Crescita Professionale

Come esportare prodotti e servizi con successo

Lunedì, Febbraio 6th, 2012

Nicola MinerviniIn un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, con il mercato interno quasi fermo e la presenza di un’agguerrita concorrenza sul mercato internazionale, non è più sufficiente avere un buon prodotto e un buon rapporto qualità prezzo: è indispensabile gestire l’export con maggiore professionalità, innovazione e metodo.

Voglio trasferirti un metodo di lavoro, attraverso esperienze pratiche, in modo da permetterti di fare delle scelte meno emotive e più razionali, iniziando da un’auto valutazione della tua capacità competitiva: troverai un check-list per valutarti.

Alcune delle domande del check-list: Conosci la struttura dei costi d’importazione nei mercati, dove esporti? Sei sicuro di essere ancora titolare del tuo marchio? La tua rete di vendita all’estero è qualificata? La tua comunicazione riesce a trasmettere ai tuoi potenziali clienti i tuoi fattori di attrattività?

L’obiettivo non è quello di presentarti un testo accademico e concettuale, ma darti una bussola, trasmetterti passione per l’argomento, esperienze, esempi, informazioni ( moltissimi links e fonti), strumenti pratici (le numerose check-list), indicarti percorsi, dirti cosa fare e cosa non fare (i miei errori e quelli di tanti altri).

In questo ebook troverai molte risposte a interrogativi raggruppati in quattro aree:

Informazione: Quando manca è la causa di elevati costi e frustrazioni nell’approccio all’export. Cosa esportare, a chi, dove, come, quando? Quali sono gli enti di supporto all’export? Come trovare un agente all’estero? Come selezionare un mercato? Come avere un idea di contratti internazionali? Dove trovare ricerche di mercato?

Promozione: Quante aziende hanno degli ottimi prodotti però non riescono a comunicare? Sarà perché non conoscono le differenze culturali? O perché non ottimizzano una fiera o l’uso di website, blog, social network, you tube ? O non proteggono il loro marchio?

Mercato: Come gestire l’internazionalizzazione? “Lasciarsi comprare” o aggredire i mercati? Con quali prodotti? E’ bene diversificare o concentrarsi su pochi mercati? Dove? Come invogliare qualcuno ad essere un nostro agente ? Come selezionare i nostri partner?

Impresa: Nella tua azienda è più difficile vendere l’idea dell’export che vendere il prodotto all’estero? C’è la cultura export? Come dimensionare un ufficio export? Qual è la co-responsabilità di ogni settore aziendale ? Quali saranno i parametri da considerare per l’elaborazione di una proposta e del budget? Se stai iniziando il tuo progetto di internazionalizzazione, questo ebook ti servirà come una guida di cosa non fare e di cosa fare. Se sei un veterano dell’export, ti servirà come un “export check-up”, un confronto di esperienze, una forma di acquisire nuove informazioni per migliorare l’efficienza e ridurre maggiormente rischi, costi e tempi.

Mettici tutta la tua creatività nel realizzare un prodotto quasi unico, ma mettici soprattutto metodo nell’affrontare i mercati esteri. Ora hai tutti gli strumenti che ti servono: usali! Ti sarò grato se vorrai scrivermi per i tuoi commenti, critiche ed esperienze.

Grazie per la tua attenzione e… buon export.

A cura di Nicola Minervini

Come Guadagnare con le Rendite Immobiliari anche a Costo Zero

Mercoledì, Febbraio 1st, 2012

Giacomo De CarloPer fronteggiare al meglio la crisi attuale è fondamentale crearsi diverse entrate. Queste entrate devono essere automatiche (non devi lavorare per ottenerle), remunerative (ti fanno guadagnare molti soldi), affidabili (sicure) ed esponenziali (col tempo guadagnerai sempre di più).

Il modo migliore per crearsi delle entrare con queste caratteristiche è, a parer mio, investire in Immobili e poi affittarli, in modo da percepire delle rendite.

Tuttavia molte persone associano agli Affitti una forte negatività, perché ad esempio pensano che l’inquilino non paga, distrugge la casa ecc. Queste persone sbagliano, lasciatelo dire da uno che ha fatto degli Affitti di Immobili la sua entrata automatica principale!

Comunque, per fare degli Affitti une vera e propria attività automatica (tra l’altro molto più remunerativa di uno stipendio fisso) è fondamentale affittare correttamente e gestire al meglio il rapporto di affitto.

Ad esempio, quando si affitta oltre al Contratto di Locazione devi stipulare anche il Verbale di Consegna, un documento che formalizza ufficialmente la consegna dell’immobile al tuo affittuario.

Il Verbale di Consegna ti tutela tantissimo. Non farlo potrebbe farti incappare in dei problemi, dunque va assolutamente compilato, anche perché è un documento assolutamente gratuito e semplicissimo da compilare.

Con gli Affitti inoltre è possibile guadagnare a costo zero e anche senza acquistare un immobile, attraverso due formule poco conosciute, perfino dagli addetti del settore immobiliare. Dunque per avere delle rendite da Immobili non è necessario acquistare un immobile.

Un altro aspetto molto interessante è che puoi guadagnare affittando i tuoi Immobili (e anche quelli altrui) senza doverti iscrivere a nessun albo, senza aprire la Partita IVA, senza iscriverti alla Camera di Commercio locale, senza versare i contributi all’INPS e senza versare il premio all’INAIL. Il tutto ovviamente in modo legale, in quanto previsto dalla Legge.

Ma non solo, oltre ad essere a costo zero e senza alcun tipo di obbligo, grazie agli Affitti di Immobili in qualche anno puoi guadagnare tranquillamente e automaticamente 200.000,00 euro in contanti!

Scoprirai tutte le cose che ti ho appena detto in questo articolo e molto altro ancora leggendo il mio ebook Affittare Immobili.

A cura di Giacomo De Carlo

Come approcciare i clienti alla fiera di settore

Lunedì, Gennaio 30th, 2012

Enrico MoschiniQuando si avvicina la data fatidica della fiera di settore sono, dopo tredici anni di assidua partecipazione, sempre più entusiasta e in preda ad una tensione positiva. Questo perché rimango convinto che rappresenti un’occasione imperdibile per “allenare” le proprie qualità commerciali e non, come pensano alcuni colleghi, una mera perdita di tempo.
Il venditore “Premium”, come lo chiamo io, sa benissimo che un’abilità fondamentale è rappresentata dalla capacità  di generare immediatamente una buona sintonia con il proprio interlocutore; l’empatia così creata ci permetterà successivamente, passo dopo passo, di guidare il cliente verso le nostre posizioni.
La sequenza corretta è, non dimentichiamolo mai, la seguente: prima il ricalco, poi la guida. Alcuni rappresentanti commettono infatti l’errore di voler imporre immediatamente le proprie convinzioni, le proprie “regole del gioco”, (alle volte assumendo un atteggiamento troppo aggressivo e distaccato), con il risultato di non veder mai nascere un rapporto adeguato.

Ho individuato tre principali tipologie di clienti (si tratta chiaramente di una schematizzazione, adatta però per creare una “bussola di riferimento”), con i quali è obbligatorio approcciarsi in maniera completamente diversa.

Il “Sospettoso/Indeciso perenne” è colui che possiede la convinzione (certamente limitante) che ogni proposta commerciale contenga qualcosa di sbagliato, che nasconda sempre la fregatura. E’ generalmente molto critico verso le novità di settore; cerca situazioni e prodotti collaudati e sicuri. Mai e poi mai lo vedremo effettuare un acquisto d’impulso.
Con lui bisogna sicuramente procedere nella presentazione mettendo ogni elemento per iscritto (prezzi, condizioni di pagamento, quantità) seguendo una scaletta definita. E’ inutile cercare di “forzare la vendita”: è necessario cercare di apparire molto professionali e precisi. Pignoli, direi.

Il “Goliardico/Entusiasta” interpreta la fiera sostanzialmente come un’occasione di divertimento. E’ un po‚ guascone; le sue preferenze per le varie aziende dipendono molto dal rapporto di simpatia che esiste con il rispettivo venditore e i suoi ordini spesso sono dettati dall’emotività del momento (a volte capita infatti di doverlo sconsigliare o “frenare”).
Per andare d’accordo con lui è consigliabile evitare di apparire troppo stereotipati e impostati. Raccontare degli aneddoti personali spiritosi può essere una buona idea, per apparire una persona che si sta divertendo e che emana energia positiva. Rispecchiare la sua voce, dal tono alto e dal ritmo veloce,  ci farà apparire più simili a lui.

Infine, abbiamo il “Maestro/Super organizzato”. É un soggetto metodico, con tempi e appuntamenti scanditi alla perfezione. Dotato di un’alta autostima, spesso esprime opinioni nette e le sue convinzioni appaiono scolpite nella pietra. Che fare? Evitiamo di contraddirlo apertamente, per non imbatterci in discussioni prolisse e improduttive.  Diamogli inizialmente ragione, mostrando un sincero interesse per le sue idee. Possiede sicuramente un “filtro decisionale” di tipo “interno”, per cui una nostra frase del tipo “Guardi che oggi molti suoi colleghi hanno già acquistato il prodotto X” potrebbe avere delle conseguenze nefaste sul suo umore!

Grande palestra la fiera, non credi?
Buon lavoro e Buone Vendite!

A cura di Enrico Moschini

Come diventare un leader nel network marketing

Sabato, Gennaio 28th, 2012

Alessandro AllariaUno dei problemi maggiori che si incontrano nella costruzione delle reti vendita nel network marketing è quello di riuscire a creare dei cloni di se stessi, attraverso la duplicazione delle strategie che hanno portato al successo.

Il problema è che il 95% di coloro che fanno parte di un Network marketing non sono capaci di duplicare se stessi.
Questo significa che solo il 5% delle persone in questo business riesce a raggiungere il successo di notevoli dimensioni.

La notizia negativa è che molto probabilmente, facendo un breve calcolo statistico, la maggior parte di noi sono assunti in un programma di network marketing da qualcuno che fa parte di questa categoria del 95%.
Ora per quelli di noi che vogliono aderire alle fila del 5% la soluzione è di costruire un sistema che ordina e seleziona i nuovi membri della tua squadra per te, anche mentre sei impegnato a fare altro, come il tuo attuale lavoro oppure il tuo hobby preferito.

Quando questo tipo di sistema inizierà a funzionare, allora il tuo business esploderà moltiplicando a vista d’occhio il numero dei membri della tua downline come non ti era mai capitato finora.

Hai bisogno di diventare lo sponsor che non hai mai avuto e diventare un leader per gli altri da seguire.
Questo è tutto, molto semplicemente, pensi di avere dentro di te tali qualità?
Puoi saperlo solo in un modo, provando e riprovando fino a quando non riesci ad ottenere i risultati desiderati.

E’ nel momento delle decisioni che il tuo business può intraprendere una strada diversa e segnare il tuo destino: il nemico numero uno è quello di rimandare quando credi vi saranno tempi migliori e che tutto sarà perfetto.
Nulla di più sbagliato, se aspetti che le condizioni intorno a te siano perfette per agire, allora non agirai mai!

Il rafforzamento decisionale di diventare un leader è il primo passo sulla via per il successo e che rappresenta il vero segreto per essere vincenti durante i colloqui per reclutare nuovi membri della tua rete vendita.

Se insegni al tuo team come reclutare, dando loro un sistema collaudato, il loro reddito ed il tuo aumenteranno vertiginosamente ed il successo vi travolgerà, entrando a far parte del gruppo del 5% di cui ti ho parlato.

Quando dico “diventa lo sponsor che non ha mai avuto ” mi riferisco soprattutto alla mentalità ed alla filosofia con cui devi svolgere il tuo lavoro. La filosofia di voler di più dalla vita con la consapevolezza che aiutare le persone a fare la differenza è la vera chiave del successo in questo business.
Il cambiamento di mentalità è quello che si rende necessario per aiutare la tua squadra ad espandersi e duplicarsi:è tutto ciò che ti serve per portare la tua attività ad un livello di successo mai raggiunto prima.

Una volta che hai smesso di pensare a come fare tanti soldi ed hai iniziato a riflettere su come aiutare gli altri a diventare ricchi allora assisterai al progredire della tua fortuna.

Rileggi la frase molto lentamente più volte perché contiene una fondamentale verità.

Al tuo successo
Alessandro Allaria

A cura di Alessandro Allaria

Come gestire un progetto e armonizzare obiettivi divergenti

Venerdì, Gennaio 27th, 2012

Bruna FerrareseLa gestione di un progetto ha una natura speciale rispetto alla normale organizzazione dell’azienda al punto che la gestione per progetti  ha dato vita ad un insieme di metodologie definito “project management” che costituiscono una vera e propria specializzazione. Infatti è possibile distinguere  due grandi categorie: Management dello Status Quo (line manager o funzionali) prevalentemente orientato alla gestione delle normali attività (routine); e Change Management (project management), concentrato sulla realizzazione di qualcosa di nuovo, gestore di un cambiamento di prodotto o di processo.
La prima tipologia si trova tipicamente nelle organizzazioni classiche, di tipo gerarchico-funzionale, dove il processo di gestione si caratterizza come “by activities” (focus su attività). Invece, nelle organizzazioni che lavorano essenzialmente “per progetti”, il processo peculiare di gestione è “by objectives” (focus su obiettivi e scopi).

1° Segreto: una forte sponsorizzazione da parte della Direzione Aziendale
Quando un progetto ha carattere di eccezionalità occorre un forte appoggio della Direzione per favorire armonia fra le attività di routine e  quelle di  progetto.
Se in un’azienda “classica” si verifica l’esigenza di dare il via ad un progetto specifico, si verifica la compresenza di due dimensioni organizzative,  spesso in antitesi fra loro. Ovvero si verifica che l’attività di progetto, gestita da Project Manager che hanno il compito di sfruttare al meglio le risorse a disposizione, va ad impattare con le regole e le logiche “di linea”, affidate ai Manager di Funzione che hanno invece il compito di mantenere gli standard di efficienza/efficacia tipici della funzione.

2° Segreto: saper negoziare per ottenere il successo
Un Responsabile di unità organizzativa (o funzione-reparto-ente-ufficio) deve impegnarsi nel “massimizzare i risultati in relazione a parametri-obiettivo”. Ne consegue che il presidio della qualità tecnica, il rispetto del budget e la gestione efficiente delle risorse rappresentano gli obiettivi fondamentali dell’attività.
Al Project Manager viene invece richiesta la “capacità di saper gestire il cambiamento e le relazioni interne ed esterne al progetto”  e i suoi scopi  riguardano il raggiungimento degli obiettivi, il rispetto del budget e dei tempi del progetto attraverso una gestione efficace delle risorse umane.
Queste due dimensioni poiché sono in contraddizione con il principio della “unicità di comando” basato sulla  ”organizzazione scientifica del lavoro” (Frederick Taylor) - creano dubbi sulle priorità decisionali e generano inevitabili richieste contrapposte che richiedono un abile lavoro di negoziazione da parte del Capo Progetto con i manager funzionali.

Solo a partire da questi due presupposti il Progetto potrà essere avviato su basi costruttive e, non solo raggiungere i traguardi-obiettivo che si prefigge, ma contemporaneamente portare valore aggiunto alla cultura dell’organizzazione.

A cura di Bruna Ferrarese

Come cambiare per crescere

Giovedì, Gennaio 19th, 2012

Stefano BerdiniQuando si cambia si perde sempre qualcosa?. Esiste anche un proverbio che conferma tale convinzione: “chi abbandona la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova”. Eppure il cambiamento può essere visto al contrario come sviluppare e acquisire qualcosa in più; quando si cambia si acquista qualcosa e si cresce. Molte persone però, nel corso di progetti di cambiamento, manifestano grandi resistenze perché hanno timore di perdere molte cose; la sicurezza, le abitudini, i propri spazi ed anche il potere, anzi forse proprio quest’ultimo diventa il vero motivo di resistenza.

Chi è impegnato in progetti di cambiamento deve quindi lavorare per invertire la tendenza e trasformare quelle persone, che manifestano  maggiore resistenza, più consapevoli di quanto possono ottenere dal cambiamento. Ma cosa fare per rendere più efficace l’azione di cambiamento, quali strategie adottare e come intervenire nel modo più opportuno. Provo ad indicare 3 consigli, da attuare soprattutto verso le persone che offrono più resistenza e che ho avuto modo di applicare in diversi contesti organizzativi. Essi si basano sui principi della comunicazione, del coinvolgimento e del sostegno.

Comunicazione: lavorare sulla relazione oltre che sul contenuto
Nel migliorare ed ottimizzare metodi e procedure spesso ci si concentra troppo nel merito delle questioni e si trascura il modo con cui queste modifiche vengono proposte ed attuate. In questo senso la comunicazione gioca un ruolo fondamentale, ma occorre lavorare sulla relazione ossia prestare una particolare attenzione al processo di aiuto valorizzando le risorse della persona e non sostituendosi ad essa nel proporre e nell’individuare le soluzioni migliori.

Coinvolgimento: assegnare ruoli precisi
Chi si pone in atteggiamento critico o addirittura arriva a fare dell’ostruzionismo, spesso non è stato sufficientemente coinvolto e questi atteggiamenti diventano delle forme di difesa. Favorendo la collaborazione ed affidando a queste persone dei ruoli attivi nella conduzione del progetto di miglioramento possiamo aiutarli ad abbassare le difese e sollecitare atteggiamenti di collaborazione.

Sostegno - Lavorare con le emozioni
Ho già più sostenuto più volte che un processo di cambiamento coinvolge oltre che la sfera razionale soprattutto quella emozionale. Se la persona non “si sente” nel nuovo ruolo o nel nuovo compito sarà portato a rifiutarli opponendo resistenza. Sostenere la persona significa allora essere attenti al “come ti senti”, “cosa senti che non ti appartiene in questa situazione” o “come agiresti”. Sono tutti atteggiamenti utili alla soluzione efficace del problema riconoscendo il ruolo delle emozioni nell‚analisi delle proprie resistenze.

E da ciò quindi che si può efficacemente passare da un atteggiamento negativo ad uno positivo verso il cambiamento; cambiare significa apprendere nuovi modi di fare ma anche di essere e di agire e guardando alle persone nella loro interezza possiamo riuscire più efficacemente a raggiungere risultati eccellenti. Quando abbiamo realizzato il cambiamento ci sentiamo più cresciuti, più maturi, siamo stati in grado di ripensare e di scegliere il rinnovamento.

A cura di Stefano Berdini