consulenza

3 segreti per un consulente perfetto

Mercoledì, Settembre 28th, 2011

Giancarlo RandoneDa chi vi è facile accettare un consiglio? Sicuramente da chi è per voi un collaudato amico, uno che vi da il consiglio perchè vi stima e vi vuole bene.
Consulente deriva etimologicamente da “consiglio”; quindi il consulente è un consigliere esperto e fidato.

Il primo segreto di un buon consulente è ASCOLTARE, attentamente. Chi sa ascoltare trasmette sicurezza, attenzione, interesse. Se saprai ascoltare ( che non significa “udire” parole, ma far proprie le espressioni altrui, viverle come nostre, assimilarle nella mente e nel cuore) avrai compiuto il primo importante passo.

Il secondo segreto è, dopo aver ascoltato, fare buone domande, non invadenti o imbarazzanti, ma  che suscitino in chi hai di fronte un preciso senso di gratitudine; quasi un dire “che bella domanda! Allora sei davvero interessato a ciò che penso!”.

Il terzo segreto è prendere appunti. Cosa ti fornirà materiale per i tuoi appunti? Il tuo aver ascoltato attentamente, prima di tutto, perchè avrai registrato ansie, problemi, preoccupazioni e timori della persona alla quale dovrai dare consigli. Ma avrai anche registrato i suoi desideri, le sue ambizioni, i suoi programmi. E sarà su questi questi elementi che “costruirai” la tua consulenza.

Negli appunti annoterai anche le risposte alle domande che avrai fatto, e inizierai ad annotare - in una apposita sezione del tuo foglio, come ti viene indicato ne “Il Consulente perfetto”- non solo ciò che avrai raccolto dal tuo potenziale cliente, ma anche ciò che ti sarà venuto in mente e che costituirà il tuo lavoro.
Porterai con via con te- raccolti in un solo foglio appositamente strutturato- preziosi spunti per tornare dal tuo cliente con una proposta che non sarà stata costruita con le tue idee, ma calata sui suoi bisogni, timori, speranze e dubbi.

Che cosa meravigliosa sarà per te quando avrai assaporato la gioia piena e appagante di aver davvero impartito buoni ed efficaci consigli! Verrai ricompensato in almeno tre modi: a) Con il più che meritato onorario; b) con la gioia interiore di aver dato a piene mani; c) con la gratitudine del tuo cliente, che ti avrà sentito amico e consigliere prezioso, e che parlerà entusiasticamente di te e del tuo lavoro, incrementando le tue possibilità di successo.

A cura di Giancarlo Randone

Come acquisire dalla case history di un intermediario un insegnamento per imprese, professionisti e privati

Mercoledì, Marzo 10th, 2010

Gian Piero Turletti Qualche tempo fa, ho avuto occasione di occuparmi del caso di un intermediario, caso dal quale si possono trarre utili suggerimenti per imprese e professionisti, anche da un punto di vista personale.

Quest’intermediario si occupa di ricerca di linee di credito per le imprese, maturando delle provvigioni a fronte dei risultati ottenuti nei confronti delle imprese, ma, talora, anche nei confronti di enti finanziari con in quali abbia siglato una convenzione.

L’intermediario mi ha chiesto un consiglio su una questione, relativa al mancato riconoscimento, da parte di uno di questi enti, di talune provvigioni.

Nello specifico caso, era stato stipulato un contratto di factoring tra un suo cliente e una società finanziaria, che però non aveva riconosciuto quanto, secondo l’intermediario, gli sarebbe spettato.
Cos’era successo?

Detto molto semplicemente, e non dilungandomi in inutili tecnicismi, la società di factoring aveva sì stipulato con il suo cliente un contratto, ma questo contratto, per tutta una serie di ragioni, non rientrava nel cosiddetto domestic factoring, di cui si può parlare quando tutti i soggetti interessati hanno sede in Italia.

E, guarda caso, la convenzione tra la società di factoring e l’intermediario riconosceva a quest’ultimo delle provvigioni, ma limitatamente all’ipotesi di factoring cosiddetto domestico.

Feci notare questo all’intermediario, ma cos’era successo?

Molto semplicemente, l’intermediario, che aveva già in passato stipulato convenzioni con altre società di factoring, aveva erroneamente dato per scontato che tali atti fossero sempre uguali o analoghi.

Quale insegnamento si può trarre da tutto ciò?

Evidentemente che gli strumenti giuridici che servono a regolare i rapporti tra privati, ma anche tra imprese o tra professionisti, hanno un peso rilevante nella disciplina degli aspetti economici di tutti questi soggetti.

E’ quindi bene non dare mai nulla per scontato e analizzare attentamente diversi aspetti.

Se poi il contratto è troppo specialistico o complesso, può convenire la consulenza di un esperto.
Certo, si sostengono costi aggiuntivi, rispetto all’ipotesi di far tutto da soli, ma può senz’altro valerne la pena, soprattutto per evitare “brutte sorprese” successivamente alla stipulazione di atti e contratti.

E voi, cosa ne pensate?
Lasciatemi un commento sul blog, del quale vi ringrazio sin d’ora.

A cura di Gian Piero Turletti
Autore di Progetto Azienda

La guida definitiva al Natural Body Building

Venerdì, Marzo 27th, 2009

Dopo aver letto decine di libri sul Body Building a volte con programmi improponibili a meno di essere “superbombati” ho deciso di scrivere il mio libro sul Body Building. E’ il primo ebook italiano che tratta in modo così approfondito una tematica così importante per chi si allena e vuole ottenere risultati in modo naturale e senza l’assunzione di farmaci.

L’ho scritto anche per fronte alle tante richieste che in questo  ultimo periodo ho avuto come personal training online. Il libro è ideale per chi si pensa isolato, non sa a chi affidarsi o non vede nella propria palestra la persona giusta per farsi seguire. O semplicemente per chi abbia voglia di utilizzare i miei programmi.

Questo ebook ha un valore immenso, considerando che in media una consulenza online si aggira intorno agli 80,00-50,00€ per programma stilato, e all’interno ci sono 10 programmi dettagliati d’allenamento più la guida agli esercizi più i vari programmi alimentari, fate voi il conto del reale valore del libro…

L’ebook Natural Body Building lo considero il mio capolavoro e la sintesi dei miei primi 10 anni di lavoro nel settore. Semplice e pratico, come io intendo l’allenamento con i pesi. Tutti potranno, se seguiranno i miei consigli e i miei programmi, ottenere quel fisico che tanto desiderano. I programmi che ho stilato sono adatti sia a quelli che si allenano in palestra, sia per le persone che si alleneranno in casa. Infatti tutti gli esercizi proposti sono da eseguire con bilanciere, manubri e a corpo libero.

Il libro è completo sotto ogni aspetto, ho cercato di trattare gli argomenti essenziali per potersi allenare in modo autonomo. Il libro è organizzato a giorni, ogni giorno avrete un compito preciso di apprendimento:

  1. Giorno 1: imparerai a valutarti, con le migliori strategie: le circonferenze e la plicometria. Ti insegnerò in particolare l’auto-plicometria;
  2. Giorno 2: ti insegnerò il funzionamento del corpo umano, cosa vuol dire fare ipertrofia e come ottenerla. Ti mostrerò il miglior range di lavoro far massa o come fare definizione.
  3. Giorno 3: ti mostrerò la periodizzazione che andrai a fare. Un anno di intenso lavoro con i migliori 10 programmi d’allenamento.
  4. Giorno 4: parlerò di alimentazione e ti insegnerò tutto ciò che devi sapere per fare massa o definizione. In più ho preparato alimentazioni dettagliate per la massa e per la definizione (in particolare con la dieta Metabolica)
  5. Giorno 5: ti mostrerò nel dettaglio i migliori 10 programmi d’allenamento. Ti insegnerò ad allenarti con le superserie, le triserie, il 5×5, lo stripping, l’8×8, il GVT, i piramidali, le full body, … Tutti programmi testati personalmente e realmente efficaci.
  6. Giorno 6: ti indicherò gli esercizi base per un allenamento ottimale. In particolare ti insegnerò ad eseguire una panca piana corretta, le trazioni alla sbarra e le loro varianti, tutte le forme di squat e di stacchi, la panca stretta e i curl per le braccia e i lavori per le spalle come il military press e il push press. Ti mostrerò tutti i fondamentali e i complementari dell’allenamento con sovraccarichi.

L’ebook può essere considerata una Guida completa al Natural Body Building. Ideale sia per i principianti, sia per quelli più esperti sia per tutti i personal trainer che vorranno sfruttare i miei allenamento per allenare i propri clienti.

Una cosa sono certa: vi faro veramente faticare! Spingerete il vostro fisico dove mai è giunto e vi renderete conto di cosa vuol dire allenarsi con i miei programmi.

Buon allenamento…

A Cura di Umberto Miletto,
Autore di “Natural Body Building” e “Il Metodo Kettlebell”

Crisi di liquidità e Scoperto di conto corrente!!! Procedere con cautela

Lunedì, Febbraio 9th, 2009

Verso la fine del 2006 vengo presentato a 2 titolari di una piccola attività, marito e moglie.

Il problema era che le banche non gli davano più fido di quanto già concesso, anzi queste stavano richiedendo il rientro. In poche parole la piccola impresa era in grave crisi di liquidità.

La mia consulenza continuativa si è protratta ,come da preventivo, per circa 1 anno.
I risultati sono stati molto buoni, poiché dopo anni di perdita che hanno portato la piccola azienda ad una pesante situazione finanziaria, nel 2007 l’azienda è andata in utile e nel 2008 ha continuato ad essere in utile ed in miglioramento.

Le ricette sono state la diminuzione delle scorte, maggiore attenzione agli acquisti, previsioni finanziarie e controllo con budget per i costi e il tutto col mantenimento dei ricavi previsti.
Il tutto naturalmente è stato seguito nei minimi dettagli e proporzionato alle dimensioni aziendali.

Terminato il mio periodo di consulenza previsto, il titolare, persona estremamente corretta, che comunque non poteva sempre pagare nei tempi giusti, mi dice che non sopporta l’idea di avere un debito nei miei confronti e in ogni caso mi conferma che periodicamente mi avrebbe chiamato per verificare se tutto stava funzionando come da programmi.

Io ero d’accordo con lui poiché avere dei crediti vecchi da riscuotere mi metteva a disagio.
Avrei potuto anche prenderla come un pretesto da parte del cliente per svincolarsi della mia consulenza ma gli ho voluto credere, non avendo motivo di dubitare dei risultati positivi.

Periodicamente sono stato chiamato a controllare ciò che veniva fatto e per mia soddisfazione ciò che avevamo pianificato stava avvenendo. Le banche che fino a poco tempo prima gli avevano chiuso le porte, cominciavano a riaprirle anche se a piccoli passi.

Nel 2008 continuo sistematicamente ad andare dall’ex cliente, ormai amico a dare sporadicamente dei miei pareri e a visionare i bilanci periodici che gli stampa il suo commercialista .

Nel novembre  2008 il Titolare mi chiama e mi dice:
“Lo sai che la Banca alla quale mi sono rivolto per una richiesta di aumento fido mi ha proposto di fare un finanziamento per il totale rimborsabile in 3 anni?”

A quel punto io dico:
“Per forza sei stato per troppo tempo sopra 80% di utilizzo del fido accordato e loro ti vogliono dare un finanziamento più adeguato”.

Andiamo in banca, ed in effetti scopo della Banca era chiudere lo scoperto di conto continuando col rapporto dandogli un finanziamento più adeguato, poichè il cliente anche se, sempre nei fidi accordati, è sempre stato vicino all’utilizzo del tetto massimo e non riesce a scendere.

A quel punto nel colloquio con il Direttore una volta appreso le intenzioni dell’Istituto Bancario noi abbiamo presentato la ns. controproposta……

Morale del racconto:

Già in altri miei racconti il finale è stato grossomodo questo ,ma simile realtà è più che mai attuale:

  • E’ sempre più difficile ottenere scoperti di conto
  • Occorre fare attenzione a non stare troppo tempo al massimo di utilizzo del fido senza muoversi poiché ormai questa forma di finanziamento è sempre meno gradita agli Istituti di Credito.
  • Lo scoperto di conto dovrebbe servire quasi esclusivamente a far fronte a temporanee necessità di cassa. Se stai sempre utilizzando il fido di conto corrente significa con molta probabilità che difficilmente riesci a rientrare dello scoperto quindi presumibilmente non è la forma di finanziamento più adatta . Nel caso in esame, la banca ha proposto un finanziamento rimborsabile poiché cominciavano a vedersi gli utili infatti gli anni precedenti sarebbe stato improponibile . Alla fine poi questa operazione è anche un buon consiglio e da un punto di vista economico al cliente conviene perché sicuramente i tassi sono migliori dei finanziamenti a breve termine.

Per le imprese lo scoperto di conto è importante per avere un polmone finanziario, il consiglio è però di farlo nelle proporzioni giuste e pianificare bene le entrate e le uscite.

Se hai provato cosa vuol dire stare scoperto di conto probabilmente so bene quale potrebbe essere le tua obiezioni, le conosco sia come cliente bancario sia come consulente di aziende.

E tu cosa ne pensi, lasciami un tuo parere

A Cura di Patrizio Gatti
Consulente di direzione aziendale
Autore di “Amministrare l’Azienda”

Il risparmio dei “Paperoni”

Lunedì, Agosto 11th, 2008

Pubblicato su Milano Finanza del 20 giugno 2008, appare a pagina 19 un interessante articolo che analizza il cambiamento dei prodotti utilizzati dai “Paperoni” d´Italia per i propri investimenti e risparmi. Si apprende cosí che nel 2007 si è notato un incremento complessivo pari al 6% dei soldi investiti su questi prodotti, denominati “Unit Linked“, in massima parte dovuto a questi facoltosi investitori.

Ma cosa sono queste famose Unit Linked? In buona sostanza possiamo definirle come dei prodotti finanziari che prevedono un fondo d´investimento di qualunque tipo, unito a una copertura assicurativa (in genere solo caso morte, al fine di tenerne bassi i costi di gestione).

Quest´improvviso interessamento alle Unit Linked non è casuale, bensí correlato al fatto che il loro utilizzo permette di ottenere notevoli vantaggi che diventano imprescindibili quando coinvolgono soggetti dai redditi ingenti.

Vediamo rapidamente quali sono questi vantaggi:

1) I prodotti finanziari con copertura assicurativa godono nel nostro paese di un grandissimo vantaggio spesso sconosciuto ai piú: sono impignorabili e insequestrabili (fatto salvo pochissimi casi particolari). Questa condizione permette di tenere i propri investimenti nella classica “botte di ferro”, a riparo da situazioni potenzialmente pericolose.

Questo fatto ritorna estremamente utile agli imprenditori, per esempio. Alla luce di quanto detto si intuisce facilmente perché i consulenti finanziari consigliano massicciamente le Unit Linked: sará magari una ovvietá, ma ricordiamoci che la prima regola del risparmiatore (e anche dell´investitore) è quella di non perdere neanche parzialmente ció che giá si possiede…

2) Sono prodotti modulabili e possono investire nei modi piú svariati: su fondi obbligazionari di qualunque parte del mondo, su quelli azionari, sui sicav, su gli hedge fund, su fondi immobiliari etc.

Esiste addirittura un fondo che investe sul vino e sui derivati finanziari legati alle vendemmie. In pratica permettono di investire in fondi anche molto speculativi senza tuttavia perdere i vantaggi fiscali e legali tipici dei prodotti assicurativi.

3) Il terzo motivo è la loro bassa tassazione al 12.5% (capital gain) sui rendimenti da pagare solo alla scadenza del contratto. Questo fatto permette di far fruttare tutti soldi all´interno del fondo d´investimento, compreso il reddito annuale derivante (che, per intenderci, nel caso di obbligazionario si chiamano cedole).

4) L’ultima, ma non meno importante, peculiaritá sta nel fatto che questi prodotti sono esenti dalla tassa di successione e quindi sono spesso utilizzati per lasciare capitali in ereditá (compresi estranei e/o enti).

Quest’ultima è probabilmente la motivazione principale per la quale i “paperoni” del Bel Paese si sono improvvisamente interessati a questi prodotti durante il 2007.

Colgo quest´occasione per ricordarvi di postare nel blog eventuali domande o curiositá riguardo la consulenza finanziaria.
Risponderó successivamente, magari riallacciandomi con un successivo articolo di approfondimento nelle prossime settimane, oppure in sequenza, se sará il caso.

A Cura di Patrizio Messina
Autore di “Autoconsulenza Finaziaria”