web marketing

Come mantenere ottimale la propria reputazione su internet

Martedì, Settembre 21st, 2010

Rocco PetriglianoOgni utente di internet che si rispetti ha frequentato, o pensato di frequentare, prima o poi, un social network.

MySpace, Facebook, Netlog, Twitter, Linkedin. Chi di voi non ha mai sentito nominare uno di questi social network? Tutti, prima o poi, abbiamo pensato a varcare le porte di questo o quel social network per scoprire, effettivamente, di cosa si tratta, cosa era possibile ottenere dalla propria iscrizione ecc…

Qualsiasi social network che si rispetti dovrebbe avere la connotazione, per quanto virtuale, di una pubblica piazza “reale”. Dove ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero e la propria opinione.

Ebbene esistono tanti, troppi utenti che, tramite un utilizzo improprio di questo tipo di strumento rendono anche l’esperienza degli altri molto negativa. Se sei un utente di MySpace ti basta pensare a tutti quei gruppi musicali che, dopo aver accettato la loro richiesta di amicizia, ti intasano il profilo con i loro brani, i loro commenti e molto altro.

Onestamente, dopo che una determinata band ti ha intasato il proprio profilo per giorni e giorni, hai ancora voglia di ascoltarla?

Succede la stessa cosa per chi “spara” i propri link in giro per il web, siano essi da presunti web marketer o guru di qualsiasi genere.

Ebbene se vuoi che i tuoi link siano osservati e visitati la regola è molto semplice :
Pubblica solo nelle aree “comuni” e utilizza degli strumenti non invasivi.

Non invadere mai il profilo dei tuoi contatti, piuttosto pubblica i tuoi link nella home in modo che chi è interessato possa comunque visionarlo.

Anche sul web esistono regole di educazione che è bene seguire, se la tua intenzione è quella di lavorare su internet o semplicemente di trascorrere delle ore di relax.

Segui la Netiquette e la tua esperienza su internet ne uscirà notevolmente migliorata.

A cura di Rocco Petrigliano
Autore di I Segreti di MySpace

Come analizzare i banner pubblicitari

Venerdì, Agosto 13th, 2010

I banner possono essere considerati come degli annunci pubblicitari. Infatti, l’acquisto di uno spazio pubblicitario su una pagina in rete presenta caratteristiche simili a quelle dell’acquisto di un riquadro sulla pagina di un giornale o di una rivista su carta, con l’unica eccezione che qui sembrerebbe avere ben poco senso l’acquisto di una pagina intera (Cfr. Ferraro G., La pubblicità su internet, Meltemi, Roma, 1999).

Se questa differenza può apparire secondaria, si dovrebbe forse riflettere sul fatto che essa deriva da una questione più strutturale. Le pagine di una rivista di carta sono rilegate insieme, sono poste in sequenza che corrisponde all’ordine in cui vengono sfogliate. Se anche su Internet si parla di “pagine”, queste rappresentano però unità che hanno tra loro una minore solidità, tanto che il passaggio sequenziale da una “pagina” alla “successiva” non può qui essere ovvio e istintivo, ma deve essere esplicitamente giustificato.

E così, mentre nella rivista una pagina è sentita come un frammento di un tutto, su Internet la pagina tende ad avere una sua distinta autonomia.

Gli spazi pubblicitari assumono così forme e misure che ricordano quelle dei “moduli” degli annunci economici sui giornali: rettangoli di ridotte dimensioni, posti magari ai lati del titolo, oppure collocati di lato, di fianco al testo. Questi spazi ritagliati sulla pagina vengono denominati “banners”. Un banner può contenere semplicemente il nome o il logo dell’azienda, oppure un riferimento a un prodotto, magari una semplice immagine accompagnata da uno slogan, o anche tutte queste cose assieme.

La possibilità di usare animazioni grafiche apre la strada, com’è facile immaginare, a tutta una serie di invenzioni più o meno efficaci o argute, comunque capaci di attirare l’attenzione  e interesse in misura significativamente superiore. Nelle animazioni possono comparire volti di persone accompagnati ciascuno da una breve frase, riproponendo il meccanismo del testimonial, o si possono avere anche argomentazioni più complesse, sostenute da elementi grafici come istogrammi animati.

Alcune lunghe animazioni testuali fanno addirittura scorrere in modo originale un testo che racconta una storia, più o meno arguta, che conclude ovviamente sul nome del prodotto o della marca. Basta già soffermarci su questi esempi per constatare che il Banner non riproduce le caratteristiche di un medium, ma combina caratteristiche di più media.

Piano espressivo: ciò che costituisce di primo acchito la particolarità di questi “annunci” è che essi trovano la loro forza e la loro identità nell’utilizzazione delle qualità visive della pagina Web.

Esistono alcune dimensioni standard (www.aib.it) per il banner che si sono affermate rispetto alle altre nella pratica, per la loro maggiore efficacia e che riportiamo qui di seguito: 468 X 60 Pixels (Full Banner); 92 x 72 Pixels (Full Banner with Vertical Navigation Bar); 234 x 60 Pixels (Half Banner); 120 x 240 Pixels (Vertical Banner); 120 x 90 Pixels (Button 1); 120×60Pixels (Button 2); 125×125Pixels (Square Button); 88×31Pixels (Micro Button).

Le dimensioni di un banner possono essere analizzate sotto due diversi punti di vista: il primo riguarda l’impatto visivo ed è già stato trattato precedentemente, il secondo invece attiene alle dimensioni in termini di bytes, che sono particolarmente critiche dal momento che, meno il visitatore attende per visualizzare il messaggio pubblicitario, più facile sarà che egli gli presti attenzione.

A cura di Giovanni Frega
Autore di La Pubblicitá sul Web

Come avere successo su internet nel raggiungere i tuoi obiettivi

Martedì, Luglio 13th, 2010

Massimo D'AmicoPer avere successo su internet e raggiungere tutti i tuoi obiettivi dovresti conoscere le risposte alle seguenti domande:

Quale tipo di pubblico arriva al tuo business? Le persone leggono oppure escono veloci?
Prima di procedere con ulteriori sviluppi e/o altre azioni dovresti conoscere perfettamente il tuo pubblico. Se vuoi arrivare a guadagnare profitti su Internet devi miscelare una buona dose di web marketing con il tuo sito web/ blog.

Guarda questi punti e falli tuoi:

-  Presenta contenuti di alto valore
-  Parla a una persona alla volta
-  Mettiti sullo stesso piano del tuo visitatore
-  Esponi con chiarezza
Evita termini complicati
-  Esponi diverse domande per far riflettere
-  Crea immagini mentali.

Più entrerai in comunicazione con il tuo pubblico e più otterrai riscontri, prestigio e successo. Cerca di far sorgere esigenze nei tuoi lettori e offri i tuoi prodotti/servizi quale mezzo per soddisfare le loro esigenze.

Altro aspetto importante: ti chiedi mai se i tuoi contenuti sono di vera qualità? Offrire contenuti importanti è fondamentale per sviluppare la tua credibilità, ma anche per questi motivi:

- Aumenti la stima che la gente ha di te
- Fai conoscere la tua professionalità
- Sviluppi la conoscenza delle persone
- Elimini possibili dubbi sulla tua persona
- Ottieni nuovi contatti per fare business
- Ottieni nuovi potenziali clienti.

ESEMPIO 1 (da evitare)
Nell’ultimo periodo ho ricevuto delle newsletter inviate da marketer (presunti esperti americani). Una delusione totale, pensa che i messaggi inviati erano privi di veri contenuti e pubblicizzavano unicamente prodotti di altre persone. Questo è il modo esatto per NON vendere MAI. Non fare allo stesso modo!

ESEMPIO 2 (da copiare)
Dai contenuti di qualità ai tuoi lettori e aiutali ad avere successo. Questo è il VERO Segreto per aumentare le tue vendite.

A cura di Massimo D’Amico
Autore di Memo Commerce e Free Per Click

Come testare la vostra notorietà online

Venerdì, Giugno 18th, 2010

Gian Piero TurlettiTra i molteplici modi di usare i motori di ricerca, Google in primis, diverse funzioni consentono di realizzare interessanti verifiche, in chiave di marketing e di posizionamento online.

Vi siete mai domandati se il vostro nominativo (comprensivo di nome e cognome) è particolarmente diffuso in rete?

Qualcuno penserà che sia sufficiente digitare il proprio nome e cognome nella funzione di ricerca di un motore, come Google, per verificare il numero di pagine che, on line, vengono trovate.

Vero, ma questo non consente ancora di rispondere alla seguente domanda:
ma il mio nominativo, rispetto ad altri, quanto è diffuso?

Ovvio che la risposta a un tale test rappresenta una verifica importante, soprattutto per coloro che hanno, come obiettivo, un certo posizionamento del proprio nominativo, un certo brand, quindi, online.

La risposta è semplice: digitate il vostro nome (con l’avvertenza che, se avete un nome composto, dovete separarlo nelle sue componenti, ad esempio nel mio caso non digiterò gianpiero, ma gian piero) e fatelo seguire non dal vostro cognome, ma dalla sua iniziale.
(Nel mio caso, ad esempio, gian piero t).

La funzione di completamento automatico di Google elenca, quindi, i vari nominativi, mettendoli in ordine di maggior numero di pagine trovate. Se, quindi, digitando il vostro nome, seguito dall’iniziale del vostro cognome, figurate ai primi posti, allora avete un ottimo posizionamento.

Nel mio caso, ho fatto la piacevole scoperta di trovarmi al secondo posto, quello che mi pare un ottimo risultato, soprattutto se uno, come il sottoscritto, non ha mai avuto un proprio sito/blog, e colgo quindi l’occasione di ringraziare tutti coloro che mi hanno dedicato qualche pagina on line, a partire dagli affiliati della Bruno Editore.

Con l’occasione ricordo anche l’importate iniziativa “vota l’ebook”, ringraziando tutti coloro che hanno espresso, sino ad ora, un così lusinghiero voto sul mio ebook, Progetto Azienda, e sulle altre mie pubblicazioni, liberamente scaricabili dalla pagina free, e che ben volentieri ho reso disponibili, secondo la mia politica di offerta gratuita di contenuti online.

Ancora un grazie, di cuore, a tutti!

A cura di Gian Piero Turletti
Autore di Progetto Azienda

Come sviluppare Business online? Pianifica Obiettivi, Teoria e Azioni necessari

Lunedì, Aprile 26th, 2010

Sviluppare la tua attività su internet è pratico ed economico, invece il business di tipo tradizionale ti richiede grossi investimenti. Queste sono alcune domande arrivate dalle persone che mi seguono, riguardo il fare business su internet. Spero che le mie risposte ti aiutino a riflettere.

Domande e Risposte di Massimo D’Amico:

Domanda 1: Come faccio a capire cosa vendere nel mercato? E’ un momento molto duro.

Risposta: Molte persone non si pongono le domande giuste. Prova a usare queste:

  1. Quali bisogni ha la gente? (utilizza la TV per comprenderlo)
  2. Che tipo di prodotti vengono pubblicizzati?
  3. Che tipo di servizi rimane in vendita per lungo tempo?

Domanda 2: Tu Massimo sviluppi sempre business vincenti. Attualmente quanti ne hai?

Risposta: Sinceramente non possono essere sempre vincenti. Nessuno ha la sfera magica per conoscere il futuro e questo concetto vale anche su internet. L’importante è che sviluppi business sulle cose che conosci bene con molta costanza, inoltre continua la tua formazione (punta sempre al mercato che ti appassiona). E’ la tua vita.

Attualmente ho molti business online e sto guadagnando con Bruno Editore, Google AdSense, prodotti americani, negozi online, collaborazioni con partner importanti.

Domanda 3: Lavorare su internet può rendere come un’azienda tradizionale? E’ un bel business?

Risposta: Certo, puoi avere molte soddisfazioni. Chiediti prima di tutto cosa è importante per te. E’ bello fare profitti ma se devi investire 15 ore al giorno diventa davvero frustrante, non hai più tempo libero. Nella mia filosofia il lavoro giusto ti fa guadagnare molto con parecchio tempo libero a disposizione, inoltre ti piace farlo perchè è una passione.

Domanda 4: Non ho problemi a creare siti web. Su quali cose potrei iniziare a vendere?

Risposta:

  1. Fissa gli obiettivi del tuo sito/blog
  2. Quali prodotti vuole il mercato?
  3. Offri prodotti e servizi che le persone cercano
  4. Crea una mailing list/newsletter
  5. Entra in contatto con le persone e soddisfa bisogni reali

Domanda 5: Tanti dicono di creare una newsletter. Tu sei d’accordo Massimo? Cosa suggerisci?

RispostaPoche persone comprano al primo colpo (verità pura), quindi la tua newsletter anche se piccola vale una fortuna. Lavori ora per crearla, poi GUADAGNI sempre. Se hai l’intenzione di sviluppare business duraturi nel tempo, devi avere una mailing list (lista di iscritti).

Buon lavoro!

A cura di Massimo D’Amico
Autore di Memo Commerce, Free-per-Click

Come comprendere cos’è il web 3.0 e i possibili scenari cui può condurre (terza parte)

Domenica, Aprile 18th, 2010

Gian Piero TurlettiCome già visto nella prima parte e nella seconda parte di questo articolo, molte rivoluzioni sono in atto per quanto concerne il cosiddetto web 3.0, e non riguardano solo l’utente.

Ad esempio, una volta, i file usati su internet non erano riutilizzabili in altri contesti, oggi invece sono utilizzati per vari scopi, interni ed esterni. Questo consente di interfacciarsi con questi, ed avere a disposizione molti utilizzi, esterni ad internet stesso.

Di qui una configurazione del web che consente, ad esempio, la creazione di data base esterni e quant’altro. Tipico fenomeno in tal senso è la realizzazione, da parte di molte imprese, di data base prelevando dati da fonti internet, e via dicendo…

Un’altra rivoluzione forse avverrà in campo legale: sinora i dati diffusi su internet sono stati considerati disponibili gratuitamente, e questo ha rappresentato una grossa fonte di risorse informative, in pratica il vero segreto del successo economico dei motori di ricerca. Cioè avere la materia prima praticamente gratis.

Infatti, un motore di ricerca, in fondo, non fa altro che esaminare le varie pagine web, e le riutilizza, reinviandoci colui che ricerca termini e frasi, ma… e se tali contenuti venissero (un domani, o forse già oggi?) considerati tutelati dal diritto d’autore, e quindi si dovesse pagare per utilizzarli? Questo si sta già in parte verificando.

Forse non è molto noto, ma addirittura nel 2008, ad esempio, alcuni giudici belgi hanno condannato proprio Google a rifondere gli autori di alcuni contenuti immessi sul web, per violazione del diritto d’autore, cioè hanno affermato il principio giurisprudenziale secondo il quale i contenuti sono tutelati da diritto d’autore, e, salvo espressa deroga da parte dell’autore stesso, il loro utilizzo dev’essere a pagamento. Anche questo principio, se si diffonde, porterà sicuramente a una rivoluzione.

Insomma, molte innovazioni, che fanno parlare proprio di una rivoluzione web, legata all’affermarsi di un web 3.0.

E tu cosa ne pensi? Ti ringrazio per il tuo eventuale commento.

A cura di Gian Piero Turletti
Autore di
Progetto Azienda