colore

Come dare un po’ di colore alla contabilità

Mercoledì, Marzo 9th, 2011

Le imprese, tutte, dalle più piccole alle più grandi, hanno una loro contabilità: solo quello che si conosce si può ben amministrare!

La contabilità tradizionale (in bianco e in nero) purtroppo, è difficile sia da comprendere sia, soprattutto, da insegnare: da qui l’idea dei colori.

Un giorno chiesi ad un cliente se sapeva come si tenesse la contabilità. Mi rispose: “Alla lontana…”. In questa risposta ironica si sintetizza probabilmente uno degli aspetti negativi di questa materia.

Il “metodo a colori” da me elaborato si prefigge una serie di piacevoli ed esaustivi obiettivi: innanzitutto vivacizzare la contabilità, in quanto da troppi secoli siamo ormai abituati a viverla e ad impararla solo in bianco e nero; incuriosire, poi, chi si rapporta con questa materia, solo apparentemente ostica, rivolgendomi soprattutto a coloro che non la conoscono ancora bene; ed infine, vorrei poter rendere sempre più piacevole il lavoro di coloro che utilizzano quotidianamente i geroglifici della gestione contabile!

Quando nei miei corsi espongo il metodo, i corsisti passano dalla curiosità (all’inizio) alla meraviglia (successivamente) e, fin dalle prime lezioni, si inizia a comunicare con un linguaggio sicuramente più agile e simpatico.

Prendiamo ad esempio il giallo, colore del sole. Al giallo si può associare la gioia.

Vi sarà capitato di sentir dire a una persona: “Oggi ti vedo solare“. Il collegamento con la contabilità generale si verifica quando l’azienda ha un incremento del patrimonio netto per effetto della gestione, ossia quando c’è un “utile d’esercizio”. Gli imprenditori, quando la loro azienda genera utili, vi assicuro che sono “solari” e gioiosi.

I colori, oltre a rendere più bella la forma espositiva della contabilità (piacere estetico), facilitano anche la comprensione e la memorizzazione del lettore grazie alle associazioni di idee e lo stimolo dell’emisfero destro del cervello, quello creativo.

I colori possono diventare un linguaggio aperto e comprensibile a tutti e aspettano solo di essere combinati e forgiati nei vari ambiti di operatività.

Ognuno di noi, infatti, ha un desiderio profondo, quello di avere una vita più colorata! Un piacere, questo, che possiamo condividere con coloro che ci circondano. Il mio contributo è quello di volerlo trasmettere a voi lettori, ai quali auguro di diventare espertissimi nella nuova disciplina, tutta a colori: la nuova contabilità!

Un colorato saluto!

A cura di Michele Della Valle
Autore di La Contabilità a Colori

Come sapere che casa è giusta per te

Mercoledì, Settembre 1st, 2010

Danilo CesanaTutti gli esseri umani puntano alla felicità, è una condizione e una necessità di ogni persona. Tutti sono alla continua ricerca di felicità, del perfetto equilibrio tra gli aspetti della vita che ci faccia sentire bene.
Una componente importantissima, nella vita e nella felicità di tutti i giorni, è la qualità degli spazi che viviamo.

Anche se spesso questa componente viene tralasciata, trascurata o quasi dimenticata, essa è una condizione essenziale per la qualità della nostra vita. È ampiamente dimostrato, infatti, che la qualità delle città dove viviamo, delle case dove alloggiamo e degli ambienti lavorativi dove produciamo migliora la salute, abbatte lo stress ed aumenta la produttività. In pratica migliora la nostra vita e ci rende più felici.

L’ambiente su cui tutti possiamo intervenire in questo senso è la casa che ognuno abita. La nostra casa può diventare esattamente ciò che vogliamo: un rifugio dove isolarci dal caos di tutti i giorni, il focolare domestico centro della nostra vita famigliare, la nostra vetrina da esibire ad amici e conoscenti. Il problema però diventa: cosa vogliamo? Nel senso, cosa vogliamo veramente per noi?

Spesso, anzi troppo spesso, si vedono ambienti domestici che non sono esattamente come vorrebbe chi li abita. Il risultato? Chi abita questi spazi non si sente perfettamente a suo agio, non è continuamente stimolato da essi, si stanca velocemente e vorrebbe cambiare.

Questo aspetto viene accentuato, paradossalmente, quando si chiedono consulenze che guidino alla realizzazione della propria casa. Quasi sempre architetti e arredatori, nel consigliare, si dimenticano di ascoltare. Questo perché non vengono affatto aiutati nel loro lavoro dai committenti.

Il vero problema è che le persone non sanno realmente quello che vogliono, quasi sempre perché non se lo sono mai chiesti. Si è soliti passare all’azione anziché effettuare la giusta analisi preventiva. Il risultato a tutto questo è capire che casa si vuole veramente, che stile piace, che spazi si amano, che atmosfere, che colori, che profumi ecc.

Per fare questo ogni persona se lo deve chiedere, si deve analizzare, deve lavorare su se stessa per arrivare a comprenderlo. Solo così riuscirà a realizzare, da sola o con la supervisione di un consulente, ciò che realmente desidera. Solo noi sappiamo cosa è giusto per noi, dobbiamo solo scoprirlo.

Quindi sedetevi, concentratevi, cercate di immaginare in che ambiente vi sentireste a vostro agio. Che colori ha questo ambiente? Che legni ha questo ambiente? Che pavimenti? Che luce? Ha degli arredi imbottiti? Che forme hanno? Che sensazioni provate? Ora scrivete esattamente cosa avete immaginato e che impressioni (sensazioni fisiche, emozioni, ecc.) avete avvertito. Continuate così la vostra analisi.

Per fare questo ho messo a punto un metodo semplice, ma molto potente, che sta alla base del mio libro “Creare la casa perfetta” edito da Bruno Editore. Tale metodo porta ogni individuo attraverso un percorso di indagine molto profonda che passa attraverso tutti i nostri cinque sensi, alla scoperta dello spazio perfetto per noi. Attraverso tale percorso tutti riusciranno ad ottenere la casa che veramente vogliono, quella che è la nostra identità, il nostro vestito. La casa che aderisce perfettamente a noi e/o ai componenti della nostra famiglia: questo è il risultato a cui tutti dovrebbero aspirare.

A cura di Danilo Cesana
Autore di Creare la Casa Perfetta