Autostima

Come ottenere una vita piena, profonda e soprattutto sana

Venerdì, Agosto 5th, 2011

Il Potere dell'AutostimaChissà perché ,ogni tanto, ci dimentichiamo chi siamo. È un dato di fatto che, molto spesso, ripetiamo errori fatti in passato e, per i quali, non abbiamo ancora trovato una soluzione. Vecchi schemi, ormai farraginosi, vanno a compromettere ogni nostro sforzo per crescere felicemente, nella vita, nelle relazioni, nei talenti che abbiamo.

Ma allora perché dimentichiamo il nostro valore? Che cos’è che anestetizza la nostra forza interiore? Sono i nodi irrisolti della nostra personalità, che minano la stima e la fiducia in noi stessi. Avvenimenti, scelte, rapporti negativi, abitudini sbagliate, piccoli tasselli di un puzzle che, improvvisamente, ci appare gigantesco, ci intimorisce, mentre in realtà non è che un’ombra cinese.

Tutto dipende da ciò che pensiamo di noi. Erroneamente abbiamo, in passato, associato un fallimento, la chiusura di una relazione, una battuta d’arresto nel lavoro, unicamente al nostro comportamento, a un nostro errore, attribuendoci la responsabilità totale dell’esito negativo.

Noi NON siamo le azioni che compiamo.

Per superare questo grosso scoglio della disistima, dobbiamo ricorrere alla memorizzazione dei nostri valori più importanti. Per esempio :

-Io ho la capacità di sapere cosa è giusto o sbagliato per me, quindi so scegliere;
-Io ho la possibilità di modificare ciò che non va nella mia vita, quindi posso cambiare;
-Io ho la possibilità di rifiutare ciò che non è giusto per me, quindi io posso dire “no”.

Apparentemente, può sembrare semplicistico, ma se impariamo a difendere queste tre possibilità e soprattutto, a esercitarle, la nostra autostima si rinforzerà e noi potremo ricordarci che siamo persone che hanno si, dei doveri, ma anche dei diritti, prima di tutto verso noi stessi.

A cura di  Vitiana Paola Montana
Autore di: Il Potere dell’Autostima, Vinci la Paura, Stratagemmi Cinesi

Come imparare da ogni esperienza di comunicazione

Lunedì, Febbraio 14th, 2011

In quest’articolo voglio ribadire quanto sia importante imparare da ogni esperienza. Di recente mi è capitato di accettare l’invito a partecipare alla diretta TV nazionale di un talk show: si è rivelata una fantastica occasione per mettermi alla prova.

Nel mio ebook dedicato alla Timidezza ho dedicato spazio al concetto di Osservare. In questo caso mi mancava un’esperienza diretta di talk show, pertanto per vincere la tensione di cui ero inevitabilmente preda e acquisire quella sicurezza di cui necessitavo ho messo in atto l’esercizio di osservare “mentalmente” il mio futuro impegno televisivo.

L’ho immaginato visto dalla telecamera come se avessi ripreso personalmente la trasmissione e questo mi ha permesso di familiarizzare con un ambiente esterno al mondo televisivo.

Ho pensato che avrei visto la quotidianità dei conduttori, della redazione, della produzione, degli addetti video/audio e tutto ciò mi ha aiutato a capire che quello che per me era unico per loro era routine: così lo è diventato anche per me. Ho visualizzato la mia entrata, come mi sarei seduto, quello che avrei detto e in questo modo il nuovo contesto ha cominciato a divenirmi familiare.

Infine mi sono informato sulle strategie migliori per parlare in pubblico. Mi ha illuminato leggere che i grandi oratori si focalizzano su una persona alla volta perché in questo modo dimenticano la presenza degli altri.

Applicando questa strategia durante la diretta ho “percepito” il pubblico solo durante le mie pause: ho provato ugualmente una grande emozione ma ho “informato” la mia mente inviandole segnali distensivi per mitigare la tensione della diretta che sicuramente colpisce tutti.

Ho creato i presupposti per entrare in uno stato mentale vincente: negli ebook che ho pubblicato potrete scoprire tutte le tecniche utili a raggiungere questa condizione interiore fondamentale nel momento di confronto e dialogo con uno o più interlocutori.

Esisterà sempre qualcuno capace di fare meglio di noi: trovarsi in uno stato mentale vincente non significa per forza “vincere”. I record sportivi sono destinati a essere battuti. Questo comporta che il numero 1 di oggi sarà necessariamente il numero 2 di domani?

Assolutamente no: ritengo che il numero 1 di oggi sia uno dei tanti numeri 1. Siamo tutti vincenti in un ambito che conosciamo. Ma quando ci troviamo ad affrontare una situazione ignota, potremmo entrare in crisi ed essere preda della timidezza. Qui interviene il ruolo fondamentale dell’esperienza diretta: mettersi in gioco e tentare - anche sbagliando - è un passaggio che non può essere sostituito da nessun consiglio, per quanto buono.

Non è importante vincere e superare gli altri, ma vincere se stessi e le proprie paure, per salire un gradino alla volta sulla scala della propria autostima.

A cura di Fabio Galetto
Autore di Da Timido a VincenteSocializzazione VincenteAutostima Vincente.

Come costruire una sana autostima

Sabato, Febbraio 5th, 2011

Se non sei il fan più sfegatato di te stesso, perché mai dovrebbero esserlo le persone che ti circondano?
Se non credi in te stesso, perché mai gli altri dovrebbero credere in te?

Ricorda: sei trattato come credi di meritare di essere trattato. Gli altri si relazionano con noi proprio come noi ci relazioniamo con noi stessi. Se non mi rispetto, perché mai dovrebbero farlo gli altri?

Le persone imparano da quel che vedono e vivono ogni giorno, dall’esempio e dai fatti, non dalle parole e dalle chiacchiere. I nostri amici, conoscenti, colleghi, familiari, capiscono subito a livello inconscio se ci rispettiamo o meno, e seguiranno il nostro esempio!

La vita è davvero uno specchio e quando riusciamo a sorriderle, ecco che ci sorride. Quando ci amiamo profondamente, tutto sembra illuminarsi e rispondere con amore. Incontriamo gente straordinaria, accadono cose bellissime, ma purtroppo può accadere anche il contrario.

Quando sull’etichetta che ci siamo attaccati abbiamo scritto “tu vali poco”, tutto vale poco intorno a noi e servono surrogati di felicità per andare avanti. Che sia lo shopping, il cibo, i pettegolezzi, cambia poco: le “droghe” che si assumono prendono le forme più disparate.

La scarsa autostima è un cane che si morde la coda: è impossibile stimare e amare realmente le altre persone, se non si riesce a farlo con se stessi. Se non ne hai per te, non ne hai neanche per altri.

Stessa cosa accade quando la nostra credenza dice “io valgo più degli altri”: in maniera inversa, non riconosciamo più il valore dell’interlocutore e svaniscono molte possibilità di apprendere da coloro che incontriamo ogni giorno. Se non apprendiamo, rimaniamo fermi nei nostri comportamenti e nelle nostre credenze: la nostra evoluzione si paralizza.

Ma che cos’è che innesca il blocco evolutivo? Il rifiuto del nostro lato oscuro. Tutto ciò che è fonte di paura viene relegato in quella sfera che rifiutiamo di accogliere nella nostra esistenza. L’autostima è paragonabile a delle fondamenta: se esse non poggiano su un terreno solido, il palazzo che si costruirà sopra di esse non potrà essere sicuro.

Una sana autostima passa inevitabilmente attraverso l’accettazione del nostro lato oscuro.

A cura di Max Formisano e Giulia Fetto
Autori di Il Nocciolo Duro

Come vivere un 2011 straordinario

Sabato, Gennaio 29th, 2011

Siamo nel 2011: per alcune persone sarà semplicemente un altro anno, ma per coloro che ne avranno il coraggio e la grinta, potrebbe essere l’opportunità per crearsi un anno straordinario!

A te piacerebbe vivere un 2011 pieno di gioia
, amore e abbondanza? Vuoi dire basta a tutto ciò che non ti è piaciuto nel 2010? Se è ciò che vuoi, puoi cominciare da subito.

Inizia affrontando i problemi sotto un ottica diversa, chiarisciti le idee su cosa desideri che diventi reale in questo nuovo anno (una nuova casa, un nuovo rapporto, ecc.) e, infine, agisci giorno per giorno sotto questa nuova prospettiva.Semplice a dirsi, ma per qualcuno potrebbe pensare che non lo sia altrettanto in pratica. Come dice il proverbio: “Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare!”

Come spiego nell’ebook “Inverti la Rotta”, invitando anche all’applicazione attiva, nel momento in cui riprogrammerai la parte profonda del tuo essere (puoi chiamarlo inconscio, se vuoi), tutto risulterà normale. Proprio come adesso è normale per te vivere in questo modo, diventerà normale vivere meglio e raggiungere i tuoi obiettivi.

Per concludere, ti pongo una domanda: quali sono i tuoi obiettivi per il 2011? Cosa vorresti diventasse reale? Cos’è che ti è davvero piaciuto nel 2010 e vorresti si replicasse anche quest’anno?

Prenditi tutto il tempo per vuoi per rispondere, ma fallo! Perchè sapere cosa vuoi, è il primo passo per raggiungerlo!

Ti auguro un 2011 pieno di amore!

A cura di Oriana Simonetti
Autrice di Inverti la Rotta

3 Trucchi per gestire al meglio la tua classe

Venerdì, Gennaio 7th, 2011

Rossella Di MariaGestire una classe di alunni difficili, in particolare adolescenti, mette a dura prova il sistema nervoso degli insegnanti. A molti miei colleghi e lo ammetto anche a me, è successo di avere serie difficoltà nella gestione dello stress, ecco perché voglio darti alcuni suggerimenti utili per fronteggiare alcune situazioni.

Come puoi  riuscire a far lavorare i tuoi allievi in modo produttivo?
Il cooperative-learning, cioè “lavorare in gruppo” su svariati argomenti, è un valido metodo di conduzione della classe, che aiuta nell’affrontare l’apprendimento delle discipline.
E’ positivo e utile solo se: coinvolgi i ragazzi nella tematica che vuoi affrontare;pianifichi il lavoro scrivendo alla lavagna ciò che gli alunni devono fare; li dividi in gruppetti di 4 o 5 ragazzi; assegni i diversi ruoli rispettando le loro inclinazioni. Ho utilizzato il lavoro cooperativo durante la lezione di geografia e ti assicuro che i risultati sono stati gratificanti. In un processo di problem solving gli obiettivi sono stati raggiunti con il contributo di tutti.

Come utilizzare invece, la metodica del tutoring?
La puoi utilizzare quando il problema insiste solo su un alunno. A questo punto lo puoi affiancare a un compagno “esperto”(tutor) e affidarglielo per l’apprendimento di piccole lezioni.
Come si procede? Individui un giovane tutor, con funzione di docente e un tutor, con funzione di alunno e poi segui alcune regole.
Esponi chiaramente ai ragazzi gli obiettivi da perseguire; valuti l’abilità degli alunni; formi sull’argomento da trattare il tutor; decidi la durata del progetto e quella delle sessioni, o lezioni settimanali; infine fai un monitoraggio e una verifica finale del progetto.

Vedrai che, come è successo a me, se fai lavorare una coppia che si “incastra” bene , perché compatibile, ottieni risultati insperati. Il metodo non è autoritario, ma è profondamente educativo e il rapporto fra coetanei dà ad entrambi sicurezza e crea legami solidi, sviluppando l’autostima di entrambi.

Come puoi agevolare la comunicazione con i tuoi alunni problematici?
Segui i seguenti obiettivi: devi promuovere la tua autodisciplina, devi affinare la tua sensibilità, devi sviluppare il senso dell’umorismo di tutti i tuoi ragazzi.

E ricorda che usare il sarcasmo è negativo, così come umiliare e offendere i tuoi allievi. Otterrai risultati positivi se valorizzerai anche i piccoli successi, gratificando e permettendo così alla comunicazione di fruire liberamente fra te e i tuoi alunni.

A cura di Rossella Di Maria

Come porsi le giuste domande

Venerdì, Gennaio 7th, 2011

Oggi vi parlo di uno dei “trucchi” più efficaci per indirizzare la vostra vita verso il successo che vi meritate. Tutti sanno che il rapporto che abbiamo con chi ci circonda dipende in gran parte da come comunichiamo.

E’ altrettanto ovvio che il rapporto con noi stessi dipende da come comunichiamo con il nostro cervello. Se teniamo ad una persona, stiamo sempre molto attenti a come gli parliamo: purtroppo spesso non poniamo la stessa attenzione a cosa diciamo a noi stessi.

Un ruolo importantissimo nella comunicazione viene svolto dalle domande. Il nostro cervello ha una caratteristica molto interessante: è programmato per dare sempre e comunque una risposta ad ogni domanda che gli viene posta ed è proprio questa caratteristica che dobbiamo sfruttare.

Avete mai fatto caso al fatto che le risposte sono influenzate dalle domande? Ad esempio, se vogliamo risolvere un problema, un conto è domandarci: “Ma perché succedono sempre a me?”; un conto è chiedersi: “Come posso fare a risolvere questo problema?Nel primo caso ci stiamo concentrando sul problema, nel secondo caso sulle soluzioni.

Ponendoci domande tipo: “Perché capita sempre a me?”, che tipo di risposta ci si attende possa dare  il nostro cervello? “Perché sei sfortunato” o “Perché sei incapace”: tutte risposte che creano nella nostra mente un’immagine da perdente e, vi assicuro, che noi siamo quello che pensiamo. Se vogliamo ottenere risultati migliori dobbiamo parlare alla nostra mente nella maniera giusta, ponendoci le giuste domande e “costringendo” il nostro cervello a dare le giuste risposte.

Evitiamo espressioni tipo: “E’ sempre colpa tua! Non sai fare proprio niente!“, perché pian piano ce ne convinceremo a tal punto da comportarci proprio in quel modo. Invece impariamo a coccolarci, a fare domande che ci descrivono in maniera vincente, ad esempio:Come riuscirò questa volta a risolvere il problema?”. Questa domanda ci fa concentrare sulla soluzione e proietta un’immagine vincente di noi stessi.

Nel mio e-book vengono descritti i tanti meccanismi mentali che, come questo sulle domande, servono ad orientare verso la giusta direzione la nostra mente. Infatti, uno dei segreti svelati in “Le 7 Regole della Felicità” è questo:

“il nostro cervello reagisce in maniera adeguata alle domande che gli facciamo. A domanda stupida dà una risposta stupida, a domanda intelligente una risposta intelligente”

Se “usiamo” in modo “intelligente” il nostro linguaggio riusciremo sicuramente a condizionare in maniera positiva i nostri comportamenti, rendendo la nostra vita migliore. Perciò mi raccomando: attenti alle domande!

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A cura di Massimo Di Renzo
Autore di  Le 7 Regole della Felicita’