autoconsulenza Finanziaria”

La crisi incombe? Niente Panico!

Mercoledì, Ottobre 15th, 2008

In questi giorni stiamo assistendo ad un vero e proprio collasso dei mercati azionari che colpisce soprattutto i titoli bancari ed assicurativi, i quali arrivano a perdere anche il 10% in un giorno. Con il mio articolo vorrei raccomandarvi soltanto di non perdere la calma ed evitare il panico ma anzi vi suggerisco di sfruttare al meglio questa opportunità finanziaria.

Si avete capito bene, niente panico, perché da quando sono a Londra, guardando la TV locale vedo ogni giorno servizi giornalistici o di cronaca che trattano di persone, spesso padri di famiglia, che si suicidano in seguito alle conseguenze della crisi finanziaria, o di licenziamenti in massa o ancora perché stanno perdendo tantissimo nei mercati… in parole povere si sono fatti prendere dal panico.

Da qui non riesco sempre a seguire la TV italiana tuttavia leggendo i nostri quotidiani mi sembra che, almeno per il momento, non siamo arrivati allo stesso punto. Ciononostante ho potuto capire da quanto letto in vari forum e blog che la gente sta vendendo le proprie azioni all’impazzata consolidando così notevoli perdite di denaro ed alimentando oltretutto ancor di più la crisi in atto.

Nel mio libro parlo dettagliatamente su come sfruttare questi periodi di pesanti ribassi chiamandole addirittura “catapulte per i guadagni”, ed in questa sede volevo porre l’attenzione su un aspetto fondamentale dei mercati azionari. Non so se tutti voi ne siete a conoscenza ma è bene ribadirlo in modo chiaro: non esistono azioni invendute. Quando vedete che un titolo che prima valeva 10€ oggi ne vale 5€, vuol dire che a questo nuovo prezzo si sono realizzati degli scambi di azioni, con una persona che vende un titolo a 5 euro ed un’altra che lo compra allo stesso prezzo.

Ma se tutti quanti stanno vendendo in perdita chi è che sta comprando in questo momento al ribasso? E’ semplice: i grandi capitalisti, le banche (che tanto si lamentano), gli speculatori e la gente “che sa il fatto suo”. State pur tranquilli che in un momento cosi “catastrofico” per le borse (mediaticamente parlando), la gente “normale” non entra in borsa con i propri risparmi mentre lo fanno coloro i quali sanno come maneggiare “la patata bollente”.

Voi pensate che queste persone gli va di perdere denaro o sono pazzi? No, non lo sono. Sanno però un’altra piccola legge fondamentale dei mercati e dell’economia in generale: L’economia, e quindi i mercati azionari, sono oscillanti per natura. Quando domandate a chiunque cosa gli viene in mente parlando di un indice azionario sicuramente tutti gli verrà in mente un grafico oscillante che sale e scende (apparentemente senza un senso logico). In realtà, senza volerlo, non ha fatto altro che immaginare nella loro mente l’andamento tipico dell’economia.

I mercati passano sempre attraverso da 4 fasi: espansione, crisi, recessione (dove stiamo adesso) e la ripresa. Essi compongono un oscillazione intera a cui ne segue un’altra e poi un’altra e così via all’infinito. Ora, se in questo momento siamo in recessione, qual è la fase successiva? La ripresa!

Certo non siamo in grado di sapere quanto questa inizierà, potrebbe essere fra un mese o fra un anno, ma state pur certi che prima o poi inizierà questa ripresa, e con essa decollerà il prezzo delle azioni e il guadagno di chi vi ha investito durante il panico da vendita.

Il panico o la paura è ovviamente un emozione naturale e umana, non è che gli esperti di borsa o gli economisti siano fatti di pietra. Basta considerare che ogni consulente finanziario in genere affida i propri risparmi ad un altro consulente per evitare di fare mosse avventate dettate dalle emozioni.

Io stesso faccio gestire i miei risparmi ad un mio amico consulente molto bravo (sempre sotto la mia visione ovviamente) in modo da avere un sostegno nei periodi in cui potrei essere preso dal panico o essere irrazionale per qualunque motivo.

La stessa soluzione viene usata ad esempio dai medici. Quando devono curare i loro pazienti sono molto razionali e lucidi ma se il problema è personale o di un famigliare si affidano in genere ad un altro medico per eliminare la componente ansia che potrebbe scaturire dal curare un proprio caro (parlo di malattie serie non una semplice influenza).

Quindi per concludere, cercate di sfruttare il momento e di rimanere razionali davanti questi ultimi eventi economici e non fatevi prendere dalle emozioni. Il segreto del buon consulente finanziario non è solo essere bravo nella propria materia, ma soprattutto essere in grado di gestire le emozioni proprie e dei propri clienti.

Quindi mi raccomando NIENTE PANICO!

A Cura di Patrizio Messina,
Autore di “Autoconsulenza Finanziaria”