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Come raggiungere il successo tramite l’atteggiamento

Martedì, Agosto 3rd, 2010

Chiarissimo ColacciOggi, in un mercato globale, una organizzazione per vincere la concorrenza deve puntare sull’unico vantaggio competitivo che può avere: le risorse umane.

E’ compito di un leader, quindi, gestire le risorse in modo da ottenere da esse la massima collaborazione. Il leader che ha questo compito, dovrà avere caratteristiche ed atteggiamenti tali da soddisfare le esigenze di queste persone.

Ma cos’è l’atteggiamento? Da Wikipedia: “Con il termine atteggiamento si indica la disposizione di ogni persona di produrre risposte, determinate dall’ambiente familiare o sociale, riguardo a situazioni, gruppi o oggetti. L’atteggiamento esprime ciò che ogni persona è disposta a fare”.

“A quello va tutto bene. Beato lui!” Quante volte lo hai pensato vedendo una persona positiva? E’ tutto merito della sua fortuna? Certo se uno ce l’ha non guasta. Ma sicuramente il suo atteggiamento positivo è stato un fattore importante per il suo successo.

Oggi, nel mondo del lavoro, il vero Leader ha sempre un atteggiamento, un modo di comunicare e di ascoltare che determina negli altri la disponibilità a collaborare.

In questo la comunicazione con i collaboratori è un fattore molto importante. Continuamente devi dire loro cosa ti aspetti da essi. Informali su ogni argomento che potrà essere utile durante la loro attività. Ed in particolare illustra la filosofia della tua organizzazione, gli obiettivi e le strategie definite.

Mettili anche nelle condizioni di comunicare apertamente con te, in modo da tenerti informato su quello che accade in ciascun settore della tua azienda. Favorisci eventuali richieste e suggerimenti particolari. A questo scopo, crea dei piccoli gruppi e fissa degli incontri per discutere e scambiare opinioni e proposte. Tenere sempre informate e aggiornate le persone, è un modo per coinvolgere maggiormente i collaboratori.

E’ l’atteggiamento che conta…

Il successo o il fallimento di molti obiettivi aziendali si fonda sull’atteggiamento che il Leader ha nei confronti delle persone che lo circondano. Secondo un’antica credenza è l’atteggiamento, non necessariamente la competenza, che permette di raggiungere obiettivi importanti.

L’atteggiamento positivo di un Leader è uno dei fattori di successo di una organizzazione.

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di  L’impresa Efficiente, Il Team Vincente e Leader si diventa

Come migliorare la soddisfazione dei propri collaboratori

Mercoledì, Aprile 28th, 2010

Spesso, durante i colloqui con le persone in occasione delle verifiche sul raggiungimento degli obiettivi, viene fuori che esse provano un sentimento negativo nei confronti del proprio lavoro.

Analizzando queste situazioni, il più delle volte emerge che la causa è imputabile alla mancanza di capacità del collaboratore di mettere a fuoco i problemi inerenti il proprio lavoro e di avanzare proposte migliorative.

Cosa fare?

Allenare i collaboratori a capire che la semplice affermazione “sono insoddisfatto” non comporterà nessun miglioramento se a essa non seguono una o più proposte per risolvere i problemi.

Quando arriva un momento di demoralizzazione, la cosa giusta da fare è lodare i collaboratori per le cose fatte bene.

Sviluppare i punti di forza del collaboratore anziché tentare di migliorare le sue debolezze. Solo se poniamo l’accento sui suoi meriti un collaboratore potrà esprimere tutto il suo talento. Per essere un bravo collaboratore, non è necessario che la persona sia ferrata in ogni campo. Collateralmente bisogna aiutare il collaboratore a contrastare i suoi punti deboli.

Stabilire un clima di fiducia e rispetto reciproci. Aiutare i collaboratori a far crescere la propria capacità di auto-correggersi.

Calibrare la leadership caso per caso. Non si può trattare tutti nello stesso modo. Ogni collaboratore ha fattori di motivazione differenti dal proprio collega e non sempre questi fattori sono immediatamente evidenti. Utilizzare una leadership adeguata alla persona può aiutare a scavare sotto la superficie per scoprire i fattori di motivazione più efficaci.

Se le persone si sentono apprezzate e rispettate, allora la loro soddisfazione migliorerà e vi ricompenseranno con fedeltà e maggior impegno sul lavoro. Quello che non dovete assolutamente fare è mettere le persone nella condizione del tipo “nuotare o affogare“.

Ti ringrazio in anticipo del commento che vorrai lasciare!

A cura di Chiarissimo Colacci
Autore di
Il Team Vincente, L’impresa Efficiente e Leader si Diventa

Come motivare i collaboratori

Venerdì, Agosto 28th, 2009

Alcune volte, imprenditori e manager mi hanno detto: le persone non hanno voglia di lavorare. A queste persone ho sempre risposto come segue: “non condivido questa affermazione in termini generici. Certamente nelle organizzazioni ci sono alcune persone che hanno poca voglia di lavorare, i fannulloni, ma la maggioranza delle persone si impegnano con passione e motivazione. Credo, invece, che molte persone non abbiano gli stimoli giusti per impegnarsi al massimo nel proprio lavoro”.

Eppure, la maggior parte della giornata le persone la trascorrono sul posto di lavoro o nello spostamento casa-lavoro. Ma allora perché non sono motivate?

Probabilmente ti farai la domanda: “ma chi deve dare gli stimoli alle persone ?” La domanda che, invece, devi farti è: “perché i collaboratori non sono motivati ? ” Cercherò di rispondere con un esempio pratico per far capire da cosa dipende la mancanza di motivazione:

Un venditore che cercasse di piazzare i suoi prodotti solo affidandosi alla sua “parlantina” e senza capire le esigenze dei suoi clienti, dopo un po’ di tempo, vedendo che nessuno li acquista, potrebbe demotivarsi e pensare erroneamente che i prodotti non hanno il gradimento del mercato. Una conclusione errata che probabilmente lo porterebbe ad avere ulteriori insuccessi nella vendita.

Se riportiamo questo esempio nella tua realtà lavorativa e tu cerchi di motivare i tuoi collaboratori non conoscendo cosa davvero li motiva, potresti pensare che le persone non hanno voglia di lavorare, una conclusione errata come quella del nostro venditore che pensava: i prodotti non hanno il gradimento del mercato.

Un altro esempio mi viene in mente ricordando un pomeriggio in cui ero andato a vedere un acquario in cui c’erano molte orche. Come sai questi animali sono dei predatori che pesano tonnellate. Vedere dei ragazzi, gli istruttori delle orche, che riuscivano a far fare delle cose inimmaginabili a questi animali, mi fece venire in mente “la motivazione”.

Certamente i ragazzi non utilizzavano la “frusta” per far saltare le orche fuori dall’acqua o fargli fare le capriole in aria. Ma allora che metodo usavano? Forse la spiegazione era nel fatto che continuamente gli davano del pesce da mangiare? E se l’orca non aveva fame? Queste domande mi sono rimaste in mente per molto tempo sino a che non ho letto un libro di un grande formatore americano che, per spiegare quali erano le molle della motivazione nelle persone, portava proprio ad esempio l’addestramento delle orche.

Questo formatore (Kennet Blanchard) spiegava che le molle della motivazione più efficaci sono:

  • la lode del lavoro fatto,
  • definire ogni volta un obiettivo più elevato,
  • un sistema premiante.

Dunque, l’idea delle persone che non hanno voglia di lavorare deve essere sfatata.

In base alla mia esperienza, i fattori principali che motivano le persone sono i seguenti (l’ordine con cui sono stati elencati questi motivi non è necessariamente un ordine di importanza):

  1. Conoscenza esatta di quale sia il proprio ruolo;
  2. Obiettivi chiari e definiti;
  3. Idee e suggerimenti presi in considerazione;
  4. Delega decisionale;
  5. Un sistema di valutazione della performance equo e credibile;
  6. Capacità dell’imprenditore o manager a dare la carica alle persone;
  7. Presenza di forti valori aziendali.

Ogni organizzazione ha una sua realtà operativa, pertanto, ogni lettore potrà riconoscersi in uno o più di questi fattori e darà la priorità a quelli che meglio si adattano alla sua realtà. Se anche tu ti trovi in una situazione in cui i tuoi collaboratori non sono motivati e non hai la consapevolezza di quali sono le cause esatte che determinano l’assenza della loro motivazione, allora devi fare subito qualcosa per cambiare.

Le prime domande che devi porti sono: “Cosa posso fare per motivare i miei collaboratori? Come posso cambiare questa situazione? ” Porsi queste domande con onestà e la determinazione di voler fare qualcosa per aiutare i propri collaboratori è già l’inizio del percorso di un cambiamento verso un processo di motivazione che porterà grandi benefici alla tua organizzazione.

Ricordati sempre questa frase: Un gruppo di persone motivate, che condivide un obiettivo comune, può raggiungere l’impossibile.

A Cura di Chiarissimo Colacci,
Autore di “L’Impresa Efficiente” e “Il Team Vincente”

Come ottenere efficacia da un gruppo

Venerdì, Aprile 10th, 2009

Molto spesso sento affermare che “le persone non hanno voglia di lavorare“. A mio avviso questo non è vero! Le persone, se motivate adeguatamente, danno il massimo. Quindi. è la motivazione il fattore principale che stimola le persone all’azione per raggiungere gli obiettivi aziendali.

La risorsa più importante per una organizzazione sono le persone. Pertanto, o l’imprenditore/manager sa quali sono le molle che motivano i suoi collaboratori o è il caso che studi l’argomento in fretta. Oggi, nel mercato globale, solo le aziende che motivano maggiormente le persone  sono quelle che hanno successo, mentre quelle che non capiscono l’importanza di questa attività  sono destinate a non crescere o a scomparire.

Ma cosa motiva le persone?

Nel corso della mia attività di consulenza aziendale, per capire quali sono i fattori che secondo l’imprenditore o il manager motivano le persone chiedo loro di elencarli in ordine prioritario in un documento. Dopodichè utilizzo un questionario che elenca 10 fattori motivanti e lo sottopongo ai collaboratori più diretti in modo che essi assegnino un punteggio a ciascuno dei fattori. I punteggi vanno da 10 a 100 , indicando con 10 quello meno sentito e con 100 quello ritenuto dalle persone più motivante. I due elenchi vengono poi mesi a confronto e, fatalmente, il più delle volte l’imprenditore o manager si accorge di non conoscere cosa i loro collaboratori desiderano.

Mentre da parte dei responsabili viene citato al primo posto il danaro come fattore motivante, da parte delle persone è l’apprezzamento per il lavoro svolto, sentirsi dire “bravo”, che viene considerato il fattore più motivante. In altre parole, le persone vogliono sentirsi apprezzate.

Tu che stai leggendo questo articolo, se sei un imprenditore o manager, quante volte dici “bravo” a un tuo collaboratore? O invece il più delle volte fai notare la cosa sbagliata che il tuo collaboratore ha fatto?

Se rientri in questa seconda domanda, allora sei tu la persona che deve cambiare se vuoi che i tuoi collaboratori siano motivati. Allenati a dare riconoscimenti alle persone e avrai come risultato un gruppo efficace!

A Cura di Chiarissimo Colacci
Autore di “L’Impresa Efficiente”