Come comprendere cos’è il web 3.0 e i possibili scenari cui può condurre (seconda parte)

Gian Piero TurlettiLa prima parte dell’articolo terminava parlando di intelligenza artificiale.

Un software basato sull’intelligenza artificiale procede a elaborare una serie di ipotesi e, tramite successivi errori, confronta le proprie ipotesi e le proprie previsioni, comprendendo di volta in volta dove ha commesso l’errore, e correggendolo le volte successive.

Questo tipo di intelligenza artificiale già esiste da qualche decennio, off line, e uno dei possibili sviluppi sarà quello di metterla a disposizione anche on line. In tal senso, è già prossima l’introduzione di una specifica innovazione per i motori di ricerca.

Sinora questi ultimi, come Google e gli altri solitamente noti alla maggior parte degli utenti di internet, si basano su una cosiddetta linguistica formale.

Questo implica che tu introduca il termine o la frase che ti interessa, e il motore di ricerca, che è un software, faccia appunto una ricerca basandosi, però, solo sulla presenza della parola o della frase nelle pagine web contenute nel proprio database.

Ma spesso questo implica un risultato, come dire… non del tutto soddisfacente, in quanto l’utente si trova a disposizione una miriade di risultati tra cui ricercare quello che gli interessa veramente. Ma ecco affacciarsi una rivoluzione, in questo settore: il web semantico.

Con nuovi strumenti informatici diventa possibile, in altre parole, non tanto una ricerca basata sul termine o sulla frase, ma sullo specifico significato, o semantica, che si associa a quel termine o a quella frase. Così, per fare un esempio, io potrò ricercare il termine “cielo” non genericamente, ma riconducendolo a uno specifico significato, non legato ai fenomeni naturali, ma all’astrologia, e via dicendo.

Questo per l’utente è un esempio di possibile rivoluzione, nell’uso di internet, ma non solo.

Chi sarà in grado per primo di raggiungere significativi risultati nel consentire all’utente questo tipo di nuovo utilizzo, probabilmente riuscirà a realizzare anche una rivoluzione economica, nel senso di un effettivo cambiamento degli attuali scenari.

Oggi è Google il motore di ricerca più noto, con tutto quello che ciò comporta dal punto di vista di primato economico della relativa società, ma non sempre è stato così. Una volta il motore di ricerca per eccellenza era Altavista; poi è stato soppiantato… e un domani?

Non escludo assolutamente che il nuovo Google potrebbe essere Powerset, cioè una società del gruppo Microsoft, all’avanguardia proprio nello studio dei motori di ricerca semantici.

E tu cosa ne pensi? Ti ringrazio per il tuo eventuale commento.

A cura di Gian Piero Turletti
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5 Commenti a “Come comprendere cos’è il web 3.0 e i possibili scenari cui può condurre (seconda parte)”

  1. Massimo D'Amico

    Ciao!
    Hai detto bene Gian Piero, una volta il motore n.1 era Yahoo. Poi piano piano Google ha battuto tutti perchè funzionava molto bene ed era privo di pubblicità.

    Chi potrà arrivare dopo?

    Pensare che MSN di Microsoft (oggi Bing) nonostante fosse impostato come pagina iniziale di internet Explorer, non ha mai superato la 3° posizione in classifica. E dire che Microsoft ha un budget senza problemi…

  2. Roberto D'Aloisio

    Ciao Gian Piero, bello questo tuo articolo.

    L’intelligenza artificiale e il web semantico sono il futuro senza dubbio. Su chi la vincerà questa battaglia non è semplice dirlo: Powerset, motore americano fondato da un italiano e poi acquisito da Microsoft e rinominato BING è un motore di ricerca decisionale, per spingere gli utenti verso il prodotto ricercato. Ma non ha nulla di semantico al momento.

    Google, dal canto suo, sta potenziando in continuazione la sua ricerca, come il real - time search e il social sarch più altre affinazioni e rimane il motore di ricerca “universale” perchè è sorretto da un modello di business come la pubblicità.

    I motori di ricerca intelligenti esistono già in fase beta, come Wolfrahm Alfa e True Knowledge, ma poi mi piacerebbe capire come possono essere sostenuti economicamente: ok, io trovo una risposta alla domanda che digito su questi motori di ricerca…. bellissimo! Ma poi, gli investitori pubblicitari come possono esserne attratti? :)

  3. cris desade

    Ciao!
    Penso che questa sia una Vera Rivoluzione nel mondo del Web in generale, sicuramente a vantaggio dei milioni di internauti che non vogliono sprecare troppo tempo alla ricerca di notizie poco interessanti ma andare dritti al punto!

    Il web ha comunque già portato la Conoscenza alla portata di Tutti:questa è già comunque una Rivoluzione.

    Chissà chi ci riuscirà e quanto si dovrà ancora aspettare però?
    Grazie Ciao!

    Cris

  4. Stefano Calicchio

    Ciao Gian Piero,

    anticipare i trend di sviluppo del web è piuttosto difficile, anche perché questi sembrano procedere per balzi piuttosto che in modo graduale, pertanto quando sembra che il sistema si sia stabilizzato ecco che spunta fuori qualcosa di nuovo a rimescolare le carte.

    Secondo me un altro fattore importante che bisogna considerare assieme a quelli che hai evidenziato è la “partecipazione”. Il web 3.0 lo immagino come un luogo virtuale nel quale le persone “non cercheranno semplicemente” delle informazioni, ma le “costruiranno” partecipando alle conversazioni online.

    Ovviamente questo sta già avvenendo, ma rimane ancora piuttosto difficoltoso l’accesso alle discussioni digitali (solo recentemente, ad esempio, i motori di ricerca si sono occupati dell’indicizzazione dei contenuti derivanti da social network). Con il web semantico mi aspetto una nuova evoluzione del fattore partecipativo, fatto che potrebbe modificare profondamente il nostro modo di utilizzare il web.

    Complimenti per l’articolo e a presto! :-)

    Stefano

  5. Gian Piero Turletti

    Ringrazio tutti gli intervenuti.
    Una particolare risposta per Stefano:
    sicuramente la partecipazione costituisce, già sin d’ora, un elemento caratteristico del possibile sviluppo del web.

    Questo implica il riferimento, comunque, a considerazioni prevalentemente sociologiche o politologiche, a partire dalla diffusione di movimenti d’opinione e politici, anche grazie a tale componente e, non caso, ricordo che regimi dittatoriali cercano la limitazione del traffico web.

    Il mio articolo, invece, tende a considerare sopratutto taluni scenari tecnici ed economici, senza peraltro sottovalutare le potenzialità del web sotto altri punti di vista.

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