Come investire in prodotti finanziari

Fausto SaldiIn queste settimane stiamo vivendo un nuovo periodo di instabilità sui principali mercati finanziari, con le quotazioni in rapido peggioramento. Non è la prima volta che viviamo una situazione simile negli ultimi anni. Anzi, per un insieme di ragioni economiche generali la ‘telluricità’ dei corsi azionari, e non solo, sembra diventata la regola.

In realtà l’economia, inclusa la sua derivazione finanziaria, è instabile per definizione.

Nessuna impresa o attività economica va a gonfie vele eternamente, nessun settore è in perenne boom. Le svolte negative (o positive) sono sempre in agguato e spesso avvengono quando meno ce le si aspetta e magari quando la maggioranza degli esperti delle varie discipline economiche vaticina in direzione ad esse opposta.

Com’è possibile quindi per un normale risparmiatore orientare i propri investimenti finanziari in un quadro tanto aleatorio?
A mio avviso e sulla base della mia esperienza, le armi segrete con cui affrontare i mercati finanziari con maggiori possibilità di successo sono due.

La prima ‘arma segreta’ è costituita dal metodo.
‘Metodo’ significa acquistare un prodotto finanziario di una certa tipologia solo al verificarsi di determinate condizioni teoricamente favorevoli e preliminarmente stabilite come parti essenziali del metodo. Significa anche poi vendere quello stesso prodotto all’occorrenza di altre situazioni speculari prefissate.

Di strategie di posizionamento e uscita dai prodotti finanziari ne sono state nel tempo sviluppate in numero altissimo e ciascuna contiene punti di forza e di debolezza.

L’importante è che il metodo adottato sappia fornire nel tempo un maggior numero di operazioni con esito positivo (o di maggior valore positivo) rispetto a quelle con esito negativo.

Nessun ‘metodo’, per quanto ben studiato e congegnato, è infallibile. Sicuramente potranno crearsi situazioni in cui seguirlo causa comunque una perdita, sulla singola operazione o anche su più d’una.

Generalmente, un metodo di trading si basa sul principio di ‘tagliare le perdite e lasciar correre i profitti‘. Così detta, sembra la cosa più semplice del mondo, ma… c’è un ma!

Quel ‘ma’ siamo noi, o, per meglio dire, la nostra intrinseca incapacità di continuare a seguire e applicare il ‘metodo’ qualora si produca, o pare si stia per produrre, una perdita.

In tale evenienza, infatti, può ben avvenire di essere colti dal panico del ’si salvi chi può’ gettandosi dalla nave senza attendere che vengano calate le scialuppe.

Finanziariamente parlando, l’abbandono improvviso e casuale del ‘metodo’ può ben portare al rovesciamento del principio sopra espresso del ‘tagliare le perdite e lasciar correri i profitti’ tramutandolo a livello pratico in quello suicida di ‘tagliare i profitti e lasciar correre le perdite’.

Da questa considerazione si origina l’individuazione della seconda ‘arma segreta’ da utilizzare negli investimenti finanziari, ossia l’auto-disciplina (col suo corollario di ‘santa’ pazienza), intesa come nostra capacità di applicare veramente il ‘metodo’ senza cedere all’emotività psicologica: atteggiamento di coerenza certo non facile, ma sicuramente essenziale, se si desidera operare con maggiori chance di successo in ambito finanziario.

A cura di Fausto Saldi
Autore di Fondi Comuni d’Investimento

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3 Commenti a “Come investire in prodotti finanziari”

  1. Gian Piero Turletti

    Negli ultimi tempi si è assistito ad una serie di innovazioni rilevanti, nei settori degli investimenti finanziari e del trading.
    Ai tradizionali prodotti, quali azioni e fondi, altri se ne sono aggiunti, come gli ETF.

    Ma alcune novità hanno riguardato anche i cosiddetti trading system.
    Tradizionalmente, anche il trading automatico, non discrezionale, ha trovato un limite operativo nell’emotività umana, che sicuramente incide quanto ad indecisione operativa, una volta che il segnale rialzista o ribassista sia stato generato.
    Ma anche questo limite si va superando, grazie ai cosiddetti sistemi robot, che non solo generano il segnale, ma trasmettono automaticamente gli ordini all’intermediario, così ad evitare sia emotività, sia di dover stare davanti al computer.

    Per quanto riguarda l’alternarsi di fasi economiche, sempre si alternano e sempre si alterneranno fasi espansive e recessive.
    Per talune imprese, sicuramente, le fasi recessive si trasformano in crisi, ma per altre realtà economiche si tratta invece di occasioni.

    In taluni casi, poi, si sono sfrurrati prodotti e servizi, relativi a quelli che potremmo definire mercati senza fine, nel senso che in questi ultimi non si assiste ad un vero e proprio ciclo di prodotto, che attraversa le cassiche fasi di lancio, sviluppo, maturità declino, ma piuttosto si assiste ad una continua vitalità di certi prodotti sul mercato, le cui vendite possono certo assestarsi, ma senza declinare.
    In tal senso, ad esempio, certi posizionamenti di prodotti alimentari, sopratutto in USA.

  2. Fausto Saldi

    Purtroppo anche i sistemi robot di trading, che si basano di norma su algoritmi sviluppati da terzi, possono essere frutto di non trascurabile ansia per il normale risparmiatore, quando ne verifica l’estratto conto settimanale o comunque periodico, poiché non mancano i periodi in cui la gran parte delle operazioni si chiude col segno meno.

    In tali fasi il risparmiatore può essere portato ad uscirne, più o meno opportunamente.

  3. Francesco Filippi

    Condivido pienamente le osservazioni di Fausto!

    Se si parla di affidare i propri soldi a qualcuno che li investa bisogna fidarsi del suo metodo.

    Se proprio non si vuole andare alla cieca e si ha una preparazione almeno di base, intendo quella matematica, ma soprattutto la voglia di affrontare questo mondo allora secondo me è necessario conoscere il sistema su cui è basato il trading.

    Se poi si sta parlando di self-trading allora posso dire, dopo due anni di trading con un maestro, a mio avviso illuminato, che preferisco una buona preparazione di analisi tecnica piuttosto che fidarsi di quella fondamentale.

    Non perché gli eventi economici non abbiano nulla a che fare col prezzo, ma perché in ogni caso il prezzo, come si dice, “sconta tutto” per cui non sarei mai in grado di conoscere tutte le informazioni riguardanti il mercato e comunque qualsiasi notizia la saprei in ritardo rispetto a chi muove grandi quantità di denaro.

    Illusione poi decidere di investire conoscendo i bilanci di una società.

    Quando si fa trading, a mio avviso, si compra la struttura di un grafico.

    Va studiata soprattutto la sua struttura, livelli, resistenze e supporti; mai entrare a caso in un punto qualsiasi, “in mezzo al mare”.

    E’ necessario sapere dove vanno gli indici e da quali altri indici dipendono.

    Sviluppare l’arte della pazienza. Il profitto fatto con poche operazioni è nettamente superiore a quello fatto entrando e uscendo in continuazione con piccoli profitti.

    Devo dire, con non poco timore di essere preso per pazzo, che conoscendo bene le regole del trading un grafico diventa prevedibile quanto basta per guadagnare. Ma ci vuole tempo, costanza e disciplina, curando soprattutto l’aspetto psicologico.

    Lo stress dei primi tempi può uccidere un “toro”.

    In bocca al lupo a tutti!

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