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comunicazione efficace

Come chiedere l’aumento di stipendio (seconda parte)

Marco GermaniAndiamo ora a vedere operativamente come formulare una richiesta di aumento di stipendio al tuo superiore o responsabile aziendale, dopo aver valutato se sei nella posizione di chiedere un aumento ed averci preso un appuntamento, come abbiamo visto nel post precedente.

Ecco come procedere, diviso in tre semplici step:

1) PREPARAZIONE

La preparazione è tutto, arrivare ad un incontro di negoziazione preparati può fare la differenza, specialmente se, come in questo caso, molto probabilmente il tuo responsabile non investirà del tempo a prepararsi a sua volta. Nel tuo caso, la preparazione consiste nel raccogliere quanti più dati OGGETTIVI possibili relativi ai risultati che hai prodotto per la tua azienda nei passati 12 mesi, o meglio a partire dal tuo ultimo aumento di stipendio.

Come migliorare i rapporti con le persone tramite la capacità di ascolto

Chiarissimo ColacciTi è mai capitato di dire ad una persona che conosci di aver comprato una casa nuova? E lui che ti dice? Forse ti chiede com’è? Forse si informa sulla tua soddisfazione?

NO! Egli ti interrompe subito e ti dice:“Guarda, anch’io ho comprato una casa per le vacanze in un posto bellissimo. E’ circondata da un parco meraviglioso in cui la mattina vado a correre. Mia moglie è entusiasta di questa nuova casa e frequentemente invita gli amici per passare bellissime serate insieme al fresco.”

Come chiedere l’aumento di stipendio (prima parte)

Marco GermaniUna statistica relativa al mercato del lavoro negli USA, ma probabilmente riconducibile anche a quello del nostro paese, dice che il 95% circa dei lavoratori dipendenti, durante la loro intera carriera professionale, non chiede mai alla propria azienda un aumento di stipendio.

Una mia ovvia considerazione su questo dato è che il restante 5% dei dipendenti, guadagna in media cifre molto più alte degli altri! “Chiedete e vi sarà dato” recita un noto passo della Bibbia, ma nel campo del lavoro pochi chiedono, spesso perché non sanno COME e QUANDO chiedere e, privi di una adeguata preparazione, temono un rifiuto che potrebbe quantomeno complicare, se non compromettere in modo serio, la loro futura permanenza in azienda.

Come interpretare la persuasione secondo Alfio Bardolla

Marco GermaniHo recentemente partecipato a Roma ad una bella serata in teatro con il formatore italiano più celebre e preparato, per quanto riguarda i temi della ricchezza ed indipendenza finanziaria: Alfio Bardolla.

Tra i preziosi contenuti condivisi con noi durante la serata, Alfio ha dato la sua definizione di persuasione applicata alla vendita. Ai fini del nostro costante studio su questo argomento, è sicuramente utile prendere in considerazione il pensiero di una persona che, partendo praticamente da zero (anzi, da centinaia di migliaia di Euro di debiti, come lui stesso afferma) dichiara attualmente di avere oltre 20 fonti di reddito passive, un patrimonio netto di svariati milioni di Euro e che conduce uno stile di vita che la maggior parte delle persone in Italia può solo sognare.

Come funziona il linguaggio analogico (prima parte)

Che cosa rende comunicabile un messaggio, un’idea, un progetto? La voce, le parole, direte voi. Giusto, ma non solo.

Le parole
, strutturate logicamente in una frase, veicolano una notizia, un’informazione, una comunicazione verbale, ma non sono sufficienti, se con esse volete anche convincere il vostro interlocutore della bontà del vostro messaggio.

C’è la necessità di rendere congruente al vostro linguaggio articolato, i ritmi, i toni di voce per dare mordente, espressività a ciò che dite. È indispensabile, in altre parole, che impariate a modulare la vostra voce in modo da non essere monotoni e monocordi con il rischio, in questo caso, che la vostra voce diventi anestetizzante e conduca il vostro ascoltatore nel tritacarne della noia.

Come si possono migliorare, accrescere o addirittura creare competenze genitoriali?

Marco Vinicio MasoniPosta qualche decennio fa, questa domanda avrebbe provocato il riso. Vi avrebbero guardato con sufficienza e avrebbero detto: “Ma una mamma sa già cosa fare, un po’ per istinto e un po’ perché l’ha imparato dal proprio genitore!”

Per lungo tempo è stato quasi vero. Ora non più. Ciò che spesso disorienta i genitori d’oggi è la scoperta sconcertante che, quando tentano di mettere in pratica con i loro figli gli insegnamenti ricevuti a suo tempo dai genitori, questi non sono più efficaci.

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