soldi

Come fare soldi su internet

Giovedì, Novembre 3rd, 2011

Massimo D'AmicoCome fare soldi su internet? Punta alle Joint Venture

Io lavoro con il mercato internettiano dalla fine del 1998 e non mi posso proprio lamentare in termini di affari ottenuti. Pensa che ho guadagnato senza avere una newsletter, senza avere potenziali clienti/contatti, senza avere un blog, senza un sito web

Se ti chiedi come sia possibile questo business, la risposta è presto detta in 2 parole: JOINT VENTURE. La joint venture è una cooperazione tra 2 o piu’ esperti, in cui semplicemente una persona mette il suo prodotto e l’altra mette la sua popolarità, nome, potenziali clienti che ha, ecc. Si tratta di una collaborazione, come si fa anche nella vita fuori da internet, niente di nuovo.

In pratica, io cosa ho fatto? Quali sono state le mie azioni? Ho unito un prodotto che funziona ad un noto marketer americano ed ho ottenuto grande successo. Come puoi capire non si tratta di magia, ma pura strategia. Sul mercato italiano ho conosciuto Giacomo Bruno, che è una persona eccezionale, ed ho fatto una JOINT VENTURE con lui. Non sono assolutamente un mago del computer.

Devi sapere che sono apparso sul mercato italiano nel 2007 ed ho creato vari prodotti amati da molti. E’ un risultato pazzesco se pensiamo che quasi nessuno mi conosceva qui…

Tu hai sicuramente delle qualità, delle conoscenze ed esperienze su tante cose. Secondo me una delle migliori forme di guadagno su internet è la creazione di un proprio prodotto e poi fare una joint venture con qualcuno che è già conosciuto nel settore. Non credo esista niente di più potente di
questo, anche se si tratta di una forma di business decisamente poco capita in Italia.

Perchè non inizi a creare un ebook su quella che è la tua passione e poi lo proponi a Giacomo Bruno? E’ una persona straordinaria che cerca persone che hanno voglia di fare e mettersi sul campo. Punta alle cose che sai dentro di te, questo conta!

A cura di Massimo D’amico

Come estinguere il prestito prima della sua scadenza

Mercoledì, Luglio 13th, 2011

Ottenere un Prestito

La prima domanda che dobbiamo porci è la seguente: e’ sempre conveniente estinguere anticipatamente il finanziamento in corso?. La risposta è che non sempre un’estinzione anticipata può essere conveniente per le nostre tasche.

Ma procediamo per gradi; prima di tutto occorre evidenziare che qualunque sia la forma di prestito che abbiamo contratto con la banca, (prestito personale, prestito al consumo o cessione del quinto), la legge ci consente il diritto di esercitare, in qualsiasi momento, la facoltà di estinzione anticipata del finanziamento.

In questo caso la prima cosa che occorre verificare, per evitare di rimetterci troppo a livello economico, è il piano di ammortamento alla francese allegato alla copia del nostro contratto di prestito.

Leggendo il piano di ammortamento del nostro prestito noteremo che la banca, nelle prime rate, avrà incluso maggiori interessi passivi e poco capitale mentre, procedendo nel pagamento delle rate, soprattutto verso la fine, vedremo inclusi sempre meno interessi passivi e molto capitale residuo.

E’ il momento in cui effettivamente chiediamo di estinguere il prestito che potrà incidere positivamente o negativamente sull’intera operazione.

Abbiamo rimborsato solo poche rate? Siamo giunti alla metà della restituzione del prestito? Oppure siamo quasi alla fine del piano di rimborso?

E’ la scelta del momento che determina la convenienza dell’operazione; pertanto è opportuno chiedere l’estinzione anticipata del prestito solo durante i primi anni del contratto e comunque non oltre il termine di due terzi del periodo di finanziamento, oltre il quale la rescissione anticipata praticamente non ha senso.

A cura di Roberto Borzellino
Autore di: Ottenere un prestito, Dal Prestito Personale alle Carte di Credito

Come non andare mai in rosso

Sabato, Giugno 25th, 2011

La Legge di Attrazione del DenaroTutti ci auspichiamo di non “andare mai in rosso” sul conto corrente ma come fare, concretamente per evitarlo?
Applicando il controllo delle proprie spese, per esempio, e cioè procurando di non spendere mai più di quanto si guadagna.

In generale, la “regola aurea” da conoscere ed applicare è infatti proprio questa: non spendere mai più di quello che guadagni e non andrai incontro a dispiaceri finanziari.

Ma come si consegue questo sul piano pratico?

Per esempio compilando e tenendo aggiornato un “taccuino delle entrate e delle uscite” da portare sempre con sé e da aggiornare su base quotidiana. Scrivendo nero su bianco le spese che effettuiamo nell’arco della giornata, infatti, dalle più piccole alle più importanti, possiamo avere la nostra situazione finanziaria costantemente sott’occhio e possiamo mantenerla frequentemente monitorata.

Ogni tanto ci prendiamo una pausa e compiamo un’analisi di quanto abbiamo guadagnato in un determinato mese o settimana, quanto abbiamo speso e, naturalmente, da questi elementi ricaviamo infine se il nostro saldo è attivo oppure no tenendo sempre a mente che il nostro obiettivo è proprio quello di non andare mai in rosso e di godere quindi di una buona salute economico-finanziaria.

L’analisi del nostro taccuino entrate-uscite ci rivela anche altre cose utili ed interessanti e cioè se ci sono, nella nostra vita finanziaria, delle aree di sovraspesa e delle aree di sottospesa.

Individuare queste zone, cosiddette “ipo” ed “iper”, ci consentirà in un secondo momento di aggiustare la rotta ed apportare gli opportuni cambiamenti per ripristinare un maggiore equilibrio nella nostra vita finanziaria. Ad esempio, se in un determinato mese abbiamo speso troppo in “ristoranti” e troppo poco per la categoria “abbigliamento”, nel mese successivo ci sforzeremo di ripristinare un equilibrio rispondendo maggiormente ai nostri bisogni nel campo dell’ ”abbigliamento” e quindi spendendo di più per questa categoria e spendendo meno nella categoria per cui avevamo speso in eccesso il mese precedente, cioè la categoria dei “ristoranti”.

Per evitare di “andare in rosso”, non è necessario compiere azioni drastiche o “capitali”; è sufficiente impegnarsi a compiere azioni relativamente semplici e alla portata di chiunque, come ad esempio tenere monitorata la nostra vita finanziaria personale tramite il taccuino, come appena descritto, e procedere all’analisi dei dati rivelati dal taccuino stesso per comprendere “dove stiamo andando” finanziariamente ed operare gli opportuni aggiustamenti, spesso micro-aggiustamenti.

Niente di particolarmente complicato, quindi; solo una questione di autodisciplina e di costanza.

Un altro “trucco” per mantenere la chiarezza nella propria situazione economica – e, se si vive nella chiarezza economica, diventa più difficile “andare in rosso” in quanto “andare in rosso” è più un sintomo di confusione e vaghezza finanziaria che di mancanza di denaro in sé.. – è quello di abituarsi a pagare con contanti, per quanto e laddove possibile, piuttosto che con carta di credito. Maneggiando il “vecchio” denaro contante, infatti, si diventa maggiormente consapevoli del fatto che “si sta spendendo” e anche di quanto e per che cosa si sta spendendo.

Quando si paga con carta di credito, invece, soprattutto se si è incalzati dalla fretta che caratterizza speso la nostra vita quotidiana, è più facile rimanere con la “sensazione” di avere speso ma senza la consapevolezza precisa di quanto e per che cosa si è speso, consapevolezza che si forma e rimane impressa, invece, molto di più quando si utilizzano i contanti per gli acquisti e per le spese.

A cura di Paola  Tosato
Autrice di La Legge di Attrazione del Denaro

Come fissare gli obiettivi in una richiesta di finanziamento

Giovedì, Novembre 4th, 2010

Fissare gli obiettivi è il punto di partenza per formulare bene una richiesta di finanziamento, capire se vuoi acquistare una casa o fare un investimento per la tua azienda o cosa altro ti necessita è essenziale per la costruzione della richiesta e per iniziare il metodo di preparazione.

Quindi la prima cosa che devi fare è focalizzare bene cosa vuoi, imparare a spiegarlo alle altre persone che andrai a coinvolgere (es. il funzionario della Banca) descrivendolo nel modo più completo e dettagliato possibile. Inoltre devi riuscire a capire altrettanto bene di cosa hai bisogno per poterlo avere.

In questo caso trattandosi di una richiesta di finanziamento, occorre farlo calcolando con precisione tutti i costi che devi sostenere per ottenere ciò che ti sei prefissato.

“Spesso ciò che sembra chiaro per te non lo è per gli altri.” Con ciò voglio dire che mi capita frequentemente di parlare con persone che hanno necessità di richiedere un finanziamento, le quali di fronte alle domande:
Per cosa le occorre il finanziamento?
Che importo di finanziamento le serve?
E’ sicuro che con tale importo riesce a fare l’investimento?
Come pensa di fare la ristrutturazione finanziaria della sua Azienda?
Mi sento rispondere con poca chiarezza e con idee confuse.

In questi casi si ha solo un’idea parziale di ciò che vogliamo, senza aver ben focalizzato ed esaminato tutte le variabili che si trovano all’interno del bene che dobbiamo acquistare, qualunque esso sia, o di un intervento finanziario di ristrutturazione che vorremmo apportare alla nostra azienda.

Può  anche essere che abbiamo tutto chiaro, ma non riusciamo a descriverlo in modo preciso e completo a chi ci ascolta, non riuscendo così a fargli capire bene che cosa vogliamo fare e cosa ci serve per farlo. Questa poca chiarezza diventa ancora più evidente e negativa di fronte ad una richiesta di finanziamento.

Quindi il segreto è quello di sforzarti di spiegare bene cosa vuoi e di conseguenza di far capire bene a cosa ti servono i soldi che stai richiedendo  aggiungendo se possibile gli eventuali benefici tradotti in minor costi o maggiori ricavi che possono derivare dal buon esito della richiesta.

La tecnica di evidenziare i maggiori ricavi o i minor costi è molto importante e può essere utilizzata per esempio anche per l’acquisto di una casa dove andare ad abitare.

Supponiamo che tu abiti con la famiglia in una casa in affitto e tu voglia richiedere un finanziamento per l’acquisto di una nuova abitazione dove trasferirti.
I benefici o minor costi che potresti mettere in evidenza nella richiesta sono: il costo di affitto pagato attualmente, potrà essere destinato alla rata di mutuo; la possibile rivalutazione del bene negli anni che accrescerà il patrimonio della famiglia.

Altro beneficio potrebbe essere quello dei minor costi da sostenere per gli spostamenti dei familiari in quanto magari la nuova casa si trova in prossimità di molti servizi rispetto all’attuale abitazione; oppure i minor costi che si prevedono nei consumi energetici (perché la nuova casa è dotata di pannelli solari o costruita con particolari accorgimenti tecnici che diminuiscono i costi di riscaldamento.); la migliore qualità della vita familiare, perché  la nuova casa ha una stanza in più per i bambini; i minori costi di manutenzione da sostenere nei prossimi anni (impianti, murature ecc.) perché trattasi ad esempio di una casa di nuova costruzione.

Per far bene questo compito occorre un po’ di buona volontà e di esercizio, andando a scrivere quello che vuoi fare descrivendolo nel miglior modo possibile, analizzando tutte le variabili e studiandolo in modo da memorizzarlo bene.

A cura di Roberto Ciompi
Autore di Farsi Finanziare dalle Banche

Arriva il Roadshow “Milionari per una notte”!

Lunedì, Novembre 1st, 2010

Ciao sono Alfio Bardolla, imprenditore, autore di libri best-seller venduti in oltre 100.000 copie e leader della formazione finanziaria personale.

In questi giorni sto portando nei principali teatri italiani un corso spettacolo dal titolo Milionari per una notte (o più…) che ha registrato il tutto esaurito nella sua prima edizione.

Passeremo una serata insieme a teatro, per parlare dell’economia, della crisi e delle opportunità che ci sono offerte proprio in questo periodo.

Siamo costantemente bombardati da messaggi tipo: l’economia è malata, la guerra in Medio Oriente non si risolve, i giovani laureati non troveranno lavoro. Attenzione: è dagli anni ’70 che ci dicono sempre le stesse cose. Eppure, non c’è mai stato nella storia un periodo in cui si sono create tali ricchezze.

Nella maggior parte dei casi quello che succede nell’economia ha poco a che vedere con il nostro portafogli. Lo dimostrano le video interviste realizzate in piazza che verranno trasmesse e commentate dal vivo.

Nei prossimi anni si avvererà il cosiddetto ”effetto clessidra”, ovvero aumenterà sempre più il numero di ricchi e di poveri, mentre continuerà ad assottigliarsi la classe media.

Il nostro futuro finanziario si decide oggi ed è oggi che dobbiamo agire in modo diverso da quanto abbiamo fatto finora.

Lo spettacolo è un momento di riflessione comune sulle doti e sulle capacità da sviluppare per trarre vantaggio da questa economia e prende spunto dal libro “Milionari in 2 anni e 7 mesi” edito nel maggio 2010 da Sperling&Kupfer, scritto con Lorenzo Ait.

“Milionari per una notte (o più…)” è una serata coinvolgente e divertente dove i partecipanti riusciranno finalmente a pianificare i cambiamenti da attuare per migliorare se stessi e realizzare la vita che abbiamo sempre sognato… anche in tempo di crisi.

L’appuntamento per la seconda edizione di Milionari per una notte (o più…) é il 4 Novembre a Bari, il 24 Novembre a Firenze, il 29 Novembre a Roma e il 1 Dicembre a Trento.

Vi aspetto!

Cliccate qui per prenotarvi!

Info su www.alfiobardolla.com
www.2anni7mesi.com

“Con il tour nei principali teatri italiani, Alfio Bardolla mette l’accento sull’importanza di diventare liberi finanziariamente e su come ognuno di noi può migliorare la propria gestione del denaro.”

A cura di Alfio Bardolla
Autore di I Soldi fanno la Felicità e L’Arte della Ricchezza

Come investire in un impianto fotovoltaico grazie alle Tariffe Incentivanti

Domenica, Ottobre 24th, 2010

Come ben sappiamo, acquistare oggi un impianto fotovoltaico significa effettuare un investimento. Ciò è vero, grazie all’esistenza delle Tariffe Incentivanti, l’incentivo statale alla produzione di energia elettrica generata da fonte fotovoltaica, previste dal Decreto 19 febbraio 2007. Questo incentivo, o, meglio, la vigenza delle attuali elevate entità, purtroppo, ha vita limitata.

La scadenza è fissata, infatti, al 31 dicembre 2010. A partire, cioè, dal 1 gennaio 2011, gli importi delle Tariffe Incentivanti si ridurranno sensibilmente. Restano poco meno di 2 mesi e mezzo per accedere alle attuali Tariffe.

Chi fosse interessato, cosa deve fare? La domanda non è banale.

Visto che il Parlamento italiano, prevedendo un autentico assalto alla diligenza da parte di soggetti (privati, pubblici ed industriali) intenzionati ad acquisire incentivi ancora così alti, ha parzialmente modificato la tempistica da rispettare per accedere alle Tariffe Incentivanti, in modo da agevolare, per l’appunto, gli ultimi ritardatari. E allora, chi fosse interessato ad accedere alle Tariffe del 2010, cosa deve fare?

La procedura normale prevede l’invio della documentazione occorrente al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto. La data, per intenderci, nella quale l’impianto, realizzato fisicamente, viene allacciato alla rete elettrica. E sappiamo anche che il GSE ha, a sua volta, 60 giorni a disposizione per riconoscere la Tariffa Incentivante, calcolata a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto.

Ora, intercorre un lasso di tempo tra la data di chiusura dei lavori di realizzazione dell’impianto (di competenza della ditta installatrice) e la data di entrata in esercizio dell’impianto (data di allaccio alla rete elettrica). Lasso di tempo durante il quale l’impianto non genera energia elettrica.

Lasso di tempo che è indipendente dalla nostra volontà e dalla nostra capacità di controllo, dipendendo esclusivamente dalla tempestività con la quale il gestore di rete darà seguito alla nostra richiesta di allaccio alla rete elettrica.

Il Parlamento italiano, approvando la Legge di conversione del DL 105/2010, ha disposto che, per accedere alle Tariffe Incentivanti del 2010, occorre, entro il 31 dicembre 2010:

- completare l’installazione dell’impianto
- comunicare la fine lavori agli enti competenti.

Le fasi ulteriori, vale a dire la connessione alla rete elettrica ed il riconoscimento delle Tariffe Incentivanti ad opera del GSE, mediante sottoscrizione dell’apposita Convenzione, potranno essere perfezionate entro il 30 giugno 2011.

Ricapitolando, quindi, per accedere alle Tariffe Incentivanti del 2010, diventa indispensabile ultimare i lavori di realizzazione dell’impianto fotovoltaico, completo in tutti i suoi componenti, entro il 31 dicembre 2010.

A cura di Mario Delfino
Autore di Investire nel Fotovoltaico