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	<title>Bruno Editore Blog - News, Articoli, Ebook per la Formazione</title>
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	<description>Gli Ebook per la Formazione</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 07:00:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Come dominare la mente con la concentrazione</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Turi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[imparare a meditare è necessario avere pazienza]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppare la concentrazione mentale]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppare la nostra motivazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si voglia imparare a controllare la mente per purificarla e alleggerirla dalle tossine psichiche, dalle incrostazioni emotive e dalle reazioni compulsive e automatiche, è molto importante sviluppare la concentrazione mentale, una facoltà che costituisce la base stessa su cui poggia tutta la meditazione. Il termine concentrazione viene dal latino cum (insieme) e centrare (accentrare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" src="http://www.autostima.net/img_prodotti/autori/419.jpg" alt="Marzia Sandri" width="100" height="120" hspace="5" vspace="2" />Quando si voglia imparare a controllare la mente per purificarla e alleggerirla dalle tossine psichiche, dalle incrostazioni emotive e dalle reazioni compulsive e automatiche, è <strong>molto importante sviluppare la concentrazione mentale, una facoltà che costituisce la base stessa su cui poggia tutta la <a href="http://www.autostima.net/raccomanda/guida-alla-meditazione-marzia-sandri/">meditazione</a></strong>.</p>
<p>Il termine concentrazione viene dal latino cum (insieme) e centrare (accentrare, portare al centro). Dunque, portare insieme verso un centro comune.</p>
<p><strong>Concentrazione mentale, quindi, vuol dire raccogliere insieme, accentrare tutti i pensieri e portarli verso un medesimo soggetto</strong>, senza distrazioni e divagazioni, eliminando tutto ciò che sia estraneo all&#8217;oggetto della nostra attenzione. La concentrazione potrebbe anche definirsi come un&#8217;intensificazione dell&#8217;attenzione su un soggetto scelto e può essere involontaria o volontaria.</p>
<p>La prima è quella che viene attratta spontaneamente e senza sforzo da tutti quegli oggetti che in un modo o nell&#8217;altro hanno qualcosa che ci interessa.</p>
<p>La seconda, invece, è quella che implica uno sforzo di volontà e che è diretta su qualsiasi oggetto sia esso interessante o no, piacevole o no. E&#8217; quella, in sostanza, che richiede, per essere mantenuta e approfondita, uno sforzo.</p>
<p>La concentrazione, dunque, è attenzione volontaria portata, per così dire, alla massima potenza. <strong>Se si vuole veramente imparare a meditare è necessario avere pazienza, costanza e perseveranza e prendere in mano il nostro meccanismo del pensiero</strong>, a poco a poco, con regolari esercizi di concentrazione.</p>
<p>Ci sono tre trucchi per rendere questi esercizi veramente efficaci:<br />1. <strong>Innanzitutto debbono esser fatti regolarmente tutti i giorni almeno per pochi minuti</strong>. Meglio un periodo breve di cinque o dieci minuti ogni giorno che mezz&#8217;ora o un&#8217;ora saltuariamente.</p>
<p>Ogni giorno, anche se noi non ce ne accorgiamo, raggiungiamo un certo risultato e, se interrompiamo il ritmo, questo risultato si perde e dobbiamo ricominciare daccapo. <strong>Ogni esercizio porta dentro la nostra mente dei mutamenti</strong>, seppur lievi e insensibili, e la regolarità è la sola chiave per rendere tali mutamenti sempre più profondi e stabili.</p>
<p>2. In secondo luogo, dobbiamo scegliere un &#8220;oggetto&#8221; che tenga agganciata l&#8217;attenzione e la nostra mente per un tempo sufficientemente lungo, sia esso una frase, un suono, un colore, un&#8217;immagine. Questo farà sì che si crei una sorta di binario lungo il quale la mente può scivolare senza deragliare trascinata da pensieri fuorvianti.</p>
<p>3. <strong>Dobbiamo sviluppare la nostra motivazione e fissare un obiettivo cui puntare per trarne forza ogni qualvolta la pigrizia o le distrazioni rischiano di farci desistere dal nostro impegno</strong>. Potremmo determinarci a raggiungere maggior forza d&#8217;animo, più calma e serenità interiore, o voler migliorare i nostri rapporti e le nostre relazioni. Qualunque cosa ci stia veramente a cuore e ci possa aiutare nella pratica giornaliera.  </p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://www.autostima.net/autori/marzia-sandri/">Marzia Sandri</a></strong></em></p>
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		<title>Come rendere il tuo corpo un forno brucia-grassi in soli trenta minuti</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Turi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[eseguire esercizi di forza organizzati a circuito con poche pause tra i vari movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[fare attività fisica accelera il metabolismo]]></category>
		<category><![CDATA[tempo per allenarsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sta arrivando la bella stagione e molte persone dopo il lavoro ricominciano la loro corsetta salutare. Al parco, nella pista ciclabile, attorno al campo sportivo, in aperta campagna o in mezzo al traffico. Benissimo!!! Niente da dire su quest&#8217;attività che piace e ha sicuramente dei benefici ma la domanda è: è la cosa migliore per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" src="http://www.autostima.net/img_prodotti/autori/336.jpg" alt="Simone Casagrande" width="100" height="120" hspace="5" vspace="2" /><strong>Sta arrivando la bella stagione e molte persone dopo il lavoro ricominciano la loro corsetta salutare</strong>. Al parco, nella pista ciclabile, attorno al campo sportivo, in aperta campagna o in mezzo al traffico. Benissimo!!! Niente da dire su quest&#8217;attività che piace e ha sicuramente dei benefici ma la domanda è: è la cosa migliore per dimagrire? Secondo me no! </p>
<p>Per tonificarsi, <strong>dimagrire e accelerare il metabolismo</strong> ritengo più veloce e redditizia un&#8217;altra strada e precisamente: <strong>eseguire esercizi di forza organizzati a circuito con poche pause tra i vari movimenti</strong> e integrare a essi un&#8217;attività cardiovascolare non lunga ma abbastanza intensa. Riguardo alla corsa lenta (che molti consigliano) io credo che sia un&#8217;ottima attività perché muoversi, fa sempre bene ma ritengo esagerata la sua funzione nel dimagrimento delle persone. </p>
<p>Nel mio <a href="http://www.autostima.net/shopping/">ebook</a> &#8220;<a href="http://www.autostima.net/raccomanda/il-circuito-metabolico-simone-casagrande/">Il Circuito Metabolico</a>&#8220;ti spiego perfettamente i motivi e come puoi variare i tuoi allenamenti. <strong>Tutti sanno che fare attività fisica accelera il metabolismo, ma molti non sanno che accrescere la massa muscolare (massa magra) è fondamentale per aumentare il metabolismo basale</strong>. Anche quest&#8217;aspetto (fondamentale per dimagrire) è spiegato chiaramente nel mio ebook. Per ultimo ma sicuramente da non trascurare è il tempo per allenarsi. Tu quanto tempo hai? Io poco e tra il lavoro (fortunatamente mi muovo per mostrare i vari esercizi), la famiglia, i figli etc. trovare dei momenti per allenarsi diventa difficile e ottimizzare il tempo diventa fondamentale. </p>
<p>L&#8217;attività aerobica a bassa intensità brucia troppe poche calorie rispetto al tempo speso per allenarsi; se invece fai come dico io <strong>trenta minuti sono più che sufficienti e le tue riserve di grasso bruceranno in maniera più efficace e più a lungo anche una volta terminato l&#8217;allenamento</strong>. Provare non costa niente e poi a voi la decisione!</p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://www.autostima.net/autori/simone-casagrande/">Simone Casagrande</a></strong></em></p>
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		<title>3 segreti per creare un brand da mediatore</title>
		<link>http://www.giacomobruno.it/index.php/2012/05/14/3-segreti-per-creare-un-brand-da-mediatore/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Turi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[creare e gestire un brand professionale]]></category>
		<category><![CDATA[diventare mediatore civile]]></category>
		<category><![CDATA[Inizia a fare networking]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

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		<description><![CDATA[Come impostare una campagna promozionale su te stesso per crearti una buona reputazione come mediatore?Bisogna in primo luogo capire bene quali  sono i tuoi obiettivi e quali sono i risultati che vuoi ottenere.Gli obiettivi che potresti avere sono tanti:  fare auto promozione e &#8220;vendita&#8221; di sè stessi e del proprio business; ottenere riferimenti nuovi; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" src="http://www.autostima.net/img_prodotti/autori/183.jpg" alt="Alessandra Grassi" width="100" height="120" hspace="5" vspace="2" />Come impostare una campagna promozionale su te stesso per crearti una buona reputazione come mediatore?<br />Bisogna <strong>in primo luogo capire bene quali  sono i tuoi obiettivi e quali sono i risultati che vuoi ottenere</strong>.<br />Gli obiettivi che potresti avere sono tanti:</p>
<p> fare auto promozione e &#8220;vendita&#8221; di sè stessi e del proprio business;<br /> ottenere riferimenti nuovi;<br /> fare <a href="http://www.autostima.net/raccomanda/il-fattore-network-stefano-calicchio/">networking</a>, cioè creare e gestire una rete di contatti, non necessariamente di vendita; <br /> fare auto-formazione;<br /> migliorare e monitorare la propria reputazione.</p>
<p>Nel mio <a href="http://www.autostima.net/shopping/">ebook</a> &#8220;<a href="http://www.autostima.net/raccomanda/diventare-mediatore-civile-alessandra-grassi/">Diventare Mediatore Civile</a>&#8221; ho voluto dedicare un capitolo proprio a questo in quanto<strong> creare e gestire un brand professionale è un elemento che ogni professionista, dunque anche il mediatore, deve considerare fondamentale</strong>.</p>
<p>Datti un po&#8217; di tempo e cerca di fare un po&#8217; di esperienza per definire quali aspetti dell&#8217;attività di mediazione vuoi essere conosciuto.</p>
<p>Ecco i tre passi indispensabili:</p>
<p>1.Scopri il tuo brand: cosa vuoi fare? per cosa vuoi essere riconosciuto? la tua neutralità, la tua creatività, le tue doti di <a href="http://www.autostima.net/raccomanda/problem-solving-stefania-finardi/">problem solving</a>? gli altri come ti vedono?<br />2.<strong>Crea il tuo marchio e prepara il tuo media kit,  il  tuo slogan, il tuo logo: cosa ti rappresenta?</strong><br />3.Inizia a fare networking: partecipa a convegni, scrivi articoli per il web, fatti conoscere nell&#8217;ambiente delle adr.</p>
<p><strong>Un&#8217;attenzione particolare va riservata ai social media</strong>: iscriversi o non iscriversi? a cosa servono? quali risultati ragionevolmente attendersi?<br />Ricordatevi degli obiettivi che vi siete posti e tenete presente che i social media sono solo una parte della comunicazione: <strong>se abbiamo un bel profilo LinkedIn ma il biglietto da visita risale ai tempi della pietra, al momento dell&#8217;incontro con potenziali clienti potremmo non fare questo grande figurone</strong>. Infine, occorre capire che non tutti sono altrettanto entusiasti del web e dei social media come forse lo siamo noi, per cui sfruttate più canali possibili!</p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://www.autostima.net/autori/alessandra-grassi/">Alessandra Grassi</a></strong></em></p>
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		<title>Come vivere con il piacere in corpo</title>
		<link>http://www.giacomobruno.it/index.php/2012/05/12/come-vivere-con-il-piacere-in-corpo/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 11:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Turi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni & Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[come funziona sessualmente il nostro corpo]]></category>
		<category><![CDATA[il piacere si radica nel corpo]]></category>
		<category><![CDATA[possibile raggiungere la felicità ed il benEssere]]></category>
		<category><![CDATA[soddisfazione sessuale globale]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte l’idea di vivere con piacere ogni giorno della nostra esistenza sembra un obiettivo difficile da raggiungere e soprattutto da mantenere. Cosa possiamo fare per star bene con noi stessi? &#160; &#160; Vi propongo alcuni spunti per niente impegnativi: deliziarsi dei momenti di silenzio; di un buon cibo per il nostro palato; dell’odore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" src="http://www.autostima.net/img_prodotti/autori/52.jpg" alt="Maria Rosa Greco" width="100" height="120" hspace="5" vspace="2" />A volte l’idea di vivere con piacere ogni giorno della nostra esistenza sembra un obiettivo difficile da raggiungere e soprattutto da mantenere.</p>
<p><strong>Cosa possiamo fare per star bene con noi stessi?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi propongo alcuni spunti per niente impegnativi:</p>
<ol>
<li>deliziarsi dei momenti di silenzio;</li>
<li>di un buon cibo per il nostro palato;</li>
<li>dell’odore di un fiore o della pelle;</li>
<li>del suono della nostra voce e dei suoni che ci arrivano dall’esterno;</li>
<li>di un orgasmo vissuto nella sua pienezza;</li>
<li>della vista dei colori e delle innumerevoli forme della natura, compresa quella dell’essere umano, anche da nudo;</li>
<li>del movimento dell’aria e del vento che ci accarezza la pelle e i capelli;</li>
<li>dei movimenti del nostro corpo mentre respiriamo, camminiamo, gesticoliamo, ci spogliamo degli abiti fisici.</li>
</ol>
<p> In effetti, attraverso la sessualità (che va molto oltre la genitalità, e comprende il piacere per la vita, in tutte le sue manifestazioni) il piacere si radica nel corpo e possiamo sperimentare la sua totale incarnazione, attraverso i numerosi stimoli e messaggi che ci rimanda in ogni momento.</p>
<p><strong>Se comprendiamo come funziona sessualmente il nostro corpo, il modo in cui risponde alle sollecitazioni piacevoli, aumenterà il nostro livello di piacere e non solo la nostra soddisfazione sessuale globale</strong>.</p>
<p><strong>Non è affatto vero che è possibile raggiungere la felicità ed il <a href="http://www.autostima.net/shopping/index.php?categoria=Benessere">benEssere</a>, anche solo di un momento, attraverso il dolore.</strong></p>
<p>E’ vero che le situazioni difficili della vita spesso costituiscono delle opportunità preziose di fermata, di riflessione interiore, di cambiamento per ritrovare il nostro percorso, ma proprio per ritrovarlo al di là del dolore e della sofferenza.</p>
<p> <strong>La sofferenza è solo un prezioso segnale, una sberla della nostra parte emotiva o del corpo, che ha il solo scopo di indurci a comprendere che è giunto il momento di cambiare rotta per ritornare verso il nostro equilibrio psicofisico ed un&#8217;esistenza più armoniosa con noi stessi e con gli altri</strong>.</p>
<p>Nei miei <a href="http://www.autostima.net/shopping/">ebook</a> “<a href="http://www.autostima.net/raccomanda/sessualmente-rapporto-con-il-sesso/">SessualMente</a>” e <a href="http://www.autostima.net/raccomanda/risveglia-il-piacere-maria-rosa-greco/">Risveglia il Piacere</a>”, uno dei fili conduttori che dà senso all’agire, sperimentarsi, cambiare prospettiva è proprio riprendere in mano il nostro diritto alla vita e a vivere con piacere, allo star bene prima di tutto con noi stessi.</p>
<p>Perciò, viviamo ogni momento della nostra esistenza consapevoli di essere dentro ogni nostra azione e scelta. E’ un impegno costante contro le abitudini della nostra mente che tenta automaticamente a sostituirsi alle nostre scelte.</p>
<p>Questo è il primo e grande passo per vivere con il piacere in corpo!</p>
<p><em><strong> A cura di <a href="http://www.autostima.net/autori/maria-rosa-greco/">Maria Rosa Greco</a></strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come approcciare una donna</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 07:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Turi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni & Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[approccio a caldo]]></category>
		<category><![CDATA[approccio a freddo]]></category>
		<category><![CDATA[conoscere donne nuove]]></category>
		<category><![CDATA[conquistare una donna]]></category>
		<category><![CDATA[L'approccio è la prima fase della seduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;approccio è la prima fase della seduzione, la fase in cui si conosce una donna che ti piace. Esistono due tipi di approccio: l&#8217;approccio a caldo e l&#8217;approccio a freddo.Questi sono due approcci completamente diversi, in quanto nell&#8217;approccio a caldo conosci già, anche superficialmente, una donna, perché te l&#8217;hanno già presentata in altre occasioni o perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;approccio è la prima fase della seduzione, la fase in cui si conosce una donna che ti piace</strong>. <br />Esistono due tipi di approccio: <strong>l&#8217;approccio a caldo</strong> e <strong>l&#8217;approccio a freddo</strong>.<br />Questi sono due approcci completamente diversi, in quanto nell&#8217;approccio a caldo conosci già, anche superficialmente, una donna, perché te l&#8217;hanno già presentata in altre occasioni o perché fa parte della tua cerchia di amici. <br />Nell&#8217;approccio a freddo invece non la conosci per niente, è la prima volta che la incontri. <br /><strong>Una cosa a favore dell&#8217;approccio a caldo è che ha maggiori probabilità di riuscita, infatti è il più utilizzato dagli uomini</strong>. Questo perché tra due persone che si sono già presentate e un po&#8217; si conoscono, c&#8217;è già un certo grado di fiducia anche solo di base. E in più si può costruire facilmente l&#8217;attrazione. <br />Allo stesso tempo però non fai nessuna pratica nel conoscere donne nuove, è in generale persone nuove. <br />In questo modo non ti liberi neanche di possibili paure o ansie che potresti avere nell&#8217;approcciare una sconosciuta, magari alla fermata del bus o in un corso che stai facendo anche tu. <br />Non liberandoti di certe paure, continui ad essere ansioso quando arriva il momento di approcciare, e non aiuta di certo la tua crescita personale. <br /><strong>Infatti anche se l&#8217;approccio a freddo è più difficile e ha meno possibilità di riuscita, ti dà molte più soddisfazioni, perché hai tantissime possibilità di conoscere donne nuove, ma non solo, persone nuove in generale</strong>. <br />Questo aiuta anche sentirti meglio, e migliora ad aumentare la tua autostima e il tuo Inner game, e quindi migliora in generale il tuo sviluppo personale. <br />È vero, ha meno possibilità di riuscita, ma se non ti arrendi, fai tantissima pratica. <br />Fare pratica, in qualsiasi ambito della tua vita, ti aiuta a diventare bravo in ciò che fai. E non è per questo che sei interessato alla <a href="http://www.autostima.net/raccomanda/seduzione/">seduzione</a>? Proprio per diventare un bravo seduttore.<br />In più conoscendo una donna sconosciuta, parti da zero con lei, non ci sono preconcetti né possibili idee che lei si possa aver fatto su di te nel caso facciate parte della stessa cerchia di amici o nel caso vi siate già conosciuti in altri ambiti. <br /><strong>In una donna, l&#8217;idea che si è già fatta lei di te è molto difficile da cambiare. Purtroppo la prima impressione è quella che conta</strong>.<br />Quindi appena vedi una ragazza che ti potrebbe piacere o interessare, con questo approccio e con tutta la pratica che potrai fare, puoi tentare di sedurla senza paura o timori inutili. <br />Ci sono tantissime conseguenze solo che positive con questo approccio, perché acquisti maggiore sicurezza in te stesso man mano che continui a fare pratica con le donne. <br />Questo ti rende anche spavaldo, positivamente, sicuro, attraente agli occhi delle donne, e ti fa superare tutte le paure che avevi. Superi così tutte le barriere che ti eri creato e migliori la tua crescita personale. <br />Allora, cosa aspetti? Buttati! Comincia a provare cose nuove! </p>
<p><em><strong>A cura di Marco Alias Reborn</strong></em></p>
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		<title>Come rendere veramente efficace il nostro allenamento</title>
		<link>http://www.giacomobruno.it/index.php/2012/05/09/come-rendere-veramente-efficace-il-nostro-allenamento/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Turi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[correzione delle abitudini giornaliere]]></category>
		<category><![CDATA[le giuste risposte ormonali]]></category>
		<category><![CDATA[Se si vuole un corpo migliore]]></category>

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		<description><![CDATA[Eppure faccio il massimo! Questa è la frase più ricorrente che sento dire da chi vuole migliorare il proprio fisico (dimagrire e tonificarsi) ma non ci riesce. Io dico sempre che il massimo è relativo e soprattutto ogni persona &#8220;risponde&#8221; in maniera differente all&#8217;allenamento.  Per i muscoli è importante anche riposare e quindi sono contrario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" src="http://www.autostima.net/img_prodotti/autori/336.jpg" alt="Simone Casagrande" width="100" height="120" hspace="5" vspace="2" />Eppure faccio il massimo! Questa è la frase più ricorrente che sento dire da chi vuole migliorare il proprio fisico (dimagrire e tonificarsi) ma non ci riesce. <strong>Io dico sempre che il massimo è relativo e soprattutto ogni persona &#8220;risponde&#8221; in maniera differente all&#8217;<a href="http://www.autostima.net/raccomanda/allenarsi-senza-attrezzi-simone-casagrande/">allenamento</a></strong>.  Per i muscoli è importante anche riposare e quindi sono contrario a 6 giorni di esercitazioni a settimana. <strong>Preferisco (e suggerisco) 2-3 allenamenti mirati di 30-40 minuti e una correzione delle abitudini giornaliere</strong>. Sarebbe importante sostituire (dove possibile) la macchina con la bici, o se non siamo a una distanza impossibile con le nostre gambe camminando; evitare l&#8217;ascensore e fare le scale, se si passano molte ore seduti contrarre ogni tanto i muscoli,&#8230;etc., etc., etc. </p>
<p>Porto a spasso il cane, faccio lunghe passeggiate ma di risultati neanche l&#8217;ombra! Anche questa frase è molto ricorrente e non mi sorprende il mancato raggiungimento degli obiettivi (il dimagrimento). Mi spiego meglio: giocare con Fido al parco è sicuramente piacevole; si respira aria pulita, si fa qualche corsetta e si elimina un po&#8217; di stress. Un conto è lo svago e un conto è un allenamento mirato al dimagrimento e alla costruzione di un bel fisico.<strong> Se si vuole un corpo migliore, gli allenamenti devono essere tosti (non lunghi) e in grado di scatenare le giuste risposte ormonali</strong>. </p>
<p>Mi alleno alla perfezione ma non perdo un etto! Per forza, dico io, se dopo si mangia senza regole e senza le giuste strategie. <strong>Per il raggiungimento dei risultati l&#8217;alimentazione è più importante dell&#8217;attività fisica e se non segui determinate norme, puoi scordarti la tanto ambita tartaruga</strong>. Una buona colazione con la giusta dose di proteine è un ottimo inizio ed è già in grado di migliorare il tuo metabolismo a riposo. Per il resto non pensare a troppe restrizioni perché non è assolutamente cosi. Limitare i carboidrati &#8216;bianchi&#8217; (pane, pasta, patate, etc.) è un&#8217;ottima continuazione e prendersi ogni tanto (anche un giorno a settimana) un po&#8217; di libertà e mangiare quello che più ci piace è un&#8217;ottima conclusione per essere felici e soddisfatti. </p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://www.autostima.net/autori/simone-casagrande/">Simone Casagrande</a></strong></em></p>
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		<title>Come apprendere il linguaggio del corpo liberi da pensieri e convinzioni limitanti</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Turi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio del Corpo Dinamico]]></category>
		<category><![CDATA[osservazione dei gesti e delle posture]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno un erudito si recò da un maestro zen per porgli alcune domande sullo zen. Quindi il maestro zen parlò, ma l&#8217;erudito lo interruppe più volte con i suoi commenti, del genere: &#8220;Oh si, anche noi abbiamo questo&#8221;, e così via. Alla fine il maestro zen tacque e cominciò a servire il tè all&#8217;uomo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" src="http://www.autostima.net/img_prodotti/autori/410.jpg" alt="Alessandro Missana" width="100" height="120" hspace="5" vspace="2" />Un giorno un erudito si recò da un maestro zen per porgli alcune domande sullo zen. Quindi il maestro zen parlò, ma l&#8217;erudito lo interruppe più volte con i suoi commenti, del genere: &#8220;Oh si, anche noi abbiamo questo&#8221;, e così via. Alla fine il maestro zen tacque e cominciò a servire il tè all&#8217;uomo dotto; continuò a versarlo nella tazza, anche se piena, e il tè traboccò. &#8220;Basta così! Non ci sta altro tè nella tazza!&#8221; interruppe l&#8217;erudito. &#8220;Lo so&#8221; rispose il maestro zen. &#8220;Se prima non svuoti la tua tazza, come puoi assaporare la mia tazza di tè?&#8221;</p>
<p>Questo aneddoto racchiude la filosofia che, secondo il mio pensiero, sta alla base dell&#8217;<a href="http://www.autostima.net/shopping/index.php?categoria=Apprendimento">apprendimento</a>. Con questo, non voglio sottolineare come il maestro zen sia superiore all&#8217;erudito. <strong>Il mio intento è portare all&#8217;attenzione del lettore un unico particolare: molto spesso accade che più sappiamo, più siamo limitati; più ci attacchiamo ad alcune nozioni, più ci allontaniamo da altre; perdiamo elasticità mentale, a discapito del vero sapere, che è universale e in quanto universale, è nullo</strong>.</p>
<p>Per fare un esempio, un medico laureato in medicina potrà avere delle convinzioni diverse da un naturopata o un igienista o un praticante della ayurveda; se il medico parlerà agli altri verrà ascoltato con sufficienza. Viceversa l&#8217;approccio del medico ad altre pratiche alternative sarà di negazione e scetticismo. Questo accade perché ognuno di loro ha una concezione diversa della malattia, dell&#8217;alimentazione ecc: ognuno ha riempito la propria tazza e non ha più spazio per altro tè.</p>
<p>L&#8217;esempio usato non deve far pensare che necessariamente tutti siano in torto, o che posseggano tutti la verità. L&#8217;erudito sicuramente è un pozzo di verità. Ciò nonostante decide di non svuotare la sua tazza, ma di lasciarla traboccare.</p>
<p>Cercando di non essere l&#8217;erudito della situazione (cosa molto difficile proprio per la natura stessa dell&#8217;uomo), vorrei provare a portare il lettore verso uno degli argomenti che preferisco: il linguaggio del corpo. <strong>In particolare voglio fissarmi sulla osservazione dei gesti e delle posture</strong>. Quando interagisco con una persona, mentre la osservo dentro di me si forma il primo pensiero nei suoi riguardi. Grazie al mio ego, alle mie convinzioni e ai primi messaggi involontari del suo corpo che recepisco inconsciamente, riempio la tazza di tè dedicata a quella persona.</p>
<p>Come posso pensare, quindi, di imparare a leggere il suo linguaggio del corpo, se già in partenza questo viene condizionato da ciò che penso sia la verità?</p>
<p>Con questa domanda sono giunto alla mia personale conclusione. <strong>La difficoltà maggiore nell&#8217;apprendimento di qualcosa (e quindi anche del linguaggio del corpo) sta nel continuo conflitto che abbiamo tra CIÒ CHE RECEPIAMO/CIÒ CHE CREDIAMO VERO PER NOI</strong>.</p>
<p>Nel mio <a href="http://www.autostima.net/shopping/">ebook</a> &#8220;<a href="http://www.autostima.net/raccomanda/linguaggio-del-corpo-dinamico-alessandro-missana/">Linguaggio del Corpo Dinamico</a>&#8221; cerco di dare la risposta a questa domanda. È la mia personale interpretazione. Non dico che deve essere vera per tutti quanti; può però aiutare a tener vuota la tazza, mentre un maestro zen versa al proprio interno un delizioso tè.</p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://www.autostima.net/autori/alessandro-missana/">Alessandro Missana</a></strong></em></p>
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		<title>5 trucchi per capire se è giunto il momento di lasciare il lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Turi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[cambiare lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro dipendente]]></category>
		<category><![CDATA[libero professionista]]></category>
		<category><![CDATA[scegliere la strada della libera professione]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanti di noi non si sono mai lamentati del proprio lavoro? Probabilmente nessuno. Chi non ha mai pensato di cambiare lavoro, o meglio ancora di mettersi in proprio come libero professionista? È innegabile l&#8217;utilità di uno stipendio a fine mese per vivere, ma come ignorare certe giornate di noia trascorse sul luogo di lavoro, oppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" src="http://www.autostima.net/img_prodotti/autori/280.jpg" alt="Laura Tentolini" width="100" height="120" hspace="5" vspace="2" />Quanti di noi non si sono mai lamentati del proprio lavoro? Probabilmente nessuno. Chi non ha mai pensato di cambiare lavoro, o meglio ancora di mettersi in proprio come libero professionista? È innegabile l&#8217;utilità di uno stipendio a fine mese per vivere, ma<strong> come ignorare certe giornate di noia trascorse sul luogo di lavoro, oppure lo scarso entusiasmo nello svolgere le solite mansioni da dipendente</strong>? Come distinguere un momento passeggero di apatia da un vero e proprio segnale di malessere che ci porta a rimettere in discussione la nostra scelta di lavorare come dipendenti?</p>
<p><strong>Ecco 5 domande provocatorie, 5 trucchi per capire se è giunto il momento di cambiare lavoro oppure di scegliere la strada della libera professione</strong>:</p>
<p>1) <strong>Come vi sentite la mattina quando andate al lavoro?</strong> Siete stanchi e rassegnati oppure sprizzate gioia ed energia da ogni poro? Siete pronti a sorbirvi i soliti colleghi e problemi aziendali oppure siete pieni di entusiasmo all&#8217;idea di cogliere nuove opportunità di lavoro e mettervi alla prova con i vostri clienti, non quelli dell&#8217;azienda? </p>
<p>2) Come vi sentite invece la mattina quando siete in ferie, in vacanza oppure quando vi attende una giornata intera da dedicare a voi stessi, alla famiglia oppure alle vostre passioni? Una riflessione di questo tipo può essere l&#8217;inizio di un percorso personale sulla scelta di lasciare un lavoro da dipendente per la professione autonoma.  </p>
<p>3) Come vi sentite trascorrendo l&#8217;intera giornata al lavoro tra capi e colleghi? Siete perfettamente a vostro agio con loro, <strong>vi sentite stimati e apprezzati, trascorrete giornate serene e produttive? </strong></p>
<p>4) Siete a vostro agio nella mansione che vi è stata assegnata, oppure siete consapevoli di poter fare ben altro per la vostra azienda, e ancor di più per voi stessi? Come vengono accolte le vostre idee e proposte di innovazione?</p>
<p>5) Quando siete al lavoro sognate ad occhi aperti, immaginate di essere da un&#8217;altra parte, fantasticate su un nuovo lavoro gratificante e di successo?</p>
<p><strong>Se rispondere a queste domande vi trova sereni, allora vuol dire che lavorate in un buon ambiente umano, che avete trovato un impiego che vi piace, che vi gratifica</strong>, per il quale siete portati naturalmente. In questo caso il nostro ebook sulla libera professione non vi serve e potete interrompere la lettura di questo articolo. </p>
<p><strong>Se, al contrario, rispondere a queste domande ha suscitato in voi un senso di malessere, sentimenti negativi e d&#8217;insoddisfazione verso il vostro lavoro da dipendenti, allora vuol dire che forse è giunto per voi il momento di riflettere</strong>. La vita è troppo breve per passare le giornate in un ambiente che non vi stimola, tra persone che non vi apprezzano e svolgendo mansioni che non vi gratificano! </p>
<p>Il sogno di realizzarsi professionalmente può diventare realtà. È il momento di costruire un progetto attorno al sogno, di pensare a un modo diverso di vivere il<a href="http://www.autostima.net/shopping/index.php?categoria=Lavoro"> lavoro</a>, non più inteso come dipendente ma anche come libero professionista.</p>
<p>Il nostro <a href="http://www.autostima.net/shopping/">ebook</a> &#8220;<a href="http://www.autostima.net/raccomanda/da-dipendente-a-professionista-alessandro-muscinelli-laura-tentolini/">Da Dipendente a Professionista</a>&#8221; analizza tutti gli aspetti da affrontare prima di lasciare il lavoro e spiega cosa cambia nella vita di un dipendente quando decide di diventare un libero professionista. Questo ebook vi accompagnerà dal momento delle dimissioni fino ad arrivare a muovere i primi passi nella libera professione. </p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://www.autostima.net/autori/laura-tentolini/">Laura Tentolini</a></strong></em></p>
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		<title>Tre segreti per individuare una società vincente a cui prestare i propri soldi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Turi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[analisi di bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[assetto finanziario dell'impresa]]></category>
		<category><![CDATA[EBITDA]]></category>
		<category><![CDATA[free cash flow]]></category>
		<category><![CDATA[rimborsare i debiti finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio finanziario della gestione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[ROI]]></category>

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		<description><![CDATA[La multinazionale di cui parliamo, fondata nel 1961 in provincia di Belluno, ha festeggiato quindi i suoi primi 50 anni di vita con un fatturato che ha raggiunto la soglia dei 6,2  miliardi di euro (+7,3%), con 65 mila dipendenti. Niente male per il fondatore, pugliese di origine che in giovane età si è ritrovato orfano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" src="http://www.autostima.net/img_prodotti/autori/51.jpg" alt="Stefano Martemucci" width="100" height="120" hspace="5" vspace="2" /><strong>La multinazionale di cui parliamo, fondata nel 1961 in provincia di Belluno, ha festeggiato quindi i suoi primi 50 anni di vita con un fatturato che ha raggiunto la soglia dei 6,2  miliardi di euro (+7,3%), con 65 mila dipendenti</strong>. <br />Niente male per il fondatore, pugliese di origine che in giovane età si è ritrovato orfano a Milano al collegio dei Martinitt e dopo lavoretti saltuari si è dedicato alla sua grande passione: gli occhiali.<br /><strong>Nel 2011 la rivista Forbes lo ha definito il secondo uomo più ricco d&#8217;Italia</strong>,  con un patrimonio stimato di 11 miliardi di dollari, dopo il patron della nota crema spalmabile alle nocciole.<br />Il mese scorso l&#8217;azienda ha suscitato grande ammirazione per un successo superiore ad ogni stima il collocamento del bond (obbligazione) a sette anni di 500 milioni di euro a meno del 4% di tasso di interesse, sottoscritto in mezz&#8217;ora con una richiesta da parte degli investitori superiore a 18 volte l&#8217;offerta. <strong>Questo accade solo ai cavalli di razza su cui gli investitori puntano senza esitazione</strong>.</p>
<p>Gli investitori non si fidano solo del buon rating assegnato da Standard &amp; Poor&#8217;s (Bbb+), ma preferiscono avere notizie di prima mano che la società per la verità mette a disposizione con grande chiarezza sulla sezione apposita del proprio sito aziendale.<br />Proviamo a ragionare insieme per capire la valutazioni che possono aver fatto per investire in questa multinazionale.</p>
<p>Consideriamo i dati al 31/12/2011 disponibili nella sezione investors del sito aziendale. I dati economici sono confortanti, innanzi tutto l&#8217;aumento delle vendite già detto, poi per il reddito operativo è pari a 807 milioni di euro (13% rispetto al fatturato), in linea con i dati dell&#8217;anno precedente, con un utile netto pari a 458 milioni di euro (7,4% del fatturato) . <br /><strong></strong></p>
<p><strong>Il primo segreto sta nel ROI</strong>,  la redditività del capitale investito, che risulta in miglioramento raggiunge il 9,3% (8,9% nel 2010), quindi la multinazionale italiana è stata ancora più brava a fare il proprio mestiere (produrre e vendere occhiali), perché questo re degli indici di bilancio,<strong> il ROI, suggerisce sinteticamente ed in percentuale l&#8217;abilità dell&#8217;imprenditore nel settore di riferimento</strong>, senza considerare le politiche di bilancio, le politiche fiscali e l&#8217;assetto finanziario dell&#8217;impresa. Valuta solo il core business. <br />La struttura patrimoniale appare solida con un ricorso al capitale proprio del 41%, stabile nell&#8217;ultimo esercizio (nel mio <a href="http://www.autostima.net/shopping/">ebook </a>suggerisco che già il 33% è un ottimo valore).<br /><strong></strong></p>
<p><strong>Il secondo segreto è valutare l&#8217;EBITDA</strong>.<br />L&#8217;aspetto finanziario sintetizzato dal Margine operativo lordo (EBITDA)  mostra un buon andamento con un miglioramento rispetto all&#8217;anno precedente (1.131 milioni pari al 18% del fatturato) e con un <strong>Free cash flow</strong> pari a 496 milioni di euro. <br /><strong>Quest&#8217;ultimo valore è il nostro terzo ed ultimo segreto, esso indica la liquidità che rimane all&#8217;<a href="http://www.autostima.net/shopping/index.php?categoria=Aziende">azienda</a> dopo aver fatto funzionare l&#8217;attività corrente</strong> (working capital), dopo aver fatto gli investimenti, pagato le tasse e oneri finanziari, il denaro insomma che può essere destinato a rimborsare i debiti finanziari. </p>
<p>Quindi in definitiva la nostra multinazionale chiede sul mercato finanziario un prestito obbligazionario di 500 milioni di euro, avendo un tesoretto di liquidità prodotto nel 2001 pari a 496 milioni di euro (il free cash flow), in effetti si presenta con delle ottime referenze. Anche voi neofiti che leggete questo articolo vi sentireste tutelati abbastanza nel prestare ad un vostro ipotetico amico una somma di denaro che vi restituirà in sette anni se quasi la stessa somma lui la risparmia in un anno (il risparmio è uguale alle entrate meno le uscite). <br /><strong>Il free cash flow è il risparmio finanziario della gestione aziendale prodotto in un anno</strong>.<br />Benvenuti nel magico mondo delle <a href="http://www.autostima.net/raccomanda/analisi-bilancio-semplice/">analisi di bilancio </a>e vi ho appena svelato tre piccoli trucchetti efficaci per incominciare.</p>
<p><em><strong>A cura di <a href="http://www.autostima.net/autori/stefano-martemucci/">Stefano Martemucci</a></strong></em></p>
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		<title>Come nominare e revocare un amministratore</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 08:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Turi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immobili]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[amministrare il condominio]]></category>
		<category><![CDATA[La revoca da parte dell'assemblea]]></category>
		<category><![CDATA[La revoca da parte dell'Autorità Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Modalità e criteri per la nomina dell'amministratore di condominio]]></category>

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		<description><![CDATA[Per capire quanta nebulosità c&#8217;è nel mondo dell&#8217;amministrazione condominiale, proviamo a fare chiarezza sul primo punto che interessa un amministratore, ovvero come questo può essere nominato e/o revocato.Nella mia vita da condòmino, nessuno dei professionisti che si è occupato di amministrare il mio condominio mi ha mai detto quanto di seguito riportato. NOMINALa nomina dell&#8217;amministratore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" src="http://www.autostima.net/img_prodotti/autori/415.jpg" alt="Alessandro Merli" width="100" height="120" hspace="5" vspace="2" />Per capire quanta nebulosità c&#8217;è nel mondo dell&#8217;<a href="http://www.autostima.net/raccomanda/diventare-amministratore-di-condominio-alessandro-merli/">amministrazione condominiale</a>, <strong>proviamo a fare chiarezza sul primo punto che interessa un amministratore, ovvero come questo può essere nominato e/o revocato</strong>.<br />Nella mia vita da condòmino, nessuno dei professionisti che si è occupato di amministrare il mio condominio mi ha mai detto quanto di seguito riportato.</p>
<p><strong>NOMINA</strong><br />La nomina dell&#8217;amministratore è obbligatoria, ai sensi dell&#8217;art. 1129 c.c., quando i condomini sono più di quattro. L&#8217;articolo in questione è inderogabile, quindi non sono ammissibili clausole regolamentari o patti sottoscritti all&#8217;unanimità dai condomini, che modifichino i principi voluti dal legislatore.</p>
<p><strong>Modalità e criteri per la nomina</strong><br />La nomina dell&#8217;Amministratore spetta all&#8217;assemblea. La giurisprudenza ha ritenuto che la nomina dell&#8217;Amministratore rientri nell&#8217;ordinaria amministrazione dell&#8217;edificio, per cui la convocazione deve essere indirizzata all&#8217;usufruttuario del singolo piano o porzione di piano e non al nudo proprietario (Cass. n. 124/1978). La maggioranza necessaria per la nomina del nuovo amministratore è costituita da un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell&#8217;edificio (art. 1136, II° co., c.c.).</p>
<p><strong>La durata dell&#8217;incarico</strong><br />L&#8217;art. 1129, II° co. c.c. dispone che &#8220;l&#8217;Amministratore dura in carica un anno e può essere revocato in ogni tempo dall‚assemblea&#8221;. Per la conferma si richiede la deliberazione dell&#8217;assemblea dei condomini da adottarsi con le maggioranze prescritte per la nomina ai sensi dell&#8217;art. 1136, IV co., c.c..</p>
<p><strong>LA CESSAZIONE DELL&#8217;INCARICO</strong><br />La rinuncia<br />L&#8217;amministratore può rinunciare all&#8217;incarico prima della scadenza del mandato. Le dimissioni non richiedono giustificazioni, potendo l&#8217;amministratore addurre sia ragioni di carattere personale sia ragioni di opportunità. Per consolidata giurisprudenza l&#8217;amministratore cessato, e quindi anche quello dimissionario, deve continuare a esercitare le proprie funzioni finché non viene sostituito (Cass. n. 2214/1976; Cass. n. 572/1976).</p>
<p><strong>La revoca da parte dell&#8217;assemblea</strong><br />L&#8217;art. 1129 c.c. al II° comma disciplina la revoca dell‚amministratore da parte dell‚assemblea.<br />Per quanto l&#8217;art. 1129 prevede la facoltà dei condomini di revocare, in ogni tempo ed in presenza od assenza di giusta causa, l&#8217;amministratore (la revoca dello stesso può avvenire solo in sede di assemblea ordinaria/straordinaria).<br />L&#8217;art. 66 disp. att. c.c. prevede che &#8220;l&#8217;assemblea, oltre che annualmente in via ordinaria per le deliberazioni indicate dall‚art. 1135 c.c., può essere convocata in via straordinaria quando ne è fatta richiesta all&#8217;amministratore da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell&#8217;edificio, decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta i detti condomini possono provvedere direttamente alla convocazione&#8221;.<br />La revoca dell&#8217;amministratore potrà essere adottata dall&#8217;assemblea con le maggioranze previste dal 2° e 4° comma dell&#8217;art. 1136 c.c., ossia con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell&#8217;edificio.<br />La revoca può avvenire anche attraverso la nomina di un nuovo amministratore, come stabilito sopra, poiché trattandosi di un rapporto di mandato, tale nuova nomina comporta la revoca implicita dell&#8217;amministratore precedente.</p>
<p><strong>La revoca da parte dell&#8217;Autorità Giudiziaria</strong><br />L&#8217;art. 1129 c.c. al III° comma disciplina la revoca dell&#8217;amministratore da parte dell&#8217;autorità giudiziaria.<br />Diversamente, l&#8217;amministratore può essere revocato dall&#8217;Autorità Giudiziaria su ricorso di ciascun condomino se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, se vi sono fondati sospetti di irregolarità e se per un procedimento giudiziario che esorbita dalle sue attribuzioni non ne da notizia all&#8217;assemblea.<br />Per quel che riguarda il procedimento di revoca la relativa istanza va rivolta da uno o più condomini al Tribunale, che decide in Camera di Consiglio con decreto motivato, sentito l&#8217;Amministratore (Cass. n. 849/1967). Avverso il provvedimento di revoca può essere preposto reclamo alla Corte di Appello nel termine di dieci giorni dalla notificazione (ari. 64, disp. att. c.c.).</p>
<p><strong><em>A cura di <a href="http://www.autostima.net/autori/alessandro-merli/">Alessandro Merli</a></em></strong></p>
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