Bruno Editore Ebook Ebook Audio-Ebook Video-Ebook Ebook gratis Top 100 Calendario ebook Blog | Ebook & News

autoconsulenza finanziaria

Lo sviluppo del baratto (parte 3/10)

Insieme al baratto nascevano però i primi problemi tecnici nello scambio dei beni. Infatti, se un allevatore voleva mangiare della verdura avrebbe dovuto scambiare ad esempio un vitello che però per motivi intrinseci vale sicuramente di più di un paio di patate!
Il primo problema da risolvere era quindi un sistema di rapporti di scambio. Valutare cioè ogni singolo prodotto rispetto ad un altro: ad esempio un coniglio equivaleva a 30 kg di verdura, una casa a 5 pecore e così via.

La nascita del baratto (Parte 2/10)

Il grande salto avanti si ebbe quando l’uomo è diventato stanziale. Infatti, man mano che la terra si popolava, il trasferirsi di continuo alla ricerca di risorse non era più sufficiente in quanto qualcuno era già passato prima di loro. Gioco forza l’uomo cambiò strategia per sopravvivere e, nella fattispecie, dovette trovare un modo per avere risorse senza doversi spostare di continuo.

Detto questo, nella fase iniziale delle nuove comunità stabili, si sarà creato sicuramente il bisogno di avere delle difese contro gli attacchi delle bestie feroci e di altri gruppi rivali. Se prima, abitando nelle caverne, bastava controllarne l’ingresso, in un campo stabile e aperto le cose cambiarono radicalmente.

Dal baratto al signoraggio (Parte 1)

In uno degli ultimi interventi nel blog (fine 2008), in occasione dell’ultima parte del mio articolo sulla crisi finanziaria, mi è stato chiesto di parlare del signoraggio bancario.

L’argomento suscita sempre molto interesse in rete ed è particolarmente complesso per via di due correnti di pensiero che lo riguardano: una di tipo “scandalistico” molto in voga in rete ed un’altra “tradizionalista” portata avanti dalle istituzioni (detta “negazionista” dai sostenitori della linea scandalistica).

Cause ed effetto della crisi economica (Parte 4)

Il grande deficit pubblico già presente prima degli avvenimenti citati era stato creato per via delle cattive abitudini dei cittadini islandesi di creare debiti su debiti. Pensate che qua tutti indistintamente possiedono carte di credito, anche i ragazzini!!!

Comprano automobili di grossissima cilindrata, case enormi, vestiti sempre firmatissimi e molto altro che ha portato la gente a chiedere sempre prestiti ed ad usare le carte revolving (rateali) che infine hanno acceso la miccia che ha fatto esplodere il tutto. Tutto questo è il motivo per cui dedico un intero capitolo di “Autoconsulenza Finanziaria” alla risoluzione dei debiti e li definisco come catastrofe dilagante.

Cause ed effetto della crisi economica (Parte 3)

In Islanda negli anni scorsi si è puntato molto nel settore bancario per due motivi: Il primo perché la gente ha un alta istruzione generale e quindi ambisce a lavori di concetto; il secondo perché non producendo quasi niente sono costretti a comprare dall’estero aumentando di anno in anno il loro debito pubblico. La pensata “geniale” fu quella di creare dei conti correnti competitivi (nello stesso stile del conto arancio molto in voga nel nostro paese) da piazzare agli stessi islandesi, ma soprattutto al mercato esterno, per incamerare capitali provenienti da paesi con moneta forte.

Cause ed effetto della crisi economica (Parte 2)

La banca più esposta è risultata essere la Lheman and Brothers che con il suo fallimento si è tirata dietro anche numerose piccole banche che si appoggiavano (in tutto il mondo) ad essa per i prodotti finanziari. Inizialmente la L&B come anche tutte le altre hanno pignorato le varie case dei malcapitati rientrando anche se parzialmente dei capitali prestati, ma per fare ciò le istituzioni bancarie hanno immesso nel mercato numerosi immobili facendo ribaltare di fatto il rapporto domanda/offerta creando quindi una svalutazione del mattone che ha perso negli ultimi 2 anni in USA il 30% del valore.

Categorie

Archivio articoli