soldi

Corso da 1.000 euro GRATIS per chi compra l’ebook da 9 euro!

Giovedì, Ottobre 21st, 2010

Daniele Bogiatto:

Il mio iphone squilla e sul display appare il nome di Fulvia.

E’ il momento di Giacomo Bruno. Fulvia mi narra che per sincronicità si sono sentiti e hanno parlato del testo Web Monster & Conversational Marketing che sta avendo un successo di vendite sempre più ampio.

Fulvia vuole fare qualcosa di diverso, qualcosa che solitamente non viene fatto: lanciare in contemporanea al libro cartaceo anche l’ebook e farlo tramite la società numero uno in Italia.

Condivido e approvo immediatamente quanto mi dice: corrisponde in pieno alla filosofia dello sharing e della materializzazione di contenuto che diffondo. Non solo. Mi viene immediatamente in mente, mentre siamo inseriti nel flusso conversazionale telefonico, che possiamo fare qualcosa in più.

Diamo in omaggio il biglietto del corso, evento unico a Milano, alle persone che per prime acquisteranno l’ebook. Una promozione a triplo ingresso che solo negli Usa viene utilizzata ed in casi particolari.

Fulvia è subito entusiasta. Il giorno dopo facciamo ancora un check mentre torniamo in auto da Roma, in vivavoce tutti e quattro insieme (Fulvia e Charlie, Jenny ed io) e scorgiamo cosa può essere implementato in questo passaggio.

Giacomo, che ancora non conosco personalmente, reagisce con alta velocità alla stimolazione e decide di fare quello che solo gli imprenditori di successo sanno fare. Pensiero, azione, realizzazione.

Parliamo di un articolo sul blog di Giacomo Bruno scritto da me e Charlie con la dinamica del carteggio che apre la possibilità di riservare in anticipo il posto Gold al seminario in omaggio allegato all’acquisto dell’ebook, attraverso un semplice commento a questo post.

Fantastico. Anche qui stabiliamo un rituale che rispettiamo. Ora mentre scrivo sono le 13,53 del 19 ottobre.

A te la parola Charlie.

Charlie Fantechi:

Cioè Daniele, fammi capire bene. Tu e Fulvia vorreste far vendere a Giacomo l’ebook Web Monster e Conversational Marketing quasi in contemporanea all’uscita della copia cartacea. Oltretutto vorreste regalare un corso che stiamo vendendo a più di 1.000 euro a chi acquista l’ebook ad una cifra che mi pare di capire sarà sotto i dieci euro, quindi ad un centesimo del suo valore.

Non solo, ma siccome non vi sembra abbastanza, avete aggiunto anche il fatto che i primi 300 che prenoteranno, lasciando un commento a questo post, avranno un posto GOLD e cioè nelle prime file. Sentite, vi voglio bene, ma mi pare una follia.

Posso farvi una domanda? Dove caspita pensate di metterle le centinaia di persone che prenoteranno da adesso, al palazzetto dello sport? Avete un’idea di quanto sia grande il database della Bruno Editore? Ragazzi vi prego, riflettiamoci un attimo, non facciamo sciocchezze. Jenny chiedo a te, che sei sempre la più lucida, fai qualcosa! Non usciamo con questa notizia, siamo ancora in tempo!

Daniele Bogiatto e Charlie Fantechi

Riepilogando:
1) Lascia un commento qui
, inserendo il tuo nome e cognome, per prenotare il tuo posto gratuito al corso “Web Monster” che si terrà a Milano il 13/14 Novembre 2010
2) Acquista l’ebook Web Monster e Conversational Marketing il giorno di lancio, il 3 Novembre 2010
3) Dopo aver acquistato l’ebook, invia un’email a webmonster@dialogika.it per richiedere la conferma del tuo posto, indicando il n. d’ordine dell’ebook acquistato.

NOTA: l’ebook sarà acquistabile dalle 00.00 del 3 Novembre. Non prima. Quindi segnatelo nelle vostre agende! :)

Come e perchè aderire alla formula franchising

Mercoledì, Ottobre 13th, 2010

Nell’era della globalizzazione essere piccoli non è proprio un vantaggio competitivo, allora, come farlo divenire tale?

Attraverso l’associazionismo! Qualcosa di simile ai meccanismi di affiliazione, come il network di Bruno Editore al quale noi tutti apparteniamo. Attraverso l’”Insegna” Bruno Editore, parliamo, ci presentiamo, proponiamo le nostre idee, la nostra creatività, il nostro know-how, la nostra professionalità, entriamo in contatto con gli appartnenti al Network: Autori, Clienti, Utenti, affiliati!

Siamo piccoli ma diventiamo grandi e riusciamo a incidere attraverso l’immagine consolidata di Bruno Editore. In qualche maniera, sfruttiamo questa sinergia e ne traiamo reciprocamente beneficio.

L’uno mette il circuito, lo staff, gli strumenti web, gli investimenti e scommette parte della sua immagine su ogni singolo partner, questi offre il contenuto editoriale senza che debba investire un’euro, ma solo la sua professionalità.

Questo stesso meccanismo agisce quando il singolo commerciante, imprenditore aderisce a una formula franchising.

Il franchisor è il network, l’affiliante che mette a disposizione il know-how, l’immagine, un marchio nazionale noto, i software, la formazione, i processi standardizzati, una logistica centralizzata, un parco fornitori selezionato, una centrale a servizio del franchisee (l’affiliato), il franchisor pianifica le attività commerciali, tipicamente, acquisti, pubblicità, accordi con i partner aziendali che servono la rete degli affiliati.

Il franchisee, invece, è il piccolo imprenditore che stipula con il franchisor (affiliante) un contratto di affiliazione e che, pur rischiando in proprio, dietro un corrispettivo economico al franchisor (royalty mensile corrispondente ad una percentuale del fatturato o fissa), riceve i servizi concordati dall’azienda affiliante (franchisor).

I benefici della partenership sono evidenti per entrambi gli attori: l’uno, il franchisor, porta avanti lo sviluppo della propria insegna, riducendo o minimizzando l’investimento che rimane in capo all’affiliato, il quale sfrutta l’immagine del franchisor risparmiando investimenti in pubblicità, in organizzazione, per sviluppare la sua piccola impresa! Piccola ma già grande!

Pur piccoli, se aprissimo un franchising levi’s, verosimilmente godremmo dell’immagine consolidata del franchisor e dei relativi servizi legati alla formula: collezioni studiate, modelli aggiornati e alla moda, possibilità di resi, prezzi calmierati, zona in esclusiva, pubblicità sui media nazionali, consulenza di progetto (architetti e arredatori), consulenza aziendale (visual, controllo di gestione, budgeting ecc).

Come divenire franchisor è un discorso certo più complesso, che dovrebbe partire dall’analisi del profilo dell’imprenditore; tema più articolato che trattiamo nel nostro ebook e che non mancheremo di sviluppare prossimamente in un nostro nuovo post.

L’astrazione? Banale! L’unione fà la forza!

Alla prossima!

A cura di Sabrina Ferrari Singhi
Autrice di Gestire il Negozio e Potenziare le Vendite

Come chiedere l’aumento di stipendio (seconda parte)

Giovedì, Settembre 30th, 2010

Marco GermaniAndiamo ora a vedere operativamente come formulare una richiesta di aumento di stipendio al tuo superiore o responsabile aziendale, dopo aver valutato se sei nella posizione di chiedere un aumento ed averci preso un appuntamento, come abbiamo visto nel post precedente.

Ecco come procedere, diviso in tre semplici step:

1) PREPARAZIONE

La preparazione è tutto, arrivare ad un incontro di negoziazione preparati può fare la differenza, specialmente se, come in questo caso, molto probabilmente il tuo responsabile non investirà del tempo a prepararsi a sua volta. Nel tuo caso, la preparazione consiste nel raccogliere quanti più dati OGGETTIVI possibili relativi ai risultati che hai prodotto per la tua azienda nei passati 12 mesi, o meglio a partire dal tuo ultimo aumento di stipendio.

Idealmente, sintentizza i punti più importanti in un breve documento di Word o di Power Point dove, in modo schematico, evidenzi i risultati concreti che hai generato con il tuo lavoro.

Il secondo campo su cui ti devi preparare sono le retribuzioni medie offerte dal mercato per posizioni simili alla tua. Se sei già al top della retribuzione in quella posizione, ovviamente avrai un potere di negoziazione inferiore rispetto ad uno scenario in cui sei al di sotto. L’importante è fornire dati oggettivi, citando le fonti (basta cercare su internet e ci sono molti siti che offrono questo tipo di informazioni, uno su tutti: www.quantomipagano.com).

Con questa preparazione sei ora pronto ad affrontare il tuo superiore!

2) L’INCONTRO

E’ importante presentarti all’incontro sicuro di te e rilassato, sei ben preparato e stai portando un alto valore per la tua azienda, quindi sei in una posizione di potere. Molti hanno difficoltà a chiedere e questo li rende nervosi, non deve essere il tuo caso!

Inizia dicendo che vuoi fare un punto della situazione relativa al tuo lavoro e che, a tale scopo hai preparato un documento che riassume i tuoi risultati. Lo commenti con il tuo capo e gli chiedi quali sono, a suo giudizio, i tuoi punti di miglioramento. Ora, dato che il tuo capo probabilmente non si è preparato, a meno che non ci sia qualcosa di grave ed evidente, è probabile che rimanga impreparato di fronte a questa domanda e non riesca a dire nulla di particolarmente rilevante, il che non fa che aumentare il tuo potere di negoziazione in vista della richiesta.

Puoi procedere citando una fonte autorevole (un sito internet, un head hunter, ecc.) a riguardo del livello medio di retribuzione per la tua posizione che è superiore a quanto stai percependo tu e finalmente fai la tua richiesta, precisa, chiara, espressa in percentuale rispetto al tuo stipendio lordo annuo. ” Credo sarebbe appropriato rivedere il mio stipendio incrementandolo del 15%….”. A questo punto, è fondamentale rimanere in silenzio ed attendere la reazione del capo, che può essere positiva o negativa.

3) IL FOLLOW-UP

Nel caso di risposta positiva, è importante che definisci le modalità e le tempistiche esatte con le quali l’aumento ti sarà attribuito. A partire da quale busta paga? Ci sarà una comunicazione ufficiale ? Entro quanto tempo? se il tuo capo dovesse dirti che ritiene giusto che il tuo compenso sia aumentato ma, per motivi contrattuali, non si può modificare il tuo RAL, cercate insieme una formula che porti allo stesso risultato: un premio, un bonus, ecc., l’importante è la sostanza.

Se il tuo capo dovesse dirti che non ritiene opportuno che ti sia aumentato lo stipendio, chiedi dettagliatamente i motivi, cercando di farlo focalizzare sulla tua performance. Molto spesso le motivazioni addotte sono del tipo: “il collega Tizio guadagna lo stesso, se aumento a te dovrei aumentare anche lui”, una spiegazione del genere, ovviamente non sta nè in cielo nè in terra, dato che sta considerando un parametro “sociale” non legato alla tua performance.

Ad ogni modo, se il tuo capo è veramente motivato a non darti l’aulmento, puoi fare la seguente domanda: “Cosa dovrebbe succedere perchè mi sia concesso un aumento del 15% ?”. A questo punto il tuo capo è costretto a definire una condizione oggettiva, al raggiungimento della quale, automaticamente otterrai l’aumento.

Se sei un venditore (che lavora comunque con un fisso) potrà trattarsi di un certo fatturato generato per l’azienda, se sei un addetto alla qualità, un numero minimo di reclami da parte dei clienti dell’azienda, e così via. In qualunque caso, ora hai un obiettivo preciso e, se non è completamente irrealistico, raggiungere l’aumento di stipendio a cui aspiri dipende solo da te!

Non ti resta che provare. Ricordati che se non chiedi difficilmente ti sarà dato e che un NO potrebbe solo essere un NON ANCORA. Se invece pensi di non essere nella posizione per chiedere, impegnati di più nel tuo lavoro e focalizzati sul produrre maggiori risultati, fino a quando sarai nella posizione per chiedere un aumento di stipendio.

A cura di Marco Germani

Autore di I Meccanismi della Persuasione e Business con la Cina

Come capire l’importanza del Bilancio nelle aziende

Lunedì, Settembre 27th, 2010

Roberto CiompiPer capire come sta andando la tua Azienda, non bastano le sensazioni occorre che tu faccia uno sforzo ed analizzi il tuo Bilancio, magari l’ultimo chiuso che, se coincide con l’anno solare, sarà quello relativo all’anno 2009. Leggendolo ed analizzandolo potrai iniziare ad avere una serie di informazioni che saranno di fondamentale importanza per la tua attività.

Ti dico questo perché mi capita molto spesso, attraverso il lavoro che svolgo, di parlare con imprenditori che non sanno niente o molto poco del bilancio della loro azienda e di fronte a domande banali, come ad esempio quale è stato il fatturato della sua azienda nell’anno 2008, rispondono che per avere certi dati occorre rivolgersi al loro professionista.

Praticamente è come se a uno che sta guidando una macchina, gli chiedi a che velocità sta andando e lui ti risponde che per saperlo devi rivolgerti al passeggero seduto sul sedile posteriore!

Per capire e migliorare la tua azienda, a mio giudizio è importante imparare a capire un bilancio e come è strutturato.

I principali documenti di cui si compone il bilancio sono:
Lo Stato Patrimoniale
Il Conto Economico
Il rendiconto finanziario (ad oggi si ritrova solo in poche aziende sotto forma di società di capitali quali S.r.l., S.p.A.)

Nel caso di società di capitali, gli allegati che si trovano ai documenti sopra esposti sono:
La nota integrativa
La relazione degli amministratori sulla gestione
La relazione del collegio dei Sindaci revisori (se sono presenti in azienda).

Ognuno di questi documenti ha un significato ben preciso, per capire il bilancio nel suo insieme occorre conoscere sia il significato dei documenti sopra citati sia l’aiuto che la lettura e studio di tali documenti può darti per capire meglio la tua azienda.

Conoscere il significato di questi documenti ti consentirà di capire dove ogni fatto aziendale che si verifica nella normale attività giornaliera, andrà a incidere, se riguarderà voci dello stato patrimoniale oppure se andrà ad interessare voci del conto economico.

Ti garantisco che pochi imprenditori conoscono bene questi documenti e l’importanza che essi hanno nella loro attività imprenditoriale, certo non serve che diventi un Commercialista, ma devi sforzarti di conoscere alcune informazioni di base che sono utilissime per gestire un’azienda.

A cura di Roberto Ciompi
Autore di Farsi finanziare dalle banche

Come impostare una gestione efficiente della Logistica

Giovedì, Settembre 23rd, 2010

Andrea CattaneoTre parole sintetizzano il metodo per gestire al meglio la Logistica: prima mappare, poi misurare, poi agire: l’attività di analisi è quindi fondamentale e propedeutica a quella di gestione, perché permette di comprendere, modellizzare e infine guidare il sistema logistico.

Nei sistemi logistici gli effetti (di decisioni o situazioni) diventano cause, per cui prendere la giusta decisione non è semplice, e richiede sempre la revisione critica del proprio operato, per verificare che il “circolo” generato produca effetti positivi.

Il modo più sicuro di avere una visione globale del sistema è quindi “fare la mappa” dei processi e dei flussi, e per ognuno di essi, identificare gli attributi quantitativi e qualitativi fondamentali. Conoscendo il processo, il logistico deve valutare su quale delle sue parti deve intervenire per migliorare le prestazioni: esse sono quantificate dai drivers del sistema, cioè quei parametri che permettono di sintetizzarlo e misurarlo, e di definirne efficacia ed efficienza.

Ma cosa sono efficacia ed efficienza? L’efficacia è la capacità di ottenere un determinato risultato da un insieme di operazioni: misura esclusivamente il risultato ottenuto; l’efficienza è la misura delle risorse impiegate per ottenere un certo risultato.

Approfondendo come procedere concretamente alla mappatura e misurazione del sistema, la stesura grafica più efficace è quella che avviene sotto forma di tabella, in cui sono sintetizzati, oltre ai parametri di efficacia ed efficienza, i dati salienti di ogni processo: quando, chi, con quali attrezzature, con quale tecnologia informatica, con quale grado di automazione viene svolta l’attività.
Una delle procedure più utilizzate in questa fase di analisi è quella denominata Tempi e Metodi: essa permette di evidenziare ogni parte del processo, e di misurarne in un secondo momento il relativo tempo-ciclo.

L’azione, infine, si concretizza nella gestione: gestire un sistema logistico significa assumere decisioni che permettono di governare e modificare i valori di efficacia ed efficienza del sistema.

Il principio generale di gestione deve essere quello di coordinamento e mediazione che la filiera logistica deve mettere in pratica con le funzioni aziendali collegate ad essa. Anche all’interno dei rapporti con le altre funzioni aziendali, il logistico deve tenere sotto controllo i parametri di efficacia e di efficienza: è opportuno usare i parametri in termini di costi unitari, che sono più facilmente comprensibili anche da coloro che in azienda non si occupano specificamente di logistica.

Un caso particolare è quello di un’azienda che decide di affidare i servizi logistici a un outsourcer esterno: la gestione logistica si traduce allora sostanzialmente nella gestione del contratto col fornitore esterno. Nel caso infine della gestione del miglioramento tramite progetti interni all’azienda, si deve adottare una tecnica prima discendente e poi ascendente: partire dal livello superiore per arrivare al dettaglio, intervenire su di esso (con i principi dei Tempi e Metodi), e poi risalire al livello di partenza per verificare la bontà dell’effetto complessivo ottenuto.

A cura di Andrea Cattaneo
Autore di Logistica Efficiente

Come insegnare ai nostri bambini a risparmiare un euro al giorno (seconda parte)

Domenica, Settembre 19th, 2010

Nell’articolo precedente abbiamo visto come sia fondamentale insegnare il concetto di libertà finanziaria ai nostri figli.

Nessuno di noi sarà in grado di insegnare ad un bambino ciò che egli stesso non è in grado di fare per sé. Per guidare un bambino ci vuole la forza della coerenza. Con le parole potete manipolare un adulto, ma non un bambino.

La difficoltà della nostra missione è quindi la seguente:
L’insegnante più indicato per insegnare i principi base della vita ad un bambino è il suo genitore.
Per quanto abbiamo detto, un genitore può insegnare efficacemente a suo figlio soprattutto con l’esempio. Ma se il genitore non dà importanza alla sua vita fra 30 anni, come può trasferire ciò a suo figlio? Il difficile non è quindi insegnare al bambino, ma farlo recepire al genitore.

Allora provate a pensare un po’ a voi stessi. Provate ad immedesimarvi in quello che sarete fra 30 anni. Ci riuscite? Per vivere bene fra 30 anni non basta il piano di accumulo che avete pianificato (se lo avete fatto). E voi lo sapete bene.

Quanti di voi stanno accumulando più di 3.000 euro l’anno per il proprio piano pensione? Quanti più di 10.000? Quanti più di 20.000?

E pensare che se avessimo cominciato con un euro 20 o 30 anni fa, oggi staremo già sulla strada di sviluppare una fortuna che per accumularla partendo da oggi forse ci vorrebbero veramente 20.000 euro di accumulo l’anno.

Per mantenere uno stile di vita decente ognuno di voi sa che invece dovrà continuare a lavorare ben oltre i 60 anni e lo dovrà riuscire a fare anche con un certo grado di efficacia.
E allora vi dico… Facciamo nostra questa missione… perché il nostro Paese ne ha bisogno, bisogno vitale.

Cominciamo con l’insegnare a noi stessi questi principi, facciamoli nostri. Trasferiamoli poi ai nostri figli, affinché diventino un esempio da seguire per gli altri. Forse così fra 30 anni, incontrandoci di nuovo, potremmo farci un bell’applauso per l’eccellente lavoro svolto.

A cura di Valter Romani
Autore di Da Grande Sarò Ricco e Scacco alle Bugie