Come superare i momenti di difficoltà di vita con l’aiuto dell’ottimismo (seconda parte)
Alla base delle considerazioni viste nel precedente articolo, risulta evidente la fondamentale propensione all’ottimismo come insegna mirabilmente nei suoi pregevoli saggi di psicologia positiva, e di ottimismo, il prof. Seligman.
E’ naturale che in alcuni momenti in certi passaggi importanti di vita, conosceremo anche dei momenti di difficoltà e di sofferenza, ma questa sarà momentanea e finalizzata a portarci verso la nostra meta.
In un simile quadro, diviene fondamentale la capacità di rovesciare il punto di vista che ci fa percepire un certo grado di insoddisfazione, e ci permetta nel contempo di mutare la visione pessimistica degli avvenimenti a favore di una visione più ottimistica e positiva. Spesso si tratto semplicemente di formularci quelle domande che ci permettono di migrare da uno stato di scontento ad uno di maggior soddisfazione, come :
- Perché devo cambiare?
- Quali sono gli aspetti della mia vita che non ritengo soddisfacenti?
- Da dove iniziare?
- Con quali strumenti decido di portare un sano cambiamento del mio stile di vita?
- Cosa mi serve per riappropriarmi di un’esistenza contraddistinta da serenità, equilibrio e benessere?
- In quanto tempo riuscirò a raggiungere questo traguardo?
- Come penso di poter monitorare i progressi che mi porteranno gradualmente al mio obiettivo di cambiamento ?
- Quali benefici posso apportare nella mia vita conseguendo un autentico cambiamento?
- Quali benefici otterrò ulteriormente riorientando i miei pensieri verso una visione più positiva ed ottimistica dell’esistenza?
Si tratta a mio avviso, di svilppare due semplici abilità, che possono essere determinati per trovare soluzioni ai problemi, alle nostre quotidiane insoddisfazioni:
- Sviluppare la capacità di porci domande costruttive e positive;
- Sviluppare la capacità di trovare risposte per risolvere efficacemente i problemi.
Ovviamente se non siamo disposti a modificare quei punti del nostro agire e del nostro atteggiamento, ossia quelli che ci fanno sentire frustrati e sfiduciati, difficilmente potremo ambire a raggiungere obiettivi di gioia di soddisfazione, di benessere.
(Continua..)
A cura di Giovanni Raimondi
Autore di Il Potere dell’Ottimismo
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Agosto 9th alle 11:12 am
Il concetto basilare, senza il quale restiamo nella situazione di difficoltà in cui ci troviamo, è proprio “essere disposti a modificare il nostro agire”.
Quindi il nuovo agire è “conditio sine qua non”.
Senza il difficile cambiamento nell’agire e nell’atteggiamento mentale, ragionato e, come Lei sottolinea, monitorato” si rischia di invilupparsi ancora di più in una prigione dalla porta aperta.
Non è facile vivere pienamente|
Grazie
Elisabetta Furlan
Agosto 9th alle 12:56 pm
Credo che molti siano disponibili ad un percorso di crescita, condividendo i principi enucleati nell’articolo.
La principale difficoltà, in molti casi, non è infatti rappresentata dal non voler intraprende un nuovo agire, ma dal non saper come fare a passare dalla teoria alla pratica.
In altri termini, molti sono favorevoli allìazione, per superare le proprie difficoltà e risolvere determinati problemi, ma non sanno cosa concretamente fare, per conseguire siffatti obiettivi.
Agosto 22nd alle 8:30 am
[...] visto nel precedente articolo che è necessario modificare alcuni punti del nostro agire, se vogliamo raggiungere i nostri [...]