Come prepararsi per un colloquio di lavoro…

Questo articolo, tratto dal report che viene distribuito in omaggio a chi acquista il mio e-book “I segreti per parlare in pubblico”, vuole dare qualche piccolo consiglio a chi dovrà affrontare un colloquio di lavoro. Se infatti è vero che la crisi inizia a farsi sentire, è altresì vero che le aziende continuano a cercare nuovi collaboratori, puntando soprattutto sulla qualità. Ecco allora qualche consiglio su cosa fare i giorni precedenti all’appuntamento in azienda.

E’ bene sapere che quando si viene convocati per un colloquio, è perché c’è un datore di lavoro che non solo ha accettato la candidatura, ma ha bisogno di una figura come la nostra.
Solamente questo fatto ci deve far capire di come sia importante prepararsi al meglio per questo incontro e per questo “scambio di favori”:
IO ho bisogno di un lavoro, TU hai bisogno di un collaboratore.

Poniamo ora il caso che un amico ci inviti a cena a casa sua. La prima cosa che viene naturale pensare è: come dovrò presentarmi? Porto un dolce oppure una bottiglia di vino? Mi ricordo dove abita? In parole povere, quando riceviamo un invito da una persona che non fa parte della nostra ristretta cerchia di amici e conoscenti, non facciamo altro che pensare a cosa gradirà, facciamo del tutto per rispondere al meglio al suo invito, studiamo chi ci accoglierà!
Questo esempio serve per farci capire che quando dobbiamo andare ad affrontare un colloquio di lavoro, non dobbiamo assolutamente permetterci di arrivare all’appuntamento senza sapere che azienda ci accoglierà, che ambiente potrò trovare, che strategie di lavoro utilizza.

In parole povere dobbiamo prendere maggiori informazioni riguardo a tutto sulla nostra (forse) prossima azienda. Il primo passo deve essere quello di visitare attentamente il sito o le recensioni su internet per passare poi sui giornali o, meglio ancora , informarsi direttamente con chi ci lavora.
Pensateci un attimo, non è carino presentarsi ad un colloquio di lavoro senza sapere neanche di cosa mi andrò ad occupare!

Cosa molto importante è anche ripassare le materie principali con cui si ha conseguito un titolo, oppure prepararsi a spiegare le mansioni per cui si è specializzati.
Dobbiamo considerare i giorni precedenti ad un colloquio di lavoro come la preparazione di un campo di scacchi: chi riesce a preparare meglio il campo di gioco nelle prime mosse, ha in pugno la partita.


A Cura di
Massimo Pigliacampo,
Autore di “I Segreti per Parlare in Pubblico”

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3 Commenti a “Come prepararsi per un colloquio di lavoro…”

  1. Gian Piero Turletti

    Questo tipo di approccio potrebbe essere riconducibile a quello che qualcuno ama denominare marketing di se stesso.
    In fondo, si tratta pur sempre di vendere le proprie prestazioni lavorative, professionali, cercando di capire qual’è la domanda del mercato del lavoro.

    In altri termini, si tratta di considerare se stessi quale oggetto promozionale, con la propria personalità e le proprie capacità, con l’obiettivo di corrispondere, eventualmente, a quaello che l’impresa ricerca.

    Si tratta perciò di un processo a due vie, come la comunicazione.
    Non è solo l’impresa che cerca la persona giusta al posto giusto, ma è anche la persona che valuta se quell’impresa fa per lei.

    Non tutte le aziende, infatti, sono uguali.
    Ognuna ha una propra personalità, fatta di storia e di valori, proprio come le persone.
    Ci sono aziende tradizionaliste e conservatrici, ed altre importate ad una decisa cultura dell’innovazione.

    Ma anche gli stili organizzativi e gestionali sono diversi.
    Talora autocratici ed autoreferenziali, da pare del management o della proprietà, e quindi poco propensi a consentire ampi spazi di autonomia.
    A volte, invece, improntai proprio ad una ricerca di autonomia nelle scelte dei propri collaboratori.

    Sicuramente, chi è poco propenso a ruoli decisionali autonomi, si troverà meglio nel primo tipo d’impresa, dove la sua professionalità verrà meglio valorizzata con ruoli più esecutivi, mentre chi necessita di maggior autonomia farà meglio a prediligere il secondo tipo.

    Come si vede, è sempre preferibile capire prima con chi si ha a che fare, e che cosa ricerca l’azienda.
    Questo, infatti, non significa solo che l’impresa selezioni una persona con un certo tipo di competenza professionale, ma anche “fatta in un certo modo”, cioè con caratteristiche psicologiche, che la rendano più sinergica nei confronti della tipologia ambientale, che contraddistingue quella certa impresa.

  2. Chiarissimo Colacci

    Ottimi suggerimenti quelli riportati nell’articolo. Peccato che molti giovani in cerca di un primo lavoro ed in occasione di un colloquio, non li recepiscano perché non li conoscono o perché non li ritengano importanti. Ho avuto modo di effettuare colloqui di selezione per conto di aziende medio piccole e tra i vari candidati ho conosciuto giovani che facevano tutto l’opposto di quanto suggerito da Massimo:
    - Non si presentavano in orario
    - Non conoscevano minimamente l’azienda per cui si candidavano
    - Non erano in grado di parlare di loro stessi per più di un minuto
    - Ecc..
    Ovviamente questo tipo di candidati non veniva preso in considerazione.

    Fortunatamente, accanto a questi giovani “impreparati” avevamo sempre la soddisfazione di parlare con altri che si erano documentati, erano disinvolti nel rispondere alle domande ed avevano le idee chiare su cosa volevano fare.

  3. Massimo D'Amico

    Ciao Massimo,
    Articolo sicuramente interessante…

    Sono d’accordissimo con quanto scrivi, molti anni fa avevo seguito un corso che parlava di questi argomenti e come creare un curriculum di successo.

    In pratica il marketing si applica (quasi) dappertutto, non credi? ;-)

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