Investire

Come gestire l’emotività negli investimenti

Giovedì, Settembre 15th, 2011

Luca Moro

La finanza comportamentale, ossia quella scienza che studia le decisioni d’investimento dei risparmiatori in relazione ai suoi comportamenti, ci insegna che le decisioni degli investitori non sono in genere razionali (come vorrebbe la teoria economica classica), ma sono soprattutto emotive ed è proprio l’emotività che influisce spesso nelle scelte strategiche inerenti la finanza degli individui (come ad esempio la vendita di tutte le attività rischiose di portafoglio nei cosiddetti momenti di “panic selling” di mercato).

Sono numerosi gli studi che hanno dimostrato, in modo concreto, come riuscire a dominare la propria emotività possa dare risultati migliori rispetto a studiare l’andamento dei mercati oppure a cercare di analizzare determinati fenomeni macroeconomici.
Capirsi meglio, e analizzare i propri comportamenti in relazione alla gestione dei risparmi, è indispensabile per affrontare il mondo degli investimenti con meno ansie e timori.

Del resto, l’investitore inconsciamente oscilla tra due opposti estremi: la paura (di perdere il proprio denaro o il treno del rialzo) e l’avidità (del guadagno): queste due pulsioni, entrambe negative, spingono spesso a comportamenti emotivi ed errati.

Alcuni errori tipici legati alla finanza comportamentale, e che quindi ci fanno capire da risparmiatore CHE COSA NON FARE, sono:

1) Effetto “gregge”: si tratta di un meccanismo che in certe occasioni spinge un individuo a seguire il gruppo e quindi a replicare quello che fanno gli altri; tanto più il gruppo è compatto, e l’emotività in gioco è alta, tanto più il comportamento del singolo segue in modo naturale quello di tutti gli altri senza quasi rendersene conto; in pratica si compra quando si dovrebbe vendere come, ad esempio, dimostra il boom dei mercati del 2000 con la bolla tecnologica, quando non comprare una “dot.com” voleva dire essere considerato fuori moda.

2) Overconfidence: è l’eccesso di fiducia nelle proprie capacità che aumenta notevolmente dopo qualche operazione in guadagno; la nostra natura ci porta difficilmente ad ammettere i nostri errori e questo vale ancora di più quando si parla di denaro: siamo spesso indulgenti con noi stessi e raramente con il resto del mondo (banche, consulenti finanziari o mercati).

3) Mantenere per troppo tempo titoli in perdita: si tratta di un atteggiamento insito nel nostro spirito di sopravvivenza, vogliamo allontanare la sofferenza e il dolore della “minusvalenza”, così ritardiamo eccessivamente la vendita; all’opposto, se il titolo sale siamo portati ad anticipare il piacere del guadagno e spesso vendiamo troppo presto; in sostanza, l’investitore comune sembra comportarsi in maniera opposta alla regola dello Stop Loss e del Running Profit, in quanto liquida subito le posizioni in guadagno per timore che questo svanisca e mantiene le posizioni in perdita con la speranza che questa si riassorba.

SEGRETO: stai sempre attento agli errori tipici della finanza comportamentale!

A cura di Luca Moro

Come investire con successo in arte moderna e contemporanea

Giovedì, Settembre 1st, 2011

Investire in Arte Moderna e ContemporaneaIl mondo del collezionismo d’arte contemporanea è pieno di gente che maledice il momento in cui non ha acquistato un certo autore che poi si è librato in volo verso quotazioni fantasmagoriche. Di solito il problema di fondo del mancato affare è stato dettato dal prezzo troppo alto.

Pochi artisti che poi hanno avuto successo si sono mantenuti per tanto tempo in un range di quotazioni mediamente basse. Gli stessi artisti della Transavanguardia, al loro esordio, si pagavano cifre ridicole, ma sono bastate alcune mostre internazionali per vedere i loro prezzi schizzare in alto.

Spesso comprare un lavoro giusto di un artista è più conveniente, nel medio-lungo periodo, rispetto ad una serie di suoi bozzetti di scarso interesse, che costano tuttavia molto meno. E capita talvolta che il cavallo vincente sia proprio quell’artista che si ritiene troppo caro da acquistare.

Volendo semplificare si dovrebbe affermare che Il grado di rivalutazione di un quadro di qualità e di grandi dimensioni è in proporzione più alto di un piccolo bozzetto.

Nell’arte contemporanea fondamentalmente ci vuole una buona dose di follia per fare grandi affari. Questo è ancor più vero se non si fa di professione l’industriale. E’ ovvio che quest’ultimo si può permettere esborsi evidenti per mettersi in casa la firma che gli interessa. Ma una persona normale, che ogni giorno deve sbarcare il lunario o gode di un relativo benessere, fa molta attenzione ai prezzi e cerca di immaginarsi gli orizzonti di investimento dell’opera che vuole comprare.

Conoscere di persona l’artista giusto è un’altra fortuna che può capitare. L’importante naturalmente è saperla cogliere. L’arte contemporanea richiede un discreto impegno mentale e spesso fisico e non si attaglia a persone non portate a ragionare che non provano il gusto di chiedersi il perchè avvengano certi fatti. La vera panacea per il collezionista è una e una sola: la curiosità.

A cura di Federico Zucchelli

Introduzione allo Spread Trading

Sabato, Agosto 6th, 2011

Spread TradingIl Trading Finanziario, Spread Betting (o Trading) offre un nuovo metodo per speculare sui mercati finanziari.
Molto semplicemente, se stiamo pensando un indice in  particolare, o a delle materie prime, valute ecc.., si effettua un’operazione (detta volgarmente scommessa). Questo con una posizione lunga o corta.

L’ammontare del profitto si ha, o si perdono i soldi dipende se siamo andati nella giusta direzione del mercato, da quanto abbiamo rischiato per punto.
Al momento di piazzare la scommessa si decide quanto si vuole rischiare per punto. Questo può essere piccolo come • 0,01 o una grande quantità, come • 1.000 +.
La maggior parte delle scommesse può lavorare  su base giornaliera, mensile a contratto.

La scommessa quotidiana è quella che è aperta solo durante un giorno di negoziazione. Si potrebbe aprire la posizione alle 11 e, se non si chiude in anticipo, prima della chiusura del mercato,  sarà chiuso alla fine delle negoziazioni (04:30 nel caso del FTSE 100).

La scommessa di Rolling è quella che, a meno che non preveda altrimenti, come dice la stessa parola, rotola fino al giorno di negoziazione successivo. Questo costa un po’ di soldi, in termini di spread,  e il vostro bookmaker dovrebbe essere in grado di darvi ulteriori dettagli.

Se apriamo una particolare posizione a contratto  finirà 3 mesi dopo. Ci sarà una data specifica in cui il contratto termina conosciuta come la data di scadenza o ultimo giorno di contrattazione.
Per esempio, se si apre una posizione sul contratto FTSE 100 settembre, la data di scadenza sarà nel mese di dicembre, di solito il terzo Venerdì. La posizione scadrà alla chiusura delle contrattazioni in quel giorno.

Un Day-trader o “scalper” tenderà ad usare le scommesse nel quotidiano, ma per un principiante può essere più saggio aprire delle posizioni in un arco di tempo più lungo. Se si decide di, aprire posizioni giornaliere, tenere a mente che si deve essere corretto quasi immediatamente al profitto. Se si seleziona un arco temporale più lungo, si ha un certo respiro per la posizione e quindi anche di girarsi.

Un esempio di commercio:

E ‘giugno e il FTSE 100 è scambiato a circa 5000 e si è sicuri che possa andare più in alto prima di settembre. Per eseguire il vostro parere si decide di utilizzare una scommessa.
Accedendo al tuo account internet, il bookmaker si cita 5010-5020 per il contratto FTSE 100 settembre.
Questo significa che è possibile acquistare (a lungo andare) a 5020 o vendere (andare short) a 5010.

Si acquista al prezzo più alto e vendere a quello inferiore. Lo “spread” in sé (in questo caso 10) è previsto un supplemento aggiunto dal bookmaker. Diverse aziende hanno spread diversi, alcuni più grandi di altri.
Come si esegue il mercato per andare più in alto, si dovrebbe acquistare • 1 un punto (o comunque molto gradite) a 5020.
Arriva dicembre e si è vicini alla data di scadenza del contratto.

Piuttosto che attendere l’ultimo giorno di contrattazione si decide di prendere il vostro profitto come il FTSE 100 è ora quotato a 5305-5315.
Si chiude la propria posizione con la vendita di • 1 per punto a 5305.
Avendo valutato bene la direzione del mercato, ora avreste vinto • 285:
(5305 - 5020) x •1 = £ 285 esentasse

Non vi è alcun bisogno di tenere la propria posizione fino alla scadenza, si può chiudere in qualsiasi momento per prendere il vostro profitto o limitare la perdita.
Naturalmente, se il FTSE sarebbe andato nella direzione opposta, in questo caso avresti perso i soldi ma si possono usare stop loss per limitare le perdite.

A cura di Giuseppe R. Pregadio
Autore di: Spread Trading

Come aprire un’attività commerciale quando spesso si chiude

Lunedì, Luglio 11th, 2011

Apri il Tuo CommercioE’ semplice! I periodi di crisi e di transizione non significano altro che sono tramontate delle idee e delle tecniche di vendita e si aprono delle nuove possibilità.

Si tratta solo di cogliere le nuove avvisaglie. Cominciare a capire ora quali sono i concetti e le idee che stanno innovando il mercato in modo da modellare la tua idea. Cercare di capire ora quali sono i mezzi, gli strumenti, le modalità per poter aprire un’attività.

Le forme di vendita sono tante ma al di là di ogni forma commerciale, ciò che è ancora più importante è la formula di vendita, che si è persa dietro una fitta rete di norme e di sistemi di distribuzione di merci e servizi.

La normativa si è estesa per strati: dal livello locale o comunale, al livello regionale, nazionale e comunitario, in un intreccio in cui orientarsi è ormai diventato difficile anche per gli addetti ai lavori.

Le prescrizioni normative e le trafile burocratiche sono percepite così complicate che a priori si preferisce non entrare neanche nel merito e affidarsi ad altri.

Eppure proprio una comprensione globale della regolamentazione delle varie attività è utile per apprendere la forma di vendita che si adatta meglio alle nostre capacità e disponibilità.

La normativa fornisce la chiave per comprendere i fenomeni, perché racchiude quei fenomeni e la burocrazia per quanto detestabile, rimane pur sempre una realtà ed è il banco di prova della più brillante delle iniziative. E’ da qui che bisogna partire e prepararsi. Perché quando arrivano le idee o le occasioni (ed arrivano sempre!) potrebbe essere troppo tardi; qualcuno più pronto potrebbe già essere in grado di realizzarle.

“Al denaro piace la velocità” qualcuno ha detto (Joe Vitale) e l’unico modo per velocizzare è sapere e sapere prima.

Se pensi che sia una materia troppo complessa e difficile, sbagli; è solo perché col tempo si è creata una cerchia di professionisti che te lo ha fatto credere.

Sperimenta tu stesso ed inizia a capire come funziona il commercio. Buona lettura!

A cura di Tania Di Massimantonio

Autore di  Apri il tuo commercio

Come non compromettere la liquidità aziendale

Lunedì, Novembre 15th, 2010

L’ultima settimana di ottobre 2010 sono stato contattato da un imprenditore del settore commercio  per esaminare la situazione finanziaria della sua impresa. L’azienda in effetti è indebitata soprattutto a breve termine con scoperti di conto corrente.

L’imprenditore mi dice che la sua ditta è arrivata a questa esagerazione di indebitamento per acquisti errati di magazzino, infatti per pagare tutti i fornitori aveva utilizzato gli scoperti di conto corrente bancario.
In ogni caso egli mi dice che una delle Banche presso la quale ha il conto corrente, circa 6 mesi fa, gli aveva consigliato un finanziamento a 5 anni trasformando una buona parte di debito a Breve in debito a rate.

Poiché l’azienda non aveva sufficienti garanzie, il funzionario Bancario ha proposto di affrontare il finanziamento anche con l’aiuto di un Consorzio fidi che gli rilasciasse una garanzia per il 50% del debito. Il Titolare dell’azienda da subito è d’accordo con la soluzione.

Successivamente l’Ente di Garanzia Fidi comunica all’imprenditore la spesa per l’operazione e, dopo l’istruttoria, il Consorzio approva la garanzia per il 50% dell’importo del finanziamento richiesto.
In seguito il Finanziamento viene approvato e deliberato anche dalla Banca. Quindi l’operazione sembra quasi fatta.

Ma ecco invece l’imprevisto!!!
L’imprenditore mi racconta che è stato consigliato poi da una persona di sua fiducia ed insieme a lui ha ritenuto che la spesa di istruttoria della Banca e le spese del Consorzio di Garanzia  fossero troppo alte, quindi per non sopportare i costi, ha mandato all’aria tutta l’operazione.

A questo punto cosa succede?

L’imprenditore mi racconta che attualmente ancora non è cambiato niente, l’indebitamento è rimasto, con l’aggravante che la Banca ha chiesto all’azienda la riduzione della metà del fido chiedendo di provvedere al rientro nel giro di qualche mese.

A  questo punto cosa ha fatto l’impresa?

Non avendo la disponibilità immediata per coprire la somma richiesta dalla banca, è dovuta andare in un’altra banca a chiedere un fido pari a quello tolto dalla sua “vecchia” banca .

E il Direttore della “nuova“ Banca cosa gli ha detto?

Di farsi garantire da un Consorzio Fidi altrimenti l’azienda senza garanzie, dal loro Istituto, non può ottenere niente.

Morale:

Come mi sono sempre raccomandato anche  nell’ebook “Amministrare l’Azienda”  che la parte finanziaria dovrebbe avere sempre una valutazione attenta, si dovrebbe sempre cercare di avere le spalle coperte, poiché senza la liquidità non si va avanti.

Quando hai difficoltà finanziaria e non hai la possibilità di avere garanzie, valuta bene se è il caso di fossilizzarti sui costi poiché nel caso in esame gli interessi risparmiati sul conto corrente avrebbero ben ripagato le spese per il Consorzio Fidi.

Inoltre, l’operazione rateale grazie al basso tasso previsto nell’operazione, permetteva di recuperare la spesa nel periodo del finanziamento.
A questo punto, dopo aver fatto capire all’imprenditore che il consiglio del funzionario bancario era giusto, egli aveva commesso una duplice “leggerezza” dapprima ad approvare l’operazione, poi a rinunciare alla stessa.

Bene…comunque ora, insieme all’imprenditore, mi rimbocco le maniche e provo a seguire la questione cercando insieme a lui di dare una svolta positiva alla faccenda.

Staremo a vedere…

E tu cosa faresti? Lasciami un tuo commento.

A cura di Patrizio Gatti
Autore di Amministrare l’Azienda

Come evitare errori nell’investimento in prodotti finanziari

Giovedì, Novembre 11th, 2010

L’investimento in prodotti finanziari può fruttare guadagni considerevoli.
Ad esempio, nell’ultimo anno e mezzo i fondi comuni di investimento basati su obbligazioni europee ad alto rendimento (high yield) hanno visto l’incremento di valore della loro quota di anche oltre il 60%.

Analogamente, come altro esempio, i fondi comuni specializzati sui titoli azionari dei paesi emergenti hanno registrato, nel medesimo lasso temporale, un guadagno di anche più del 70%.

Gli investimenti finanziari presentano però sempre dei rischi e il loro esito può in diverse occasioni risultare ben diverso da quelli brillantemente positivi sopra descritti.
Il successo di un investimento è spesso ipotecato, in un senso o nell’altro, dal comportamento del risparmiatore e dai criteri, o non criteri, utilizzati nella scelta dei prodotti finanziari da includere nel proprio portafoglio e nella loro successiva gestione.

In particolare, un risparmiatore dovrebbe evitare quei comportamenti errati, purtroppo invece tipici ed abituali per gli investitori inesperti, che si possono rivelare estremamente dannosi.
Uno di tali atteggiamenti è costituito dalla ‘fretta di investire’. Come si sa, la fretta è cattiva consigliera. Se si dispone di un capitale, prima di impiegarlo può essere opportuno attendere che nel mercato si creino, per il prodotto finanziario di interesse, le condizioni di prezzo potenzialmente più fruttuose. Vi sono periodi in cui il modo migliore per ‘battere il mercato’ consiste semplicemente nello starne fuori.

Un altro comportamento che può generare conseguenze spiacevoli è il ‘comprare a scatola chiusa’. Sui mercati finanziari occorre muoversi con accortezza. È importante conoscere l’andamento passato di un prodotto e la sua situazione corrente di quotazione prima di selezionarlo, in modo da poterne valutare con maggior cognizione di causa i possibili sviluppi a breve o lungo termine.

Dopo aver acquistato un prodotto finanziario, non è raro ‘rifiutarsi di credere ai propri occhi’. Ciò in genere avviene quando anziché aumentare il prezzo del prodotto scende e si rimane come ipnotizzati ad osservarne, giorno dopo giorno, l’eventuale incessante diminuzione. Sfortunatamente una simile passività operativa può portare a situazioni in cui il prezzo cali progressivamente, tanto che bisognerà attendere anche anni prima che il prodotto riveda il prezzo a cui lo si era comperato (se mai ciò avverrà).

Per scansare un simile rischio, può risultare utile stabilire preliminarmente, sulla base di opportuni criteri, una perdita massima (stop loss), che non deve essere troppo consistente, al verificarsi della quale uscire dall’investimento, salvaguardando così il grosso del capitale: dalle ferite leggere, si può guarire. Tramite il meccanismo della stop loss si potrà pertanto evitare di incorrere in una perdita ‘che non ci si può permettere’, perché di entità eccessiva.

Considerato tutto ciò, se poi invece si continui ad investire frettolosamente, a comprare a scatola chiusa ed a non credere ai propri occhi, allora sarà inutile prendersela coi mercati finanziari o col destino cinico e baro. Ce la si potrà prendere solo con se stessi.

A cura di Fausto Saldi
Autore di ‘Fondi Comuni d’Investimento’