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Come scrivere un comunicato stampa per i media online

Venerdì, Aprile 23rd, 2010

Come si scrive un comunicato stampa 2.0? Se effettuate una ricerca sul web vi accorgerete che sono moltissimi i siti nei quali si spiega come scrivere correttamente un comunicato stampa, ma quasi nessuno vi svela come farlo in modo che funzioni ai tempi del web 2.0.

In realtà, questo è dovuto ad un semplice fatto: la maggior parte degli uffici stampa tradizionali continua ad applicare su internet le stesse regole e gli stessi principi che risalgono agli albori della professione.

Ovviamente, tentare di far funzionare delle tecniche comunicative che possiedono alle spalle oltre sessanta anni senza la giusta flessibilità operativa difficilmente porta a risultati concreti. Questo è uno dei tanti motivi che mi hanno portato a scrivere un rinnovato manuale di riferimento per la professione, ovvero l’Ufficio Stampa 2.0.

Scrivere un comunicato stampa ai giorni nostri significa comprendere il nuovo pubblico di riferimento verso cui questo sarà diretto. Se in passato il naturale destinatario di un comunicato stampa era il giornalista, oggi chiunque sia individuabile tra gli stakeholder aziendali può potenzialmente esserne il ricevente.

È sempre più facile, ad esempio per un cliente, imbattersi in un comunicato stampa di presentazione dell’ultimo prodotto aziendale quando questo effettua una semplice ricerca nel web. I motori di ricerca sono abituati ad indicizzare e a ben posizionare i comunicati stampa che derivino da fonti autorevoli, assumendo pertanto la stessa valenza di filtro che in precedenza era detenuta dai mass media tradizionali.

Quando scrivete il vostro prossimo comunicato stampa preoccupatevi del modo in cui potrebbe essere recepito dai motori di ricerca: se non lo avete già fatto, imparate i rudimenti base del SEO e applicateli durante la stesura del testo.

Un altro passo importante è la creazione di una struttura testuale che sia facilmente richiamabile all’interno dei social network. Offrite un motivo alle persone per taggare il vostro comunicato e per ripresentarlo all’interno del loro account personale. Fate in modo che sia “virale” e le persone lo condivideranno in modo naturale tra le proprie conoscenze.

Molte persone con le quali parlo durante la mia attività di consulenza trovano difficile scrivere un comunicato che sia efficace e funzionale per il web, ma nella maggior parte dei casi scopro che questo è dovuto a un atteggiamento rigido durante la fase di stesura.

Scrivere un comunicato stampa per i media online significa imparare nuovamente il mestiere della comunicazione, adattando i propri saperi e strumenti al nuovo mondo digitale. Riuscirci è piuttosto facile, ma solo a patto di sapere come fare. Per chiunque abbia dubbi su come effettuare il “salto al digitale”, il mio consiglio è di scaricare il capitolo gratuito di Ufficio Stampa 2.0.

A cura di Stefano Calicchio
Autore di L’Ufficio Stampa 2.0

Come comprendere cos’è il web 3.0 e i possibili scenari cui può condurre (terza parte)

Domenica, Aprile 18th, 2010

Gian Piero TurlettiCome già visto nella prima parte e nella seconda parte di questo articolo, molte rivoluzioni sono in atto per quanto concerne il cosiddetto web 3.0, e non riguardano solo l’utente.

Ad esempio, una volta, i file usati su internet non erano riutilizzabili in altri contesti, oggi invece sono utilizzati per vari scopi, interni ed esterni. Questo consente di interfacciarsi con questi, ed avere a disposizione molti utilizzi, esterni ad internet stesso.

Di qui una configurazione del web che consente, ad esempio, la creazione di data base esterni e quant’altro. Tipico fenomeno in tal senso è la realizzazione, da parte di molte imprese, di data base prelevando dati da fonti internet, e via dicendo…

Un’altra rivoluzione forse avverrà in campo legale: sinora i dati diffusi su internet sono stati considerati disponibili gratuitamente, e questo ha rappresentato una grossa fonte di risorse informative, in pratica il vero segreto del successo economico dei motori di ricerca. Cioè avere la materia prima praticamente gratis.

Infatti, un motore di ricerca, in fondo, non fa altro che esaminare le varie pagine web, e le riutilizza, reinviandoci colui che ricerca termini e frasi, ma… e se tali contenuti venissero (un domani, o forse già oggi?) considerati tutelati dal diritto d’autore, e quindi si dovesse pagare per utilizzarli? Questo si sta già in parte verificando.

Forse non è molto noto, ma addirittura nel 2008, ad esempio, alcuni giudici belgi hanno condannato proprio Google a rifondere gli autori di alcuni contenuti immessi sul web, per violazione del diritto d’autore, cioè hanno affermato il principio giurisprudenziale secondo il quale i contenuti sono tutelati da diritto d’autore, e, salvo espressa deroga da parte dell’autore stesso, il loro utilizzo dev’essere a pagamento. Anche questo principio, se si diffonde, porterà sicuramente a una rivoluzione.

Insomma, molte innovazioni, che fanno parlare proprio di una rivoluzione web, legata all’affermarsi di un web 3.0.

E tu cosa ne pensi? Ti ringrazio per il tuo eventuale commento.

A cura di Gian Piero Turletti
Autore di
Progetto Azienda

Come comprendere cos’è il web 3.0 e i possibili scenari cui può condurre (seconda parte)

Sabato, Aprile 3rd, 2010

Gian Piero TurlettiLa prima parte dell’articolo terminava parlando di intelligenza artificiale.

Un software basato sull’intelligenza artificiale procede a elaborare una serie di ipotesi e, tramite successivi errori, confronta le proprie ipotesi e le proprie previsioni, comprendendo di volta in volta dove ha commesso l’errore, e correggendolo le volte successive.

Questo tipo di intelligenza artificiale già esiste da qualche decennio, off line, e uno dei possibili sviluppi sarà quello di metterla a disposizione anche on line. In tal senso, è già prossima l’introduzione di una specifica innovazione per i motori di ricerca.

Sinora questi ultimi, come Google e gli altri solitamente noti alla maggior parte degli utenti di internet, si basano su una cosiddetta linguistica formale.

Questo implica che tu introduca il termine o la frase che ti interessa, e il motore di ricerca, che è un software, faccia appunto una ricerca basandosi, però, solo sulla presenza della parola o della frase nelle pagine web contenute nel proprio database.

Ma spesso questo implica un risultato, come dire… non del tutto soddisfacente, in quanto l’utente si trova a disposizione una miriade di risultati tra cui ricercare quello che gli interessa veramente. Ma ecco affacciarsi una rivoluzione, in questo settore: il web semantico.

Con nuovi strumenti informatici diventa possibile, in altre parole, non tanto una ricerca basata sul termine o sulla frase, ma sullo specifico significato, o semantica, che si associa a quel termine o a quella frase. Così, per fare un esempio, io potrò ricercare il termine “cielo” non genericamente, ma riconducendolo a uno specifico significato, non legato ai fenomeni naturali, ma all’astrologia, e via dicendo.

Questo per l’utente è un esempio di possibile rivoluzione, nell’uso di internet, ma non solo.

Chi sarà in grado per primo di raggiungere significativi risultati nel consentire all’utente questo tipo di nuovo utilizzo, probabilmente riuscirà a realizzare anche una rivoluzione economica, nel senso di un effettivo cambiamento degli attuali scenari.

Oggi è Google il motore di ricerca più noto, con tutto quello che ciò comporta dal punto di vista di primato economico della relativa società, ma non sempre è stato così. Una volta il motore di ricerca per eccellenza era Altavista; poi è stato soppiantato… e un domani?

Non escludo assolutamente che il nuovo Google potrebbe essere Powerset, cioè una società del gruppo Microsoft, all’avanguardia proprio nello studio dei motori di ricerca semantici.

E tu cosa ne pensi? Ti ringrazio per il tuo eventuale commento.

A cura di Gian Piero Turletti
Autore di
Progetto Azienda

Come differenziare il tuo messaggio pubblicitario

Lunedì, Marzo 15th, 2010

Giovanni Frega Una strategia di advertising va interpretata nel rapporto con il medium per il quale è stata studiata. Molti intendono i modelli comunicativi per Internet sulla matrice di quelli per i mass-media tradizionali, spesso tipizzati dalla televisione.

Il fatto è che mentre la Tv è un medium emotivo, il computer è un medium cognitivo. Al contrario del passivo utente televisivo, il lettore è in rete per un proposito ben definito, e non vuole essere distratto dall’advertising. Deprimenti risultati di alcuni studi sul click-rate dimostrano proprio questo…

La differenza tra pubblicità online e tradizionale sta nel modo di condizionare il comportamento del consumatore. In rete, i pubblicitari perdono gran parte del loro potere persuasivo a causa dell’accresciuta possibilità di feed-back dei navigatori, quindi i creativi devono trasformare il messaggio in un invito a entrare nel “mondo” che il banner dischiude, puntando sempre al coinvolgimento – emotivo e materiale - e all’interazione con il target di riferimento.

Il carattere interattivo del medium computer permette il realizzarsi del prosumer (parola formata dalla contrazione delle parole producer o professional con la parola consumer). In termini di semiotica parleremo dunque di costruzione intersoggettiva della significazione. Uno spot fruito attraverso un medium tradizionale rimanda direttamente all’oggetto materiale: “Va al negozio e acquista”.

Così il banner finisce per delegare determinate informazioni al sito referente, e perciò la sua funzione risulta spogliata, rispetto agli ads sui media tradizionali, di alcune mansioni.

In particolare, saranno delegate tutte quelle informazioni che si riferiscono direttamente alla componente materiale del prodotto: il banner si configura, allora, come portatore della parte immateriale dell’oggetto, ovvero della sua natura testuale, della sua capacità d’incorporare un senso. In altre parole, identificazione della marca e significatività del banner devono coincidere.

A cura di Giovanni Frega
Autore di La Pubblicità sul Web

Google: accordo con gli editori per la vendite di ebook

Mercoledì, Giugno 3rd, 2009

GIACOMO BRUNOCiao ragazzi, in questi giorni le agenzie di stampa hanno battuto la notizia che Google ha deciso di entrare pienamente nel mercato dell’ebook.

A scriverlo il New York Times, riferendo l’intenzione della casa di Mountain View di ”introdurre un nuovo programma che consenta agli editori di vendere versioni digitali dei libri direttamente attraverso il motore di ricerca”.

L’annuncio del progetto e’ stato fatto in occasione dell’annuale BookExpo che si e’ tenuto questo fine settimana a New York.

Google Books

Google Books

”La nuova soluzione andrebbe a sfidare Amazon che attualmente domina il mercato dei libri digitali, predisposti per Kindle, il suo lettore digitale”, precisa il NYT.

”Potremo lanciare la nuova piattaforma addirittura per la fine del 2009 - ha rivelato in occasione del BookExpo, Tom Turvey, strategic partnership director di Google - I libri digitali saranno fruibili da qualunque dispositivo dotato di accesso a Internet, compresi i telefoni cellulari e non solo da device ad hoc, come Kindle”.

Ragazzi, potete scommetterci: dopo essere stati i primi italiani su Iphone e su Kindle, Bruno Editore sarà il primo editore italiano a pubblicare sulla nuova piattaforma di Google i propri ebook.

Questa notizia dimostra che ancora una volta Bruno Editore ha anticipato il mercato ed è un’ulteriore conferma che la nostra nuova proposta editoriale, che ci autorizza a pubblicare e vendere gli ebook anche su piattaforme di terzi, è una scelta vincente per tutti gli Autori che vogliono entrare in un mercato in grande espansione.

A cura di Giacomo Bruno
Curatore dell’Osservatorio Ebook

Il Codice torna con un nuovo Capitolo!

Lunedì, Dicembre 15th, 2008

Come avete giustamente anticipato, la Collana di eBook “Il Codice” sarà presto arricchita da un nuovo Capitolo riguardante le Newsletter. Ma cosa tratterà il nuovo Libro, nel dettaglio?

In questa serie di Post dedicati al Blog di Bruno Editore voglio anticipare alcuni dei Temi che saranno trattati in maniera più approfondita nel Libro. Uno di questi riguarda … I CONTENUTI! Se vi ricordate nel primo Post riguardante questa serie dedicata alle Newsletter si è detto dell’importanza di concentrarsi su ciò che interessa al Lettore, piuttosto che i nostri Interessi.

Più ti rendi piacevole, maggiore sarà la probabilità che gli Iscritti leggano quello che scrivi. Quindi la Regola più importante, ribadita più volte nel “Codice della Newsletter”, è quella di creare dei Contenuti che siano interessanti per i vostri Lettori.

Considerate ora, che ci sono due Motivi per precisi per cui i vostri Lettori decidono di leggere le vostre eMail: Perché è interessato al vostro Prodotto e vuole leggere degli Articoli che ne parlano Perché trova la vostra Newsletter affascinante, e anche se non scrivete direttamente qualcosa che riguarda i vostri Prodotti, la legge perché … bè, perché è scritta maledettamente bene!

Ovviamente, anche se sarebbe bello avere tutti Lettori che la pensano come l’esempio n.2, questo non vuol dire che nei vostri Messaggi non potete fare proposte Commerciali o parlare dei vostri Prodotti. Anzi, visto che in fondo lo scopo dell’eMail Marketing è quello di VENDERE, gran parte di essa dovrà essere improntata su questo aspetto.

Dopotutto il vostro Iscritto potrebbe essere sì affascinato dai vostri Articoli, ma abituandosi anche a leggere riguardo i Benefici dei vostri prodotti, probabilmente finirà per acquistarli. Bisogna però essere Onesti: non sempre quello che scrivi potrebbe essere affascinante! Se siete un Commercialista potreste scrivere riguardo a delle norme Fiscali, e anche se non è esattamente un Argomento leggero o divertente, sicuramente sarà interessante.

Quindi, va bene scrivere Contenuti Tecnici o particolari, se la vostra Attività lo richiede, l’importante però è che siano interessanti.Informazioni che suscitino interesse (curiosità, intrighi, intrattenimento …) Informazioni utili (come gestire il proprio lavoro o risolvere un problema) Articoli che sono indirettamente collegati con il vostro Prodotto (se ad esempio avete pubblicato un Manuale sul dimagrimento, sarebbe utile inviare una newsletter per spiegare le varie Diete).

Nel corso della mia Attività ho spesso utilizzato questa Strategia: lanciare dei messaggi relativi all’Argomento che riguardava il mio prossimo eBook, senza però citarlo inizialmente, sia per destare curiosità, ma soprattutto Interesse dei miei Lettori. La cosa quindi da tenere sempre presente è: cercate di rendere tutti i vostri Articoli interessanti.

Assicuratevi di scrivere un Soggetto (il Titolo dell’eMail) che desti sin da subito la Curiosità di chi lo riceve, scritti magari in modo originale e vivace. Se seguirete questa Tecnica, vedrete come il vostro Prodotto diventerà ancora più Prezioso agli occhi del vostro Iscritto.

Qualcosa che le Persone vedranno come un bisogno da soddisfare, proprio come impone la legge del Marketing. Sicuramente un ottima Strategia per portare il vostro Messaggio nelle case di centinaia o migliaia di persone! All’interno del “Codice della Newsletter” verrà spiegato nei minimi dettagli come far questo, con esempi pratici e Tecniche collaudate!

A Cura di Daniele D’Ausilio,
Autore de “Il Codice della Newsletter