Come gestire l’amicizia su internet

Sempre più persone scelgono l’amicizia elettronica, aprendosi un profilo su Facebook, iscrivendosi a Friendfeed, oppure curando un blog in cui i lettori possono postare i loro commenti, scambiandosi informazioni o punti di vista su un determinato argomento.

Altri si affidano alle chat, entrandovi come farebbero in un bar: si accostano ai tavoli per capire di cosa si parla, poi scelgono a quale gruppo aggregarsi, iniziando a discutere di tutto in simultanea.
Questo perché, nell’epoca dell’usa e getta in cui viviamo, l’amicizia tradizionale richiede tempo, attenzione, affetto, favori da restituire, in quanto come tutte le relazioni che durano è fondata su uno scambio reciproco.

Ciò non accade con gli amici virtuali, con cui non c’è conflitto, non c’è vero confronto, né si dona per ricevere indietro qualcosa.
Se da un lato ciò tranquillizza, dall’altro non consente a chi li colleziona di maturare giorno dopo giorno, imparando a gestire un rapporto in carne e ossa, dove dare e ricevere risulta di fondamentale importanza.
Spesso chi privilegia l’amicizia in Rete fugge gli altri perché non è attraente, quindi teme di essere rifiutato.
Ma può anche trattarsi di un individuo gradevole, che però si nasconde dietro l’etichetta del “grande indipendente” che “non deve niente a nessuno”.

In realtà, questo gusto per l’autonomia e per gli amici di comodo, in molti casi rappresenta soltanto un pretesto per dissimulare la difficoltà a “fare legame” per paura delle emozioni che suscita: senso di soffocamento, abbandono, dipendenza…Infatti dietro questa scelta ci sono talvolta amicizie dolorose, che hanno lasciato un’impronta indelebile.

Per questo, evitare le relazioni nella vita quotidiana o viverle in maniera superficiale, dando invece più spazio a quelle in Rete, diventa un mezzo inconscio per proteggersi dalle ferite del passato.
E se in molti sostengono che Internet non modifica i rapporti ma li velocizza, portandoli dritti al sodo perché non c’è tempo per sfumature e inibizioni, è altrettanto vero che l’amico del cuore, oggi, si cerca in Rete, per poi mandargli magari un messaggio sul telefonino, moderna autostrada dove far viaggiare i sentimenti.
Ma come comportarsi correttamente nell’ambito dell’amicizia virtuale? Ecco una serie di suggerimenti:

* Lascia che questa si sviluppi poco a poco, centellinando pensieri o informazioni particolarmente intime e confidenziali. Per quelle c’è sempre tempo.

* Se il tuo problema è l’organizzazione, fissa un “planning relazionale”, stabilendo quante ore devi passare in Rete, e quante con le persone che ti circondano, stabilendo un giusto equilibrio fra quest’ultime e i tuoi interessi.

* Pesa sempre le parole, stando molto attento a scrivere qualunque cosa possa diffamare, calunniare o criticare qualcuno, nella sua persona o attività. In fondo non sai chi c’è realmente dall’altra parte né come potrebbe reagire.

Qualora decidessi di saltare il fosso e conoscere il tuo amico virtuale, fissa l’appuntamento in un luogo pubblico, e non rivelargli informazioni personali fino a quando non sei assolutamente sicuro di lui. Si tratta di norme di comune buon senso, certo, che però vale sempre la pena ricordare perché, si sa, la prudenza non è mai troppa.

A cura di Marina Roveda

Autore di “Le Regole dell’Amicizia”

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8 Commenti a “Come gestire l’amicizia su internet”

  1. Gian Piero Turletti

    Il tuo ottimo articolo, Marina, riconduce a taluni temi, sui quali mi trovo perfettamente in sintonia con la tua opinione.

    Intanto, condivido il fatto che la realtà virtuale di internet, almeno fin tanto che rimane tale, ha le sue specifiche caratteristiche, le sue peculiarità, e conseguentemente anche l’amicizia, vera o presunta tale, non può paragonarsi in tutto e per tutto a quello che succede nel mondo off line.

    Il web è un veicolo di conoscenza e di comunicazione, ma certo l’amicizia fatta di incontri, di rapporti personali, e di altre componenti, non trova riscontro a livello virtuale.

    L’altro tema riguarda, essenzialmente, le avvertenze da usare, e questo punto non sarà mai a sufficienza sottolineato.
    Non dimentichiamoci mai, intanto, che anche con il web è possibile la violazione di norme penali, che possono dar luogo, ad esempio, a diffamazione e/o ad ingiuria.
    Inoltre, sono ormai numerosi i casi di persone scomparse, o anche peggio, in cui tutto ha avuto origine dal web.
    Quindi, attenzione ad usarlo in modo oculato.

  2. Marco Ferraro

    Ormai si fa molto nel mondo virtuale e come dici tu è sì più semplice fare amicizia e tenersi in contatto, ma per contro i rapporti che si vivono sono più superficiali.

    Ma è anche una conseguenza della quantità di contatti che uno può avere. Quando arrivi a livelli che hai centinaia di amici ad esempio su facebook diventa un pò difficile gestirli tutti in modo efficace e profondo, anche perchè il tempo è quello che è e quindi se dovessi dedicare tutto il tempo necessario ad ognuno dei tuoi amici non basterebbero 24 ore :-)

    Una persona intelligente dovrebbe ritagliarsi la giusta cerchia di amici con cui sente di poter condividere le proprie emozioni e con cui riesce a costruire un rapporto di fiducia reciproca.

  3. FABIO GALETTO

    L’articolo è interessante Marina ;-)

    Da ex timido aggiungo che nei miei ebook tratto marginalmente l’argomento delle amicizie su internet perchè, nella maggior parte dei casi, la timidezza cresce in proporzione al tempo dedicato alla vita virtuale.

    Chi socializza male è già circondato da barriere limitanti e non ha bisogno di aggiungere anche quelle virtuali. Oltretutto un appuntamento al buio sarebbe imbarazzante anche per una persona estroversa. Figuriamoci per chi è timido di natura! :-D

  4. Tony Bekamp

    Articolo interessante che affronta delle tematiche molto attuali. L’amicizia sulla rete è all’ordine del giorno ma si può dire che la stessa cosa accade nel mondo reale?
    Oggi è facile trovare chi ha centinaia di amicizie su facebook ma poche o addirittura nulla realtà. Coloro che sono timidi o poco socievoli trovano facile rifugio nel web, non è più necessario per loro il confronto in carne ed ossa e questo impedisce effettivamente di crescere, maturare e migliorare il rapporto con gli altri. Concordo con Fabio quando dice che la timidezza cresce in proporzione al tempo dedicato alla vita virtuale.

  5. Lo Monaco Francesco

    Io più che amicizie, preferisco chiamarli CONTATTI.

    La comunicazione e gli scambi di pareri che avvengono attraverso i social network online se non supportata da una frequentazione dal vivo può solo definirsi un semplice CONTATTO e non un’amicizia.

    A mio avviso comunque l’effetto benefico che la rivoluzione del web 2.0 stà portando davvero è la seguente:
    finalmente si comincia a sfatare (soprattutto in Italia) il tabù che dietro ad un monitor e ad una tastiera non ci siano soltanto sfigati secchioni occhialuti o complessati o peggio ancora delinquenti ma soprattutto gente per bene e professionisti che usano internet ed il web in una modalità più semplice e diretta, senza fronzoli e impalcature.

    La strada è stata aperta ma c’è ancora parecchia diffidenza in tutti questi sistemi di messaggistica istantanea, nelle chat (quelle serie) e nei diversi social network presenti online.

    Dall’altra parte è innegabile anche che pure troppi sono i social network spazzatura che “usano” l’utente a suo piacimento per i propri scopi e business, magari creandogli false aspettative su amicizie e sentimenti.

    Come sempre occorre moderazione e buon senso, la verità stà sempre in mezzo!

  6. nicola divietro

    ciao marina,bello il tuo articolo,
    la cosa che mi sorprende di più che la chiamano amicizia quella sul web,certo puoi veramente incontrare veri amici,ma nella maggiorparte dei casi sono solo contatti cosi giusto per dire che ciai molti amici sul web.

    Io su facebook ho molti amici della mia stessa città che quando li incontro la sera neanche ti salutano nonostante hai parlato sul web poco prima.

    Comunque oltre a queste persone,si incontra anche gente molto interessante dove scambi idee e progetti per il futuro,forse questa è una cosa positiva,puoi comunicare con tante persone che la pensano diversamente.

  7. Marco Germani

    Ciao Marina,
    tema interessantissimo, mi piacerebbe leggere un tuo articolo relativo alle releazioni sentimentali nate online, caso sempre più frequente al giorno d’oggi.

    A presto,
    Marco

  8. Marina Roveda

    Ma che bello spunto mi hai dato…ci penserò.

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