attività commerciale

Come e perchè aderire alla formula franchising

Mercoledì, Ottobre 13th, 2010

Nell’era della globalizzazione essere piccoli non è proprio un vantaggio competitivo, allora, come farlo divenire tale?

Attraverso l’associazionismo! Qualcosa di simile ai meccanismi di affiliazione, come il network di Bruno Editore al quale noi tutti apparteniamo. Attraverso l’”Insegna” Bruno Editore, parliamo, ci presentiamo, proponiamo le nostre idee, la nostra creatività, il nostro know-how, la nostra professionalità, entriamo in contatto con gli appartnenti al Network: Autori, Clienti, Utenti, affiliati!

Siamo piccoli ma diventiamo grandi e riusciamo a incidere attraverso l’immagine consolidata di Bruno Editore. In qualche maniera, sfruttiamo questa sinergia e ne traiamo reciprocamente beneficio.

L’uno mette il circuito, lo staff, gli strumenti web, gli investimenti e scommette parte della sua immagine su ogni singolo partner, questi offre il contenuto editoriale senza che debba investire un’euro, ma solo la sua professionalità.

Questo stesso meccanismo agisce quando il singolo commerciante, imprenditore aderisce a una formula franchising.

Il franchisor è il network, l’affiliante che mette a disposizione il know-how, l’immagine, un marchio nazionale noto, i software, la formazione, i processi standardizzati, una logistica centralizzata, un parco fornitori selezionato, una centrale a servizio del franchisee (l’affiliato), il franchisor pianifica le attività commerciali, tipicamente, acquisti, pubblicità, accordi con i partner aziendali che servono la rete degli affiliati.

Il franchisee, invece, è il piccolo imprenditore che stipula con il franchisor (affiliante) un contratto di affiliazione e che, pur rischiando in proprio, dietro un corrispettivo economico al franchisor (royalty mensile corrispondente ad una percentuale del fatturato o fissa), riceve i servizi concordati dall’azienda affiliante (franchisor).

I benefici della partenership sono evidenti per entrambi gli attori: l’uno, il franchisor, porta avanti lo sviluppo della propria insegna, riducendo o minimizzando l’investimento che rimane in capo all’affiliato, il quale sfrutta l’immagine del franchisor risparmiando investimenti in pubblicità, in organizzazione, per sviluppare la sua piccola impresa! Piccola ma già grande!

Pur piccoli, se aprissimo un franchising levi’s, verosimilmente godremmo dell’immagine consolidata del franchisor e dei relativi servizi legati alla formula: collezioni studiate, modelli aggiornati e alla moda, possibilità di resi, prezzi calmierati, zona in esclusiva, pubblicità sui media nazionali, consulenza di progetto (architetti e arredatori), consulenza aziendale (visual, controllo di gestione, budgeting ecc).

Come divenire franchisor è un discorso certo più complesso, che dovrebbe partire dall’analisi del profilo dell’imprenditore; tema più articolato che trattiamo nel nostro ebook e che non mancheremo di sviluppare prossimamente in un nostro nuovo post.

L’astrazione? Banale! L’unione fà la forza!

Alla prossima!

A cura di Sabrina Ferrari Singhi
Autrice di Gestire il Negozio e Potenziare le Vendite

Come creare una vetrina che riesca a emozionare il cliente

Mercoledì, Luglio 7th, 2010

Laura Tentolini & Alessandro MuscinelliPrima di entrare in negozio chiunque si trovi a passarvi davanti guarda la vetrina. La vetrina è la prima cosa che vede il cliente, è il primo elemento che attira la sua attenzione, che cattura il suo interesse, che può spingerlo a entrare.

La vetrina è la presentazione di tutta l’attività commerciale, è il primo “colpo d’occhio” che fa dire al cliente “Sì, questi articoli mi interessano!”, è il richiamo che attira gente in negozio! Avere una bella vetrina significa suscitare subito l’interessare della clientela, incuriosirla, attrarla oltre la soglia d’ingresso.

Gli articoli esposti non sono semplici oggetti inanimati, abbandonati in vetrina per caso, al contrario, tutti gli articoli devono apparire al loro meglio, devono essere presentati in un contesto da sogno, devono risultare fantastici.

Facciamo in modo che gli oggetti in vetrina raccontino una storia, accostiamoli ad altri articoli in tema che ne suggeriscano un utilizzo accattivante: devono essere tanto belli e attraenti che il cliente desideri portarli via con sé.

Come fare in pratica:

Esempio: non lasciamo in vetrina una camicia elegante da sola, ma abbiniamola ad accessori raffinati, come un paio di gemelli, una sciarpa di seta, una flute di champagne, un programma teatrale su una sedia antica, per suggerire l’idea di una serata speciale in un ambiente di classe.

Oppure: se vendiamo frullatori, non dovono essere allineati come soldatini tutti uguali, ma cerchiamo di ambientarli, presentiamoli ad esempio con uova, zucchero, farina, alcuni stampi per dolci, in modo da far venire una gran voglia di cucinare una bella torta.

Ancora: se vendiamo stivali di gomma da pescatore, oltre alle solite canne da pesca, mettiamo in vetrina anche un bel cestino portavivande, una sdraio, una radiolina portatile, un ombrellone. In questo modo proponiamo al cliente una giornata di pesca sportiva con tutte le comodità… magari può portare anche la moglie!

La nostra vetrina deve far sognare il cliente e proporre di migliorare la sua vita. Non basta esporre gli oggetti da vendere, la vetrina deve anche suggerire come usarli. L’esposizione all’esterno deve attirare il cliente in negozio con la prospettiva di uscirne migliorato, con tanti acquisti che porteranno una ventata di aria nuova alla sua vita. L’obiettivo è stimolare la fantasia dell’osservatore su “cose da sogno” cui prima non aveva pensato.

In altre parole, la vetrina deve mostrare tutto un mondo attraverso gli articoli proposti. Se la vetrina riesce a catturare l’attenzione della clientela, allora anche la clientela sarà “catturata”!

A cura di Alessandro Muscinelli e Laura Tentolini
Autore di Dalla Vetrina al Magazzino

Come incentivare l’apertura del tuo bed and breakfast attraverso la formula magica b&b&b

Mercoledì, Aprile 14th, 2010

Una strategia vincente utilizzata sempre più frequentemente soprattutto dai nuovi imprenditori/gestori di bed and breakfast è senza ombra di dubbio data dall’utilizzo della formula del B&B&B.

Ti starai chiedendo cosa voglia dire. Te ne parlerò a breve.

Il bed and breakfast è a tutti gli effetti un’attività commerciale, e, come ben sai, quando si intende avviare un’attività commerciale è necessario affrontare degli investimenti iniziali.

Tuttavia, a differenza di qualsiasi altra attività commerciale, l’avvio di un bed and breakfast presenta dei vantaggi oggettivi davvero di non poca importanza.

Citandone alcuni, non è necessario ad esempio possedere una partita Iva, non occorrono particolari adempimenti fiscali, è sufficiente una contabilità di bilancio semplice, ma più di tutti il fatto che il locale in cui opera il bed and breakfast non è altro che la tua abitazione, dove vivi e risiedi abitualmente.

Anche se questi sono eccellenti vantaggi che possono incentivare l’avvio di un bed and breakfast, molte persone riscontrano timore nell’investire nell’apertura della struttura ricettiva. I motivi sono diversi (inesperienza, incapacità, disinformazione), ma su tutti predomina il problema denaro.

Ciò che ti ho appena descritto può essere la tua storia, forse no, ma è stata sicuramente la mia storia e la storia di tante persone che desiderose di avviare un bed and breakfast hanno dovuto rinunciarvi per mancanza di denaro.

Però qualche anno fa c’è stata una persona che si è differenziata tra queste. Questa persona non ha voluto rinunciare alla sua idea di avviare un bed and breakfast. Ed ha inventato per così dire la strategia B&B&B.

Questo acronimo sta a significare semplicemente Baratto-Bed-Breakfast. Significa che il gestore di un bed and breakfast, in cambio del pernottamento, invece di farsi saldare il soggiorno in denaro si fa pagare, o meglio baratta, con un bene che può essere utilizzato all’interno della struttura.

Vediamo meglio come funziona. Un potenziale cliente contatta il proprietario della struttura, richiede la disponibilità e ci si mette d’accordo su ciò che dovrà portare al suo arrivo in cambio della permanenza. Si può trattare di un tavolo, di alcune sedie, di un piccolo televisore, un lettore DVD, un decoder per il digitale terrestre, insomma tutto ciò in possesso del cliente che può essere utile al bed and breakfast.

Questa strategia viene largamente utilizzata negli ultimi tempi proprio da quelle persone che per problemi di denaro non riescono ad avviare il loro bed and breakfast. Invece di avviare una struttura ipotizziamo con quattro camere, avviano un bed and breakfast con due sole camere, e le restanti camere le creano proprio con i beni derivati dal baratto.

Il B&B&B si è addirittura evoluto. Non solo si baratta la vacanza con un bene, ma addirittura con un servizio. Cosa significa? Se sono un bravo giardiniere ad esempio, posso barattare la mia vacanza offrendo le mie prestazioni alla struttura stessa. Posso prendermi cura del giardino, delle piante, dei fiori per tutto il periodo in cui sono ospite. Se ci pensi bene si tratta di un vantaggio addirittura triplice:

  1. per il proprietario del bed and breakfast, il quale può avvalersi di un servizio che se richiesto direttamente sarebbe costato una certa somma di denaro, anche maggiore rispetto al costo del pernottamento;
  2. per il cliente, il quale può permettersi una vacanza senza spendere un euro per pernottare, lavorando solo per poche al giorno;
  3. per la struttura ricettiva, che avrà post opera un livello qualitativo superiore.

Questo discorso ovviamente non vale solo per i giardinieri, ma per tutte quelle categorie di lavori che possono essere utili ad una struttura ricettiva quale bed and breakfast, che sia un pittore, un idraulico, addirittura un realizzatore di siti internet che potrà realizzare il tuo sito in cambio di un pernottamento presso la tua struttura.

Si può davvero spaziare in molte direzioni. Grazie a questa strategia decine di imprenditori hanno potuto realizzare realmente la loro struttura ricettiva.

Ti ringrazio per l’attenzione e spero che questi consigli possano esserti davvero d’aiuto.

A cura di Massimiliano Poli
Autore di Bed and Breakfast di Successo