benessere

Come scegliere l’apporto proteico quotidiano

Lunedì, Luglio 18th, 2011

I 5 Falsi Miti del DimagrimentoFermandosi in un qualunque autogrill delle patrie autostrade in questo periodo, non è difficile notare un libro, sempre messo in bella evidenza subito dopo l’entrata con apposito espositore, dal titolo accattivante e quanto mai di attualità in questo periodo estivo, relativo a come perdere peso in poco tempo. Incuriosito dal titolo, ho deciso recentemente di sfogliarlo, andando specificatamente a cercare due informazioni a mio giudizio chiave, per i temi di benessere e dimagrimento, ovvero la quantità di proteine giornaliera raccomandata dagli autori e le loro prescrizioni su cosa mangiare a colazione.

Quello che ho trovato non mi ha sorpreso affatto. Per quanto riguarda le proteine, gli autori consigliano di assumere in media 1 gr. di proteine al giorno, per ogni kg di massa corporea. Questa raccomandazione, sebbene un po’ troppo generica (bisognerebbe considerare la massa magra, il livello di attività fisica e la costituzione della persona) non si discosta in fondo moltissimo da quanto prescrivono attualmente i migliori nutrizionisti al mondo, ovvero un fabbisogno proteico quotidiano che varia tra 1,5 e 2 grammi di proteine, a seconda del livello di attività fisica, per ogni kg di massa magra dell’individuo.

Prendendo ad esempio un uomo del peso di 75 kg, secondo gli autori del libro, la quantità di proteine da assumere giornalmente è di circa 75 grammi, mentre, secondo una sempre crescente corrente di nutrizionisti, considerando una massa grassa del 15%, il fabbisogno dovrebbe essere compreso tra 96  e 128 grammi.

Dove invece ho riscontrato una evidente contraddizione è nel consiglio su cosa assumere a colazione, il pasto più importante della giornata. Gli autori consigliano la seguente colazione: 200 ml di latte parzialmente scremato, e due fette di pane con marmellata.

Ora, nel pane e nella marmellata, ci sono quantità  irrilevanti di proteine. In 100 ml di latte, ci sono circa 3 gr di proteine, quindi nei 200 ml consigliati, ce ne sono meno di 7 gr. Ecco quindi che, del fabbisogno proteico raccomandato dagli stessi autori del libro, solo il 10% viene prescritto nel pasto più importante della giornata ! Inoltre, dopo aver fatto colazione di solito cosa fa una persona normale, va a correre o in palestra per bruciare tutti questi carboidrati?

No, spesso sta seduta per ore davanti a un pc, con questi carboidrati che, per il naturale processo della sintesi dei grassi, vengono trasformati appunto in grassi e si vanno a depositare dove non vorremmo. Questo di certo non aiuta la persona a controllare il proprio peso.

Ma perché questa evidente contraddizione all’interno del libro? Sicuramente gli autori la spiegherebbero con complesse teorie scientifiche, sull’importanza dei carboidrati per darci energia immediata (Come se incrementare l’apporto proteico al mattino eliminasse i carboidrati) o sulla dannosità di una dieta iperproteica che affatica i reni (ma gli altri 65 grammi di proteine, nell’esempio citato, li hanno consigliati loro di assumere nel libro e prima o poi andranno presi nella giornata, se si vuole seguire questo consiglio) ma la realtà è purtroppo spesso diversa e basta rimanere all’interno dell’autogrill stesso per capirla: cosa vende il bar per colazione? Cappuccino e cornetti di ogni sorta!

Cosa c’è sugli scaffali del negozio? Biscotti, cracker, merendine e qualunque altra forma di carboidrati possibile e immaginabile. Questi sono i prodotti che ci hanno insegnato fin da piccoli, con mirate comunicazioni pubblicitarie, ad assumere a colazione e questo è ciò che l’industria alimentare ha deciso che noi mangiamo.

Il fatto che sia nutrizionalmente scorretto, passa in secondo piano a fronte di interessi economici. Se oggi, secondo dati dell’organizzazione mondiale della sanità, 7 visite mediche su 10 sono dovute a cattive abitudini nutrizionali, purtroppo è anche dovuto a questo tipo di situazione.

A cura di Marco Germani
Autore di: I 5 falsi miti sul dimagrimento e la corretta nutrizione

Come riscoprire i piaceri della vita

Domenica, Febbraio 20th, 2011

La vita va goduta!

Questa è una saggia esortazione che spesso ci sembra un miraggio, ma che, invece, è una realtà raggiungibile da chiunque.

Come? Riscoprendo i piaceri della vita che vanno dal gustare un buon cibo a vivere bei momenti di vita sessuale, liberi dalle grinfie di una mente che spesso si diverte a sabotare la nostra naturalezza nell’essere attratti da ciò che ci piace.

L’armonia di una persona non può prescindere dal considerarsi nella sua interezza, nel mettersi in ascolto delle voci di corpo, mente e coscienza.

A volte, corpo e mente lottano come se fossero due nemici, ma l’armonia tra queste due parti è possibile, basta riconoscerle e accettarle coi loro limiti e le loro grandi potenzialità.

Allora quand’è che perdiamo forza, entriamo in confusione e ci facciamo prendere dall’ansia (… Da prestazione, ad esempio)? Quando la mente pretende di fare le veci del corpo e viceversa!

È necessario trasformare definitivamente il modo, spesso non armonioso, di vivere nel e con il proprio corpo, godendo di tutte le sensazioni piacevoli che attraverso esso siamo in grado di sperimentare.

È molto frequente, durante i miei seminari o in terapia, ascoltare, ad esempio, il disagio di persone che si definiscono “libere sessualmente”, quando li invito a confrontarsi con la nudità del proprio corpo, al di là della relazione con l’esterno.

Ecco che si affacciano tabù, condizionamenti e schemi mentali radicati, consapevoli o meno, che usano ogni occasione per salire alla ribalta, imprigionare una coscienza che è pura energia e minare la naturale tendenza verso il proprio benessere e la propria libera espressione. Il tabù è frutto della mente che ha imparato, per varie vicissitudini, a distorcere la realtà, tanto da averne paura e negarla.

È sempre possibile armonizzare le sensazioni e i processi del nostro prezioso corpo, che comprende anche un Sesso, e i pensieri della nostra preziosa Mente, per ripristinare un processo di crescita che molti hanno perso per strada, convinti che non è vero che tutto è possibile, che non è vero che i cambiamenti sono alla portata di tutti.

Uno dei motti che preferisco è: se tu vuoi puoi, puoi davvero!

A cura di Maria Rosa Greco
Autrice di SessualMente

Come vivere un 2011 straordinario

Sabato, Gennaio 29th, 2011

Siamo nel 2011: per alcune persone sarà semplicemente un altro anno, ma per coloro che ne avranno il coraggio e la grinta, potrebbe essere l’opportunità per crearsi un anno straordinario!

A te piacerebbe vivere un 2011 pieno di gioia
, amore e abbondanza? Vuoi dire basta a tutto ciò che non ti è piaciuto nel 2010? Se è ciò che vuoi, puoi cominciare da subito.

Inizia affrontando i problemi sotto un ottica diversa, chiarisciti le idee su cosa desideri che diventi reale in questo nuovo anno (una nuova casa, un nuovo rapporto, ecc.) e, infine, agisci giorno per giorno sotto questa nuova prospettiva.Semplice a dirsi, ma per qualcuno potrebbe pensare che non lo sia altrettanto in pratica. Come dice il proverbio: “Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare!”

Come spiego nell’ebook “Inverti la Rotta”, invitando anche all’applicazione attiva, nel momento in cui riprogrammerai la parte profonda del tuo essere (puoi chiamarlo inconscio, se vuoi), tutto risulterà normale. Proprio come adesso è normale per te vivere in questo modo, diventerà normale vivere meglio e raggiungere i tuoi obiettivi.

Per concludere, ti pongo una domanda: quali sono i tuoi obiettivi per il 2011? Cosa vorresti diventasse reale? Cos’è che ti è davvero piaciuto nel 2010 e vorresti si replicasse anche quest’anno?

Prenditi tutto il tempo per vuoi per rispondere, ma fallo! Perchè sapere cosa vuoi, è il primo passo per raggiungerlo!

Ti auguro un 2011 pieno di amore!

A cura di Oriana Simonetti
Autrice di Inverti la Rotta

Come avere la massima resa e risparmiare sul riscaldamento

Mercoledì, Gennaio 5th, 2011

Nelle fredde giornate invernali, non sempre la temperatura della stanza in cui si soggiorna è calda come vorremmo, specie quando i serramenti sono di vecchio tipo (non isolati e senza vetrocamera) oppure quando l’impianto di riscaldamento è stato progettato tanti anni fa, costruito sottodimensionato e gli elementi dei termosifoni sono troppo pochi per la cubatura dell’ambiente (quante volte ci è capitato di avere i termosifoni bollenti e ugualmente la stanza fredda!)

E’ intuitivo rendersi conto che, in una tale situazione, la caldaia del riscaldamento continua a funzionare a pieno regime, usurandosi e consumando molto di più senza però dare dei risultati adeguati; in definitiva si spende di più e si continua a soffrire il freddo…

La prima soluzione che viene in mente è quella di comperare una stufetta elettrica, magari non tanto grande: occasionalmente si trovano in offerta nei centri commerciali per qualche decina di euro e, tempo fa, venivano usate negli uffici, sotto la scrivania, per riscaldarsi le gambe e i piedi; oppure vengono accese nella stanza da bagno per alzare di qualche grado la temperatura dell’ambiente dieci minuti prima prima di spogliarsi per lavarsi o fare la doccia.

Ma ovviamente, anche questi piccoli elettrodomestici, sono dei costosissimi divoratori di energia elettrica, al punto tale che se si accendono contemporaneamente a qualche altro “grande elettrodomestico” – forno elettrico, lavastoviglie, lavatrice, ferro da stiro - potrebbero sovraccaricare l’impianto e far scattare il magnetotermico dell’interruttore generale dell’impianto di casa.

Che fare?  In molti casi la soluzione c’è, funziona molto bene, ed ha un costo di esercizio molto contenuto. Basta un semplice ventilatore, anche non molto grande, di quelli che si usano d’estate per “muovere l’aria” e creare nell’ambiente un senso di frescura e di sollievo.

Bisogna però’ che siano soddisfatte due condizioni basilari:

  • i termosifoni devono essere in ghisa o in ferro di tipo “aperto” e non chiuso (in pratica di quelli di forma classica, in cui tra un elemento e l’altro ci puoi far passare una mano)
  • i termosifoni devono essere molto caldi o bollenti, quasi da non riuscire a tenerci appoggiata sopra la mano.

A questo punto è sufficiente posizionare sul pavimento alla base del termosifone il ventilatore, rivolto verso il termosifone e, se possibile, orientato leggermente verso l’alto.  In breve tempo (10 - 15 minuti – dipende dalla grandezza della stanza) noterete che la temperatura comincerà a salire e soprattutto il caldo comincerà a diffondersi in modo omogeneo e regolare.

Quindi basta un semplice ventilatore, alla velocità minima, il cui consumo elettrico è inferiore a quello di una lampadina; se poi c’è la possibilità di chiudere la porta della stanza, i risultati si potranno ottenere ancora prima. L’effetto sarà superiore (o equivalente) a quello delle dispendiose stufette elettriche.

Ma anche se non avete il problema dell’impianto di riscaldamento sottodimensionato e quindi anche se la vostra stanza è già sufficientemente calda, con questo piccolo accorgimento, avrete ancora piu’ caldo e quindi avrete la possibilità di tenere ancora più basso il termostato ambiente; di conseguenza, a parità di risultato, la caldaia si accenderà di meno e potrete risparmiare sul metano o sul gasolio.

A volte, con una semplice idea e un po’ di organizzazione, si riesce a migliorare la qualità della vita e, nello stesso tempo, anche a risparmiare. Battere la crisi? Si può!

A cura di Alberto Barbieri
Autore di Battere la CrisiDifesa Personale

Come realizzare i tuoi sogni

Martedì, Dicembre 28th, 2010

Ognuno di noi ha qualche sogno nel cassetto: il problema, però, è che per la maggior parte delle persone restano irrealizzati. A te è mai successo? Se è così da oggi puoi dire basta. Che propositi hai per il 2011? Come vorresti  fosse la tua vita nel 2011?

Nell’Ebook “Inverti la Rotta” ho dedicato un intero capitolo per spiegare come trasformare i tuoi sogni in realtà, agendo sui blocchi più profondi. Nel frattempo, tuttavia, te ne propongo un assaggio. Questi sono tre punti principali su cui puoi lavorare se:

  • non hai il giusto sistema di convinzioni: è fondamentale credere che ciò che vogliamo sia possibile, altrimenti in un modo o nell’altro ci metteremo i bastoni tra le ruote da soli e senza neanche rendercene conto. Non puoi neanche immaginare quanto sia utile lavorare su se stessi, anzi, ti assicuro che è fondamentale;

  • non hai il giusto metodo: il modo migliore per tramutare i sogni in realtà, è quello di trasformarli in obiettivi;
  • non si agisci: il fatto che le persone non agiscono per ottenere ciò che desiderano, non è determinato tanto dal fatto che non vogliano, ma perché non sono abituati a farlo! Ti do un consiglio, ascoltami bene: qualsiasi cosa tu voglia, AGISCI! Ma fallo subito!

Infine voglio elargirti un ultimo consiglio: non importa se pensi che qualcosa sia impossibile, se davvero ti sta a cuore, troverai il modo di farla avverare.

Spero che tu riesca a realizzare davvero tutti i tuoi sogni: perciò, se vuoi, commenta e condividi ciò che desideri per il 2011. Non si tratta unicamente di una mia curiosità personale, ma, cosa importantissima, scriverli qui sotto ti porterà ad impegnarti pubblicamente a raggiungerli.

A cura di Oriana Simonetti
Autrice di Inverti la Rotta

Come riappropriarsi del benessere psico-fisico e creare una visione ottimistica della vita

Venerdì, Novembre 12th, 2010

Molto spesso al mattino  prima di iniziare la mia avventura quotidiana che per buona parte della settimana significa principalmente impegno professionale, mi capita di incrociare qualche conoscente, qualche persona che  ho prima conosciuto od incontrato per uno dei più svariati motivi : lavoro, tempo libero, frequentazioni, amicizie ecc.

Solitamente sono io il primo, riconosciuta la persona, a salutare; talvolta mi fermo a scambiare due parole, e pongo la più classica delle domande : Come stai ? oppure : come va? le risposte che ricevo sono quasi sempre le stesse, e denotano una certa insoddisfazione verso l’andamento della vita della persona. Le risposte, infatti, sono del tipo : “Come vuoi che vada ? “ “Sempre la stessa vita” “Come al solito” oppure : “Mah, così così”  o ancora “Si tira avanti”  “ Un sacco di problemi”E’ dura la vita”, al meglio arriva un “Bene, ma potrebbe anche andare meglio”.

Perché siamo cosi’ scontenti? Cosa ci rende insoddisfatti? Perché nelle risposte che diamo si avverte un certo qual tono lamentoso e una evidente insoddisfazione?

Perché non ci arriva mai o quasi mai una risposta del tipo “Molto bene, grazie”, “Ottimamente

Splendidamente bene”  “Alla grande

Mi sono posto la domanda e ho cercato quindi di trovare la risposta: Siamo insoddisfatti di quello che facciamo, ma spesso non abbiamo voglia di analizzare l’insieme delle cose che facciamo nei vari momenti della nostra giornata perché sappiamo che se quella tal cosa non ci piace più o non ci da soddisfazione dovremmo attuare un cambiamento.

A volte non riflettiamo su questi argomenti per pura pigrizia mentale. Ecco il punto: forse dovremmo molto più spesso cambiare alcune delle molteplici abitudini che ripetiamo pedissiquamente tutti i giorni,  ma che non ci danno più serenità, benessere, contentezza. Il fatto è che spesso ci creiamo l’alibi che il tempo per fare qualcosa che ci piace (e che spesso richiede un cambio di abitudine ) non si trovi mai. Ma ne siamo così sicuri?

Siamo molto solerti a vivere con l’assillo della “Legge del dovere” che ci chiediamo spesso : “Cosa devo fare adesso“?

Dimentichiamo invece che nella nostra giornata quotidiana esiste anche la “Legge del piacere” che se dovessimo solo per un attimo prendere in considerazione, potrebbe farci nascere la domanda “

“Come mi sento ?” oppure “Cosa posso fare per sentirmi bene ? “

Ecco che a questo punto anche le risposte che troveremo saranno diverse, ma soprattutto saranno propositive e costruttive. Io amo chiamarle “Le domande del benessere”.

Sulla base di queste domande ho anch’io imparato a vivere la mia giornata più sulla “Legge del piacere” che sulla “Legge del dovere” ed ho imparato a rispondere adeguatamente a queste domande, ed il mio benessere, la mia soddisfazione, la mia autostima si sono incrementate.

Ecco allora una piccola guida di domande che se poste spesso nel corso della nostra quotidianità ci faranno pregustare una vita più serena, appagante, intrisa anche di un sano ottimismo:

Come mi sento?”

“Cosa posso fare fin da subito per sentirmi meglio?”

“Quale delle abitudini che ho sviluppato nel tempo non mi da più soddisfazione?”

“Quale abitudine posso cambiare per sentirmi meglio?”

“Cosa posso fare di nuovo che non ho mai fatto in questo momento della giornata per sentirmi meglio?”

“Cosa mi da maggior soddisfazione nel mio lavoro?“

“Cosa posso cambiare nel mio lavoro per sentirmi più soddisfatto?“

“Cosa posso modificare per aumentare il mio personale quoziente di benessere?”

“Cosa posso cambiare nel mio modo di rapportarmi alle persone per sentirmi più soddisfatto?”

Queste sono solo alcune delle domande possibili che ci possiamo porre, ma ve ne sono molte altre.

Un secondo punto riguarda invece più in generale che tipo di percezione abbiamo per il futuro, come lo vediamo, come pensiamo di far fronte ai cambiamenti, se ci sentiamo pronti, sereni, o se invece siamo più attanagliati dall’ansia dalla preoccupazione di perdere la salute, la pace, il lavoro, l’autonomia nelle nostre azioni quotidiane ecc.

In questo caso mi viene in mente la domanda :

“Dimmi come pensi ti dirò come ti senti” ovvero intendo la capacità di modificare e gestire opportunamente i pensieri, e l’immaginazione per “vedere” vita e avvenimenti in un modo più sereno, ottimistico e costruttivo.

Non ci rendiamo conto che il nostro corpo e la nostra mente sono il prodotto di un vero miracolo biologico, frutto dell’insuperabile intelligenza creativa che fa nascere, modella, organizza e plasma il creato; e che il nostro organo guida per eccellenza, il cervello, con le sue innumerevoli connessioni nervose neuronali e cellulari ci fa disporre di potenzialità inimmaginabili. Sono d’accordo con il maestro indiano Vivekananda quando afferma: “Quando la vostra mente avrà conseguito il dominio, voi avrete pure il dominio su tutto il vostro corpo: invece di essere voi il servo di questa macchina, questa macchina servirà voi”.

A cura di Giovanni Raimondi
Autore di Il Potere dell’Ottimismo