Come diventare consapevoli per mettersi in proprio (parte prima)
Riprendiamo ora il primo giorno della guida Creare Oggetti di Design che riguarda “La buona formazione degli obiettivi”.
Alla fine del capitolo descrivo la necessità di sapere dove si è per decidere dove andare; parlo della consapevolezza, quella sensazione interiore che ci fa percepire se stiamo procedendo nella direzione giusta nella vita, incluse le scelte professionali.
So che può sembrare strano affrontare questo argomento nel decidere di auto-produrre i propri oggetti, ma quando affronterete questa attività, lo farete per un grande numero di anni, che cambierà la vita a voi e alle persone che collaboreranno con voi; e sarà il modo in cui lo farete che farà la differenza.
Non pensate che sia una stravaganza fare un percorso di crescita personale per compiere un passo nel mondo come imprenditore; sono percorsi intimamente legati, anche se i meccanismi che li regolano sono ancora poco conosciuti nella nostra cultura.
Il motivo che potrebbe spingervi a farlo è che un percorso simile potenzia le vostre doti, ve ne crea di nuove, con un notevole riflesso sulle vostre capacità creative, di apprendimento e professionali.
Purtroppo siamo stati educati ad apprendere ma non a strutturare ciò che gestisce la conoscenza e il modo con cui la si usa, che riguarda in modo diretto l’etica, che potremmo definire come: “La ricerca di uno o più criteri che consentano all’individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri”. (Wikipedia)
Assodata l’importanza dell’etica, mi preme sottolineare che il periodo che stiamo attraversando è contraddistinto da una profonda recessione economica, riflesso diretto di una grande carenza di consapevolezza, coscienza ed etica nella politica, nel mondo del lavoro, nel business, nell’individuo.
È quindi assolutamente indispensabile che correttezza e consapevolezza diventino le parole d’ordine per una società più evoluta e più giusta.
Perché questo accada dobbiamo rispettare il sistema. Se lo rispettiamo, quando siamo in difficoltà, questo si prende cura di noi, in quanto facciamo parte di un network indivisibile. Se non lo rispettiamo, questo reagisce e si autoregola fino a quando l’equilibrio non si è ristabilito anche a costo di “eliminarci”.
E così, se buchiamo l’ozono, non siamo più protetti dai raggi cosmici; se avveleniamo l’ambiente, mangiamo cibi avvelenati; se produciamo armi, prima o poi queste verranno usate contro di noi; se siamo scorretti nel business, veniamo estromessi.
A seconda delle situazioni, questa “ricalibrazione” avviene in un numero di anni indefinito, secoli in alcuni casi, e le nostre capacità conoscitive sono così limitate che non ci accorgiamo che ne siamo stati noi la causa. Ecco allora l’importanza di essere consapevoli: riconoscere che tutto fa parte di un enorme mosaico, che include la responsabilità personale di unire piuttosto che separare in tutti i contesti.
Quando ad esempio siamo padri di famiglia, diventiamo responsabili di tutte le persone che sono all’interno di un cerchio ideale tracciato intorno a noi, che rappresenta il nostro ruolo.
Quando diventiamo imprenditori o dirigenti, il cerchio che rappresenta il nostro ruolo è più ampio e include più persone che dipendono da noi. Solo se diventiamo consapevoli di ciò, possiamo diventare responsabili delle persone all’interno del cerchio.
Siamo partiti da un oggetto da produrre e ci ritroviamo ad essere responsabili del buco dell’ozono e a dovere fare un percorso di crescita?
Sì, perché ciò che avviene là fuori è un riflesso di ciò che noi siamo senza eccezioni e ne siamo responsabili.
Nel prossimo articolo parlerò in generale dei corsi di crescita personale, ma posso dirvi sin da ora che costano molto poco in relazione ai benefici che producono e innescano un processo evolutivo che rappresenta un “punto di non ritorno” rispetto alla vostra vita, con la conseguenza che finalmente riuscite a “godervi l’attimo”!
Grazie a tutti!
A cura di Francesco FIlippi
Autore di Creare Oggetti di Design





Marzo 6th, 2010 at 9:42 am
E’ così.
Potrebbe sembrare strano, partire dalle proprie aspettative, dall’idea di un prodotto, ed arrivare ad assumere delle responsabilità sociali, ma è proprio quello che si verifica in ambito imprenditoriale.
Assumi delle responsabilità sociali verso gli altri, oltre che verso te stesso, verso i lavoratori, verso l’ambiente esterno, verso l’ecosistema.
E, se per caso te ne dimentichi, allora intervengono un po’ di norme a ricordartelo, a volte anche norme penali, proprio come quelle che ti ricordano che non puoi fare della tua imptresa tutto quello che desideri.
In fondo, è proprio anche per questo motivo, che sono state create norme, come quelle sulla bancarotta semplice e fraudolenta, in applicazione del principio, che definisce una certa concezione dell’etica, richiamata da Wikipedia: “ricerca di uno o più criteri che consentano all’individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri”.
Marzo 6th, 2010 at 11:13 am
Grazie Gian Piero delle tue considerazioni,
hai perfettamente centrato l’argomento.
Purtroppo le norme non vengono sempre applicate e la mia sensazione è che questo sistema sia pieno di falle e faccia quindi acqua da tutte le parti.
Chi trasgredisce le regole sa che se viene “estromesso” dal sistema da qualche parte potrà rientrare, con qualche condono, con qualche legge ad hoc, e così via.
Il vero problema risiede nel trasmettere la certezza che chi sbaglia paga e poi viene perdonato.
Marzo 6th, 2010 at 18:56 pm
Francesco, quello che spieghi è sacro. Effettivamente chi sbaglia nel mondo del business dovrebbe pagare sempre, ma poi ci sono una buona parte che trovano il modo di farla “franca” tipicamente italiana……
Il punto l’ha citato anche tu: “Il vero problema risiede nel trasmettere la certezza che chi sbaglia paga e poi viene perdonato”.
E questo è il punto su cui discutere in Italia…..
Marzo 8th, 2010 at 9:26 am
Grazie Roberto del tuo commento!
Alla fine di tutto credo che la nostra responsabilità consista, oltre a divulgare queste idee, ad applicarle anche quando ci sembra scomodo farlo, in prima persona.
L’esempio rimane l’unico strumento in nostro possesso soprattutto per le nuove generazioni che da questo traggono i valori per la loro vita.
Aprile 13th, 2010 at 8:31 am
Nell’articolo scorso (parte prima) ho parlato dell’importanza di essere consapevoli, responsabili ed etici allo stesso tempo, perché un business [...]