Parafrasando Jacques Séguéla: “non dite a mia moglie che faccio il coach delle donne” Storia di un posizionamento serio – prima parte

Quando a gennaio del 2008 Giacomo Bruno mi rispose dicendomi che avrebbe pubblicato il mio ebook Penso Positivo, non stavo più nella pelle. Da lì a poco, si sarebbe realizzato un doppio sogno: diventare uno scrittore e veder pubblicato il mio lavoro motivazionale che portavo in giro per l’Italia con i seminari.

Già pregustavo i volumi di vendita dell’ebook e i titoli sui vari giornali. Già mi vedevo come il primo italiano ad aver scritto un libro sul pensiero positivo (giacché al riguardo erano tutti americani); già sognavo le interviste e la notorietà.

Invece, tutto questo durò pochissimo, nel giro di tre mesi dalla pubblicazione dell’ebook, tornai improvvisamente con i piedi per terra. Anzi, meglio dire che la realtà mi aveva tristemente “svegliato” dal mio torpore e riportato alla vita quotidiana.

Avevo venduto si è no un centinaio di copie e la mia notorietà non era per nulla schizzata alle stelle.

Non riuscivo a capire: studiavo e sviluppavo il pensiero positivo e la motivazione umana dal 1999, eppure, per il mercato ero ancora un perfetto sconosciuto, o quasi.

Fu allora che presi coraggio e decisi di chiedere aiuto a qualcuno più bravo di me nel posizionamento: al mio stesso editore, Giacomo Bruno e a Marco De Veglia, uno dei più noti copywriter ed esperti di internet marketing.

Furono entrambi di una gentilezza unica e sia Giacomo sia Marco, risposero a tutte le innumerevoli email che inviai. A conferma che i grandi, sono molto più disponibili di quanto possiamo pensare.

Giacomo mi aiutò a capire che parlando di pensiero positivo ero un po’ troppo “generalista”: come potevo pensare di associare il mio nome al Pensiero Positivo quando lo stesso era associato da più parti a personaggi come Napoleon Hill, Lousie Hay, Dale Carnegie, Norman Vincent Peale?

Il pensiero positivo era troppo generico; la formazione motivazionale che sviluppavo da anni era troppo generica. Lo stesso coaching motivazionale era ancora troppo generico.

Giacomo mi spiegò che i migliori, coloro che hanno più successo, sono diventati famosi ritagliandosi delle nicchie di mercato ben precise. Non offrono tutto a tutti. Hanno rinunciato a qualcosa e si sono concentrati su qualcosa in particolare. Si sono focalizzati sul fare una sola cosa, e farla bene.

Del resto, lui e Viviana Grunert, con la Bruno Editore sono un esempio di posizionamento per tutti.

Seppur con ritardo, cominciavo a capire perché, nonostante facessi il formatore motivazionale da oltre dieci anni, “Giancarlo Fornei” non aveva una sua identità ben definita, un posizionamento specifico nella mente delle persone.

Forte dello “scossone” ricevuto da Giacomo. Mi sono messo a ragionare su cosa facessi di particolare per i miei clienti e dopo un po’ di giorni, ho convenuto che erano sostanzialmente due le cose che emergevano:

  1. negli ultimi anni avevo lavorato quasi esclusivamente con donne;
  2. le avevo aiutate a tornare a credere in se stesse, nonché a riprendersi la propria vita.

Ho così notato che con le donne con le quali lavoravo per un certo periodo di tempo, usavo un sistema quasi ripetitivo: prima facevo un certo tipo di lavoro, poi un altro, poi un altro ancora, ecc. Usavo una sorta di metodo in 5 punti.

Parlandone con Marco De Veglia, mi ha fatto notare che sarebbe stato meglio sostituire la parola punti con passi. Passi dava l’idea di qualcosa in movimento, di qualcosa da compiere.

Inoltre, Marco mi spinse a cercare una parola diversa da “personal coach” (troppo generica e, soprattutto, dove primeggiavano già personaggi come Roberto Re e Livio Sgarbi), che potesse darmi una nicchia solo mia, in cui essere il primo. Cercai su Google la parola “mental coach” e scoprii che all’epoca, erano quasi tutti americani o comunque, stranieri.

Spinto dai suggerimenti di Giacomo e di Marco, mi sono focalizzato sempre di più, sino a creare un messaggio semplice e al tempo stesso ad effetto, da associare al mio nome, in modo che fosse facile posizionarmi nella mente delle persone ed essere riconosciuto come:

Giancarlo Fornei,
il mental coach che aiuta le donne a creare autostima e raggiungere un obiettivo in 5 passi.

Con il prossimo post, Ti racconterò come ho scalato le vette di uno dei motori di ricerca più importanti come Google, arrivando nelle prime posizioni di parole chiave con oltre 14 milioni di ricerche.

Alla continuazione del post e lasciami un commento.

A Cura di Giancarlo Fornei,
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta a raggiungere gli obiettivi in 5 passi”
Autore degli ebook “Penso Positivo e “Donne in Crisi”

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9 Commenti a “Parafrasando Jacques Séguéla: “non dite a mia moglie che faccio il coach delle donne” Storia di un posizionamento serio – prima parte”

  1. Antonio Ferrandina

    Il posizionamento è essenziale prima di ogni altra cosa:
    ad esempio alla combinazione di parole “piano marketing” senza alcuna pubblicità ma solo tramite alcuni articoli ben ottimizzati nei titoli e contenuti sono attualmente con http://www.piano-marketing.blogspot.com al 5^ posto di Google su un totale di 10.800.0000 (e teniamo presente che solo la parola marketing vanta 533.000.000 siti.
    Ottimo lavoro Giancarlo!

  2. Gian Piero Turletti

    Ciao Giancarlo.

    Affronti in questo articolo una problematica di marketing di indubbio rilievo, sia per coloro che intendano usare internet, sia per tutti coloro che si prefiggono strategie off line.
    Sul marketing, on line ed off line, come sappiamo, si potrebbero scrivere intere enciclopedie, ed a me preme sottolineare quanto segue. La speranza, la maggior probabilità di ottenere un certo succeso commerciale nasce, a mio modesto avviso, dal cosidetto marketing mix.
    Avendo potuto confrontare strategie e metodi di molte aziende e persone diverse (il marketing può essere realizzato anche per scopi di affermazione personale, e non solo aziendale), posso dire che la maggior parte delle volte non c’è un solo elemento a predominare, sia questo ilposizionamento o altro, ma la vittoria vera e propria si raggiunge usando diversi mezzi e strumenti, tutti importanti, nessuno prevalente in senso assoluto.

    Il posizionamento, il branding è fondamentale, poi occorre (cioè è preferibile) che sia integrato, ad esempio, da una consistente attività promozionale e pubblicitaria.
    COoe sappiamo, tanto per fare un esempio noto a tutti, certo la Coca Cola ha rappresentato un’operazione di branding eclatante, un caso storico, ma poi il successo del brand e del prodotto è arrivato anche grazie agli investimento pubblicitari.
    Direi che, se volessimo sintetizzare il concetto, potremmo prendere a prestito un famoso detto delle relazioni Pubbliche “far bene e farlo sapere”, ebbene noi potremmo dire “realizza un branding vincente e fallo sapere”.

    Sul discorso della nicchia, condivido che la nicchia, o meglio il target di nicchia può facilitare posizionamento, branding e marketing mix, tuttavia con un marketing mix ottimizato si possono realizzare strategie molto efficaci anche in ipotesi di estensione di linea, che rappresenta la poltica alternativa rispetto a quella incentrata sulla nicchia di mercato.

  3. Gennaro Romagnoli

    Ciao Giancarlo,

    hai fatto davvero una bella descrizione, e tra l’altro conosco
    sia Giacomo che Marco ;-) …non vedo l’ora di leggere il
    resto della storia…

    Complimenti per tutti i risultati
    che hai raggiunto.

    Genna

  4. Alberto Barbieri

    Giancarlo,
    complimenti per l’analisi e per il percorso, fatto in questi mesi, finalizzato ad osservare e capire meglio il tuo lavoro, come veniva percepito dagli altri e come riposizionarlo in modo efficace.
    E’ un bellissimo esempio di come si dovrebbe fare! Resto in attesa di leggere il seguito….

  5. Giancarlo Fornei

    Grazie ad Antonio, Gian Piero, Gennaro e Alberto, sia per i complimenti sia per i commenti…

    mi auguro di essere utile a qualcuno raccontando la mia storia di posizionamento.

    Un abbraccio

    ps
    ancora un sentito GRAZIE a Giacomo Bruno e Marco De Veglia per i fantastici suggerimenti.

  6. Maria Enrica Raeli

    Interessante ed onesta autoanalisi. Coraggiosa anche.
    Grazie per la condivisione
    Enrica

  7. Giancarlo Fornei

    Grazie Maria Enrica…

  8. Massimo D'Amico

    Ciao Giancarlo, come va?
    Dai che a Settembre lanciamo qualcosa di grandioso… ;-)

    Quando parli di “Branding” stai dicendo una parola importantissima, che molte aziende non hanno ancora capito/percepito.

    Io sto sviluppando il mio branding sulla parola “FreePerClick” in quanto sono 10 anni che uso tecniche di traffico gratuite (dal lato americano ed italiano). Ringrazio ancora Giacomo per averne sottolineato l’importanza.

  9. Giancarlo Fornei

    Ma certo, caro Massimo, che a settembre facciamo delle cose insieme…

    Putroppo, il concetto di posizionamento è di focalizzazione è ancora mal visto da molte aziende, temono di perdere il loro business e non capiscono che focalizzandosi sul far bene una sola cosa, in realtà, lo amplificano.

    Mi associo al ringraziamento a Giacomo e aggiungo un grande abbraccio

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